sabato 30 ottobre 2010

Un week-end nella città rosa: Petra

Potrebbe essere una scelta valida per fuggire dall' inverno italiano. Petra, descritta come una delle otto meraviglie del mondo antico, è senza ombra di dubbio il tesoro più prezioso della Giordania e la sua maggiore attrattiva turistica. È una vasta città dalle caratteristiche uniche: i Nabatei, attiva popolazione araba insediatasi in questa zona oltre 2000 anni fa, la crearono dalla nuda roccia e la trasformarono in uno snodo cruciale per le rotte commerciali della seta e delle spezie, grazie alle quali Cina, India e Arabia del Sud poterono entrare in contatto con Egitto, Siria, Grecia e Roma. Il momento migliore per visitare Petra, e trarre il massimo beneficio fotografico, è al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce del sole raggiunge l'angolazione che mette in risalto gli straordinari colori naturali delle rocce.
Su internet e youtube si trovano tanti consigli e tour a prezzi abbordabili. In genere lo schema proposto è abbastanza simile al seguente.
Primo giorno: Partenza dall’Italia per Amman. Trasferimento a Petra.
Secondo giorno: Intera giornata dedicata alla visita di Petra, con entrata nella città attraverso la voragine, o siq, che spaccò in due la roccia durante un terremoto preistorico. Sentiero lungo più di 1 chilometro, fiancheggiato da ripide pareti rocciose alte 80 metri. Il monumento più famoso di Petra, il Tesoro, compare in modo teatrale al termine del siq, con la gigantesca facciata, resa ancor più nota dalla sequenza finale del film “Indiana Jones e l’Ultima Crociata”. Molti sentieri, salite, facciate di templi, sale funebri e bassorilievi, il Teatro da tremila posti, la tomba degli obelischi, le tombe reali: il tutto da visitare con calma perché, oltre ad essere un sito molto ampio, può richiedere qualche scalata piuttosto ripida.
Terzo giorno: Petra/ Wadi Rum /Amman .
Durante il percorso per Amman, sosta a WADI RUM, uno spettacolare scenario desertico formato da sabbia e rocce rossastre: escursione in fuoristrada della durata di 3 ore. Proseguimento per il Mar Morto dove si potrà approfittare per un tuffo e per galleggiare nelle acque salate del famoso lago.
Quarto giorno: Amman Italia

Il crisantemo un simbolo che non invecchia

Un mercato di oltre 150 milioni di euro, con vendite concentrate soprattutto intorno ad Halloween, è un simbolo che non invecchia. Anche quest'anno, la pianta del crisantemo fiorirà sopra le tombe in occasione della festa di Tutti i Santi e della ricorrenza del 2 novembre. Bianco, giallo o bruno-rossastro, a forma di pon pon piccoli, grandi palle o qualcosa che somiglia alle fossette, ci saranno per tutti i gusti e colori. Per i cattolici, i fiori sulle tombe è un atto che esprime la risurrezione dei morti, ma al di là del simbolismo, il crisantemo rappresenta un mercato lucrativo.
Gl' Italiani, acquistano oltre 20 milioni di vasi di crisantemi all'anno per un totale di € 150.000.000, ma alcuni fioristi si lamentano che anche per loro la crisi ha lasciato il segno. Secondo una ricerca di settore, che misura gli acquisti da parte di individui in piante ornamentali, il crisantemo è anche la pianta da vaso fiorito più venduto in Italia, con il 23% di vasi acquistati nel 2009. La metà di crisantemi costa meno di 6 euro e può arrivare fino a 15 euro ciascuno. E' un mercato molto stabile. Il crisantemo, leader indiscusso dei fiori in Giappone, è ancora di moda in Italia e in diversi paesi europei come la Francia. In questa stagione è il fiore aperto più resistente al gelo. Per quanto riguarda il luogo di produzione, pochi sono importati dall'estero, nella maggioranza dei casi provengono dai vari vivai sparsi un pò in tutta Italia, tanti che in molti li chiamano i fiori dal kilometro zero. Sulla distribuzione, i principali luoghi di acquisto dei crisantemi sono i supermercati (30% del valore) o i vivai vicino alla città (18%). Poi presso i negozi dei fioristi (15,7% in valori di denaro). Ma per quest'ultimi, meglio avere l'attività di vendita vicino ad un cimitero, dove si raggiungono i volumi di vendita più interessanti. La stagionalità del fiore è molto breve e il suo utilizzo è pressoché unico in Italia al contrario di quanto avviene in Giappone, ma anche in altri paesi del Nord Europa ed USA.

