giovedì 30 settembre 2010

Ryanair cambia politica: meno low cost e più servizi

O'Leary, il grande capo di Ryanair, dopo le provocatorie proposte di alcuni mesi fa, di far viaggiare i propri passeggeri in piedi, facendogli pagare anche i servizi di bordo, compresi quelli sanitari, sta maturando l’idea di cambiare politica commerciale offrendo più servizi sia a bordo che a terra negli aeroporti. Sempre pronto a tagliare i servizi per risparmiare denaro, ora, la crisi ha toccato anche la sua compagnia aerea. Infatti il gruppo ha osservato un rallentamento della crescita annua del traffico passeggeri che è stata del 30% all’anno nei primi anni 2000, quest’anno è scesa al 10% circa, ed è prevista una fase calante ancora più accentuata nei prossimi anni. Inoltre, la politica commerciale del gruppo è sempre più contestata da diversi paesi europei, il che potrebbe alla fine far lievitar i costi. In Francia, in particolare, Air France-KLM è intervenuta, per prima, presso la Commissione europea, contro Ryanair per i sussidi versati dagli aeroporti regionali , con trend di crescita molto moderati per attirare più clienti business.
Già, il principale concorrente di Ryanair, EasyJet, che serve i principali aeroporti europei, tra cui Parigi-Charles De Gaulle, Bruxelles e Milano si è avviata su questa strada, mentre la piccola compagnia aerea tedesca Air Berlin si è specializzata nella nicchia di mercato dei viaggiatori d'affari. Se questa tendenza continuerà, anche Ryanair, dovrà tenerne conto con un cambiamento significativo della sua strategia sulla quale in precedenza aveva costruito la propria reputazione: prezzi competitivi, servizi e dispositivi che servono gli aeroporti spartani e lontano dagli aeroporti principali perché troppo costosi.

mercoledì 29 settembre 2010

Mercatini di Natale in Italia

Molte persone stanno organizzando un giro in Italia per un prossimo ponte di vacanze, magari a dicembre per l’Immacolata. Di seguito alcune visite consigliate di paesi e città abbastanza vicine tra di loro.
Una premessa importante: a Milano, la capitale economica d’Italia, dal 4 dicembre al 12 dicembre di ogni anno presso la nuova Fiera di Milano-Rho, raggiungibile anche con la linea 1 della metropolitana, viene organizzata dal 1996 una mostra dell’artigianato, denominata “L' Artigiano in Fiera”. Una grande e nuova "Campionaria del Lavoro" della piccola impresa artigiana, che di fatto con i suoi circa 1000 stand rappresenta uno dei più attrezzati e completi “Mercatini di Natale”. Negli ultimi due giorni, gli espositori provenienti da tutte le parti del mondo, praticano forti sconti che rendono ancora più interessante una seconda visita. L’ ingresso è gratuito.
Ottimo anche un giro nella regione Trentino-Alto Adige.
Vipiteno, Bressanone Merano, Bolzano e Trento. Si può incominciare da Vipiteno, ultima uscita in Italia dell’autostrada del Brennero, uno dei borghi più caratteristici dell’Alto Adige. Poi di seguito Bressanone, millenaria città nel centro della Val d’Isarco. In questa storica cittadina, alla confluenza dei fiumi Isarco e Rienza, circondata dallo splendido scenario delle Dolomiti, si fondono armoniosamente arte e cultura, tradizione e modernità. Il mercatino di Natale è posto al centro della città. Poi nel trasferimento verso Trento è consigliata una tappa a Thununiversum, uno spazio moderno e colorato dove sono esposte le famose ceramiche Thun. Poi Trento con visita al centro storico e ai caratteristici mercatini.
A secondo del tempo a disposizione rimangono da visitare Merano, incantevole cittadina termale sulle rive del Passirio, e Bolzano, romantica cittadina nel cuore delle Dolomiti. Entrambe con interessanti mercatini natalizi da visitare.

