<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388</id><updated>2012-02-01T15:53:59.266+01:00</updated><title type='text'>Economia Libera</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>688</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4602753932478065374</id><published>2012-02-01T15:51:00.002+01:00</published><updated>2012-02-01T15:53:59.272+01:00</updated><title type='text'>L'ondata di freddo in Europa farà aumentare il prezzo del grano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il freddo gelido di questi giorni avrà conseguenze per il mercato del grano. In Russia, le quantità di grano prodotte sono diminuite di circa il 10 % per questo il prezzo del grano, già sotto pressione dallo scorso ottobre, è salito. Il timore di una carenza dell'offerta ha spinto oggi mercoledì il prezzo del grano ulteriormente più in alto. Il contratto statunitense salito di ben l' 1,4% consegna a quattro mesi e mezzo a 6,75 dollari per bushel. Secondo Lynette Tan, Investment Analyst presso la Phillip Futures Pte Ltd di Singapore, saranno possibili restrizioni alle esportazioni in Russia. Anche per queste scelte sarà possibile che il grano diventi ancora più costoso. Le aree russe di coltivazione nella regione del Mar Nero sono colpite da una ondata eccezionale di freddo. Il Vice-premier Viktor Zubkov ha intenzione, secondo il governo di Mosca, giovedì d'impostare un controllo sul volume delle esportazioni. Solo allora sarà possibile pensare a prelievi speciali per limitarne le esportazioni. Anche in in Europa orientale, sono previste, dagli agenti di borsa, a causa delle avverse condizioni metereologiche, perdite di raccolto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4602753932478065374?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4602753932478065374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/02/londata-di-freddo-in-europa-fara.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4602753932478065374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4602753932478065374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/02/londata-di-freddo-in-europa-fara.html' title='L&apos;ondata di freddo in Europa farà aumentare il prezzo del grano'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-5893501021838535179</id><published>2012-01-31T14:27:00.002+01:00</published><updated>2012-01-31T14:31:52.549+01:00</updated><title type='text'>Dopo la Grecia a rischio è il Portogallo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La posta in gioco è alta: dopo la richiesta di un prestito straordinario per l'assistenza al paese per un importo di € 130 miliardi promessi dagli europei nel mese di ottobre, ancora non si trova l'accordo nel suo complesso. Questo aiuto è vitale per la Grecia, che deve rimborsare 145 miliardi € di prestiti entro il 20 marzo, altrimenti sarà insolvente. Ma il paese in parallelo sta negoziando, con i suoi creditori privati per ridurre il suo debito di 100 miliardi di euro, una conditio sine qua non per il rilascio degli aiuti UE. Il Primo ministro greco, Lucas Papademos, ha detto che spera di arrivare ad un accordo globale entro la fine della settimana, sia con le banche che con i creditori del paese. E si rifiuta nell'immediato di considerare una richiesta più alta di quanto era stato promesso ad Atene, nonostante il continuo deterioramento economico del Paese. In un momento in cui l'Europa è alla ricerca di soluzioni per evitare un default della Grecia a marzo e per finanziare i debiti con il settore privato, si potrebbe credere che la situazione portoghese possa aspettare. Ma non è così. Il Portogallo ha una nota di rating al di sotto del livello di credibilità di BB+, dalla settimana scorsa. Purtroppo la mancanza di decisioni politiche devono essere pagate in contanti quando si tratta di paesi indebitati. In meno di un mese il tasso a dieci anni, pubblicato da Bloomberg, è salito dal 12 al 17%. E' quasi un'embolia. Mentre il Portogallo è già impegnato nella realizzazione di due piani di austerità come la Grecia, la situazione è ormai al collasso. La Commissione europea si aspetta un debito del 100% del PIL nel 2011, contro l'83% del 2010. Il suo deficit di bilancio dovrebbe attestarsi al 6,4% del PIL. Inutile dire che alcune di queste prestazioni sono dovute alla recessione prevista in Portogallo che dovrebbe raggiungere il 3-5%. Ma anche a Lisbona come ad Atene ci sono difficoltà di attuazione. Questo scenario è molto simile a quella della Grecia in quanto non è chiaro come, senza l'intervento immediato del Fondo Monetario Internazionale o del Fondo europeo, con l'aiuto delle banche, si può evitare che il Portogallo possa salire dall'attuale tasso del 17% sui titoli a scadenza un anno al tasso della Grecia del 34%. Se una ristrutturazione è meno dolorosa, ancora una volta, se ci fosse stata un'azione forte, lo scorso anno, non ci sarebbe stato bisogno di alcun sacrificio. Fortunatamente, gl'importi sono circa 150 miliardi di euro contro € 440 miliardi per la Grecia. E' essenziale evitare una seconda trappola come quella greca. Inoltre, gl'investitori sono convinti che la mancanza di azione in Europa, in Portogallo, si applica alla Grecia. L'accordo europeo di ottobre non è ancora andato a buon fine: che dire di quella del 21 luglio? E' la paralisi politica europea la fonte di contagio.Il New York Times ha recentemente pubblicato una stima del credito delle banche americane in 5 paesi in difficoltà. L'importo è insignificante: 60 miliardi di euro su un totale di 3.500 miliardi di euro di debito in circolazione. Il terzo di tale importo è coperto da credit default swap (CDS). Anche così, Wall Street resta nervosa, temendo un effetto domino sempre possibile. Di seguito i tassi sui titoli di stato: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Portogallo: tasso di bond a 2 anni: 21,008%. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Portogallo: tasso di bond a 3 anni: 24,478%. &lt;/div&gt;Portogallo: tasso di bond a 5 anni: 22,874%.&lt;br /&gt;Portogallo: tasso di bond a 10 anni: 17,393%.&lt;br /&gt;Secondo i datori di lavoro portoghesi, per salvare il Portogallo, le banche e i privati: si dovranno trovare altri 30 miliardi di €.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-5893501021838535179?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/5893501021838535179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/dopo-la-grecia-rischio-e-il-portogallo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/5893501021838535179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/5893501021838535179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/dopo-la-grecia-rischio-e-il-portogallo.html' title='Dopo la Grecia a rischio è il Portogallo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8548249546052763278</id><published>2012-01-28T16:05:00.003+01:00</published><updated>2012-01-28T16:09:07.033+01:00</updated><title type='text'>Debito greco: ultime, difficili ore di trattative per un accordo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ieri, venerdì a Davos, il commissario europeo per gli Affari economici ha dichiarato che un accordo tra la Grecia ed i suoi creditori privati, probabilmente sarà trovato prima di questa fine settimana. Funzionari dell'Unione Europea hanno fatto presente che per i contribuenti dell'Eurozona sarà necessario fare grandi sacrifici sui loro prestiti ad Atene per evitare il rischio una serie di crolli del debito sovrano in tutto il continente. Sotto la pressione del Fondo Monetario Internazionale e di alcuni leader europei, Bruxelles ha detto che potrebbe essere necessario andare oltre la cancellazione di 30 miliardi di € tagliati lo scorso anno nell'ambito di un pacchetto di misure per salvare la Grecia da un default - una parte sostanziale della quale è arrivata sotto forma di rettifiche di valore sui prestiti della Banca centrale europea (BCE). La segnalazione è arrivata quando i creditori del settore privato, nei nuovi colloqui ad Atene, si sono fermati a € 100 miliardi per le cancellazioni da banche e altri finanziatori. Il capo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ha esortato tutte le parti a fare concessioni per porre fine a settimane di dispute che hanno causato tante turbolenze sui mercati internazionali. Lagarde ha detto che il settore pubblico deve prendere in considerazione una grande cacellazione a seguito di una valutazione da parte della FMI che la Grecia era in una situazione peggiore di quanto si pensasse. La sua economia è stata duramente colpita dalle severe misure di austerità adottate l'anno scorso. Il governo greco non è riuscito a raggiungere i diversi obiettivi assegnati da Bruxelles e dal FMI, che ha organizzato un piano di salvataggio € 110 miliardi l'anno scorso. La Grecia è alla ricerca di un secondo piano di salvataggio, che dovrebbe essere di € 130 miliardi, per poter effettuare il rimborso d'importanti prestiti con scadenza a marzo. Fino a questa settimana le principali banche creditrici della Grecia sono state sotto pressione per estendere le perdite dal 50% al 70%, prima che Bruxelles potesse prendere in considerazione un secondo piano di salvataggio. I creditori si stanno preparando a scambiare i loro prestiti esistenti con Atene con nuovi prestiti con termini di rimborso allungati. Il governo greco e l'Institute of International Finance (IIF), che rappresenta 30 dei principali creditori della Grecia, erano vicini a un accordo la scorsa settimana, ma non avevano trovato un'intesa sul tasso d'interesse per i nuovi pacchetti di prestiti. Un team di otto avvocati, analisti del credito e banchieri dalla IIF hanno partecipato a riunioni continue durante la giornata ed a un incontro serale con il primo ministro greco Lucas Papademos. Alcuni funzionari hanno negato che l'IIF è tornata al tavolo delle trattative a seguito delle pressioni da parte dei leader dell'UE, resta il fatto che la BCE, che detiene decine di miliardi di debito greco, è riluttante a riscrivere le sue partecipazioni, senza maggiori sacrifici dei finanziatori privati. Lagarde ha fatto pressione su Bruxelles e la BCE, dicendo che per gli altri creditori pubblici potrebbe essere necessario accettare perdite se quelle adottate dal settore privato non sono sufficienti a portare l'onere del debito della Grecia a un livello sostenibile. In risposta a Lagarde, un alto funzionario economico dell'UE ha fatto presente che più soldi pubblici sarebbero necessari per compensare la carenza di un secondo piano di salvataggio dopo aver concluso l'affare con un debito-swap. "Stiamo preparando un pacchetto che aprirà la strada ad una soluzione sostenibile per la Grecia, e in questo pacchetto, sì, sulla base delle analisi sarà rivista la sostenibilità del debito. Ci sarà probabilmente qualche aumentato fabbisogno di finanziamento del settore ufficiale, ma non una cifra drammatica", ha detto il commissario per gli Affari monetari Olli Rehn.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8548249546052763278?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8548249546052763278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/debito-greco-ultime-difficili-ore-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8548249546052763278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8548249546052763278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/debito-greco-ultime-difficili-ore-di.html' title='Debito greco: ultime, difficili ore di trattative per un accordo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3315504687057968014</id><published>2012-01-27T18:23:00.002+01:00</published><updated>2012-01-27T18:29:25.606+01:00</updated><title type='text'>Le tendenze del commercio elettronico per il 2012</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I primi dati conclusivi del 2011 sottolineano, ancora una volta, la buona crescita dell'e-commerce, anche in tempi di crisi. Il trend, che può continuare allo stesso ritmo a tempo indeterminato, è frutto di un cambiamento di mentalità e delle pressioni che la digitalizzazione porta nella vita di tutti i giorni. I fattori che intervengono nell'evoluzione del mercato possono essere la nascita di m-commerce, lo sviluppo di e-commerce sociale e la personalizzazione della gestione del cliente. In primo luogo, l'aumento del commercio elettronico mobile, o m-commerce e t-commerce che si sono espansi su i nuovi dispositivi mobili, smartphone e touch pad, dove il consumatore non solo è in grado di fare acquisti h24 e sette giorni su sette, ma ovunque. Non ci sono più barriere geografiche e/o temporali per l'atto di acquisto, con tutte le forniture del mondo in tasca e in ogni momento. Si stima che il numero dei cellulare intelligenti dovrebbe superare il numero di PC nel 2013, a 1,9 miliardi di dispositivi collegati. Poi l'esperienza del consumatore in quanto si può reinventare ogni volta con il touch screen e la fotocamera integrata la scena che gli permettono di memorizzarla in modo virtuale, il che raddoppia il fascino e l'efficienza, per consentire un montaggio virtuale. Un canale aperto a tutti i venditori professionali, che, finora non ha richiesto un grande investimento, e possono includere automaticamente qualsiasi territorio per promuovere le vendite degli e-shop. E' un canale che gli acquirenti utilizzano sempre più con la loro rete sociale, tenendo conto delle opinioni degli altri, a volte in tempo reale. Si possono avere i pareri e le reazioni degli amici, e in più anche l'opinione della comunità e della "e-passaparola" per un articolo disponibile al momento dell'acquisto. Reti sociali e funzioni sociali del commercio elettronico, l'impatto del marchio e dell'immagine, nonché le vendite di prodotti e servizi dove i clienti possono chattare in tempo reale sulla pagina di un prodotto prima di acquistarlo. Ottenere tutte le informazioni chiave per consentire ai fornitori di meglio comprendere e soddisfare i desideri e le aspettative. Non solo la conoscenza dei clienti e il loro comportamento online consente ai venditori di ottimizzare la visualizzazione dell'offerta di conseguenza, ma con l'alone d'informazione sociale che si sovrappone, l'enorme quantità di informazioni disponibili rendono sempre più interessante e sofisticato il lavoro di e-marketing e-tailer.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3315504687057968014?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3315504687057968014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/le-tendenze-del-commercio-elettronico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3315504687057968014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3315504687057968014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/le-tendenze-del-commercio-elettronico.html' title='Le tendenze del commercio elettronico per il 2012'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6583607447385829145</id><published>2012-01-27T11:56:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T11:59:10.838+01:00</updated><title type='text'>Gli Eurobond convincono gli economisti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Secondo George Soros, il finanziere statunitense, l'Europa rischia la disintegrazione e se vuole uscire dalla cris igli eurobond sono inevitabili. Lo ha detto ieri a Davos il finanziere americano George Soros durante un pranzo in occasione del World Economic Forum che apriva ufficialmente dopo qualche ora. Le autorità europee "hanno sbagliato tutto" nella risposta alla crisi, ha precisato Soros, accusando i leader politici di non aver dato una risposta chiara alle turbolenze. La crisi, ha avvertito il finanziere di origine ungherese, sta generando delle tensioni che potrebbero portare alla "disintegrazione dell'Unione politica". Soros, che si è detto a favore della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, ha sollecitato interventi di più ampio respiro per rilanciare la crescita. "Le riforme strutturali da sole non bastano", ha affermato. "Servirà uno stimolo fiscale e questo stimolo dovrà arrivare dall'Ue, e deve essere garantito dai paesi membri."Gli eurobond sono necessari, in una forma o nell'altra", ha proseguito, invitando i leader Ue a adottare il piano definito a suo tempo dall'economista italiano Tommaso Padoa-Schioppa, in base al quale l'European Financial Stability Facility dovrebbe comprare titoli di stato a breve termine dei paesi in difficoltà a bassi tassi di interesse.Quanto alle misure introdotte dalla Bce, ha aggiunto Soros, "hanno dato sollievo alla liquidità delle banche europee, ma non hanno curato gli svantaggi dell'alto indebitamento degli stati". "Una soluzione a metà non è una soluzione, ha incalzato, perché lascia i membri più deboli della zona euro relegati allo stato di paesi del terzo mondo sempre più indebitati".Comunque, ha concluso Soros, "l'euro deve sopravvivere, dal momento che l'alternativa, una sua frantumazione, provocherebbe una crisi che l'Europa e il mondo non possono permettersi".