domenica 28 febbraio 2010

Euro moneta forte

In molte testate giornalistiche di questi giorni, si legge di attacchi che grandi banche americane e grandi fondi d’investimento, soprattutto noti hedge funds, stanno conducendo in varie parti del mondo contro l’Euro allo scopo di destabilizzarlo e produrre lauti guadagni agli attaccanti, come già è avvenuto nel ‘92 contro la sterlina inglese che portò nelle tasche del Fondo guidato dal magnate della finanza USA George Soros, un miliardo di dollari. La loro filosofia è che da 1,51 dollari del dicembre 2009 la moneta europea potrebbe scendere, nel giro di 3 mesi anche sino alla parità con il dollaro. Tutto questo sfruttando in pieno le difficoltà della Grecia e di altri paesi della zona Euro della cosiddetta zona Pigs. Sigla spregiativa formata dalle iniziali di Portogallo, Irlanda Spagna e della stessa Grecia. Secondo il Wall street Journal durante una riunione dell’inizio del mese di febbraio questi Big del mondo finanziario avrebbero studiato i tempi e i modi per sferrare un attacco contro l’Euro. La stessa Federal Reserve americana si starebbe interessando alla vicenda preannunciando l’apertura di una inchiesta affidata alla SEC, che è la Commissione di controllo sulle operazione in Borsa. In Europa il presidente della BEI, Philippe Maystadt in una intervista all’Echo, uno dei giornali che in Belgio ha una della massime tirature, ha dichiarato che questi attacchi si frantumeranno contro le iniziative dei paesi europei che già si stanno muovendo per garantire attraverso le grandi banche, a controllo statale, l’acquisto di bond greci di prossima emissione per un valore di circa 30 miliardi di € sottoscritti dai paesi della zona Euro secondo percentuali che fanno riferimento alle quote associative nella BCE. A margine di queste notizie, ma non secondarie per importanza, già oggi il cambio dell’Euro intorno a 1,36 per dollaro permette alle aziende europee di tirare il fiato rispetto alle quotazioni di dicembre, un ulteriore livellamento verso il basso potrebbe essere accolto molto favorevolmente dall’intera area industriale commerciale e turistica, danneggiando le esportazioni USA e il loro tessuto finanziario-industriale. In prospettiva i fondamentali di Germania, Italia, Francia, Olanda e della stragrande maggioranza dei paesi della zona € sono di gran lunga migliori della moneta verde in quanto i vincoli del patto di Maastricht che lega i paesi dell’Eurolandia permettono un deficit di bilancio statale in una percentuale che è meno della metà di quello USA.

sabato 27 febbraio 2010

I paesi del Mediterraneo hanno voglia di sviluppo

L'Unione Europea ha previsto una serie di strumenti di sviluppo per la regione euromediterranea, a partire dal 1989 scegliendo tre campi d’ intervento: politico e di sicurezza, economico e finanziario, sociale e culturale, miranti a facilitare lo scambio di conoscenze (federazioni industriali, istituti economici, camere di commercio, banche, ecc.. I paesi che aderiscono al programma possono utilizzare il supporto tecnico di alcuni enti creati ad hoc, il primo è l’Ecip" (European Community Investment Partners) che ha lo scopo di promuovere la costituzione o lo sviluppo di "joint-venture" tra piccole e medie imprese dei paesi del Mediterraneo, e di altre parti del mondo con agevolazioni finanziarie. Il secondo è "Meda-Democrazia" che ha un programma di cooperazione destinato a promuovere i diritti dell'uomo e lo sviluppo della democrazia nei paesi partner mediterranei. Creato dal Parlamento Europeo nel 1996, il programma accorda delle sovvenzioni, fino all'80% del costo totale ad associazioni senza scopo di lucro, Università, Centri di Ricerca e Organismi pubblici, per realizzare dei progetti che mirino all'avanzamento della democrazia, della libertà d'espressione, di associazione. In questi giorni a Roma si svolge il Forum Euromed che vede la partecipazione di 600 imprese, con un migliaio d’incontri tra aziende di 14 paesi dell’area che oltre all’Italia vede presenti Siria, Libano, Giordania, Turchia, Malta, i Territori Palestinesi, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Israele, Egitto, Cipro. L’Italia, ha detto il Ministro Scajola, è il primo partner commerciale dell’area Euromed con i suoi 22 miliardi di € di export nell’area in un interscambio di circa 45 miliardi. Il nostro paese punta a raggiungere, alla fine del corrente anno un aumento dell’export del 20%, nell’ambito di un dinamismo dell’area che ha visto nel 2009, nonostante la crisi, un più 240% dell’export algerino e un più astronomico 500% di quello egiziano. I politici presenti, dal sindaco di Roma Alemanno, alla presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, hanno sostenuto che l’impegno di tutti è di lavorare per una area di libero scambio senza dazi con 600 milioni di abitanti. La scelta di Roma, per l’impulso che il nostro paese sta dando all’iniziativa e per la sua posizione geografica, potrebbe essere la piattaforma logistica di tutto il progetto.