martedì 28 settembre 2010

Il FMI per una valutazione obbligatoria sulla finanza pubblica di 25 paesi

Ieri, lunedì 27 settembre, Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che è necessaria una revisione periodica della salute finanziaria di 25 paesi sottoponendoli a un esame approfondito di stabilità, almeno ogni cinque anni. Per queste verifiche ha deliberato d'incaricare il 'Financial Sector Assessment Programs' di seguire i paesi considerati più importanti per la stabilità del sistema finanziario globale. Tra i 25 paesi da sottoporre alla valutazione ci sono i paesi sviluppati membri del G7, numerosi paesi asiatici particolarmente attivi nei commerci globali e l' economie emergenti. Questi sono la Germania, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Spagna, Stati Uniti, Francia, Hong Kong, India, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Messico, Paesi Bassi, Regno Unito, Russia, Singapore, Svezia, Svizzera e Turchia. Queste revisioni sono state create dopo la crisi asiatica della fine degli anni 1990, sulla base dell'articolo IV che prevedeva un programma di verifica (Fsap) già esistente a livello volontario per tutti i Paesi membri del Fondo monetario internazionale, al fine d'individuare gli squilibri che potevano crescere in un determinato paese. Gli Stati Uniti, causando la crisi finanziaria globale scoppiata nel 2007, sono stati criticati per non aver subito una di queste verifiche, alla fine del 2009. Il consiglio di amministrazione dell'FMI non ha ancora deciso quale dovrà essere la periodicità di questi rapporti, anche se la gestione del Fondo si è offerto di scriverne una ogni tre anni.
Sono tre gli elementi che dovranno essere presi in considerazione: impatto potenziale degli squilibri per la stabilità macro-finanziaria a breve; una valutazione delle capacità delle autorità competenti di gestire e risolvere la crisi finanziaria che dovessero insorgere e una valutazione del quadro di politica di stabilità finanziaria a lungo termine di ogni Stato.

lunedì 27 settembre 2010

Rallenta l’economia giapponese

Dopo i sondaggi effettuati che mostrano un rallentamento nel commercio cala anche la fiducia dei produttori che aumentano la pressione sui responsabili politici per rallentare la corsa dello yen, iniettando liquidità nell'economia. Il rallentamento riflette gli avvertimenti da parte di aziende come Nissan Motor Co. e Canon Inc. che, con lo yen salito al più alto livello dal 1995, vedono compromessi i propri guadagni. "Le aziende sono sempre più preoccupate per il business a causa delle prospettive di un rallentamento della crescita globale e della rivalutazione dello yen", ha affermato Minoru Nogimori, economista presso Nomura Securities Co. a Tokyo.
Il Governatore della BOJ, Masaaki Shirakawa, ieri, ha ribadito che la banca ha il pieno controllo dell'impatto dello yen su economia e che "siamo pronti ad attuare le misure necessarie in modo tempestivo, qualora lo si ritenga opportuno. La dichiarazione è stata fatto in un forum ospitato dalla Società giapponese di Economia Monetaria a Kobe, nel Giappone occidentale.
La crescente incertezza sulle prospettive è dovuta soprattutto alle dichiarazioni effettuate dalla Federal Reserve degli Stati Uniti che il 21 settembre ha annunciato la sua disponibilità a facilitare una politica monetaria che stimoli ulteriormente la crescita, una dichiarazione che contiene la premessa di una ulteriore offerta di liquidità al mercato e che ha, di fatto, provocato l'indebolimento del dollaro contro lo yen e l’euro.
Lo yen ha raggiunto quota 82,88 contro dollaro, un livello mai visto dal 1995. Dopo questa impennata la banca del Giappone è passata all’azione annunciando oggi una maxi iniezione di liquidità (800 miliardi di yen). Le operazioni inizieranno il 29 settembre e finiranno il 25 di ottobre. L’effetto-annuncio è stato immediato e stamani la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo con l’indice Nikkei 225 che ha guadagnato l'1,39%.