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6583607447385829145?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6583607447385829145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/gli-eurobond-convincono-gli-economisti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6583607447385829145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6583607447385829145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/gli-eurobond-convincono-gli-economisti.html' title='Gli Eurobond convincono gli economisti'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1404680452446778811</id><published>2012-01-26T19:23:00.002+01:00</published><updated>2012-01-26T19:27:49.183+01:00</updated><title type='text'>Oro, petrolio ed euro: i beneficiati dalla U. S. Federal Reserve</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dopo l' annuncio del presidente della Fed, Ben Bernanke, che ha promesso di lasciare inalterati i tassi d'interesse fino alla fine del 2014 al livello minimo, molti investitori hanno reagito velocemente volta facendo aumentare il prezzo dell'oro del 2,7%. Attualmente il metallo prezioso è quotato a $ 1,705.06, ma nel dopo annuncio aveva toccato nel frattempo anche più di 1.714 dollari. L'oro così è risalito alla quotazione dello scorso metà dicembre e dall'inizio dell'anno i prezzi sono aumentati del 9,3%. Una politica di bassi tassi d'interesse della banca centrale USA fa correre il rischio all'economia di un aumento dell'inflazione, anche, se l'oro è considerato, da molti investitori come un investimento a prova di inflazione. Tobias Merath, analista delle materie prime presso il Credit Suisse, secondo l'agenzia Bloomberg, ha dichiarato che comunque il metallo è lontano dal suo picco di oltre 1900 dollari dello scorso settembre. Nel forex trading la decisione di mantenere un basso tasso di interesse, però, ha peggiorato lo stato d'animo: Il dollaro è caduto contro l'euro per più di due centesimi di valore. L'incremento ha riguardato in generale, oggi pomeriggio, tutti i mercati dove è possibile fare acquisti, speculazione e scorta. Infatti il secondo beneficiato è stato il petrolio, oltre all'euro. Il fatto che la Fed non alzerà i tassi prima della fine del 2014, mentre l'attesa era per un aumento alla metà del 2013. "E' un dono di Bernanke al mondo", secondo Khiem Do, strategist a Baring AM a Hong Kong, intervistato da Bloomberg Television. "Vuole garantire un buon recupero ai mercati azionari e alle attività rischiose." Le azioni della zona euro (come indicato per la Euro Stoxx 50) hanno registrato il più alto tasso in tre mesi, quelli di tutta l'Europa (rappresentata dalla Stoxx 600) per sei mesi. Alla Borsa di Parigi, il CAC 40 è avanzato 1,50% a 3363 punti. Le Borse di Francoforte e Milano sono salite dell'1,80%. Madrid ha segnato un +1,90% e un +1,20% Londra. Gli indici hanno subito un'ulteriore accelerazione dopo il rilascio di alcuni indicatori economici superiori alle attese negli Stati Uniti. Un ulteriore segnale che la ripresa della più grande economia del mondo si sta rafforzando. Gli ordini dei beni durevoli sono aumentati del 3% (contro il 2% atteso) e l'attività nella zona di Chicago è rimbalzata nel mese di dicembre. A Wall Street, l'andamento è stato più misurato. L'euro si è rafforzato in modo significativo rispetto al dollaro. La moneta unica è stata scambiata nel pomeriggio a 1,3150 contro dollaro, il livello più alto di quest'anno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1404680452446778811?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1404680452446778811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/oro-petrolio-ed-euro-i-beneficiati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1404680452446778811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1404680452446778811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/oro-petrolio-ed-euro-i-beneficiati.html' title='Oro, petrolio ed euro: i beneficiati dalla U. S. Federal Reserve'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4279650791290568609</id><published>2012-01-24T10:14:00.001+01:00</published><updated>2012-01-24T10:17:11.701+01:00</updated><title type='text'>E-commerce traina le vendite in tutto il mondo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il settore dell’e-commerce continua ad espandersi in tutto il mondo come un vero forte propulsore dell’economia, ma in Europa e soprattutto in Italia la sua crescita è ancora molto lenta. Uno studio del Boston Consulting Group ha messo al primo posto la Cina che, con un volume di affari e-commerce di 315 miliardi di dollari, ha superato anche gli Stati Uniti. I dati sono di difficile lettura e comparazione perchè in un rapporto redatto da Joaquin Almunia della Commissione europea, nel 2010, dimostrava che il 40% delle transazioni in internet in Europa non andavano a buon fine.Un dato enorme che evidenzia un problema sottostante. Ora la situazione è migliorata, ma siamo lontani dai livelli di Cina e Stati Uniti. I Commissari europei Kroes, Barnier e Dalli, rispettivamente all’agenda digitale, al mercato interno e ai consumatori, stanno cercando di trovare una soluzione e si sono posti l’obiettivo di raddoppiare il volume di affari e-commerce in Europa entro il 2015. Per farlo si starebbe pensando di creare una Single European Payment Area, cioè uno spazio virtuale nel quale racchiudere tutte le transazioni online rendendole più sicure e più semplici. Regole più stringenti per i venditori che dovranno essere trasparenti e chiari con i consumatori e spedire i prodotti entro 30 giorni dall’acquisto. Allo stesso modo i compratori avranno solo 14 giorni per avvalersi del diritto di recesso. La sicurezza sarà garantita anche da connessioni più veloci e dalla condivisione di informazioni circa truffe telematiche e frodi informatiche. Insomma, l'Europa si sta attrezzando per raccogliere la sfida dell’e-commerce e avvicinarsi così ai valori cinesi e statunitensi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4279650791290568609?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4279650791290568609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/e-commerce-traina-le-vendite-in-tutto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4279650791290568609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4279650791290568609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/e-commerce-traina-le-vendite-in-tutto.html' title='E-commerce traina le vendite in tutto il mondo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1062016770385698940</id><published>2012-01-23T11:23:00.002+01:00</published><updated>2012-01-23T11:27:45.725+01:00</updated><title type='text'>Debito greco: l'accordo fattore di tranquillità per l'Eurozona</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La riunione odierna dell'Eurogruppo potrebbe oggi portare il sigillo all'accordo qualora le banche accettino di tagliare fino al 70% il debito greco. I dubbi sono riapparsi nei mercati, senza perdere di vista le minacce di Fitch. L'interesse richiesto al voucher greco a due anni supera 225%. Gli acquisti si sono concentrati sul bund tedesco, e il premio di rischio Spagna è a circa 360 punti. Gli investitori di debito pubblico hanno adottato un profilo più difensivo, all'ombra di possibili sconti rating Fitch. La ricerca di sicurezza concentra gli acquisti sul debito tedesco, ed estendono leggermente il divario rispetto al resto dei paesi della zona euro. I mercati sono per la chiarezza della situazione. Oggi a Bruxelles l'Eurogruppo tiene una riunione in cui potrebbe essere perfezionato l'accordo tra la Grecia e i suoi creditori privati. I negoziati sono volti verso un accordo con il settore bancario per il debito del paese ellenico che riguarda l'abbattimento del debito in una forchetta tra il 65% e il 70 %, secondo le fonti citate dalla Reuters. Questi livelli di perdite da tempo sono stati già scontati nel mercato secondario. Prova di ciò è che l'interesse del debito greco ad un anno ha raggiunto il 300 %. La redditività a due anni è superiore al 225 %, e al di sopra del 100% a tre anni. A dieci anni si raggiunge il 34 %. In Spagna, lo spread è di circa 360 punti. L'interesse richiesto per la scadenza a 10 anni viaggia sul 5,5 %, nonostante il successo delle tre aste tenute dal Ministero del Tesoro spagnolo dall'inizio 2012. Il differenziale del debito tra Italia e Spagna si è leggermente avvicinato. Il miglioramento negli ultimi giorni dei titoli italiani a dieci anni ha portato i tassi sotto il livello critico del 7%. La presa di posizioni ha raffreddato il tasso d'interesse fino al 6,2 %, e lo spread è calato a 430 punti base. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1062016770385698940?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1062016770385698940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/debito-greco-laccordo-fattore-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1062016770385698940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1062016770385698940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/debito-greco-laccordo-fattore-di.html' title='Debito greco: l&apos;accordo fattore di tranquillità per l&apos;Eurozona'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3635992475551235939</id><published>2012-01-20T23:23:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T23:26:09.609+01:00</updated><title type='text'>Ikea vendite e utile record</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I mobili Ikea sfidano la crisi economica e la società delle incertezze. Il gigante del mobile ha raggiunto, nonostante le difficoltà economiche mondiali, un utile record. Il gruppo internazionale ha registrato nell'esercizio 2010/2011 (31 agosto) 2 miliardi e 970 milioni di € di utile netto - un incremento del 10,3%. Le vendite sono cresciute del 6,9% a 24,7 miliardi di euro, secondo quanto ha annunciato stamani il CEO internazionale di Ikea, Mikael Ohlsson a Bruxelles, durante una conferenza stampa. In questi tempi incerti, la gente preferisce rendere più accoglienti le loro case ritenuto il luogo più importante del mondo. "Mobili Ikea, ha aperto, nel 2011, sette nuovi negozi e gestisce ora 287 negozi con 131.000 dipendenti in 26 paesi. "Lo scorso esercizio abbiamo avuto la crescita più forte in Russia, Cina, Stati Uniti e Germania", ha detto Ohlsson. "Vediamo questo come un mix molto buono." La Germania continua ad essere il più importante mercato per la società con radici svedesi con il 15% di vendite del gruppo, seguita dagli USA con l'11%. Rispetto ai paesi fornitori, la Cina è leader con il 22%, seguita dalla Polonia (18%). In Germania, l'Ikea mira a costruire per i prossimi dieci anni un altro negozio di mobili all'anno, ha detto lo svedese. Tuttavia, la burocrazia rende difficile ottenere posizioni e licenze. "Ci piacerebbe avere un'altra casa a Stoccarda, ma il dibattito è durato per anni e anni", ha detto Ohlsson. Anche in altri paesi europei ci sono voluti più tempo per ottenere i permessi di quanto sono occorsi per realizzare le unità di vendita. Ikea vuole espandersi in Cina, molto più velocemente di prima, in Corea del Sud è stato acquistato un primo immobile.Ikea è diretto da una holding in Olanda e pubblicizzata come una società non quotata. Assume personale selezionato e fortemente motivato. Il risultato economico dovrebbe essere pienamente investito di nuovo, così Ohlsson ha dichiarato nella sua conferenza stampa. Egli ha attribuito il balzo del risultato dell'attività ad un aumento delle vendite e sul risparmio interno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3635992475551235939?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3635992475551235939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/ikea-vendite-e-utile-record.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3635992475551235939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3635992475551235939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/ikea-vendite-e-utile-record.html' title='Ikea vendite e utile record'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6017248807404563344</id><published>2012-01-20T22:45:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T22:47:53.915+01:00</updated><title type='text'>Eurozona in ripresa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La preoccupazione è stata di breve durata. Una settimana dopo la degradazione del rating da parte di Standard &amp;amp; Poor di nove paesi europei, i mercati sono riusciti a mantenere la calma e persino a migliorare. Hanno chiaramente anticipato la decisione dell'agenzia di rating, e l'hanno confermato giovedì, 19 gennaio, con il successo delle emissioni obbligazionarie in Europa. Infatti, gl'investitori sembrano aver preso in simpatia gli asset ritenuti più rischiosi, come la moneta unica. La Francia ha raccolto un totale di € 9 miliardi e 463 milioni di € sulle scadenze a medio e lungo termine con tassi in forte calo (circa il 3,11% questa mattina, contro 3,76 di fine novembre). La Spagna ha, a sua volta, preso in prestito un totale di € 6 miliardi e 9 milioni, molto più di quanto era la sua decisione di partenza, sempre beneficiando della forte domanda e a tassi d'interesse in discesa, tra cui anche la scadenza a dieci anni, indicando un rilassamento del mercato (circa 5,43% sul venerdì mattina, contro il 6,81% di fine novembre). E i mercati volgono le loro speranze sul notevole incremento dei finanziamenti dal Fondo monetario internazionale (FMI), nell'ordine di 500 miliardi di dollari per rendere meno pesante la crisi nella zona euro e il suo impatto sull'economia globale. Tanto che Mario Draghi si è mostrato chiaramente ottimista ieri giovedì. "Sono molto fiducioso, l'euro sarà in posizione migliore nel 2012", ha detto il presidente della Banca centrale europea (BCE), notando "alcuni timidi segnali di stabilizzazione nell' attività economica ad un livello basso" della zona euro. La quotazione dell'euro è aumentata, oggi venerdì mattina 20 gennaio, ha raggiunto il livello più alto in due settimane, quotando 1,2975 dollari, contro 1,2961 dollari di ieri sera. Tuttavia, dopo tre giorni di rimbalzi, è sceso leggermente a 1,2930 dollari nel tardo pomeriggio, i mercati restano cauti in attesa dei risultati dei negoziati in Grecia. Lo spread Italia-Germania è tornato a scendere e si è attestato a quota 430,9 punti base, a fronte di un rendimento decennale in flessione al 6,29%, al minimo da dicembre. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6017248807404563344?