venerdì 26 febbraio 2010

Rinnovato il contratto del settore turistico-alberghiero

Il 20 febbraio c.a. è stato rinnovato il contratto di settore con la firma per la parte padronale delle associazioni Federlalberghi, Fipe, Fiavet, Faita, Confcommercio, Federreti e dalle sigle sindacali di settore della Cgil-Cisl e Uil. La durata del contratto è di 40 mesi e prevede un aumento economico secondo
la tabella seguente:














Ampio spazio viene data alla contrattazione decentrata anche con il potenziamento degli Enti bilaterali locali di settore che si attrezzeranno sempre meglio per assistere i lavoratori. Per i lavoratori stranieri è prevista la traduzione del CCNL, almeno nelle parti salienti, in varie lingue come il francese, inglese, tedesco, il rumeno e l’arabo. Inoltre dovranno aiutare i lavoratori stranieri anche nelle pratiche di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno. Importante è l’aver fissato che in quelle situazioni in cui entro il 30/09/2012 non si dovesse pervenire ad un accordo integrativo, i datori di lavoro con la retribuzione di fine ottobre 2012 dovranno erogare le somme elencate dalla tabella seguente:


Sono previste iniziative congiunte nei riguardi del governo per adeguare la tassazione gravante sul settore ai livelli europei per sostenere lo sviluppo del settore.

mercoledì 24 febbraio 2010

Rinnovato contratto dirigenti Enti Locali


Per circa 11000 dirigenti degli Enti Locali l’Aran e le 5 sigle sindacali maggiormente rappresentative del settore, CGIL, CISL, UIL, Confsal e Csa hanno firmato, con qualche mese di ritardo, il rinnovo del biennio economico 2006/2007 e normativo relativo al quadriennio 2006/2009, il primo sottoscritto secondo le norme previste dal DL 150/2009, per la riforma del Pubblico Impiego. Il vantaggio economico è di 178 € sulla tabella e sulla quota minima del salario di posizione. Altri 103 € sono previsti per il raggiungimento di target concordati, anche questi come previsto dalla riforma del pubblico impiego. Altri benefici economici per il trattamento delle quote accessorie si potranno aggiungere a queste sopradescritte nelle trattative locali per la fissazione di parametri di risparmi gestionali e quindi di efficienza. Nella parte normativa sono previste sanzioni disciplinari, che anche senza prevedere il licenziamento, possono produrre censure o sospensioni dell’attività lavorativa parametrata alla gravità della inosservanza delle leggi.