giovedì 28 ottobre 2010

Manifatturiero e terziario in espansione in Europa

Gli indici PMI europei, pubblicati dall’agenzia di analisi e ricerca Markit Economics, descrivono, all’interno dell’Eurozona, un settore manifatturiero e terziario in espansione, indice superiore a 50, seppure a ritmi differenti. La lettura preliminare del PMI Manifatturiero di ottobre ha accelerato a 54,1 dai 53,7 punti di settembre, evidenziando un’espansione superiore rispetto alle attese ferme a 53,2. Cala invece il PMI dei servizi a 53,2 dal 54,1 di settembre, sotto le attese di 53,7. L’indice PMI Composito è risultato così pari a 53,4 da 54,1 deludendo le attese che convergevano attorno ad un valore di 53,7. L’anticipazione per il mese di ottobre dell’indice sulla fiducia dei consumatori in Europa, pubblicato mensilmente dalla Commissione Europea, conferma un trend stabile attestandosi sullo stesso valore di settembre, -11 punti, in linea con le attese degli analisti. Con riferimento ai singoli paesi, segnaliamo la pubblicazione dell’indice di fiducia ZEW, misura del giudizio degli operatori sulla situazione corrente in Germania. L’indicatore, pubblicato dall’omonimo istituto tedesco, in ottobre registra un calo significativo a -7,2 punti dai -4,3 di settembre, dato peggiore delle aspettative che convergevano su -7. Migliore, invece, l’indice che misura le condizioni attuali dell’economia (ZEW sulla situazione corrente), che nel mese corrente balza a 72,6 dai 59,9 del mese precedente, superando abbondantemente un consenso fermo a 64 punti. I prezzi delle importazioni tedesche a settembre registrano un aumento dei prezzi dello 0,3%, mentre la variazione su base annua è pari ad un +3,9% contro attese del 3,8%. Il dato al netto dei prezzi energetici, ritenuti una componente più volatile, conferma una variazione mensile dello 0,3%, mentre su base annua evidenzia un incremento più contenuto pari al +2,8%. Gli indici PMI tedeschi confermano la buona tenuta del sistema economico tedesco. Il settore manifatturiero segnala un’accelerazione più rapida a 56,1 rispetto alle previsioni di 54,6 (precedente 55,1), mentre il PMI Servizi raggiunge i 56,6 punti dai 54,9 di settembre. Secondo quanto comunicato dall’IFO, l’istituto di ricerca economica con sede a Monaco, l’indice IFO di ottobre raggiunge i 107,6 punti dai 106,8 del mese precedente, confermando un trend in risalita.
In Francia il PMI Servizi ad ottobre ha evidenziato una flessione a 55,3 punti dai 58,2 di settembre, raggiungendo i minimi da un anno, superando le stime degli analisti che prevedevano un calo più lieve (57,5). Il PMI Manifatturiero, invece, pur confermando una crescita dell’attività nel settore, cala a 55,2 punti nel mese corrente dai 56 di settembre.
USA. La produzione industriale statunitense registra una flessione dello 0,2% a settembre. Questo risultato conferma il rallentamento della dinamica della produzione industriale nel 3° trimestre, che raggiunge complessivamente una variazione del 4,8%, dopo il +7% del 1° e 2° trimestre. Nel mese di ottobre le nuove costruzioni abitative hanno raggiunto le 610 mila unità rispetto alle 608 mila del mese di agosto. Diminuiscono, invece le concessioni edilizie, che raggiungono le 539 mila unità a settembre (-5,6%) dalle 571 mila di agosto.
Positivi i dati sui nuovi sussidi alla disoccupazione, che diminuiscono più delle attese passando a 452 mila unità dalle precedenti 475 mila. Il dato è in linea con un mercato del lavoro ancora debole.
Meno brillante la situazione in Italia dove le prospettive per la crescita del Pil, quest'anno e il prossimo, non si discostano molto dall'1%. Il governatore della Banca d'Italia, nel suo intervento odierno alla giornata mondiale del risparmio, è tornato a rimarcare la difficile situazione del mercato del lavoro dove il tasso di sottoutilizzo è «superiore all'11%», sommando insieme disoccupati, lavoratori in cassa integrazione e quelli che scoraggiati hanno smesso di cercare attivamente un impiego. Tra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009 il numero di occupati si é ridotto in italia di 560 mila persone. Nel primo semestre del 2010 si è avuta una debole ripresa, con 40 mila occupati in più». Comunque nell’Eurozona la disoccupazione, negli ultimi 5 mesi è rimasta mediamente intorno al 10,1%, il massimo da quando esiste l’Euro.