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6017248807404563344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/eurozona-in-ripresa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6017248807404563344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6017248807404563344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/eurozona-in-ripresa.html' title='Eurozona in ripresa'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4520441671082724860</id><published>2012-01-20T09:51:00.002+01:00</published><updated>2012-01-20T09:56:16.401+01:00</updated><title type='text'>2011 anno nero per gli USA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Se molti americani hanno perso la speranza durante lo scorso anno - per loro il 2012 sarà peggio. La possibilità di realizzare il sogno americano si sta allontanando per i milioni di posti di lavoro perduti, i risparmi esauriti e le case non recuperate. L'anno 2011 sarà ricordato come il periodo in cui molti ottimisti americani hanno cominciato a perdere la speranza. Il presidente John F. Kennedy una volta ha detto che l'alta marea solleva tutte le barche. Ma ora, nella marea che si ritira, gli americani stanno cominciando a vedere non solo che le barche con gli alberi più alti sono state sollevate ad un livello di sicurezza, ma che molte delle barche più piccole sono state fatte a pezzi nella loro scia. In quel breve momento in cui la marea era addirittura crescente, milioni di persone credevano che avrebbero potuto avere una buona possibilità di realizzare il "sogno americano". Ora anche quei sogni si stanno ritirando. Nel 2011, i risparmi di coloro che avevano perso il lavoro nel 2008 o 2009 sono finiti. Gli assegni di disoccupazione sono scaduti. Le notizie che annunciano nuove assunzioni - non sono sufficienti a tenere il passo con i numeri di coloro che normalmente sono diventati forza lavoro - questo significa poco per coloro che avendo 50 anni di età hanno poche speranze di poter mai entrare in possesso di un lavoro nuovo. In effetti, persone di mezza età che pensavano che sarebbero stati disoccupati per un paio di mesi hanno compreso che erano, di fatto, forzatamente in pensione. I giovani che si sono laureati al college con decine di migliaia di dollari di debito d'istruzione non riescono a trovare un' occupazione. Le persone che si sono trasferite presso amici e parenti sono diventate dei senzatetto. Case acquistate durante il boom immobiliare sono ancora sul mercato o sono state vendute in perdita. Più di sette milioni di famiglie americane hanno perso la casa. Il lato oscuro del boom finanziario del decennio precedente è stato esportato anche in Europa. Quest'anno è impostato per andare ancora peggio. E' possibile, naturalmente, che gli Stati Uniti risolvano i loro problemi politici e, alla fine, adottino le misure di stimolo di cui hanno bisogno per abbattere la disoccupazione al 6% o 7% (il livello pre-crisi era del 4% o 5% ). Ma questo è improbabile fin quando l'Europa non capirà che l'austerità da sola non risolverà i suoi problemi. Al contrario, l'austerità non farà che aggravare il rallentamento economico. Senza crescita, la crisi del debito e la crisi dell'euro non farà che peggiorare. E la lunga crisi iniziata con il crollo della bolla immobiliare nel 2007 e la conseguente recessione continuerà. Inoltre, i principali paesi emergenti, che sono passati con successo attraverso le tempeste del 2008 e il 2009, non possono far fronte anche ai problemi che si affacciano all'orizzonte. La crescita del Brasile è già in fase di stallo, alimentando l'ansia tra i suoi vicini in America Latina. Nel frattempo, problemi a lungo termine - tra cui il cambiamento climatico e altre minacce ambientali, e la disuguaglianza crescente nella maggior parte dei paesi del mondo - non sono scomparsi. Alcuni sono diventati più severi. Per esempio, l'elevata disoccupazione ha depresso i salari e aumentato la povertà. La buona notizia è che affrontare questi problemi a lungo termine potrebbe effettivamente contribuire a risolvere i problemi del breve termine. Maggiori investimenti per fermare l'economia del riscaldamento globale potrebbero contribuire a stimolare l'attività economica, crescita e creazione di occupazione. Tassazione più progressiva, effetto di redistribuzione del reddito dall'alto verso il centro e in basso, potrebbe allo stesso tempo ridurre le disuguaglianze e aumentare l'occupazione, stimolando la domanda totale. Tasse più alte sui ceti più ricchi potrebbero generare entrate per finanziare gli investimenti pubblici necessari, e fornire una certa protezione sociale per le persone dei ceti più deboli, compresi i disoccupati. L'85% dei dipendenti non sono sindacalizzati e quindi possono essere licenziati in qualsiasi momento per qualsiasi ragione - o per nessuno - con zero ricorso legale. Le società americane sono molto abili a trovare il lavoro al costo più economico in qualsiasi parte del mondo - e non hanno alcun problema a pagare salari del 20% in più nei paesi in via di sviluppo. Le disuguaglianze di reddito sono a livelli record, con 1% della popolazione più ricca che vive con il 40% della ricchezza del paese e una classe media che scompare rapidamente. Per coronare il tutto, il sistema politico è completamente sfasato, dove un presidente democratico con un ostruzionismo a prova di maggioranza in entrambe le Camere non è in grado (o non vogliono) di varare una riforma positiva del sistema.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4520441671082724860?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4520441671082724860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/2011-anno-nero-per-gli-usa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4520441671082724860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4520441671082724860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/2011-anno-nero-per-gli-usa.html' title='2011 anno nero per gli USA'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7213946411858881890</id><published>2012-01-18T18:44:00.002+01:00</published><updated>2012-01-18T18:51:25.658+01:00</updated><title type='text'>È guerra aperta tra UE e le agenzie di rating</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;BRUXELLES. - Appena eletto presidente dell'Europarlamento, il socialista Martin Schulz ha lanciato il suo anatema: "Bisogna dire un no chiaro al sistema delle agenzie di rating, che sono una minaccia per il progetto europeo", ha detto. "Cresce il sospetto che anonime agenzie con sede a New York siano più potenti di governi democraticamente eletti", ha aggiunto. La sua dichiarazione è avvenuta quasi in contemporanea alla nota di nuovi declassamenti che anche oggi Standard &amp;amp; Poor's hanno fatto abbassando il rating della Cassa depositi e prestiti italiana, delle Poste italiane, di Generali e Unipol come di diverse aziende pubbliche francesi, tra cui il colosso dell'energia Edf, la Rte di trasporto elettrico e la compagnia ferroviaria transalpina Sncf. La mannaia dell'agenzia internazionale ha colpito anche la Bei, Banca europea investimenti, le cui prospettive sono ora "negative". Ed altri declassamenti sono in arrivo nei prossimi giorni nei confronti delle aziende di quei Paesi (nove) che hanno subito il taglio del rating venerdì scorso. Mentre brucia ancora il declassamento del fondo salva-stati Efsf, al quale ieri è stata tolta la tripla A (ora AA+). Oggi, la Commissione Ue si è schierata con il presidente della Bce, Mario Draghi, chiedendo agli Stati membri di aumentare la dotazione del fondo."I fondi di soccorso della Ue hanno la forza per dare l'assistenza necessaria ai paesi che sono oggetto di un programma di aiuti, ma al tempo stesso conviene rafforzare la loro potenza di fuoco perchè bisogna aumentare la loro potenza preventiva", ha detto il portavoce del commissario Ue Olli Rehn. "Serve un effetto dissuasivo per convincere i mercati che possiamo fare fronte a tutte le eventualità", ha aggiunto. Il rafforzamento deve riguardare sia i mezzi a disposizione che gli scopi. L'Unione europea si sente sotto attacco e reagisce, rifiutandosi di farsi dettare l'agenda dalle agenzie di rating. Ieri, il commissario agli affari economici e monetari le aveva definite uno strumento del capitalismo finanziario Usa. E oggi, il suo portavoce ha rilanciato spiegando che Rehn non intende demonizzare il capitalismo, ma porre l'accento sul fatto che il potere "delle agenzie di rating è detenuto in pochissime mani, tutte con basi fuori dalla Ue". Una teoria del complotto rigettata dal membro tedesco del direttorio della Bce, Joerg Asmussen. "Tali supposizioni si possono anche facilmente ridimensionare ricordando che anche gli Usa sono stati declassati l'anno scorso da un'agenzia di rating statunitense", ha detto al tabloid Bild. In occasione di un'audizione alla Camera, l'agenzia di rating Fitch ha rivendicato la sua indipendenza e autonomia ammettendo che in passato qualche errore di valutazione è stato fatto. Ma le agenzie di rating sono in questo momento tutto meno che popolari. Unica consolazione: l'indicazione giunta da Fitch e Moody's che non seguiranno S&amp;amp;P e non toglieranno all'Efsf, almeno per ora, la nota di tripla A. Comunque il deterioramento del rating sovrano di nove paesi europei da parte di Standard &amp;amp; Poor, venerdì 13 gennaio, ha riacceso il dibattito sulla urgenza di creare una Agenzia europea di valutazione. L'idea è ora supportato dai vari economisti e politici, tra cui François Hollande, candidato alle prossime elezione presidenziali in Francia, che ha riaffermato, in un'intervista alla stampa francese, che l'idea è nel programma del PS. Questo progetto, tuttavia, solleva diversi interrogativi: quale forma potrebbe avere una nuova agenzia di rating europea? Quale sarebbe il valore aggiunto? Visione anglo-sassone e visione europea. Gli argomenti a favore della creazione di un'agenzia di rating europea sono molti. In primo luogo, si avrebbe una maggiore concorrenza in un settore ormai dominato da tre giocatori. Standard and Poors, Moody e Fitch Ratings che di fatto controllano oltre il 90% del mercato, una situazione che dà alle tre grandi, una grande capacità di influenza. Creazione di una nuova agenzia di rating sarebbe un modo per offrire una maggiore diversità di opinioni, nella misura in cui una nota è un parere espresso sulla base di un'analisi. Alcuni ritengono anche che l'attuale struttura di valutazione del settore finanziario non permette un'adeguata considerazione delle problematiche specifiche per l'Europa. A volte viene criticato come le "Big Three" fanno affidamento su una visione anglosassone con una valutazione finanziaria, incentrata sulle preoccupazioni degli investitori degli Stati Uniti. Il presidente della Autorità dei mercati finanziari (AMF), Jean-Pierre Jouyet, da parte sua ha detto che "la sensazione è che la pubblicità è un pò più dirompente per gli stati europei rispetto ai risultati delle banche Usa". Per ottenere un approccio più adeguato al contesto europeo, il ministro tedesco degli affari esteri Guido Westerwelle ha anche richiesto la creazione di "un'agenzia di rating, indipendente, europea, che non abbia interessi politici o economici in Europa in modo che ne possa difendere meglio gl'interessi. "Queste agenzie possono utilizzare meglio di altri indicatori di valutazione dei rischi, o almeno pesare diversamente i criteri esistenti". La questione della compensazione da parte dei clienti-investitori, sarebbe risolta con il pagamento da parte degli investitori, a patto che la nuova agenzia europea abbia la capacità di evitare i rimproveri rivolti ai "Big Three" in termini di indipendenza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ente pubblico o agenzia privata? Ciò richiederebbe ulteriori chiarimenti sullo stato della nuova agenzia. Un'agenzia di rating pubblica potrebbe affrontare la sfiducia degli investitori, che potrebbero mettere in dubbio la sua indipendenza dal governo e degli stati che avrebbe il compito di valutare. Inoltre, tale soluzione è stato chiaramente respinta nel settembre 2011 dal Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Per quanto riguarda l'ipotesi di un'agenzia privata, la società di consulenza Roland Berger in Germania, ha ricevuto mandato, nell'autunno del 2011, di studiare la creazione di un'agenzia di rating europea con sede a Francoforte, che prenda la forma di una fondazione e che abbia il sostegno del settore pubblico e finanziario privato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7213946411858881890?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7213946411858881890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/e-guerra-aperta-tra-ue-e-le-agenzie-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7213946411858881890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7213946411858881890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/e-guerra-aperta-tra-ue-e-le-agenzie-di.html' title='È guerra aperta tra UE e le agenzie di rating'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-896616441189427698</id><published>2012-01-18T10:28:00.001+01:00</published><updated>2012-01-18T10:31:08.562+01:00</updated><title type='text'>La Croazia sarà il 28 Membro dell'Unione Europea</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sulle opportunità e su i rischi dell'allargamento dell'UE, se ne parla da molto tempo nei circoli economici di tutta la UE, ma quasi il 58% dei croati ha intenzione di votare a favore della adesione del loro paese all'Unione europea, prevista per luglio 2013 e solo il 23% vi si oppone, secondo un sondaggio pubblicato la settimana scorsa a dieci giorni dal referendum che ha per oggetto l'desione alla UE. Oltre il 60% degl'intervistati dall'agenzia Promocija hanno detto che probabilmente" si recheranno alle urne e l'11% hanno detto che avrebbero partecipato "probabilmente" al referendum. Presentato dalla televisione nazionale, l'indagine è stata condotta il 3 e il 4 gennaio su un campione di 1300 persone. Il referendum sull'adesione della Croazia all'Unione europea si terrà il 22 gennaio. Il nuovo governo croato, dopo la legge del 4 dicembre, a inizio gennaio ha lanciato un appello ai cittadini, incoraggiandoli a votare per l'adesione. La Croazia ha firmato il 9 dicembre il Trattato di adesione all'Unione europea che diventerà il 28 dello Stato dell'Unione, una volta che il documento approvato con un referendum dai Croati sarà ratificato dai 27 Stati membri. Dopo la Slovenia nel 2004, la Croazia sarà la seconda delle sei repubbliche della ex Jugoslavia a far parte dell'UE, offrendo così una prospettiva per tutti i paesi dei Balcani occidentali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-896616441189427698?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/896616441189427698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/la-croazia-sara-il-28-membro-dellunione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/896616441189427698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/896616441189427698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/la-croazia-sara-il-28-membro-dellunione.html' title='La Croazia sarà il 28 Membro dell&apos;Unione Europea'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3387489375813026358</id><published>2012-01-17T10:36:00.002+01:00</published><updated>2012-01-17T10:41:05.989+01:00</updated><title type='text'>In attesa di una via politica per la soluzione della crisi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I mercati azionari restano in balia della crisi dei debiti pubblici e accusano in modo piuttosto ordinato la decisione ormai scontata di Standard &amp;amp; Poor’s di tagliare il merito di credito a lungo temine di 9 paesi dell’Eurozona. Pur mantenendo livelli elevati, gli spread si attestano al di sotto dei valori raggiunti nello scorso mese e il differenziale BTP-Bund rimane sotto la soglia di 500 punti base. I listini hanno comunque beneficiato delle indicazioni positive giunte dall’esito delle aste di titoli governativi in Europa e dai dati macro statunitensi, in molti casi migliori delle attese. Alcuni spunti confortanti stanno arrivando anche dalle trimestrali statunitensi, anche se si tratta ancora di un campione molto ristretto. Sullo scenario attuale incombe la questione greca, con i negoziati relativi alla ristrutturazione del debito ellenico che sembrano in una fase di stallo. Fondamentale la scadenza di marzo, quando dovrà essere rimborsata la prima cospicua tranche di titoli, oggetto proprio del confronto con il settore privato. Dopo il declassamento della S&amp;amp;P di ben nove paesi dell'area euro, citando l'inadeguata risposta politica a livello europeo alla crisi, assumono un ruolo cruciale gl'incontri tra i leader europei in agenda nei prossimi giorni, con l’obiettivo di definire il cosiddetto fiscal compact (cioè il pacchetto di misure per una rigorosa politica fiscale in tutti i paesi dell’area e meccanismi sanzionatori quasi automatici in caso di inadempienze) e insieme la via pratica al potenziamento della rete di salvataggio attraverso il fondo temporaneo (EFSF) e la futura implementazione di quello definitivo (ESM). Mercoledì 18 si terrà un vertice a Londra Monti-Cameron, il cui obiettivo potrebbe essere il tentativo di riportare Londra tra i paesi aderenti alla nuova disciplina fiscale, mentre venerdì 20, su richiesta francese e per motivi politici interni, è stato sospeso l'incontro a Roma Monti-Merkel-Sarkozy, che avrebbe dovuto agevolare un accordo fra i tre Paesi circa l’approvazione contestuale del fiscal compact e la nuova dotazione e operatività dell’ESM ai successivi vertici del 23 (Ministri delle Finanze dell’area euro) e 30 (summit UE) gennaio. Su queste trattative pesa la spada di Damocle dello swap greco, i cui dettagli potrebbero – e dovrebbero – essere definiti a breve.