Risparmiare sul mutuo casa


Sono molti i volantini pubblicitari che troviamo nelle nostre caselle della posta che ci offrono appartamenti o ville a prezzi abbordabili. Anche i giornali sono piene di pagine che consigliano di acquistare case nelle zone più belle del mondo e soprattutto del nostro paese. In effetti il rarefarsi delle compravendite nell’ultimo anno hanno ridimensionato i prezzi e un’accurata lettura delle offerte potrebbe offrire qualche occasione veramente interessante. Accurate ricerche di mercato non fanno presagire ulteriori riduzioni dei prezzi per cui, avendo la cifra minima per accedere all’acquisto, ipotizzabile in un 20% del valore più la capienza per spese notarili ed eventualmente dell’agenzia immobiliare d’intermediazione, bisogna pensare al mutuo per coprire il resto della somma. Le offerte sui mutui sono molte e diverse, tasso fisso o variabile, ci sono poi quelli che partono con tasso fisso e dopo un certo numero di anni diventa variabile etc.. Forse una considerazione va fatta. La grossa differenza tra il fisso, che offre una certa tranquillità della rata da pagare, ma che costa anche un 2-3% in più l’anno e il tasso variabile, ancorato all’Euribor o al tasso BCE, che può dare in prospettiva qualche preoccupazione sulla variabilità della rata, anche se per qualche anno non ci dovrebbero essere grandi variazioni, ma che in cambio offre un notevole risparmio sull’importo degli interessi da pagare. Altre considerazione da tenere presente sono le spese richieste dalle banche per l’istruttoria. Ci sono alcune banche che chiedono un forfait limitato, altre che offrono tutta la pratica senza oneri aggiuntivi, perché compresi nell’erogazione del mutuo. Dulcis in fundo, bisogna valutare positivamente il comportamento di quelle banche che non applicano penalizzazioni per eventuali estinzioni parziali del mutuo stesso. In fondo da una parte si può scegliere una rateizzazione lunga, magari una restituzione in 30 anni, poi quando l’intestatario del mutuo riesce a mettere da parte un risparmio anche di 1000 €, se questo rimborso è previsto dal contratto di erogazione del mutuo senza penalizzazione, consente di risparmiare sugli interessi e per alcune banche l’importo restituito in anticipo, riduce in alternativa il numero degli anni di rateizzazione con relativo risparmio d’interessi da non corrispondere. Investire oggi una somma di 1000/2000 € non è facile, in questo modo l’operazione è resa possibile con i vantaggi sopradescritti.

martedì 23 febbraio 2010

Prospettive economiche della settimana

In Germania l’indice Zew, che fa la sintesi delle opinioni di analisti economici sulle prospettive dei prossimi 6 mesi, è diminuito a febbraio da 47,2 a 45,1, per le preoccupazioni di una mancata tenuta dell’euro a causa delle turbolenze verificatesi ultimamente. Disoccupazione e inflazione stabili.
In Francia è prevista inflazione in calo a causa dei bassi consumi, mentre 2milioni e 611000 persone sono in cerca di lavoro.
In Italia, Non sono previste variazioni della fiducia dei consumatori, mentre è stimata in leggero rialzo quella delle imprese.
Nel Regno Unito, il PIL del 4° trimestre 2009, è stimato in crescita.
Negli Stati Uniti, la Banca centrale americana, FED, ha aumentato il tasso di sconto da 0,50% a 0,75%. Si tratta del tasso al quale le banche possono richiedere prestiti straordinari alla Fed. Non è stato aumentato il tasso sui Fed funds, cioè il tasso sui fondi federali offerti dalla Banca centrale e scambiati nel sistema interbancario. L’elemento positivo è la crescita mensile della produzione industriale dello 0,9% a gennaio, da -17,33. L’avvio di nuovi cantieri negli Stati Uniti a gennaio è stato pari a 591 mila unità, leggermente superiore al previsto (580 mila),
Le richieste settimanali di sussidi disoccupazione sono state 473 mila, rispetto alle 442 mila della settimana precedente. L’ inflazione, ha registrato un aumento dell’1,4% rispetto allo 0,4% del mese precedente, una lettura attenta dei dati evidenzia un forte aumento del prezzo della benzina (+11,5% mensile).
Giappone, la Banca centrale ha confermato i tassi al minimo storico escludendo, per il momento ulteriori allentamenti della politica monetaria del paese. Il PIL giapponese è cresciuto nel 4° trimestre 2009 dell’1,1%. Importante è stato il contributo delle esportazioni aumentate del 5% mentre le importazioni hanno registrato un +1,3% .