mercoledì 27 ottobre 2010

L'ASEAN si riunisce in Vietnam

Hanoi oggi ha accolto, i dieci paesi dell'ASEAN, l'Associazione del Sud-Est Asia, composta da Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Tailandia, Vietnam, prima d'incontrare sabato Cina, Corea del Sud, Giappone, India, Australia e Nuova Zelanda. Questo due incontri in Vietnam promettono di essere fortemente incentrati sulla moneta cinese, lo yuan, che il mondo ritiene sottovalutato. Mercoledì nuovamente, il capo del FMI (Fondo Monetario Internazionale) ha chiesto di fare qualcosa di apprezzabile. Dopo la riunione dei ministri delle Finanze del G20 in Corea del Sud, che hanno accettato di evitare una guerra delle monete e la domanda che i tassi di cambio siano determinati dai mercati il messaggio è indirizzato anche a tutti i paesi asiatici che mantengono il loro tasso di cambio artificialmente basso per aiutare le proprie esportazioni. Questo problema è già al centro dell'incontro aperto oggi a Hanoi anche tra i dirigenti della regione. Tutti vogliono un ambiente migliore per le imprese, sia in campo che sugli investimenti commerciali. Vogliono costruire strade, ferrovie, navi e aerei in tutti i paesi ASEAN, in particolare c'è in previsione la costruzione di ben 42 nuovi porti, ma sanno che il successo di questi progetti comporta anche un equilibrio monetario da tutti accettato. La Cina, il cui accordo di libero scambio con l'ASEAN è entrato in vigore il 1 ° gennaio di quest'anno, è ovviamente l'onnipotente speaker al vertice di Hanoi. Americani e russi invitati insieme al Regno di Mezzo e dei paesi del Sudest asiatico rappresentano un PIL accumulato da 6000 miliardi di dollari (4350 miliardi di €), e i loro scambi aumenteranno di 200 miliardi di dollari, quest'anno. Ancora più importante, Pechino vuole trovare un mezzo per promuovere, in ambito Asean, lo yuan come mezzo di pagamento in sostituzione del dollaro. Per ora, la sua esperienza in questo settore è limitata a Hong Kong, Macao e ad alcuni altri paesi della regione. Tuttavia, la Cina ha bisogno di testare la sua moneta, che non è ancora convertibile, in un numero crescente di mercati esteri per controllare il suo peso sulla scena internazionale. È ancora più importante, in questa fase, perchè è impegnata in una crisi diplomatica con il Giappone sulle isole Senkaku (Diaoyu in cinese) e il vertice di Hanoi quest'anno sarà l'unica sede di un grande incontro tutto asiatico. Gli americani, rappresentati da Hillary Clinton, e i russi sono infatti invitati per la prima volta a partecipare al dibattito domenica. C'è la speranza che questa iniziativa possa essere ripetuta il prossimo anno e gli anni a venire.