domenica 26 settembre 2010

Viaggi di Natale

Informazioni utili su Valtournenche e Breuil-Cervinia
La cittadina di Valtournenche si trova in Val d'Aosta e sorge a circa 1.528 metri sul livello del mare, possiede un caratteristico abitato fatto di piccole case affacciate sulla valle, e distribuite su un dislivello. S’inserisce nel bellissimo territorio della Comunità Montana del Monte Cervino e conta circa 2.363 abitanti, dista da Aosta 42 km e soli 18 km dall’autostrada.
Nella piazzetta centrale del paese, dal quale partono le spedizioni sul Monte "Becca", come viene chiamato il Cervino, da queste parti, potrete ammirare medaglioni e targhe dedicate alle guide, oltre a uno splendido panorama sulle valli e fitti boschi di rododendri.
A Valtournenche potrete inoltre visitare la Chiesa di Sant'Antonio, costruita nella seconda metà dell'Ottocento, sulla struttura di un precedente edificio del XV secolo.
Valtournenche è la patria delle guide alpine del Cervino e di molti personaggi illustri della Valle d'Aosta. Ha nel suo territorio la rinomata località di Breuil-Cervinia , uno dei comprensori sciistici più vasti delle Alpi. Posta a 2000 metri di altezza è conosciuta come una delle principali località turistiche sia estiva che invernale. Ben collegata con le imprese alpinistiche del Cervino e con i relativi impianti sciistici è, anche, uno dei comprensori sciistici più amati dagli appassionati di questo sport, con i suoi oltre 200 chilometri di piste, chiamato Matterhorn Ski Paradise.
Fornita di alberghi, residence, campeggi e rifugi per tutte le tasche, vale la presa in considerazione per una vacanza di Natale. Ricercare sui vari siti, anche ufficiali della Valle d’Aosta, la combinazione più conveniente può servire ad appropriarsi della propria libertà. Manifestazioni, feste, possibilità di effettuare lo sci notturno e una cultura della buona cucina, completano il quadro.

sabato 25 settembre 2010

L'euro un buon investimento

Questo è accaduto venticinque anni fa, il 22 settembre 1985. I ministri delle finanze delle cinque grandi potenze del mondo (USA, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito) si sono riuniti a New York per concordare insieme un deprezzamento del dollaro attraverso interventi mirati sul mercato dei cambi. Anche Tokyo fece il suo gioco e scoprì il fenomeno della endaka riluttante ', lo yen forte.
Un quarto di secolo più tardi, lo spirito dell '"Accordo di Plaza' è ricomparso. Il dollaro si deprezza ulteriormente, almeno nei confronti dell'euro. Tra lunedì 20 e venerdì 24 settembre, ha perso il 3%, a 1,3455 dollari per un euro, il livello più basso da aprile. Ma questo risultato, questa volta, non ha avuto la cooperazione delle banche centrali internazionali, ma è stato causato dalla U.S. Federal Reserve (Fed) che ha colpito i mercati, annunciando martedì di essere pronta, se necessario, ad adottare ulteriori misure. Chiaramente, per la Fed le “ulteriori misure necessarie” potrebbero essere: riprendere la stampa di più biglietti a sostegno di una debole ripresa. In questo momento, gl’investitori, aspettandosi un calo del dollaro, prefereriscono puntare sull'euro. Questo non per dispiacere al governo degli Stati Uniti, ma perché sono disperatamente alla ricerca di aspettative di crescita.
Desiderosi di accrescere le loro esportazioni, gli Stati Uniti non vogliono perdere anche un solo secondo per attendere le decisioni di Pechino sul tasso di cambio dello yuan. Un nuovo passo si è avuto venerdì al Congresso USA: una commissione ha approvato una legge che richiede misure di ritorsione contro la Cina, accusata di sottovalutare la propria moneta. Il premier cinese Wen Jiabao, aveva usato tutta la sua eloquenza mercoledì per difendere l'attuale livello dello yuan, “Se il renminbi si apprezza dal 20% al 40%, come richiesto dal governo degli Stati Uniti, non sappiamo quante imprese cinesi andranno in bancarotta e ci saranno problemi nella società cinese '", ha avvertito.
E per una buona ragione: la crisi è ben lungi dall'essere conclusa, come dimostrano le difficoltà dell'Irlanda. Con un sistema bancario in disordine, una fase di stallo della crescita (- 1,2% nel secondo trimestre), l'ex tigre celtica vede i suoi oneri finanziari esplodere. E allora? La cacofonia crescente sul mercato dei cambi offusca le previsioni degli esperti. A lungo termine, 'nei prossimi due anni, potrebbe benissimo finire con un euro a 1,50 dollari', ha dichiarato l'economista J. Christian de Boissieu. L'interrogativo rimane cosa prevarrà nelle menti degli investitori: i problemi di bilancio della zona euro? Il disavanzo ancora più abissale degli Stati Uniti? O sono tentativi, da una parte o dall'altra, d'influenzare i prezzi di mercato?