lunedì 22 febbraio 2010

Investire bene è difendere il proprio risparmio


Una serena valutazione delle difficoltà che i risparmiatori hanno incontrato negli ultimi 5/10 anni, riportando a casa magri guadagni e spesso dolorose perdite, devono fare riflettere sulle prospettive del settore, a breve e a lungo raggio. Agli inizi degli anni 90 il massicio ingresso in Borsa di titoli di società delle New Economy e delle nuove tecnologie di telefonia mobile e di vendite su internet sembravano il nuovo eldorado dei risparmiatori che spesso, nel giro di qualche mese riportavano guadagni che sfioravano il 300/400%. Basta ricordare la società sarda Tiscali, nata nell’ottobre 1998, specializzata negli abbonamenti con carte prepagate e sconti su telefonia fissa, dopo un anno della sua costituzione, viene lanciata in borsa ad un valore 30 volte quello di partenza, e poi, con alti e bassi, oggi è ritornata ai valori di poco superiori a quelli di origine. Come non ricordare e.Biscom, oggi Fastweb; Seat Pagine Gialle, tutte aziende, che forse a modo loro, hanno sostenuto il boom della New Economy, ma che hanno dato anche grandi dispiaceri a molti risparmiatori e soprattutto a coloro che si erano affacciati in Borsa con una preparazione inferiore alle necessità del settore. Oggi, le famiglie che hanno bisogno di guardare alla Borsa come uno dei rifugi più importanti per investire i propri risparmi, per poi godere nella vecchiaia di una integrazione della pensione prevista in calo, dopo le varie riforme, qualche attenzione in più, può aiutare. Da questo punto di vista, dopo il successo dell’ultimo Bond Enel emesso per una raccolta di 2 miliardi di €, poi alzato a 3 miliardi di €, ma che ha raccolto prenotazione per 14 miliardi, una considerazione è d’obbligo. Una scelta di relativa tranquillità, visto le caratteristiche della società emittente, sembra la più apprezzata dal risparmiatore medio. Altre società ci sono nella zona Euro con le stesse caratteristiche. Investire in Euro, annulla le difficoltà di cambio, rispetto all’investimento in altre valute. Il tutto in attesa che quei strumenti come i fondi, anche obbligazionari, trovino la strada per ridurre le commissioni a carico degli investitori, a livelli che lascino margini di guadagno e quindi di rivalutazioni delle quote a favore dei risparmiatori. Infatti commissioni di ricarico dell’importo di 2/2,5%, a fronte di dividendi che spesso sono eguali o poco sopra questa percentuale è logico che lasciano poco spazio per eventuali rivalutazioni.

domenica 21 febbraio 2010

Milano Moda Donna

Da mercoledi 24 febbraio e sino alle ore 19 del 3 marzo, in occasione di Milano Moda Donna Autunno/Inverno 2011/2012, una serie ininterrotte di sfilate, eventi, mostre riempiranno Milano di appuntamenti, rimettendo al centro dell’attenzione mondiale uno dei settori in cui meglio si sviluppa la riconosciuta fantasia e la capacità creativa degli italiani. Questo evento in un settore ad alto valore aggiunto può rappresentare una leva per la ripresa della nostra economia. Sono state allestite per l'occasione mostre fotografiche, di abiti e costumi d'epoca, il comune di Milano, il 1 marzo alle ore 19, inaugurerà a Palazzo Marino un nuovo spazio espositivo dedicato al settore costume e moda a partire dagli anni settecento ai nostri giorni.
Circa 230 sfilate del meglio del pret-à-porter italiano rappresentano uno spettacolo molto interessante e attraente per circa 2.500 giornalisti proveniente da tutta Italia e da moltissime nazioni estere. Sono attesi circa 16000 compratori, per i quali sono state allestiti cocktails d’inaugurazione e mostre enogastronomiche con degustazioni. Nel centro sfilate di Via Gattamelata tutta una serie di servizi faciliterà il pubblico che anche a mezzo di videowall potrà seguire, anche in contemporanea la serie di sfilate