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3387489375813026358?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3387489375813026358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/in-attesa-di-una-via-politica-per-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3387489375813026358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3387489375813026358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/in-attesa-di-una-via-politica-per-la.html' title='In attesa di una via politica per la soluzione della crisi'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4306411790479039174</id><published>2012-01-16T15:51:00.002+01:00</published><updated>2012-01-16T15:59:35.466+01:00</updated><title type='text'>Germania, Francia e Italia "ménage à trois" troppo difficile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mentre Berlino appare rassicurata dalla conservazione della tripla A, il degrado della nota francese può rafforzare l'intransigenza della Germania nei negoziati per una futura "Unione per la stabilità", resta tutto da scoprire il ruolo dell'Italia in questo difficilissimo 'ménage' a tre. Il primo ministro francese, François Fillon, dopo la decisione di Standard and Poor di abbassare il rating della Francia da AAA ad AA + con outlook negativo, è stato immediatamente inviato venerdì sera a Berlino. "Non credo che questa decisione cambierà il rapporto tra Francia e Germania, primo perché è strutturale, poi perché i destini dei nostri due paesi sono legati", ha dichiarato, mentre Nicolas Sarkozy ha chiamato i suoi connazionali a confermargli la fiducia "per dimostrare coraggio e compostezza". L'impatto di questo degrado, in Europa e specialmente in Germania, si farà rapidamente sentire. "Gli esperti tedeschi hanno detto per mesi che, per Angela Merkel, la Francia è "il problema", affermazione confermata nel corso di un incontro diplomatico di fine settimana. La perdita della tripla A francese, indebolendo Nicolas Sarkozy alla vigilia delle elezioni presidenziali, non può che incoraggiare la Cancelliera nella sua linea di difesa. "La prova è che sabato scorso ha invitato i suoi partner europei a non preoccuparsi a mitigare quà e là il progetto del "Trattato di Unione per la stabilità" perchè una nuova versione è prevista questo fine settimana, prima dell'incontro cruciale con i capi di Stato e di Governo del 30 gennaio a Bruxelles. "Senza l'appoggio della tripla A, Nicolas Sarkozy è in una posizione molto più difficile per negoziare con la Germania le linee guida europee", ha commentato il Financial Times Sabato. Dietro le quinte della Commissione europea, ci sono tre elementi di preoccupazioni. Il primo riguarda la Banca centrale europea (BCE), su cui Nicolas Sarkozy ha cercato per settimane - mentre martellava "sull'indipendenza dell'istituzione" - per ottenere concessioni da Angela Merkel, risolutamente ostile a vedere la banca centrale diventare una prestatrice di ultima istanza per i paesi della zona euro. Il fatto che la perdita della tripla A francese, in vigore dal 1975, avviene un giorno dopo le osservazioni piuttosto incoraggianti del presidente della Bce, Mario Draghi, la "normalizzazione" dei mercati finanziari europei fa infuriare il presidente francese. Il secondo lemento di preoccupazione: l'atteso approfondimento della frattura, all'interno della zona euro, tra i sostenitori del rigore contro ogni previsione, guidati dalla Germania, e gli avvocati di una rinascita. "Chiaramente, il destino dei 17 paesi della zona euro hanno ben poco in comune", dice l'economista portoghese Sandro Mendonca, il cui paese, con rating BB, è ora un debito sovrano "speculative". "Che cosa porterà in Portogallo il trattato sull'Unione europea per la stabilità? Ma questa domanda, poche settimane prima delle elezioni presidenziali, si applica anche alla Francia, la seconda più grande economia della zona euro: nel Parlamento europeo, i deputati socialisti si preparano questa settimana a chiedere il rilascio del testo in corso di negoziazione, come richiesto da François Hollande. Nicolas Sarkozy può, in queste condizioni apparire ancora legato mani e piedi ad Angela Merkel? "Appena perso la tripla A, la promessa di un rigore tedesco "varrà nulla", ha dichiarato l'economista ed europarlamentare PS, Liem Hoang Ngoc. Ultimo ostacolo per la corrente franco-tedesca: la perdita della tripla A viene letta in Francia come un segno di personale fallimento del tandem Merkozy. L'incoraggiamento, sabato, del ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, che ha dichiarato che "la Francia è ancora in pista", pesa poco. La realtà è che la locomotiva Merkel, a capo della fiscalmente austera Europa, ma senza prospettive di recupero, è in declino. L'immagine della cancelliera, capo indiscusso della zona euro promette di essere colpita prima del vertice del 30 gennaio. Tanto più che i soci della tripla A rimasti (Finlandia, Paesi Bassi, Lussemburgo), sono quasi d'impaccio. I capi finlandesi e olandesi sono indeboliti dal peso dei populisti euroscettici nei loro parlamenti. Mentre il Primo Ministro del Granducato, Jean-Claude Juncker, afferma che la Lady di ferro di Berlino si è rifiutata di emettere Eurobonds progettati proprio per ripristinare le prospettive economiche per il continente. Perché Parigi è stata degradata e Berlino no? Se il debito complessivo rimane alto in Germania (81,7% del PIL), l'agenzia statistica Destatis ha detto pubblicamente, mercoledì, 11 gennaio 2011 che il deficit pubblico (Stato, regioni degli Stati Uniti e comuni) si è attestato a 26 miliardi e 700 milioni €, ossia l'1% del prodotto interno lordo (PIL). Il giorno successivo, il Ministero delle Finanze ha dichiarato che il deficit di bilancio dello Stato federale nel 2011 si è è fermato a 17,3 miliardi di euro - contro i 48,4 originariamente previsti - grazie a una maggiore crescita e a più forti entrate fiscali previste. Il nuovo piano di austerità che probabilmente la Francia, dopo le elezioni varerà, può essere una cattiva notizia per la Germania, dato che il paese è il suo principale cliente. Altre conseguenze negative per la Germania della degradazione francese: il varo del meccanismo europeo di stabilità (MES) è probabile che sarà più difficile del previsto. I 500 miliardi dovrebbero essere versati nel capitale (con un 27% dalla Germania e il 20% della Francia). Questo versamento sarà probabilmente effettuato in due tranche, ma Parigi potrebbe essere tentata di ritardare il più possibile il pagamento. Coincidenza, lo stesso giorno in cui la Francia ha perso la sua tripla A, il governo tedesco ha annunciato, casualmente, che era giunta la fine dell'era "Merkozy", riferendosi al sequestro da parte franco-tedesco della gestione delle crisi. Il portavoce di Angela Merkel ha infatti indicato venerdì che la cancelliera aveva invitato a cena a Berlino, per giovedi 19 gennaio i leader portoghese, svedese e austriaco per una "discussione informale" sull'Europa. Altre riunioni di questo tipo che uniscono il Nord e il Sud America, l'area euro o meno, si terranno la prossima settimana. Se le riunioni provengono nella maggioranza dei casi dalla cancelliera come un tentativo di rispondere alla crescita di germanofobia in Europa e per le critiche contro la coppia franco-tedesca, la debolezza della Francia non è forse straniera. Resta l'Italia e la sua voglia di rientrare nei ranghi dei paesi attori di un rilancio europeo, equilibrato e non germanocentrico. Il primo ministro Monti ha ancora il suo carisma di uomo capace di far fare un salto in avanti all'Italia, e, partendo questo dimostrare agli altri 14 paesi europei dell'Eurozona che, con una metodica ricerca di efficienza l'Europa e l'Euro possono coprire un ruolo importante nel futuro di questo mondo. Notizia dell'ultima ora: L'incontro triangolare tra Germania - Francia - Italia di venerdì 20 gennaio è stato rinviato, su richiesta della Francia, a data da ricercare entro fine febbraio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4306411790479039174?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4306411790479039174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/germania-francia-e-italia-menage-trois.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4306411790479039174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4306411790479039174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/germania-francia-e-italia-menage-trois.html' title='Germania, Francia e Italia &quot;ménage à trois&quot; troppo difficile'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3994304543116915349</id><published>2012-01-15T10:11:00.002+01:00</published><updated>2012-01-15T10:17:26.009+01:00</updated><title type='text'>Un euro a velocità variabile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La decisione di Standard &amp;amp; Poor's di degradare il rating di 9 dei 17 stati dell'Unione monetaria conferma la disomogeneità di questa area. L'agenzia ha declassato di un gradino cinque paesi: Francia, Austria, Malta, Slovacchia e Slovenia, e declassata di due tacche quattro paesi: Spagna, Italia, Portogallo, Cipro. Quattordici paesi, rientrano nell'ambito di un "outlook negativo", il che significa che c'è la possibilità che almeno uno su tre vedrà il degrado della propria classifica nel giro di due anni. L'indice S &amp;amp; P rating evidenziare l'esistenza di un euro a quattro velocità. Nel primo livello il nucleo, gli stati più virtuosi con il punteggio più alto possibile, AAA: Germania, Finlandia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Ma questo campo potrebbe in futuro essere ridotto quasi a zero, perché solo la nota di Berlino non è accompagnate da un "outlook negativo". Poi una seconda categoria di paesi, di una certa solidità, ma che non offre la massima sicurezza: Francia (rating AA +), Belgio (AA), Austria (AA +), el'Estonia (AA-).Poi i seguenti stati sempre in media difficoltà: Slovenia (A +), Spagna (A), Slovacchia (A), Irlanda (BBB +), Malta (A-) e Italia (BBB +). Infine la parte finale della scaletta, i paesi classificati come "junk bonds": Portogallo (BB), Cipro (BB +) e Grecia (C). Standard &amp;amp; Poor aveva sperato che il Consiglio europeo del 9 dicembre 2011 intraprendesse un passo importante per risolvere la crisi. Ma poco più di un mese dopo, l'agenzia non nasconde la sua delusione. "Il danno è principalmente guidato dalla valutazione delle iniziative intraprese nelle ultime settimane dai responsabili politici europei, che potrebbero essere insufficienti a risolvere le tensioni sistemiche in Europa ", ha detto S &amp;amp; P. Nella sua dichiarazione, l'agenzia è particolarmente dura sulla governance europea. Essa rileva, in particolare come fattore di stress, il conflitto tra i politici aperto ed esteso in Europa e rileva che la stabilità, l'efficacia, e la visibilità delle politiche europee e le istituzioni non erano (e non sono) così forti come necessario.L'agenzia ha anche criticato una forma di cecità per le vere radici della crisi, che, per i leader europei, si tradurrebbe "in primo luogo in una dissolutezza fiscale alla periferia della zona euro". Tuttavia, il rating Standard &amp;amp; Poor, denuncia che i problemi finanziari sono anche gli squilibri esterni e l'aumento delle differenze di competitività tra il nucleo della zona euro e la cosiddetta periferia. Le preocupazioni esternate dall'agenzie di rating sono che il riconoscimento delle radici della crisi, con l'applicazione delle solo politiche di estrema austerità condotti in Europa rischiano di aggravare ulteriormente la situazione: "Siamo convinti che una riforma basata solo su l'unico pilastro di austerità fiscale rischia di diventare auto-distruttiva", ha detto S &amp;amp; P, sottolineando il rischio di calo dei consumi e le entrate fiscali. Nella visione di S &amp;amp; P solo la Banca centrale europea (BCE) è riuscita ad evitare "un crollo di fiducia del mercato", facendo da sponda alle banche con montagne di denaro contante.Il degrado secondo S &amp;amp; P è grave per quattro paesi. In primo luogo l'Italia, il rating BBB + di ora, mette la penisola a livello di Sud Africa e Thailandia ed è a soli due clic dalla categoria dei "junk bonds". Con un debito di 1900 miliardi di € (120% del PIL), si accompagna pure, secondo S &amp;amp; P, ad un "basso potenziale di crescita." Dopo la caduta, l'Italia deve affrontare un forte aumento dei suoi tassi sui prestiti: il rendimento dei suoi titoli a dieci anni ha raggiunto il picco negli ultimi mesi circa il 7%, insostenibili nel medio e lungo termine, secondo molti osservatori. In questi giorni, la situazione si era un pò normalizzata, Roma aveva venduto, con successo, debito con tassi a breve termine in forte calo. Questo miglioramento ormai è stato compromesso da Standard &amp;amp; Poor. La Spagna, ancora con un rating AAA nel 2009 è ora A, è anche probabile che ritornerà sul mercati con un fardello pesante, dopo la pausa vista nei mercati in questi giorni. Il debito pubblico rimane basso al 67,4% del PIL nel 2011, ma il paese è affetto da "squilibri tra risparmio e investimento", da "alti livelli di debito estero a breve termine" e un costo di ricapitalizzazione delle banche potenzialmente in aumento. Resta il caso dei titoli di Cipro e Portogallo, ora classificati come "titoli spazzatura", che automaticamente spingono un certo numero di investitori a causa della loro regole interne, a sbarazzarsi di questi legami. Per l'isola del Mediterraneo, questo degrado porterebbe a rivendicare con forza un piano di primo soccorso dall'area dell'euro. Come a Lisbona, questo problema potrebbe ritardare il suo ritorno ai mercati, dopo un primo pacchetto di salvataggio di € 78 miliardi concesso nel maggio 2011.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3994304543116915349?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3994304543116915349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/un-euro-velocita-variabile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3994304543116915349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3994304543116915349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/un-euro-velocita-variabile.html' title='Un euro a velocità variabile'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-472543109285704124</id><published>2012-01-13T16:05:00.002+01:00</published><updated>2012-01-13T16:08:05.134+01:00</updated><title type='text'>L'oro: aumenta la domanda nel mondo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Molti, in questo momento, si chiedono se vale la pena, a questi prezzi, investire in oro. Non c'è una risposta univoca, l'oro è una moneta libera da debito. Un valore che non dovrebbe essere impegnato a farsi carico dei debiti di terzi che non possono essere stampati come carta moneta. Diverse banche centrali hanno riscoperto l'oro con l'acquisizione record di una quota di 400 tonnellate nel 2011, dopo aver venduto circa 400 tonnellate all'anno tra il 1989 e il 2009. Per questo sulla futura evoluzione del prezzo dell'oro, data l'inflazione prevista in aumento, molti sono cauti e non credono ad una possibile bolla sul prezzo, scelgono d'investire in oro e sulla sua capacità di preservare il valore nel lungo periodo. Al contrario, considerazioni a breve termine, dettate dalla paura, di non essere elemento decisivo tengono al largo gl'investitori dall'acquisto del metallo giallo. Ultimo, ma non meno importante, il calo della produzione mineraria dimostra che l'oro non è presente in quantità infinita. Anche questo tende a sostenere il prezzo nel corso del tempo. In questo contesto, altri pensano che il metallo prezioso, rappresenta molto più di un rifugio sicuro a breve termine in tempi di turbolenza. Ci sono due tipi di acquirenti oro: coloro che hanno bisogno di oro fisico come produttori di gioielli o altri oggetti che necessitano di questo metallo o di persone che comprano sotto forma di gioielli, e gli speculatori, cioè quelli che non hanno bisogno fisicamente perché lo utilizzeranno per scopi non diversi dalla vendita. In condizioni normali, dovrebbe essere la corrente più forte fatta d'investitori e di speculatori a seguire i suoi movimenti, ma si vede che c'è stato un cambiamento che coincide con gli anni di picco del rialzo dei prezzi. Ci sono tre chiari esempi:- L'acquisto da parte dei fondi che replicano il prezzo dell'oro (e quindi devono comprare oro), è passato da poco più di 500 tonnellate nel 2007 a poco più di 2.000, con un incremento del 300%.