Santa Lucia l’isola caraibica più famosa in Italia

Oggi, per i noti fatti politici, l’isola caraibica più famosa in Italia anche come paradiso fiscale, è l'isola di Santa Lucia. Di origine vulcanica è la più montagnosa rispetto alle altre isole dei Caraibi. La capitale di Santa Lucia è Castries, dove vive circa un terzo della popolazione. Il clima è sub-tropicale, moderato dagli alisei provenienti da nord-est, con una stagione secca che va da gennaio ad aprile e una stagione piovosa da maggio a dicembre; le temperature medie sono stabili e oscillano tra i 24 °C e i 32 °C. Da giugno a novembre è possibile imbattersi in sporadiche tempeste tropicali.
Fa parte del Commonwealth britannico, per cui riconosce la regina Elisabetta II quale capo di stato, rappresentato sull'isola da un governatore generale. Il potere esecutivo spetta al primo ministro e al suo gabinetto. La costruzione di numerosi villaggi turistici ha reso Santa Lucia una delle destinazioni caraibiche più alla moda per i turisti dei viaggi organizzati. Gran parte del panorama è rurale: piccoli villaggi costieri di pescatori cedono il passo a un entroterra con piantagioni di banane e palme da cocco, nascoste in valli profonde i cui versanti sono ricoperti del sontuoso manto della giungla. Questo terreno frastagliato continua in mare, dove gli amanti delle immersioni troveranno un paradiso sottomarino fatto di montagne, grotte e pareti scoscese.
St Lucia ha una popolazione di 171.000 abitanti, aderisce alla CARICOM (la Comunità caraibica) e all'OECS (l'Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali).
L'aumento della concorrenza latino-americana nell'esportazione delle banane e i recenti cambiamenti nella politica d'importazione dell'Unione Europea hanno fatto della diversificazione dell'economia una necessità sempre più impellente per Santa Lucia. L'isola, con le opportune leggi, è stata in grado di attrarre investimenti dall'estero, specialmente nel campo dell'offshore, banche e compagnie private, fino a farne un vero e sostanzioso paradiso fiscale. Questo settore insieme al turismo che rappresenta la principale fonte di guadagno per l'isola, hanno permesso agli abitanti di raggiungere un buon livello di benessere. A questo si aggiunge un settore industriale tra i più diversificati nell'area caraibica orientale, mentre il governo sta tentando di rivitalizzare la produzione di banane. Una annotazione curiosa: Santa Lucia vanta il più alto tasso di vincitori di Premi Nobel in rapporto alla popolazione nazionale. Ben due isolani, infatti, hanno ottenuto tale riconoscimento: l'economista Sir Arthur Lewis vinse il Premio Nobel per l'Economia nel 1979, mentre Derek Walcott ricevette quello per la Letteratura nel 1992.