Mercati azionari e Indici di Borsa

I mercati azionari, questa settimana, hanno continuato a mostrare forza, sostenuti dai riscontri positivi sul fronte delle trimestrali e nell’attesa che la Fed possa adottare nuovi interventi di politica monetaria espansiva già a partire dalla prossima riunione del 3 novembre. In tale contesto, i principali indici hanno fatto segnare nuovi massimi di periodo, con il DAX che è tornato ai livelli di agosto 2008, grazie alla spinta dell’economia tedesca che rappresenta ancora il traino per la crescita nell' Eurozona. Negli Stati Uniti, circa il 30% delle società appartenenti all’indice S&P500 ha riportato i dati relativi al 3° trimestre, registrando utili in crescita del 45,6% su base annua, con il 79% delle società che hanno registrato risultati superiori alle stime di mercato. Significative le crescite nel comparto Finanziario, con le grandi banche d’affari che hanno evidenziato un miglioramento della qualità del credito, grazie ad accantonamenti per perdite in misura più contenuta; di contro, i principali istituti hanno registrato una flessione dei ricavi soprattutto per quanto riguarda l’attività di trading. Buoni i progressi degli utili riportati dai comparti Industriali (+76,2%) e Tecnologico (+45,9%), con questi ultimi che hanno beneficiato ancora delle crescite nel segmento dei semiconduttori. Tecnicamente, l’S&P500 rimane ancora a ridosso della zona di opposizione posta a 1.185, il cui superamento proietterebbe l’indice verso 1.205-1.207 e successivamente a 1.220-1.230.
Sul fronte opposto, il ritorno sotto 1.160 riproporrebbe l’area di forte valenza posta a 1.130-1.120, il cui cedimento favorirebbe il ritest verso l’area supportiva rilevante posta a 1.113-1.110. L’eventuale perdita di tali livelli toglierebbe forza al movimento proiettando l’indice verso 1.090-1.080. Lo Stoxx600 resta sull’area resistenziale posta a 268-269, la cui violazione fornirebbe un segnale di forza proiettando l’indice verso i precedenti massimi realizzati lo scorso aprile a 270-272. Sul fronte opposto, la perdita di 257-256,5, confermata dal cedimento di 253, condurrebbe verso l’area posta a 250 (trend line rialzista di breve costruita sui minimi di maggio). Eventuali rotture di tali livelli porterebbero a 247-245, area supportiva importante.
A livello settoriale, continua la forza relativa espressa dall’Auto grazie ai risultati, migliori delle attese, riportati dalla Fiat e da nuove indicazioni positive sul fronte delle vendite, con Volkswagen che ha superato, durante i primi nove mesi dell’anno, la soglia dei 5 milioni (5,37 milioni nel dettaglio) di autovetture vendute. Tale risultato conferma le attese del gruppo, che conta di chiudere l’intero 2010 con un nuovo livello record, grazie in particolar modo alle migliori performance in mercati extra Europa, come in Cina. Recupera forza il Bancario, grazie all’allentarsi delle tensioni sul fronte dei debiti pubblici nei Paesi periferici e ai dati migliori delle attese riportati dalle principali banche d’affari statunitensi; queste ultime, però, rimangono fortemente condizionate dalla possibilità di un congelamento dei pignoramenti immobiliari, che avrebbe serie conseguenze sui conti societari. Le positive trimestrali d’importanti gruppi statunitensi, come General Electric e Boeing, favoriscono il recupero degli Industriali.
Positive indicazioni sono arrivate dal Tecnologico, con Nokia che ha conseguito utili superiori alle attese e ha confermato una performance per il resto dell’anno all’incirca in linea con le attese. Nello stesso comparto, Infineon potrebbe arrivare a distribuire, per la seconda volta nella sua storia, un dividendo per l’intero esercizio fiscale. L’attenuarsi della spinta dei prezzi delle materie prime sta limitando la forza relativa delle Risorse di base, colpite da maggiori prese di beneficio dopo i decisi guadagni delle precedenti settimane. Debolezza per i Farmaceutici date le caratteristiche difensive del comparto.