- Acquisto Futures Gold (strumento puramente speculativa) è passata da poco meno di 100 tonnellate nel 2007 a 250 nel 2011, con un incremento del 250%.- Tuttavia, la produzione d'oro è stato leggermente ridotta negli ultimi anni ed ha avuto il suo picco massimo nel lontano 1997.Da tutto questo si può vedere che la ragione per l'aumento di oro è stato gonfiata dalla forza della speculazione che ha portato a una bolla che si sta sgonfiando. Ora è normale chiedersi perché questo aumento è stato meno chiaro nelle sue vere ragioni? La risposta è semplice: I mercati reagiscono in modo eccessivo e producono euforia o panico che portano a situazioni estreme. E' normale sentire frasi come "l'oro non perde mai valore" o "L'oro è un rifugio sicuro", affermazioni corrette in un mercato perfetto, ma queste frasi si sentono per strada. Alle persone che non hanno mai studiato i corsi e ricorsi dell'oro, e che ne parlano con grande convinzione, qualcuno glielo avrà inculcato. In conclusione, chi decide d'investire in oro (sia verso l'alto che verso il basso) e in generale su qualsiasi prodotto deve essere consapevole del rischio e deve studiare attentamente i dati disponibili e non lasciarsi influenzare da euforia o da panico che si genera in alcuni momenti sul mercato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-472543109285704124?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/472543109285704124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/loro-aumenta-la-domanda-nel-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/472543109285704124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/472543109285704124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/loro-aumenta-la-domanda-nel-mondo.html' title='L&apos;oro: aumenta la domanda nel mondo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8243973715311464508</id><published>2012-01-12T11:49:00.001+01:00</published><updated>2012-01-12T11:51:47.062+01:00</updated><title type='text'>L'Ungheria ha un disavanzo eccessivo per Bruxelles</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Commissione europea ha proposto ieri di punire l'Ungheria per il suo disavanzo eccessivo. Il governo di Viktor Orban sarà anche "diffidato" di modificare la controversa riforma della banca centrale, mentre ha accolto favorevolmente le misure adottate dal Belgio, Cipro, Malta e Polonia per risolvere rapidamente il loro percorso di bilancio. "La Commissione, in una sua nota, ha stabilito oggi che l'Ungheria non ha fatto progressi sufficienti e in modo sostenibile per correggere il suo disavanzo eccessivo. Proporrà, quindi ai ministri dell'Unione europea di passare alla fase successiva a causa di una mancata azione efficace per ridurre il deficit pubblico del paese sotto il 3% del PIL. Una fonte dell'AFP ha dichiarato che:"Tre lettere di diffida sono in preparazione per costringere il governo ungherese a cambiare la riforma della banca centrale, lo statuto dei magistrati e la protezione dei dati che saranno inviate, all'inizio della prossima settimana, a Budapest. Un'analisi della Legal Services Commission è pervenuta alla conclusione che queste riforme sono in violazione del diritto comunitario, soprattutto per quanto riguarda l'indipendenza della banca centrale ungherese, l'indipendenza dei giudici e l'indipendenza della vigilanza nazionale per la protezione dei dati. Il governo di Viktor Orban si è detto pronto a fare concessioni, e, in particolare, di riscrivere la legge sulla banca centrale, ma ha negato agli europei e al FMI che il paese possa entrare in discussione con il Fondo per un prestito. La Commissione europea ha anche invitato a Madrid ad adottare ulteriori misure per ridurre il suo deficit pubblico, che è stato rivisto verso l'alto, e ad impegnarsi di più in materia di occupazione. "Ci aspettiamo che la Spagna adotti misure supplementari in particolare nel mondo del lavoro, perchè è la disoccupazione una delle principali preoccupazioni", ha dichiarato ieri il commissario europeo per gli Affari economici, Oli Renn, alla domanda circa la riduzione l'enorme deficit del paese. Il deficit pubblico spagnolo è stato rivisto verso l'alto e dovrebbe toccare circa l'8% del PIL, contro il 6% previsto in origine. Bruxelles ha però risparmiato diversi altri Stati membri nei guai con le loro finanze, preferendo concentrarsi sugli sforzi fatti, piuttosto che su i risultati effettivi. Chiedendo di punire l'Ungheria, la Commissione europea ha utilizzato per la prima volta i nuovi poteri in termini di disciplina fiscale adottati lo scorso autunno: ora si possono chiedere e imporre sanzioni sotto la forma di fondi collocati in un conto vincolato che successivamente possono essere convertite in multe. Per l'Ungheria, che non fa parte dell'area dell'euro, la Commissione può infliggere una multa, e sospendere in modo totale o parziale l'erogazione dei fondi di coesione, che rappresentano oltre un miliardo di euro per Budapest, secondo notizie fornite da un diplomatico di Bruxelles.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8243973715311464508?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8243973715311464508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/lungheria-ha-un-disavanzo-eccessivo-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8243973715311464508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8243973715311464508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/lungheria-ha-un-disavanzo-eccessivo-per.html' title='L&apos;Ungheria ha un disavanzo eccessivo per Bruxelles'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7690682240385448641</id><published>2012-01-11T19:02:00.002+01:00</published><updated>2012-01-11T19:06:17.699+01:00</updated><title type='text'>Monti Merkel incontro positivo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mario Monti ha incontrato oggi la cancelliera Angela Merkel. In un'intervista precedente Monti aveva preso le distanze dalla Germania e dalla Francia, soprattutto dalla Germania per essere un paese leader della UE-intolleranza. Il primo ministro italiano si è dichiarato preoccupato per la crisi del debito, e per eventuali proteste anti-europee in Italia. "Se gli italiani, nel prossimo futuro, non vedranno successi tangibili per i loro risparmi e per la volontà di riforma, è possibile che nasca una protesta contro l'Europa e, in particolare contro la Germania, che è considerata leader della intolleranza europea e contro la Banca centrale europea". Dichiarazione fatte al quotidiano "Die Welt", prima del suo incontro con la Cancelliera. Nel pomeriggio, alla conclusione dei lavori, la Cancelliera si è dichiarata ammirata per il lavoro svolto in così breve tempo dal governo Monti e ha aggiunto che la Germania è pronta ad apportare un robusto capitale iniziale nel più grande meccanismo permanente per salvare l'area dell'euro, il MES, che sarà lanciato quest'anno e si è dichiarata "personalmente" a favore della tassa Tobin. È l'effetto della forza di convinzione di Mario Monti? O il degrado dell'economia europea alla fine dello scorso anno? "Vogliamo concludere rapidamente i negoziati sul MES (Meccanismo europeo di stabilità), compresi i nuovi strumenti. E, se gli altri concordano, la Germania sarebbe disposta a mettere più capitali all'inizio del ciclo di vita del MES, perché se il capitale investito è forte, invia un segnale importante ai mercati ", ha detto la cancelliera tedesca. Dopo queste dichiarazioni, l'euro ha ridotto le sue perdite ed i futures Bund si sono ritirati dai massimi della giornata. Così l'euro è salito a 1,2730 vs dollari, mentre era sceso a 1,2690 dollari, prima dell'intervento della Merkel. Tra l'altro, ha dichiarato, sempre durante la conferenza stampa che "personalmente" è d'accordo su una tassa sugli scambi finanziari della sola area dell'euro, ma come "capo del governo," deve tener conto della riluttanza dei suoi alleati liberali. Per quanto riguarda le priorità dell'Eurozona nei primi mesi del 2012, c'è la necessità di garantire un secondo piano di salvataggio per la Grecia. Mario Monti da parte sua ha detto che l'Europa deve riconoscere come "molto matura", la posizione degli italiani che hanno accettato le dure misure di austerità al fine di ridurre il debito del paese.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7690682240385448641?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7690682240385448641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/monti-merkel-incontro-positivo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7690682240385448641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7690682240385448641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/monti-merkel-incontro-positivo.html' title='Monti Merkel incontro positivo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4192516701481497506</id><published>2012-01-10T18:25:00.001+01:00</published><updated>2012-01-10T18:27:45.298+01:00</updated><title type='text'>Tobin Tax: Nicolas Sarkozy vuole accelerare l'attuazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E' stata, con l'IVA e la formazione sociale per i disoccupati, una delle tre misure annunciate da Nicolas Sarkozy durante il suo saluto televisivo del 31 dicembre 2011. Venerdì 6 Gennaio, il Capo dello Stato ha ribadito la sua intenzione di creare una tassa sulle transazioni finanziarie più veloce, considerando come "inaccettabile" il fatto che tali operazioni sono "le uniche ad essere esenti da qualsiasi imposta". "Quando si acquista un appartamento, in tutti i paesi del mondo si paga una tassa. Quando si va in un supermercato per acquistare alimenti, si paga una tassa. Quando si effettua una transazione finanziaria, non si paga imposta alcuna. Come spiegarlo? Ha continuato il Presidente. "Non aspetteremo che tutti gli altri accettino di metterle in atto ", ha detto Sarkozy a conclusione del simposio " Nuovo Mondo " effettuato presso l' Elysee dal ministro dell'Industria, Eric Besson. Interrogato su RMC, Henri Guaino, consigliere speciale del presidente, ha detto che le decisioni saranno "prese entro la fine di gennaio." L'annuncio di Sarkozy è stato subito attaccato dai socialisti, comunque, favorevoli all'istituzione di una tassa: "Francamente, ci convince, una giornata tutta così ", ha scherzato Nicole Bricq, il senatore Seine-et-Marne, denunciando una "campagna elettorale" di posizione. Reazione analoga di François Hollande. "Non è la peggiore idea che abbia mai avuto. Non è mai troppo tardi per un emendamento, in particolare durante i voti ", ha dichiarato il candidato socialista, da Limoges. Ma con i suoi vicini europei, la posizione della Francia è anche di reagire "La posizione tedesca è invariata: l'obiettivo è di arrivare alla creazione di una tassa in Europa ", ha dichiarato Steffen Seibert, il portavoce del governo tedesco. "E' necessario che i paesi non siano lasciati soli ad applicare questa tassa", ha dichiarato Mario Monti, il primo ministro italiano. A livello europeo, le discussioni continuano su una proposta della Commissione. Un gruppo di esperti fiscali degli Stati membri è stato messo al lavoro, e la nuova Presidenza danese ha stabilito le date delle riunioni, che dovrebbe essere in grado di sviscerare tutti gli aspetti tecnici del caso. Un problema - importante - rimane: il rifiuto britannico di principio di una tassa. Francia e altri paesi intendono, nonostante questo, che il lavoro continui, incoraggiato dai cambiamenti di posizione di alcuni paesi. L'Italia ha aderito al progetto con l'avvento al potere di Mario Monti, nel novembre 2011. Paesi Bassi e Danimarca, inizialmente ostili, oggi sono "neutrali". Le conclusioni del G20 a Cannes, il 3 e il 4 novembre, con la presenza degli Stati Uniti, in linea di principio sono considerati incoraggianti. L'opposizione di Londra forza i leader europei a decidere rapidamente anche se il lavoro dovrebbe portare, ad una conslusione limitata ai diciassette paesi membri della zona euro. Fattibile in linea di principio, non è chiaro se l'idea, anche in sede di Eurogruppo, raccolga consenso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4192516701481497506?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4192516701481497506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/tobin-tax-nicolas-sarkozy-vuole.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4192516701481497506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4192516701481497506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/tobin-tax-nicolas-sarkozy-vuole.html' title='Tobin Tax: Nicolas Sarkozy vuole accelerare l&apos;attuazione'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3434068061311274550</id><published>2012-01-10T17:47:00.001+01:00</published><updated>2012-01-10T17:48:57.367+01:00</updated><title type='text'>Gli orologi della Swatch Group conquistano un nuovo record di vendite nel 2011</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lo Swatch Group Biel ha raggiunto un nuovo record di vendite nel 2011, superando per la prima volta i 7 miliardi di franchi svizzeri. Nonostante la forza del franco, gli orologi del gruppo di Bienne hanno raggiunto un fatturato lordo di 7.143 miliardi di franchi, in crescita del 10,9% sul 2010. Martedì la Swatch ha dichiarato che a cambi costanti, le vendite sono salite del 21,7%. Il dicembre scorso è stato anche il migliore nella storia del gruppo. L'elevata quotazione del franco rispetto al dollaro e all'euro, invece, ha fermato l'impatto del fatturato lordo sui 696 milioni di franchi. Le vendite del segmento orologi e gioielli è cresciuto del 14,1% a 6,3 miliardi di franchi (+26,1% a cambi costanti). Praticamente tutti i marchi in questo settore hanno registrato un tasso di crescita a due cifre. Il progresso non solo è stato eccellente in Cina, ma anche in altre regioni del mondo. Biel gruppo si aspetta un bilancio fortemente positivo e buoni dividendi per il 2011. Questi saranno pubblicati entro il 23 febbraio. Swatch ha avuto un inizio positivo nel mese di gennaio in tutto il mondo e in tutti i segmenti di prezzo. Il trend positivo di crescita dovrebbe continuare durante l'intero anno 2012.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3434068061311274550?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3434068061311274550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/gli-orologi-della-swatch-group.