venerdì 24 settembre 2010

I trasporti ferroviari del futuro

Francoforte-Marsiglia, l'iscrizione chiaramente visibile sul cartello della vettura di piombo, ha il valore di una sfida. Al salone ferroviario InnoTrans, a Berlino, che si tiene ogni due anni e si chiude oggi sono in mostra le ultima novità del settore ferroviario. La società Siemens non ha resistito alla tentazione di inviare questo messaggio, presentando le ultime novità su Velaro, il suo treno ad alta velocità. In Francia, al costruttore tedesco non è stato ancora possibile avventurarsi sulla Parigi-Francoforte anche se operato congiuntamente con la SNCF. Questo nuovo treno, il cui interno è stato migliorato, ha la caratteristica di essere compatibile con tutte le norme francesi per segnaletica, infrastrutture e potenza e sarà sui binari quando nel 2012, l’apertura alla concorrenza sarà completata. La Siemens prevede di lanciare il suo Velaro sulla rete francese sotto la bandiera Eurostar Trenitalia DeutscheBahn. Questo atto simbolico è stato fatto anche per ricordare le ambizioni di Siemens che insieme a DeutscheBahn è molto attiva in attività di lobbying per ottenere il permesso da Eurotunnel per far passare i suoi treni sotto la Manica. L'obiettivo è di servire i Giochi olimpici di Londra del 2012, con una linea tra la Germania e il Regno Unito. Dietro i nuovi prodotti, stanno emergendo problemi di concorrenza che apporterà grandi benefici ai costruttori. Alstom vuole approfittare di questo evento per effettuare un cambiamento strategico con la presentazione di Speedelia, una nuova piattaforma ad alta velocità, la cui caratteristica essenziale è quella di essere 'inarticolato'. In altre parole, i suoi vagoni non si basano su un asse (carrello) comune, come il TGV o l’Eurostar. Più rigido, di un treno chiamato 'articolato', è più resistente ai deragliamenti, ha un centro di gravità più basso e genera meno rumori e vibrazioni. Il nuovo treno, con la nuova piattaforma 'inarticolata', può trasportare 600 persone a 360 chilometri all'ora e si piega più facilmente alle specifiche necessarie alle diverse situazioni. Queste prestazioni permetteranno di partecipare con più chances alle gare internazionali, in particolare in Italia e in Brasile. Nel frattempo, la canadese Bombardier, ha presentato un modello in scala dello Zefiro. Questo treno ad alta velocità che collegherà Pechino a Shanghai, in meno di quattro ore nel 2012, sarà disponibile in Europa dal 2014. E anche per questo treno la società costruttrice sostiene di possedere la più alta capacità di trasporto-passeggeri e livelli senza precedenti di comfort. Tuttociò a conferma che la gara per i treni di alta velocità si fa sempre più serrata. Veolia e Trenitalia, che gestiranno da settembre 2011 la Milano-Parigi via Lione, non nascondono la loro volontà di differenziarsi dal TGV in materia di qualità di servizio. Secondo Christoph Klaess, direttore di progetti strategici di Bombardier, ' il benessere a bordo, in particolare la presenza di posti a sedere eccellenti in prima classe, diventerà essenziale. La velocità massima, come concetto di prestigio nazionale, non conterà più come prima '. Alla fine, probabilmente, vedremo i treni orientati verso una clientela di alto livello viaggiare, su alcune linee, con una convergenza nel confort, tra il nostro universo e l'industria aerea. Tuttavia, in Europa e in altri continenti, i governi di fronte alla crisi delle finanze pubbliche hanno dovuto rivedere alcuni progetti al ribasso. Qua e là sarà necessario rinunciare a superare i 300 chilometri all'ora e, invece di velocità molto elevate, sarà semplicemente sufficiente la grande velocità. In Brasile, il governo sembra considerare la possibilità di far circolare un treno ad assetto variabile - che s’inclina nelle curve per guadagnare velocità - tra Rio e Sao Paulo. In Gran Bretagna, il collegamento ad alta velocità, a est di Londra, potrebbero optare per tale soluzione. La Alstom treni ad assetto variabile o il convenzionale Siemens può vantare alcuni vantaggi. Filano a quasi 250 chilometri all'ora, senza imporre la realizzazione di una rete ferroviaria molto costosa e appositamente progettata per l’alta velocità. Una soluzione di questo tipo è già stato scelta in Russia per collegare Mosca a San Pietroburgo, e nel Regno Unito con le linee del gruppo Virgin.

mercoledì 22 settembre 2010

Prossima valuta di riserva: lo yuan ( o renminbi)