Troppo protezionismo nel mondo, frena la crescita

In attesa del vertice del G20 a Seoul l'11 e il 12 novembre, la Commissione europea ha chiesto alla Cina, agli Stati Uniti e alla Russia di revocare le misure protezionistiche, per evitare un rallentamento della ripresa.
Secondo un rapporto della Commissione, pubblicato lunedì, 25 ottobre, i primi 30 partner commerciali dell'UE hanno introdotto misure restrittive degli scambi: 332 dall'inizio della crisi finanziaria ed economica del 2008. 37 misure, a mala pena il 10% delle limitazioni sono state rimosse, nonostante la ripresa economica e in contrasto con gl'impegni del G20.
Tra i principali partner dell'Europa, come gli Stati Uniti e la Cina, la Russia è il paese che ha fissato la maggior parte delle misure di restrizione. Trasformazione alimentare, settore automobilistico, servizi, tessile e abbigliamento sono i più colpiti. Il commissario al commercio dell'Unione europea, Karel De Gucht ha dichiarato che la ripresa economica è ancora fragile, perciò le principali economie devono rimuovere le misure restrittive che ostacolano la crescita commerciale. Secondo il commissario il G20 dovrà assumere un ruolo di leadership su questo tema in occasione del vertice a Seoul.
La relazione della Commissione copre il periodo ottobre 2008-settembre 2010. Le misure descritte sono degli ostacoli al commercio convenzionale, come il divieto d'importazione o di aumento delle tariffe, le politiche, gli incentivi per l'acquisto di prodotti nazionali e di altre politiche applicate entro il confine. Questo requisito del consiglio è in linea con gli impegni assunti dai capi di Stato e di governo al Consiglio europeo del 16 settembre. La relazione ha poi espresso il desiderio di sviluppare partenariati di dare e avere, con le grandi economie emergenti. Per la prima volta nelle conclusioni del Consiglio europeo è stato utilizzato il termine 'reciprocità' per caratterizzare questi scambi.

martedì 26 ottobre 2010

Fiducia dei consumatori europei

I dati sulla fiducia da parte degli Stati che insieme producono oltre i due terzi della produzione della Eurozona ha rafforzato le speranze che l’ economia rimarrà resistente nell'ultimo trimestre del 2010, portando via l'impatto dei programmi di austerità e le preoccupazione del debito sovrano che saranno soffocate da un euro forte.
In Francia, la fiducia dei consumatori è salita a ottobre a livello più alto degli ultimi otto mesi, confondendo le previsioni per un lieve calo che numerose famiglie avevano preoccupate per la disoccupazione e in un contesto di proteste nazionali per la riforma delle pensioni che hanno inferto un piccolo colpo alla ripresa del paese. Il morale italiano è salito a livelli visti l'ultima volta nel mese di aprile, di nuovo contro attese di un lieve calo. Il morale dei consumatori in Europa vola in alto a novembre per l'economia tedesca al massimo livello dal maggio 2008, anche se la cifra è leggermente inferiore alle attese degli economisti, secondo un sondaggio del gruppo di ricerca di mercato effettuato da Gaff.
In Germania si sono avuti incrementi di consumi che hanno sostenuto bene negli ultimi mesi il mercato e i posti di lavoro.
In Francia si assiste a una leggera ripresa basata sul fatto che le aspettative di un ulteriore deterioramento del mercato del lavoro si stanno lentamente placando. L'ufficio nazionale francese di statistica, Insee, ha pubblicato l'indice mensile di fiducia dei consumatori della seconda economia più grande della zona euro che è salito a -34 da -35. Gli analisti interpellati da Reuters si aspettavano una lettura a -36. Nel mese di ottobre, l’ Insee, che prevedeva un aumento della disoccupazione, invece ha dichiarato che c’è stato un tuffo al ribasso, passando da -45 a -43. Anche le prospettive dei consumatori francesi, per le loro finanze personali, sono migliorate, passando a -17 da -19, mentre le preoccupazioni per l'inflazione sono scese a -27 da -30. Diversi analisti economici hanno dichiarato che ciò è coerente con lo scenario di una ripresa continua.
La Francia è stata colpita da una serie di scioperi nelle raffinerie di petrolio e nei depositi di carburante. Ci sono stati in questo mese blocchi che hanno ridotto al minimo i rifornimenti di benzina e diesel, tutte azioni organizzate dai sindacati per protestare contro il presidente Nicolas Sarkozy per l'innalzamento dell'età pensionabile di due anni. Comunque, il clima di tensioni sociali che è iniziato a settembre non sembra aver molto influenzato il percorso di graduale miglioramento della fiducia. Il ministro dell'Economia francese Christine Lagarde ha riconosciuto che gli scioperi e la penuria di carburante stanno danneggiando le imprese, ma ha detto oggi che non si aspetta che possa intaccare una previsione di crescita del 1,5% fatta dal governo per il 2010.
In Italia, l'indice di fiducia pubblicato dal principale istituto di ricerca Isae è salito a 107,7 da 107,2 in ottobre rispetto a settembre e superato le previsioni degli analisti interpellati da Reuters per una lettura di 106,8. La fase peggiore del ciclo economico, anche per il mercato del lavoro, sembra essere alle nostre spalle. Questo significa anche che la spesa dei consumatori, che è stata stagnante fino ad ora, dovrebbe vedere una graduale ripresa, ha dichiarato l'economista Paolo Mameli di Banca Intesa Sanpaolo.
In Germania, l'indicatore delle aspettative dei consumatori di GfK, gruppo con sede a Norimberga, basato su un sondaggio di 2.000 persone, si è mantenuto al 4,9 per novembre, invariato rispetto a ottobre. I dati recenti della più grande economia europea sono tutti per lo più al rialzo, segnalando un forte recupero che può reggere nel tempo.