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3434068061311274550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3434068061311274550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/gli-orologi-della-swatch-group.html' title='Gli orologi della Swatch Group conquistano un nuovo record di vendite nel 2011'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6935172138253745772</id><published>2012-01-10T10:30:00.002+01:00</published><updated>2012-01-10T10:37:48.549+01:00</updated><title type='text'>La BCE deve essere sostenuta dall'Eurozona</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Recentemente, un giovane banchiere ha ricordato che in questo momento, il mondo ha bisogno più di storici che di economisti. E' difficile non fare un confronto con la grande crisi del 1929: una grave crisi finanziaria che si diffonde nel mondo reale, la mancanza di coordinamento generale, una mancanza di leadership politica ... Nei primi anni 1930, quando i deficit salirono, dopo la crisi finanziaria ci fu la peggiore recessione, i paesi non furono in grado di coordinare: la disciplina fiscale necessaria e i paesi si aggrapparono a mantenere la loro parità oro, con le conseguenze che conosciamo. La storia si ripete: a causa di aggiustamenti di bilancio drastici e non coordinati, senza una politica monetaria unica il disagio sta pervadendo tutta la zona euro. Tuttavia, se i paesi della zona euro sostenessero la Banca centrale europea (BCE), quest'ultima potrebbe mettere in atto una politica monetaria più accomodante, come fanno le sue omologhe inglese e americana. Se ci fosse un tesoro unico, responsabile di una politica coordinata e ottimale fiscale attraverso l'area emergente, la BCE avrebbe meno difficoltà a sostenere, a sua volta, una politica di aiuto alle economie con azioni adeguate. Ricordando una serie di errori del passato, le banche centrali anglosassoni hanno attuato politiche non convenzionali. Assumendo che il debito sovrano è il punto di riferimento per i tassi di interesse che più influenzano l'economia reale, le banche hanno deciso di stabilizzre i tassi a livelli molto bassi con l'acquisto di debito sovrano. Nel Regno Unito, una strategia di aggiustamento fiscale è stata assunta in parallelo. Negli Stati Uniti, il dibattito sul bilancio è meno chiaro, ma resta la forte sensazione che tutto è fatto per rilanciare l'economia. Rassicura la direzione presa da questi ministeri del tesoro è il fatto che c'è sempre un compratore di ultima istanza, gli investitori continuano ad aggiungere ai loro bilanci il debito sovrano americano e britannico. Il risultato: da dieci anni i tassi di questi due paesi sono circa al 2%, anche se l'inflazione è più alta, per cui alla fine si traduce in perdite effettive per gli investitori. In Europa, la situazione è confusa. Mentre la BCE continua ad assicurare che non acquisterà il debito degli stati in difficoltà, il suo bilancio continua ad appesantirsi con la fornitura di liquidità di riserva alle banche senza limiti e a tasso ridicolo. Gli acquisti di debito sovrano sono rimasti trascurabili rispetto alle dimensioni del bilancio, € 200 miliardi rispetto ad un aumento delle rimanenze di 1000 miliardi (il bilancio della BCE è passato da 1.500 miliardi a fine 2007 a 2700 miliardi di oggi). C'è una grande differenza tra questo programma e quello delle sue omologhe europee anglosassone e americana: la BCE presta un sacco di denaro, ma è poco acquistato. Questo ha due importanti conseguenze: in primo luogo, i bilanci delle banche non sono trasparenti - a differenza di banche americane, la Fed ha scaricato una grande quantità di debito tossico d'altra parte, le banche rimborsano alle scadenze, che vanno da sei mesi a tre anni, il denaro. Le conseguenze (negative) sulle attività reali sono significative. Naturalmente, aiuta le banche a rifinanziarsi: l'importo del debito di rifinanziamento per le banche della zona euro per il 2012 è enorme, circa 800 miliardi di euro, e senza dubbio il recente prestito di € 490 miliardi a tre anni all'1% li aiuta. Ma non li aiuta a ripulire i loro bilanci, ne le banche hanno ripreso a prestare soldi a consumatori e imprese, o lo fanno timidamente. Tanto più che le banche devono aumentare i loro coefficienti patrimoniali entro la fine di giugno. Per questo l'economia soffre. Inoltre, mantiene l'illusione che con il denaro prestato alle banche dalla BCE, esse potevano permettersi di continuare a pagare il debito sovrano. Ma se il denaro della BCE è investito in debito sovrano e non va nell'economia reale, priva il finanziamento di quest'ultime un pò di più. In parallelo, i governi della zona euro hanno deciso di rafforzare la disciplina fiscale utilizzando le regole che minacciano di paralizzare il bilancio. I paesi della zona euro, che hanno una politica monetaria comune, non hanno bisogno di un altro strumento paralizzante come il vincolo di bilancio per la gestione del ciclo economico. La politica di bilancio si riassume in nuove forti regole senza prendere in considerazione gli effetti negativi di traboccamento nell'area. Va ricordato che il successo degli aggiustamenti fiscali è avvenuto mentre l'ambiente internazionale, in questi paesi, è stato un ambiente di crescita, e la politica monetaria è diventata più accomodante. La somma di regole di bilancio unico applicata alle diverse realtà nazionali economiche può dare una politica fiscale non ottimale a livello europeo. E' nel processo di adozione di una strategia che è l'opposto di ciò che viene fatto: dobbiamo mettere in atto una politica fiscale europea, che distribuisce lo sforzo di risanamento tra i paesi della zona euro, in modo da separare i paesi che hanno bisogno di regolare una domanda sostenuta, dai paesi che non hanno bisogno di comprimere la domanda (Germania) o viaggiano entrambe con la stessa velocità (Francia). Se in aggiunta ogni paese ha accettato di decidere la propria strategia di aggiustamento a livello europeo per il bene della zona euro, quindi si ha l'equivalente di un ministero del Tesoro della zona euro. La BCE, l'esistenza di una forza del Tesoro e una strategia di regolazione in questione con una crescita ben definita, potrebbe rendere la politica monetaria più accomodante nel fare acquisti di debito sovrano al fine di abbassare i tassi su tutte le scadenze. Dall'inizio della crisi greca, l'Eurozona si muove lentamente da un picco all'altro. Si deve smettere di pensare che i paesi della zona euro possono essere carenti in futuro, ma bisogna incominciare a pensare che i paesi siano parte integrante di un progetto costituente l'embrione di federalismo. La BCE deve ascoltare i governi su questi sviluppi e poi seguire le orme della collega anglosassone. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6935172138253745772?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6935172138253745772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/la-bce-deve-essere-sostenuta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6935172138253745772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6935172138253745772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/la-bce-deve-essere-sostenuta.html' title='La BCE deve essere sostenuta dall&apos;Eurozona'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4218900198770860666</id><published>2012-01-09T18:49:00.002+01:00</published><updated>2012-01-09T18:59:10.713+01:00</updated><title type='text'>Il 1° marzo 2012 la firma del patto fiscale europeo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ricevuto a Berlino da Merkel, Sarkozy ha annunciato che oltre al rigore, i due leader si sono concentrati sulla crescita e sulla possibilità di accelerare l'agenda delle riforme. Nessun annuncio sensazionale per il primo incontro franco-tedesco dell'anno, ma i due capi di stato hanno voluto infondere ottimismo all'inizio di un anno impegnativo. Il presidente francese, che si è poi intrattenuto a pranzo, ha detto che il trattato tra cui il patto fiscale sarà firmato il 1 ° marzo. In questo contesto, "è probabile che l'impegno per la regola d'oro (il pareggio di bilancio) delle finanze pubbliche sarà firmato a gennaio o, al più tardi, a marzo", ha dichiarato un pò più cauto il cancelliere tedesco. Circa il meccanismo degli aiuti europei ai paesi in difficoltà, la Germania e la Francia stanno valutando come accelerare la fornitura di capitale necessario, circa 80 miliardi di euro insieme ai 17 paesi della regione, ha assicurato il Cancelliere. Per quanto riguarda il delicato tema della tassa sulle transazioni finanziarie, Nicolas Sarkozy ha annunciato che la Francia sarà la prima ad applicare la tassa anche per essere di esempio, al progetto della direttiva in materia, elaborata dalla Commissione europea. Angela Merkel si è detta personalmente convinta che la soluzione migliore è che la tassa sia applicata da tutti i paesi dell'Unione Europea o al minimo da tutti i paesi dell'Eurozona. Anche se poi ha ricordato che alcuni membri del suo governo sono contrari ad un'implementazione senza il Regno Unito. "L'obiettivo è quello di avere, su tale imposta, una dichiarazione d'intenti dei ministri delle Finanze (UE) all'inizio di marzo". Il cancelliere tedesco, infine ha voluto rispondere ai critici che l' accusavano di pensare solo al rigore fiscale, anche a scapito della crescita: "Il consolidamento fiscale è uno dei pilastri del nostro futuro", ha detto, aggiungendo: "Il secondo pilastro è la crescita economica e l'occupazione". Francia e Germania chiedono che i fondi europei ancora disponibili siano utilizzati per la creazione di occupazione, per le PMI e per l'innovazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4218900198770860666?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4218900198770860666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/il-1-marzo-2012-la-firma-del-patto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4218900198770860666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4218900198770860666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/il-1-marzo-2012-la-firma-del-patto.html' title='Il 1° marzo 2012 la firma del patto fiscale europeo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2269289398880488180</id><published>2012-01-09T15:22:00.002+01:00</published><updated>2012-01-09T15:26:58.040+01:00</updated><title type='text'>Una "notte da leoni" di Vuitton tra i falsari</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La pelletteria francese è riuscita a scoprire che la Warner Bros avrebbe usato borse di marca contraffatte nella sua ultima puntata di The Hangover, uscito nel maggio 2011. Solo dopo le feste natalizie da New York, si è saputo che la fine di dicembre potrebbe costare cara alla Warner Bros da parte di Louis Vuitton. Il produttore della sezione francese accusa il produttore e distributore della commedia americana "Una notte da leoni" per contraffazione. In una scena, un eroe, interpretato da Zach Galifianakis, si rifiuta di prendere una borsa sportiva sul pavimento dell'aeroporto, sostenendo che "non si tratta di una Louis Vuitton ". La replica suggerisce che Louis Vuitton l'ha utilizzata per pubblicizzare il film. Non è così. Non solo non è stato richiesto dalla casa di lusso, ma i suoi avvocati hanno richiesto la visualizzando del film, probabilmente in DVD, da poco tempo, dal momento che l'uscita nelle sale è datata maggio 2011. Essi hanno identificato che la borsa famosa era un falso, e perfino identificato il fabricante: Diophy società cinese autrice della violazione. Una vecchia conoscenza, contro cui Louis Vuitton si batte da anni. La stella del marchio LVMH ha tirato fuori così i suoi artigli. Per "violazione del marchio, di denominazione di origine falsa e di concorrenza sleale," Louis Vuitton ha richiesto la rimozione dalla scena del nuovo DVD, e "la distruzione delle copie in circolazione." Nessuno sa se il denunciante ha chiesto una quota del fatturato del film, stimato in $ 600 milioni. Uno scenario "molto brutto", se confermato, per la Warner Bros..&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2269289398880488180?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2269289398880488180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/una-notte-da-leoni-di-vuitton-tra-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2269289398880488180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2269289398880488180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/una-notte-da-leoni-di-vuitton-tra-i.html' title='Una &quot;notte da leoni&quot; di Vuitton tra i falsari'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7157468860993448077</id><published>2012-01-08T23:10:00.002+01:00</published><updated>2012-01-08T23:17:47.769+01:00</updated><title type='text'>La Germania deve fare di più per l'euro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;In ogni fase della crisi dell'euro nel corso degli ultimi due anni, il Cancelliere Angela Merkel è sembrato voler fare il minimo necessario per mantenere la moneta unica insieme - ma non di più. Questo approccio minimalista alla crisi dell'euro potrebbe alla fine costare di più alla Germania in termini di salvataggi di quanto lo sarebbe stato se si fosse agito prima e più decisamente. D'altra parte, mantenere l'inflazione e la debolezza dell'euro su un basso profilo sono entrambi fattori buoni per le esportazioni tedesche. In effetti, un cinico potrebbe pensare che data la situazione attuale - un euro debole, ma ancora esistente - è l'ideale per la Germania con un'economia fondata sull'esportazioni.Tuttavia, questo ragionamento non vale per molti degli altri paesi della zona euro. I dati illustrati di questa settimana mostrano i più alti livelli di occupazione in Germania dopo la riunificazione, ma anche una forte disoccupazione in Spagna - un paese che, a differenza della Grecia, non è stato fiscalmente irresponsabile e infatti ha un basso debito pubblico rispetto al PIL della Germania stessa. La teoria economica alla base di questo approccio minimalista alla crisi dell'euro, in quanto ce n'è uno, è il neoliberalismo - una forma tipicamente tedesca del liberalismo economico influenzato da Adam Smith, ma anche della storia tedesca del 20° secolo. Sviluppato negli anni 1930 e 1940 da Walter Eucken e dalla Scuola di Friburgo, il neoliberalismo si basa sull'idea che il ruolo dello stato è quello di creare un quadro economico e giuridico per consentire al mercato di lavorare in modo efficiente - soprattutto attraverso il mantenimento della stabilità dei prezzi. Il neoliberalismo aveva in mente da una parte il fallimento della Repubblica di Weimar, il nazismo (a cui Eucken era si era opposto) e dall'altra il comunismo. Così, mentre essi hanno creduto e sostenuto un'interferenza dello stato maggiore nel mercato dei classici anglosassoni liberali (in particolare per impedire la nascita di monopoli e oligopoli), hanno creduto in meno interferenze rispetto ai keynesiani. Per esempio, i neoliberisti si oppongono fermamente ad una politica fiscale e monetaria espansiva durante una recessione economica. Anche se il neoliberismo è poco conosciuto altrove, è molto influente in Germania, in particolare nel centro-destra, lo si è visto come base nel dopo-guerra di una "economia sociale di mercato" e del "miracolo economico" creato nella Repubblica federale nel 1950. Merkel e i suoi consiglieri economici sono profondamente influenzati dalle idee neoliberali - in particolare sul ruolo della Banca centrale europea. Per loro, il ruolo di una banca centrale è soprattutto quello di mantenere la stabilità dei prezzi - e quindi promuovere la crescita solo indirettamente - piuttosto che intervenire per ampliare l'offerta di moneta, come hanno fatto la Federal Reserve e la Bank of England negli ultimi anni soprattutto con i loro QE. Così l'ex capo economista della BCE Jürgen Stark, che si è richiamato ad Eucken per il libro sui "Principi di Politica Economica", come una fonte costante di ispirazione per tutta la sua carriera"- ha rassegnato le dimissioni lo scorso settembre dopo che la BCE aveva acquistato titoli di stato italiani e spagnoli. Il Presidente della Bundesbank Axel Weber si dimise lo scorso febbraio per ragioni analoghe. Il suo successore, Jens Weidmann - ex consigliere di Merkel - è altrettanto contrario al programma di acquisto di obbligazioni della BCE. Tuttavia, il neoliberalismo è prevalentemente una teoria su come far funzionare un economia nazionale in modo efficiente, piuttosto che su come organizzare l'economia globale o creare una zona per la moneta unica. E quindi non aiuta molto nel contesto attuale, in cui gli squilibri tra le economie della zona euro sono un problema chiave. Come risultato, alcuni economisti tedeschi hanno accettato l'idea che il surplus della Germania è in parte, il risultato dell'euro, ma sono l'altra faccia del deficit di altri paesi, e quindi parte del problema. Altra cosa sono, invece, le eccedenze valutate semplicemente come il prodotto di una buona gestione economica. Così le idee neoliberiste portano la Germania a perseguire politiche economiche che fanno i propri interessi piuttosto che quelli della zona euro nel suo complesso. La "cultura della stabilità" della Germania può essere stata influenzata dalla memoria collettiva di iperinflazione, ma c'è anche un'altra ragione più razionale ed egoista: anche un moderato aumento dell'inflazione ridurrebbe la competitività delle esportazioni della Germania in tutto il mondo e il valore dei suoi risparmi. Per questo molti tedeschi pensano che l'inflazione non sia una soluzione per le economie in disavanzo, ma solo una maggiore austerità può essere la soluzione, anche quando, come nel caso della Spagna, la crisi non è stata causata da un eccessivo debito sovrano. In questo contesto, il pensiero conservatore economico della Germania è quasi indistinguibile, in pratica, da quello della destra americana o inglese. In realtà, i tedeschi sembrano quasi sposare una sorta di versione europea del "trickle down" dell'economia: la crescita, suggeriscono, confluirà verso il basso partendo dalla nazione più sviluppata a quella meno sviluppata della zona euro. Può darsi che l'euro è un esperimento fallito, come recentemente ha dichiarato l'economista di Harvard Martin Feldstein. Ma anche se la moneta unica europea sopravviverà come sono convinti la maggioranza degli europei, questa visione autocelebrativa della Germania rischia di far pagare al resto della zona euro un prezzo elevato nei prossimi dieci anni. L'alternativa pratica, che faciliterebbe un minimo di controllo e di pianificazione è, per la Germania, di lasciare la zona euro e questo dovrebbe essere presentato alla Germania come un ultimatum dal resto dell'Eurozona e senza indugio. Ma quì si entra nel mondo della fantasia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7157468860993448077?