Pechino sta preparando l’internazionalizzazione passo dopo passo della sua moneta. I segnali in questa direzione sono in crescita: la Bank Negara Malaysia ha potuto acquistare obbligazioni denominate in yuan, secondo le informazioni del Financial Times di lunedì 20 settembre. L'iniziativa, senza precedenti, è altamente simbolica, e deriva direttamente dalla decisione cinese, annunciata nel mese di agosto, di consentire alle banche estere - comprese gli istituti di emissione - di sottoscrivere il proprio debito pubblico. E questa non è l'unica innovazione. A Hong Kong, sempre nel mese di agosto, McDonald's è stata la prima società straniera a emettere titoli non finanziari in yuan. Il gigante del fast food americano potrebbe presto essere seguito dal produttore russo di alluminio Rusal. In realtà, sono due anni che la Repubblica Popolare ha contatti diplomatici al servizio dei propri interessi economici. Ha firmato una serie di accordi di scambio di valuta (swap) - con Hong Kong, Argentina, Bielorussia, Islanda, Indonesia, Malaysia, Singapore e Corea del Sud - per facilitare l' uso del renminbi nelle transazioni commerciali. Pechino ha anche lanciato nel 2009, a titolo sperimentale, il RMB come base dei suoi scambi con alcuni paesi, in particolare nel Sud-Est asiatico. Questi timidi tentativi di sviluppo non sorprende gli esperti. 'La Cina non può fare diversamente', ha dichiarato Yves Zlotowski, capo economista di Coface, “se il numero uno mondiale delle esportazioni vuole sorpassare il Giappone come seconda economia più grande del mondo, perché il divario è ormai troppo grande tra il suo peso economico e il ruolo della sua valuta.
Il gigante asiatico mira principalmente a rafforzare le sue relazioni commerciali con i suoi vicini più prossimi, tutti forniti di economie dinamiche e con una domanda prevista in crescita più forte di quella dei paesi industrializzati. Il 1 ° gennaio 2010, la Cina e i sei maggiori Stati dell'ASEAN (Associazione delle nazioni del Sud-Est Asiatico) hanno rimosso le barriere per il 90% degli scambi. E' così conveniente usare una moneta unica', rileva l'Economist. Oggi, i contratti in yuan rappresentano il 10% degli scambi commerciali tra Cina e ASEAN. Essi dovrebbero raggiungere il 30% entro cinque anni. Promuovendo l'utilizzo del renminbi come valuta di fatturazione, Pechino ha ridotto il rischio di valuta incontrati dai suoi esportatori. Inoltre, più la Cina promuove l'uso internazionale del renminbi, più si restringe il flusso di dollari che entrano nel paese. Il più grande detentore di riserve in valuta estera del mondo spera di ridurre gradualmente la sua esposizione al biglietto verde. Dato il peso della sua attività in dollari, Pechino dovrà procedere molto lentamente, deve a tutti i costi evitare il collasso del dollaro di cui sarebbe la prima vittima.
Ma in dieci, venti anni, lo yuan diventerà un serio concorrente del dollaro come perno centrale del sistema finanziario globale? Per poter beneficiare di tale status, deve prima diventare pienamente convertibile. 'Questo non avverrà fin quando il sistema finanziario cinese non sarà più forte. Attualmente, non è sufficientemente sviluppato per supportare la circolazione dei capitali su larga scala ', ha dichiarato Agnes Benassy-Quéré, direttore del Centre d'Etudes et d'Informations Prospettive Internationales (CEPII).
La Cina non vuole lasciare per il momento anche il controllo dei tassi di cambio. Se esso fluttua liberamente, lo yuan si potrebbe apprezzare rapidamente. Una rivalutazione sarebbe dannosa per le esportazioni, vitali per l'economia. D’altra parte le pressioni americane per una rivalutazione della moneta cinese diventano sempre più forti e negli incontri previsti nei prossimi giorni a New York tra il premier cinese, Wen Jiabao e il presidente americano Barack Obama, è probabile che il valore del cambio delle monete dei due paesi sarà il piatto forte della discussione.