Grandi investimenti della Cina in Africa

Gl'investimenti cinesi contribuiscono in modo significativo allo sviluppo africano sostenendolo in un momento di crisi dei grandi paesi industrializzati. Essi rappresentavano una massa di 9,3 miliardi dollari a fine 2009, secondo la relazione annuale 2010 dell’Associazione Cina-Africa pubblicato da Pechino e sono stati indirizzati soprattutto verso l'Africa sub-sahariana, con un'attenzione particolare verso le ambite risorse naturali del subcontinente. Il settore minerario rappresenta da solo il 30% degli importi investiti da Pechino, ma è il settore manifatturiero con il 50% dei capitali investiti a far la parte del leone. Il rafforzamento delle relazioni commerciali tra l'Africa e la Cina è una logica conseguenza di questa tendenza.
Secondo un rapporto del Fondo monetario internazionale è stata la politica del libretto di assegni guidati dalla Cina a contribuire a salvare dal disastro l'Africa durante la crisi. Per questa scelta il sub-continente ha anche ottento una crescita del 5% nel 2010 e 5,5% nel 2011. Inoltre, sempre secondo il FMI, la crescente esposizione della regione alla domanda asiatica ha certamente contribuito a mitigare l'impatto della crisi finanziaria mondiale e contribuirà a mantenere la crescita di alcuni paesi sub-sahariani, come l'Angola, la Nigeria e il Kenya. Se l'UE rimane il partner principale del commercio sub-sahariano, la Cina lo ha raddoppiato da 2005 portandolo al 13,6% nel 2009.
Ancora è difficile valutate l'impatto dell'investimento azionario 5,4 miliardi di dollari effettuati nel 2007 da parte della Banca industriale e commerciale della Cina che ha comprato il 20% della sua consorella sudafricana Standard Bank, resta comunque un ottimo esempio della diversificazione dell' impegno cinese. Eppure, la Cina è spesso criticata dai paesi occidentali per la firma di contratti con i regimi dittatoriali della regione, come il Sudan e lo Zimbabwe. Nei prossimi anni si potrà misurare con precisione l'impatto sulle economie sub-sahariana delle esportazioni verso la Cina e le tigri asiatiche, per una buona ragione: il valore delle esportazioni è ancora relativamente basso per quasi la metà dei paesi della regione, sono infatti meno del 30%.