venerdì 19 febbraio 2010

Il petrolio a 79 dollari al barile

L’aumento dello 0,25% del tasso di sconto che la Fed ieri sera ha effettuato a sorpresa ha forse tolto qualche certezza al mercato degli speculatori, che, come se niente fosse, continuano a comprare contratti per consegne a 3 e 6 mesi nella speranza di guadagnare uscendo poi dal mercato quando le cose sembrano volgere al peggio. In effetti gli aumenti che negli ultimi tre mesi si sono avuti in borsa sui lingotti d’oro arrivati per qualche giorno a sfiorare i 200 dollari l'oncia, il petrolio a 79 dollari, e le speculazioni effettuate sul mais e altri prodotti fa parte di una strategia speculativa che si ripresenta sui mercati come se niente fosse accaduto nelle varie bolle speculative precedenti che hanno portato alla crisi, di cui ancora oggi si fa fatica ad uscire. In effetti i tentativi di riportare il petrolio agli eccessi avutisi nel passato, 140 dollari al barile per qualche giorno, aggravato dal fatto che il prezzo del gas è stato agganciato a quello del petrolio, è stato uno dei fattori che più hanno depresso il mercato in quanto il costo dell’energia ha una influenza massiccia, non solo sui costi dei trasporti, ma si riversa violentemente su moltissimi settori dell’economia. La bolla dell’edilizia ha fatto il resto. Può darsi che qualcosa si muove verso un ripensamento della priorità degli investimenti tra quota dedicata alla finanza pura e quota dedicata alla promozione del lavoro inteso come motore di sviluppo reale. Una cartina di tornasole potrebbe essere che quasi il 50% dell’oro, 191 tonnellate su 403, che il FMI ha tentato di vendere, per sostenere le sue attività, non sia stato comprato della varie banche centrali come invece era avvenuto nell’ultimo trimestre del 2009. Forse la consapevolezza che nel prossimo futuro bisognerà investire sempre di più nelle infrastrutture, nella cura del territorio, rallentando quel consumo dei boschi, dei mari con la pesca senza limiti, non curando che l’inquinamento alla fine produce povertà in cambio di qualche euro guadagnato subito, possa garantirci un futuro migliore per noi e per i nostri figli.

mercoledì 17 febbraio 2010

Principali notizie economiche della settimana

Tasso di riferimento ufficiale BCE fermo 1%
Euribor 3 mesi 0,66%
Cambio valute Euro/Dollaro 1,36 – 1,38
Euro/yen 122,6 0,4 -124,50
Euro/sterlina 0,87 -0,84
Bund 2 anni 0,98 -%
Bund 10 anni 3,19%
Tassi USA (%) Tassi ufficiali 0,25 %
T-Note 2 anni 0,83%
T-Note 10 anni 3,69%
In Europa non s’intravedono grandi spostamenti nel settore del fatturato delle PMI. Settimana in equilibrio con le previsioni precedenti.
Negli Stati Uniti la settimana prevede un buon miglioramento dell'indice Empire Manifatturiero di febbraio a 17,85 rispetto il precedente a 15,92, l'indice di fiducia Philadelphia FED di febbraio, in rialzo a 17 dal precedente 15,2.
In Europa la nota più rilevante della settimana è che il sostegno alla Grecia si è rilevato, per il momento, più politico che pratico. Nel frattempo però a partire da lunedì, una commissione UE, più BCE e FMI sarà ad Atene, per il controllo delle applicazioni delle regole più restrittive sui conti pubblici greci al fine del rientro entro il 2012 nei parametri di Maastricht. Questa commissione proporrà, in caso di necessità, misure addizionali, in sintonia con quelli già utilizzati dal Fondo Monetario Internazionale. Non si conoscono ancora quali strumenti operativi potranno essere utilizzati per un eventuale concreto aiuto finanziario (in termini di liquidità o garanzie) che si dovessero rendere necessari. Ulteriori dettagli potrebbero venire dalla riunione dell’Eurogruppo (Ministri dell’Economia e delle Finanze dell’area euro) o dall’Ecofin (Ministri dell’Economia e delle Finanze dell’UE) di questo mese, ma certamente un primo punto sulla situazione verrà fatto ed eventuali decisioni più concrete di sostegno potrebbero essere prese in marzo, contemporaneamente al primo giudizio che la UE dovrà esprimere, come già in programma, sull’implementazione del piano di rientro proposto dalla Grecia. La prospettiva della prossima settimana è di una grande incertezza con riflessi negativi sui mercati azionari per varie ragioni. I tempi e i modi di rafforzamento dell’economie greca, le manovre restrittive della Banca centrale cinese che, per la seconda volta in poche settimane, ha rialzato il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche, rendendo più difficoltosi i prestiti all’industria e tagliando in parte le unghie a spinte speculative. Altri rallentamenti si potranno avere nel settore auto con l’esaurimento degli incentivi al settore. Alcune aziende hanno chiuso il 2009 con perdite nette, Peugeot, Citroen, Renault e Fiat, anche se quest'ultima, che pur dichiara una perdita superiore agli 800 milioni di €, ha promesso un dividendo ai propri azionisti. Sempre sostenuto il settore farmaceutico.