martedì 21 settembre 2010

Fondo di salvataggio europeo ottiene le tre AAA

Le tre principali agenzie di rating del rischio, Moody's, Fitch e ieri Standard & Poor's, hanno assegnato il punteggio più alto possibile (AAA) al fondo di salvataggio europeo creato per aiutare i paesi che possono avere difficoltà a finanziare il proprio debito sovrano. Il fondo di salvataggio, denominato Financial Stability european Facility (FEEF) può effettuare emissioni per un totale di 440 miliardi di euro con la garanzia dei 16 paesi dell’Eurozona. La notizia coincide con una giornata particolarmente difficile per il mercato del debito dell'Irlanda e del Portogallo.
La concessione dei pieni voti ha sepolto alcune delle incertezze e ha aperto la strada per il fondo di salvataggio che potrebbe essere operativo a breve. Il FEEF è considerato l'embrione del futuro Fondo monetario europeo, la cui creazione sarebbe uno strumento decisivo per la stabilizzazione dell’ euro. Il FEEF, fu concordato nella notte tempestosa del 9 maggio, dopo che per alcuni giorni diversi paesi della zona euro avevano subito un attacco dei mercati. Questo fondo è parte di un più ampio pacchetto di aiuti che ammonta a 750 miliardi di euro, di cui 250 miliardi saranno forniti dal Fondo monetario internazionale (FMI) e altri 60 miliardi per la stabilità finanziaria europea, meccanismo istituito dalla Commissione europea con il bilancio comunitario di garanzia. Questo pacchetto, che finora non è stata utilizzato, non implementa i 110 miliardi, del fondo creato in precedenza per aiutare la Grecia, e già previsti nella prima parte. Il fondo ha la capacità di emettere euro-obbligazioni, con la garanzia degli Stati membri, in proporzione al loro contributo al capitale della Banca centrale europea (BCE). I garanti principali sono la Germania con 119.390 milioni, la Francia, 89.657, Italia, 78.784 e la Spagna con 52.352 milioni in euro. Hans-Werner Sinn, in un articolo pubblicato nel CESifo, ha detto che la somma di tutti gli aiuti subordinati o suscettibili di mobilitazione (750 miliardi impiegati, 110 miliardi riservati alla Grecia, e i 60 miliardi di debito sovrano acquisiti dalla BCE) ammontano a 920 miliardi di euro: una cifra leggermente inferiore a quello del debito pubblico combinato di Grecia, Portogallo e Spagna alla fine 2009 ammontante a 1,06 miliardi di euro. laus Regling, amministratore delegato del FEEF, ha dichiarato ieri che il rating più alto di soddisfazione è stato dato dalla chiara conferma che il fondo "può svolgere il ruolo previsto e di essere uno dei cardini della strategia europea di mantenere la stabilità del debito sovrano del mercato nella zona euro. " Regling ha continuato, che a suo parere, lo scenario principale è che il fondo non dovrà essere operativo ". 'La cosa importante è esserci in caso di necessità ", ha aggiunto, ricordando che sarebbe operativo solo in caso di richiesta di uno Stato."L’ ottimismo di Regling è qualche volta scioccante e ieri ha dominato il mercato dei debiti in alcuni paesi. Il premio di rischio che dovrebbe essere pagato agli investitori obbligazionari da Irlanda e Portogallo, per i titoli a 10 anni sul Bund tedesco ha raggiunto il prezzo più alto dall'introduzione dell'euro. Le obbligazioni irlandesi e portoghesi erano situati rispettivamente a 399 e 392 punti base sopra il titolo tedesco. Gli investitori hanno richiesto un rendimento del 6,64% per le obbligazioni irlandese e 6,47% per quelle portoghesi, mentre i titoli tedeschi erano scambiati a 2,45%. La Spagna è rimasto fuori di questa tempesta del mercato del debito. L’assicurazione per coprire eventuali default del debito irlandese, noto come credit default swap (CDS), ha registrato un record salendo a 448 punti base, nella prospettiva di deficit pubblico. Nel caso della Grecia, il CDS è sceso da 882 punti a 852, perchè c’è stato un marcato miglioramento del controllo dei loro deficit. Il FMI e la BCE hanno concordato ieri una nuova missione in Grecia per effettuare ulteriori test come da impegni precedentemente presi.