lunedì 25 ottobre 2010

Il prezzo del gas scende nel mondo

La bolla globale dei prezzi del gas incominca a sgonfiarsi. La crisi economica, la produzione in forte crescita del gas shale negli Stati Uniti, la messa in funzione di nuovi impianti di produzione di gas liquefatto, stanno sconvolgendo il mercato globale e i prezzi scendono. Questo caso illustra la sensibilità dei prezzi dei mercati del gas in evoluzione continua. A Dunkerque, l'EDF ha lavorato a lungo su un progetto per costruire un terminale per l'importazione di gas naturale liquefatto (GNL). Prima dell'estate, la società elettrica ha preferito prendersi una tregua supplementare prima di prendere una decisione definitiva. Interpellata oggi l'EDF risponde che una decisione definitiva non è stata ancora presa, ma che insieme ai suoi partner, ne fa parte anche la Total, ci sta attivamente pensando. Tuttavia, questa struttura per un costo stimato di un miliardo di euro, potrebbe rimanere ferma per lungo tempo. Tali dubbi non sono solo riflessioni della strategia sul gas di EDF, ma effetto del fatto che su scala globale, questa fonte di energia negli ultimi mesi ha registrato un calo drammatico di prezzo. Si sta avvicinando al 70% del benchmark USA Henry Hub dal giugno 2008. Causa di questo declino accelerato: la crisi economica globale che ha colpito principalmente le economie sviluppate e ha provocato un netto calo dei consumi di gas (principalmente usato per generare elettricità) in sede OCSE. In questo fenomeno ciclico, si sono aggiunti due fattori strutturali: negli Stati Uniti, i progressi tecnologici hanno portato ad un aumento improvviso da tre anni, della produzione di gas non convenzionale, in particolare gas shale (proveniente dalla frantumazione delle rocce). Secondo fattore strutturale: i paesi produttori, a partire dal Qatar, hanno investito molto prima della crisi del prezzo, su impianti di liquefazione. Molti grandi impianti entreranno in produzione nei prossimi anni. In Italia dei 5 impianti di rigassificazione per metaniere solo 2 sono entrati in funzione, uno in Emilia e uno in Sicilia. Per gli altri tre si aspettano ancora le ultime decisioni.

domenica 24 ottobre 2010

La Fed non convince i mercati delle valute

Secondo il tedesco Rainer Bruederle, membro del Partito liberale democratico, partner di governo della Cancelliera Angela Merkel, intervenuto alla riunione del G20 in sostituzione del ricoverato in ospedale ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, la Federal Reserve sta spingendo verso una politica monetaria più facile per gli USA, ma è la via sbagliata per stimolare la crescita e può portare a una manipolazione del dollaro. Il Presidente della Fed, Ben S. Bernanke ieri ha dato al Gruppo dei 20 Ministri delle finanze e ai banchieri centrali riuniti a Gyeongju, in Corea del Sud, una panoramica degli sforzi della banca centrale americana per far ripartire la più grande economia del mondo. Gl’ investitori si aspettano che la sua strategia, possa includere maggiori acquisti di Bond, e non solo di quelli. Bruederle ha ribadito che il modo sbagliato per prevenire o risolvere i problemi è aggiungere più liquidità. Anche i funzionari dei mercati emergenti sono stati molto critici. La Fed, nel dibattito sulla sua strategia, ha cercato di alleviare le preoccupazioni per le forti oscillazioni nei flussi di capitali verso i mercati emergenti, con la promessa di essere "vigile contro l'eccesso di volatilità " dei tassi di cambio. Poi la banca centrale USA ha annunciato di aver completato l'acquisto di circa 1.700 miliardi dollari di debito, da marzo ad oggi, per sostenere la ripresa.
Il rappresentate tedesco ha ribadito la sua critica, precisando che l’eccessiva creazione di moneta, in forma stabile, porta a una manipolazione indiretta del tasso di cambio.
Il capo del Tesoro USA ha rifiutato di commentare direttamente la politica della Fed, ma ha anche detto che le grandi economie come quella degli Stati Uniti devono fare della crescita una priorità assoluta. Piuttosto una delle cause degli squilibri globali è la disparità tra la rapida espansione delle economie dei mercati emergenti e la crescita troppo lenta nei paesi sviluppati.
"Abbiamo intenzione di continuare a cercare di rafforzare la ripresa in atto in modo da poterne uscire fuori nel modo più rapido possibile ", ha dichiarato Geithner.
Il Presidente della BCE, Jean-Claude, Trichet ha dichiarato che il G-20 non è pervenuto a "nessuna conclusione particolare" dopo che alcuni membri avevano espresso preoccupazioni per le proposte di ulteriori “quantitative easing” degli Stati Uniti.