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7157468860993448077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/la-germania-deve-fare-di-piu-per-leuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7157468860993448077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7157468860993448077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/la-germania-deve-fare-di-piu-per-leuro.html' title='La Germania deve fare di più per l&apos;euro'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2197672809235697576</id><published>2012-01-08T10:50:00.002+01:00</published><updated>2012-01-08T11:01:39.929+01:00</updated><title type='text'>L'unione fiscale per la UE è un passaggio obbligato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le risoluzioni dell'ultimo vertice hanno i loro limiti nella fattibilità giuridica e politica, ma questi limiti non possono frenare le ambizioni di un gruppo dirigente. In Europa, la questione di come la crisi dell'unione monetaria è superabile, senza cadere nella profondità del conflitto politico ha innescato - o, ancora una volta, ha riportato alla luce - sentimenti nazionali che decenni di convivenza pacifica e il successo economico sembravano aver seppellito una volta per sempre. In Germania hanno reagito riportando alla ribalta lo stereotipo dei greci pigri, non sensibili al teutonico richiamo sul consolidamento fiscale. Così, in Grecia, i tedeschi, non solo in termini di popolarità, sono scivolati verso l'ultimo posto, il confronto con il regime nazista nei media è ormai all'ordine del giorno - e non solo in Grecia. Alla fine sarà solo una questione di tempo, rompere il dibattito fondamentale su come sarà il domani dell'Europa, che oggi è rimasta senza risposta alla proposta "Maastricht". Il Cancelliere Helmut Kohl, il 6 Novembre 1991 al Bundestag, aveva detto: "L'unione politica è la controparte essenziale per l'Unione economica e monetaria. La storia più recente, non solo in Germania, c'insegna che l'idea che si potesse ottenere una unione economica e monetaria senza unione politica nel lungo periodo, è assurda." Ora è il momento in cui l'unione fiscale è il percorso d'oro per un'Europa di pace da mettere per sempre sotto l'ombrello di una casa politica comune. Come in medicina la diagnosi deve precedere la terapia, così le proposte per risolvere la crisi devono andare nella direzione giusta dopo un'adeguata analisi delle cause principali. L'idea di mettere in comune le riserve degli Stati membri è scioccante? Quando l'unione monetaria fu lanciata nel gennaio 1999, gli undici partecipanti non si erano tenuti lontano da cosa s' intende per un'area valutaria ottimale. Anche se non si deve sovrastimare il valore profetico di questa teoria, vista l'eterogeneità degli Stati membri - attraverso l'espansione a 17 oggi - ma fin dall'inizio poteva essere vista come problematica. L'ex presidente francese Jacques Chirac ha parlato della più grande avventura dell'umanità monetaria. Si può essere anche scettici su questa terminologia, resta il fatto che è stato comunque un esperimento eccezionale. In ogni caso, tutti i responsabili erano consapevoli che l'unione monetaria sarebbe stata tutt'altro che un'autostrada. Oggi bisogna piuttosto concentrare tutti gli sforzi sulla lotta contro la debolezza intrinseca dell'attuale fase. Purtroppo, succede il contrario. Dal primo giorno, gli sviluppi decisivi sono andati nella direzione sbagliata. Quattro sono le aree principali in cui intervenire: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;- L'andamento dei prezzi e dei salari sono aumentati troppo perdendo competitività e aumentando il deficit delle partite correnti in alcuni paesi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;- In particolare in Irlanda e Spagna il boom edilizio sfrenato si è concluso con un crollo, con gravi conseguenze per il settore bancario e per la finanza pubblica. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;- L'ultima violazione del patto di stabilità e crescita, effettuata dalla Germania e dalla Francia, è fallita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;- La crisi finanziaria ha rivelato le carenze di regole e di vigilanza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dibattito sulla crisi del debito pubblico, tra l'altro, ha spinto per una "terapia" che risolvesse questioni importanti facenti parte del background di ogni paese. Qui, la crisi dell'unione monetaria può essere superata solo se il risanamento delle finanze pubbliche sia accompagnata da riforme strutturali. Un primo cambiamento drammatico in politica di bilancio si è avuto in Italia, ma senza una ripresa stabile della crescita stessa, il trattamento d'urto di politica fiscale è destinato a fallire. Questa affermazione vale anche per paesi come la Spagna o il Portogallo, per non parlare del caso della Grecia, primo in graduatoria.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2197672809235697576?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2197672809235697576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/lunione-fiscale-per-la-ue-e-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2197672809235697576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2197672809235697576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/lunione-fiscale-per-la-ue-e-un.html' title='L&apos;unione fiscale per la UE è un passaggio obbligato'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3424163877902719113</id><published>2012-01-07T16:38:00.002+01:00</published><updated>2012-01-07T16:41:55.388+01:00</updated><title type='text'>Anche gl'investitori di private equity hanno bisogno di soldi freschi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le società private di partecipazione desiderano raccogliere nel 2012, 600 miliardi di € da parte degli investitori. Questo potrebbe essere difficile, perché, in questo momento, governa il principio di cautela. I procacciatori di capitali fanno code sempre più lunghe di fronte alle sedi delle compagnie di assicurazione e fondi pensione, per avere accesso a nuovi capitali per nuove acquisizioni. Attualmente, sono 1800 i fondi di private equity che tentano di raccogliere circa 600 miliardi di € dai loro creditori, come descritto dai dati presentati mercoledì dalla Preqin, una delle principali società USA fornitrice di dati patrimoniali on-line, pubblicazioni e ricerche economiche. Questo potrebbe essere difficile: nel 2011, alle conoscenze attuali, sono stati raccolti solo 210 miliardi di €, cifra leggermente inferiore a quanto raccolto l'anno precedente. Nel boom prima della crisi finanziaria, i giganti del settore Blackstone e KKR, specializzata nel management buyout e nel private equity, il volume era stato più che doppio. Oggi per gl'investitori vige il principio della massima cautela. La crisi del debito in euro ha fatto molto cauti gl'investitori professionali, soprattutto nella seconda metà del 2011. Hanno continuato a raccogliere soldi, ma hanno anche preferito investire in fondi relativamente meno rischiosi degli investimenti finanziari. Secondo quanto previsto da alcuni analisti americani, il mercato sarà molto difficile nel 2012 a causa del numero record di abitazioni messo sul mercato da private equity, per drenare denaro fresco. Esperti del settore si aspettano che molti fondi stiano pensando di attirare gl'investitori, con commissioni di gestione inferiori. Senza soldi nuovi, le società di private equity vedranno prosciugare le loro entrate e gradualmente scomparire dal mercato. Questo destino è già toccato, negli ultimi anni a numerosi fondi, anche se in numero minore di quanto era stato previsto da molti esperti. Gl'investitori di private equity, partecipano al capitale di società senza essere coinvolti nella gestione e i titoli non sarebbero negoziabili in Borsa. L'obiettivo è quello di partecipare per pochi anni e poi vendere a un prezzo più alto e ottenere in questo modo un profitto. La cessione della partecipazione può essere fatta ad un investitore strategico nel mercato o ad un'altra società di private equity.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3424163877902719113?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3424163877902719113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/anche-glinvestitori-di-private-equity.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3424163877902719113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3424163877902719113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/anche-glinvestitori-di-private-equity.html' title='Anche gl&apos;investitori di private equity hanno bisogno di soldi freschi'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3154617139306810628</id><published>2012-01-06T19:04:00.001+01:00</published><updated>2012-01-06T19:08:08.969+01:00</updated><title type='text'>Undici paesi nel 2012 avranno bisogno di 6000 miliardi di €</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Giappone e Stati Uniti nel 2012 sono i paesi che avranno il maggior fabbisogno di capitali. Gli analisti si aspettano che gl' investitori presto esigeranno rendimenti più elevati. Le undici più grandi economie del mondo quest'anno hanno in scadenza titoli per 6000 miliardi di € che dovranno finanziare attraverso l'emissione di nuovo debito. Non sono inclusi in questa cifra gl'interessi che si accumulano sul debito esistente. Compreso questo che viene a scadenza, il cui fabbisogno finanziario è di oltre otto miliardi di euro. Con un debito pari al 200% del PIL il Giappone è il paese più indebitato del mondo. Fino ad ora la terza più grande economia del globo, ha pochi problemi, nonostante l'elevato debito per il rifinanziamento, perchè sono gli stessi giapponesi a comprare i titoli di Stato su larga scala. Il rendimento sul decennale è attualmente all'1%, tasso inferiore a quello della Svizzera. Gli Stati Uniti dovranno assorbirsi quest'anno 2.200 miliardi di euro di nuovo debito, il 20% del PIL. In termini assoluti, la Germania è nella lista dei debitori del 2012 al quinto posto, alle spalle di Italia e Francia. I Bund tedeschi, scadenza a 10 anni, rendono attualmente l'1,9%, per cui per i prossimi dieci anni, se tassi rimarranno confermati, i tedeschi non hanno all'orizzonte una crisi del debito. Tuttavia, avvertono gli analisti interpellati da Bloomberg, su questo fronte, essi si aspettano un ulteriore restringimento della crisi del debito in Europa, che abbinata a un declino della crescita economica globale intorno al 4%, potrebbero di conseguenza, fare aumentare i rendimenti in tutto il mondo, che a sua volta potrebbe aggravare la crisi del debito - un circolo vizioso per i paesi ad alto indebitamento che potrebbero essere spinti verso un default o verso la necessità di una ritrutturazione dello stesso. Per le sette maggiori economie, in media gli analisti si aspettano un aumento dei rendimenti del 39%. Mentre gli Stati Uniti e la Germania potrebbero essere in grado di sopportare questo aumento, la situazione in Giappone è probabile che sia più seria: la società Pimco ha già messo in guardia contro un fallimento nazionale del Giappone. Anche l'Italia non potrà permettersi un ulteriore incremento dei costi di finanziamento. Attualmente i titoli statali a dieci anni sono attestati intorno al 7%. Questo livello è visto come cruciale per rimanere a galla. Gli analisti sono preoccupati per quanto succede alla terza più grande economia della zona euro, in quanto per evitare la bancarotta occorrerebbe un nuovo intervento dell'Unione europea, o della BCE o/e del FMI.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3154617139306810628?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3154617139306810628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/undici-paesi-nel-2012-avranno-bisogno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3154617139306810628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3154617139306810628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/undici-paesi-nel-2012-avranno-bisogno.html' title='Undici paesi nel 2012 avranno bisogno di 6000 miliardi di €'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1466855372952112784</id><published>2012-01-05T17:59:00.002+01:00</published><updated>2012-01-05T18:02:51.840+01:00</updated><title type='text'>L'Ungheria fonte di ulteriori preoccupazioni per la UE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'asta del debito di oggi, giovedì, è stata un disastro. Il paese è stato costretto a pagare un tasso del 9,96% sul debito a breve termine e non ha nemmeno venduto i 45 miliardi di fiorini messi all'asta poichè non ha accettato di pagare un tasso del 10% richiesto da alcuni investitori per cui sono stati collocati titoli per solo 35 miliardi di fiorini. Le ragioni di questo insuccesso sono ben note. La moneta ungherese è in caduta libera (-18% vs. l'euro in sei mesi) nonostante il rialzo dei tassi offerti per sostenere la fiducia e proteggere coloro che hanno contratto mutui in valuta estera. Il governo deve raccogliere circa 16 miliardi di dollari quest'anno e l'Ungheria sta richiedendo linee di credito alle banche straniere. Il tutto in un clima incandescente con manifestanti in piazza, infuriati per una nuova costituzione, ampiamente criticata perchè ritenuta anti-democratica. Il governo del primo ministro Viktor Orban è ai ferri corti con l'Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale su un nuova legge che limita l'indipendenza della banca centrale. L'unica notizia moderatamente incoraggiante è che questa asta disastrosa ha convinto il governo a toni più concilianti verso il FMI. Ma chiaramente molta acqua dovrà transitare sotto i ponti prima che il FMI possa essere sufficientemente rassicurato circa il ruolo della banca centrale per offrire un sostegno finanziario. Il rinnovarsi delle emergenze rende difficile fermare la fuga di capitali. Il rischio di una crisi bancaria ungherese e di un congelamento del credito è alto. Ecco un altro motivo di preoccupazione per la salute del sistema bancario europeo. Dieci delle 20 principali banche ungheresi sono di proprietà estera, otto di proprietà europea. Le esposizioni non sono enormi come percentuale sul totale delle attività delle case madri, ne significative.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1466855372952112784?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1466855372952112784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/lungheria-fonte-di-ulteriori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1466855372952112784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1466855372952112784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/lungheria-fonte-di-ulteriori.html' title='L&apos;Ungheria fonte di ulteriori preoccupazioni per la UE'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8844911790809654872</id><published>2012-01-04T18:53:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T18:58:52.206+01:00</updated><title type='text'>C'è il rischio nel 2012 di una nuova tripla bolla</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Posizioni incerte per tutto il primo trimestre 2012 nei mercati finanziari del mondo. Gli uffici studi delle grandi banche e delle fondazioni economiche studiano da un pezzo l'orizzonte futuro e qualche indiscrezione viene fuori. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Pochi puntano sugli immobili&lt;/strong&gt;, anche di pregio. Nel mondo occidentale nel quarto trimestre 2011 sono calate le vendite e le concessioni di mutui, con punte di -11% negli USA. Meglio ha fatto il mercato italiano (si fa per dire) con un meno 6% nel 4° trimestre 2011. Nel terzo trimestre 2011 il costo di costruzione di un fabbricato residenziale e aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e del 3,7% rispetto al terzo trimestre 2010. (dati Istat del 2/11/2011). Ma le compravendite di unità immobiliari (219.905 in totale) sono diminuite del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2010 con cali accentuati nell'ultima parte dell'anno. Nel 2° trimestre i mutui (193.474 in totale) sono diminuiti dell'8,1% rispetto al secondo trimestre 2010. In particolare, quelli con costituzione di ipoteca immobiliare (118.834) sono diminuiti del 5,3%, mentre i mutui non garantiti da ipoteca immobiliare (74.640) si sono ridotti del 12,3%.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Fashion, alta moda, e lusso&lt;/strong&gt;. Oggi tutti gli indicatori sono puntati sulla Cina e in Asia. Questa regione fa impazzire gli uffici commerciali di aziende come Hermes, Gucci, Prada e dell'orologeria di alto livello come quella prodotta dal gruppo svizzero Swatch o da Richemont o da Rolex. Le vendite nel settore di gran lusso, sono salite troppo velocemente e troppo in alto? Se il livello di inventario è ancora ragionevole, molti dicono che il mercato cinese, tuttavia, è già stanco delle borse Louis Vuitton che si vedono dappertutto. In Europa, la tendenza sarà in ogni caso più moderata, perchè il continente è stato infilato con la forza in una severa austerità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infine, &lt;strong&gt;i titoli tecnologici&lt;/strong&gt; appaiono in qualche modo aver superato i vecchi demoni del 2001, quando una bolla causò una recessione globale. Valutazioni super di aziende apparentemente molto forti come Facebook (100 miliardi per un eventuale IPO nel 2012), Zynga e Groupon stanno allontanando gl'investitori europei. Dunque avanti con giudizio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8844911790809654872?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8844911790809654872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/ce-il-rischio-nel-2012-di-una-nuova.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8844911790809654872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8844911790809654872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/ce-il-rischio-nel-2012-di-una-nuova.html' title='C&apos;è il rischio nel 2012 di una nuova tripla bolla'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7823140811463432766</id><published>2012-01-04T10:34:00.001+01:00</published><updated>2012-01-04T10:37:25.580+01:00</updated><title type='text'>Una Europa a due velocità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I dati sulla disoccupazione nell'Eurozona dimostrano che un'Europa a due velocità c'è già. In questo primo scorcio dell'anno vengono alla ribalta le divergenze dell' economie dell'eurozona, fonte di tensione in quanto alimentano la crisi del debito sovrano che ha colpito soprattutto i paesi del sud Europa, mentre i paesi del nord registrano una crescita più forte e una minore disoccupazione. La maggior parte dei paesi centrali, principalmente nel Nord Europa e in una specie di fortino attorno alla Germania, il tasso di disoccupazione è sotto la media del 10,3% dell'Eurozona. Fuori da questa zona, particolare attenzione merita il Regno Unito, oggi troppo impegnato a difendere il miglio londinese della finanza. In un sondaggio effettuato dal FT, la maggior parte degli economisti interpellati hanno espresso l'opinione che la zona euro sopravviverà, ma che ogni break-up potrebbe aver conseguenze disastrose per la Gran Bretagna. L'Eurozona dovrà affrontare un difficile inizio del 2012, con le nazioni che hanno necessità di emettere titoli per 794 miliardi di € a servizio del debito pubblico in scadenza. Questa cifra rappresenta bene il timore che i Ministri delle finanze hanno rispetto ad un eventuale crollo del valore dell'euro. Questa eventualità è vista come il più grande rischio per le aziende nel 2012 dentro e fuori dell'Eurozona.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7823140811463432766?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7823140811463432766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/una-europa-due-velocita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7823140811463432766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7823140811463432766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/una-europa-due-velocita.html' title='Una Europa a due velocità'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1697299881265138551</id><published>2012-01-03T11:36:00.002+01:00</published><updated>2012-01-03T11:40:34.262+01:00</updated><title type='text'>Nel Regno Unito, numeri da brivido: i debiti privati al 950% del Pil</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'ufficio nazionale di statistica britannico (Office of National Statistics), nell'ultimo suo rapporto denso di numeri e dati che, a detta di molti esperti, risultano spesso difficili da decifrare, fa un quadro non molto edificante della situazione economica del Regno Unito. Il rapporto tra debiti privati e Pil è superiore al 450%, mentre il rapporto che si riferisce al settore finanziario è calcolato al 250%. I dati forniti da Morgan Stanley sono ben superiori a quanto è affermato nel Budget Report del Tesoro del Regno Unito, che pur fanno rabbrividire: I dati forniti descrivono con un grafico di "Haver Analytics, di Morgan Stanley Research, che non ci sono solo i paesi cosiddetti "PIIGS". Il rapporto tra debiti privati e Pil è infatti, secondo gli esperti della banca americana, pari a ben il 950% e i debiti del settore finanziario, rapportato al Pil e considerati da soli, corrispondono a un valore superiore al 600%. Una delle cause principali della rivoluzione industriale, ancora oggi attuale, è la domanda. Come Jonathan Glancey scrive in un suo articolo ultimamente apparso sulla stampa britannica (Farlo alla tedesca, 31 dicembre 2011), l'industria manifatturiera è importantissima sia all'interno di una nazione che all'esterno, per l'esportazioni. Le cause del declino industriale della Gran Bretagna, accusano gli investitori, i lavoratori e gl'imprenditori, sono soprattutto i politici miopi e, ironia della sorte, coloro che credono intoccabile nel capitalismo, il libero mercato, sono questi che hanno distrutto l'industria. Se non si producono beni si perdono i mercati. Il problema è quel miglio quadrato all'interno della città di Londra dove la classe dirigente del settore dei servizi finanziari fa soldi senza investire nella produzione britannica, un miglio quadrato protetto da un veto che il primo ministro britannico ha esportato in Europa, il che non aiuta l'industria britannica. La domanda di beni è la chiave per alleviare la recessione, ma se non c'è una quantità proporzionale per i beni "made in Britain" si perde l'essenza di un'economia mista che è la chiave di prosperità a lungo termine. I problemi del Regno Unito sono rimasti in secondo piano, forse, per troppo tempo. Che l'economia del paese non versasse in buone acque è confermato dai vari dati macroeconomici pubblicati di recente. Ma sempre di recente, è il debito del paese che sta iniziando a spaventare il mondo intero.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1697299881265138551?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1697299881265138551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/nel-regno-unito-numeri-da-brivido-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1697299881265138551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1697299881265138551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/nel-regno-unito-numeri-da-brivido-i.html' title='Nel Regno Unito, numeri da brivido: i debiti privati al 950% del Pil'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8978861426179845842</id><published>2012-01-02T23:50:00.001+01:00</published><updated>2012-01-02T23:52:56.413+01:00</updated><title type='text'>L'evoluzione di Darwin nei robot</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Presso École polytechnique fédérale de Lausanne (l'EPFL), stanno studiando un programma per computer secondo i principi di evoluzione "darwiniana" della vita. Il giorni in cui i robot penseranno come noi e si potranno collegare gli occhi degli insetti al cervello come avviene nel mondo animale, l'efficienza delle strutture di androidi, formati da migliaia di pezzi farà un enorme salto in avanti, nel mondo della robotica umana. Alla scuola del Politecnico Federale di Losanna quest'anno hanno deciso di usare l'evoluzione artificiale in tutti i campi dell'ingegneria, dove tecniche di ottimizzazione matematica non sono immediatamente applicabili", spiega Dario Floreano, direttore del Laboratorio di sistemi intelligenti al Politecnico di Losanna. Si tratta di far evolvere un programma per computer secondo i principi di evoluzione "darwiniana" dei viventi. Nel codice che controlla un robot vengono introdotti variazioni casuali per simulare le mutazioni che porta a cambiamenti nel nostro DNA. Le diverse varianti sono testate e vengono selezionate solo le migliori. Queste possono essere combinate, come nella riproduzione sessuale. Il processo viene ripetuto per migliaia di generazioni per ottenere il robot più potente per un determinato compito. L'evoluzione artificiale è utilizzata in una varietà di settori, dall'elettronica alla farmaceutica. "Un esempio classico è la progettazione di un'antenna per un microsatellite della NASA, racconta Dario Floreano. E' interessante perché ci sono molte e diverse possibilità, a seconda dell'ambiente e l'uso che si vuole fare dell'antenna. "Il metodo di evoluzione artificiale, attraverso una simulazione al computer, è stata messa in competizione con esperti umani. Le soluzioni proposte erano molto differenti e dipendeva dall'efficienza del computer. Anni di studi, di evoluzione e di sudori d'ingegneri, possono portare in un lasso di tempo relativamente breve a ricadute economiche nei vari settori industriali, spaziali, di costruzione. Già oggi sono numerose le aziende che con borse di studio erogate agli studenti meritevoli, seguono di fatto la maturazioni di risultati che possono svelarsi eclatanti e praticamente utilizzabili in economia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8978861426179845842?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8978861426179845842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/levoluzione-di-darwin-nei-robot.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8978861426179845842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8978861426179845842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/levoluzione-di-darwin-nei-robot.html' title='L&apos;evoluzione di Darwin nei robot'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-488691969649817869</id><published>2012-01-02T22:54:00.002+01:00</published><updated>2012-01-02T23:00:17.114+01:00</updated><title type='text'>Limitare il potere delle agenzie di rating</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La minaccia di abbassamento simultaneo da parte delle agenzie di rating della nota di merito di Francia, di molti altri paesi dell'area dell'euro e poi di molte banche europee, quasi in contemporanea, incominciano a preoccupare vivamente del ruolo e del posto occupato dalle agenzie di rating nel sistema finanziario globale. La gente, che fino a poco tempo fa non sapeva quasi nulla delle agenzie di rating si è affrettata a capire che un cattivo risultato di rating del credito porta velocemte a tassi passivi più elevati, a rincari dei prezzi e a una maggiore austerità. Ma diventa difficile poi spiegare alle stesse persone come le agenzie siano state in grado, nell'arco di poco tempo, di acquisire la forza di fare il bello e il brutto tempo nell'economia mondiale. Wolfgang Schäuble, Ministro delle Finanze tedesco, il 16 dicembre dello scorso anno, dichiarò che la forza delle agenzie di rating aveva raggiunto, soprattutto in termini d'investimenti finanziari, una forza "sproporzionata", tale da mettere in discussione ed essere loro stesse causa di alcune "decisioni di Stato". L'intervento del Ministro tedesco metteva anche il risalto che era giunta l'ora di discutere il problema centrale, il ruolo delle agenzie nella distribuzione del credito da parte delle banche, per evitare che quest'ultime quasi possedessero una specie di piccola scatola nera delle risorse finanziarie assegnate per l'economia globale. Nel giugno 2004, confermando le proposte del Comitato di Basilea, gli Stati avevano sviluppato, senza averne la piena conoscenza, un apparentemente "modus vivendi" ragionevole, ma che in realtà si è poi rivelato negativo per le sue conseguenze: il credito è distribuito in modo quasi automatico per gli emittenti che ottengono la migliore notazione. Mentre nella regolamentazione di Basilea 1 il credito è stata trattato allo stesso modo, indipendentemente dalla società di prestito, nelle notazioni di Basilea 2 l'ammontare del capitale di una banca doveva confrontarsi con un credito da concedere che poteva variare per la stessa quantità di credito, da 1 a 6 o 7 o più da una nota assegnata dalle società di rating indipendentemente che fosse una multinazionale o una PMI! Poiché diventava, e diventa, difficile moltiplicare per 6 o 7 il margine concesso sulle PMI, è facile immaginare che la priorità del banchiere fosse: "Sia che sono potenti o miserabili, ci penso io ..." Per gli Stati sovrani è lo stesso. Il punteggio non è un supporto alle decisioni, è la decisione stessa. In altre parole, questo sistema, chiamato "attività ponderata" è troppo discriminante. Come se le agenzie non avessero tutto il potere, ma quando le differenze sono di tale importanza, di fatto il potere lo hanno. Quando poi le agenzie si sono sbagliate su alcune classi di attività o su taluni emittenti, come nel caso dei mutui subprime o della banca Lehman Brothers, che ha goduto della Tripla AAA fino al giorno precedente il crollo, o per la Grecia, valutata fino al 2009 a livello "A", con conseguenti finanziamenti a catena, liquidità del sistema e fiducia incalcolabile. Per ridurre l'influenza delle agenzie e fornire una ripartizione delle risorse più in linea con utilità economica, bisognerà rivedere, almeno marginalmente la regolamentazione prudenziale. Nella regolamentazione di Basilea 1, molto poco si è discusso delle agenzie di rating e altrettanto si è fatto con Basilea 2 e Basilea 3. Ora, un equilibrio deve essere trovato. Gli Stati europei potrebbero utilizzare proprio il Comitato di Basilea per considerare un patrimonio ponderato meno discriminante. Per quanto riguarda la classificazione del rischio sovrano, con tutte le sue implicazioni sistemiche, potrebbe essere riservata ad una squadra di analisti, es.: il Fondo monetario internazionale (FMI) che conosce bene il tipo di rischio, valutare in che modo continuare a viaggiare, trovando anche con la Cina, massimo creditore USA, un solido muro a garanzia dell'indipendenza degli analisti. La richiesta di sospensione di qualsiasi nota di rating, in caso di aiuti internazionali è stata anche una misura di buon senso che non si comprende perché la Commissione europea ha deciso di non accogliere. Per quanto riguarda la possibilità di deliberare sul credit default swap (CDS), gli eurodeputati forse qui hanno un lavoro utile da svolgere per modificare il testo. Ma nulla sarebbe peggio che continuare a guardare lo spettacolo, senza reagire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-488691969649817869?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/488691969649817869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/limitare-il-potere-delle-agenzie-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/488691969649817869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/488691969649817869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/limitare-il-potere-delle-agenzie-di.html' title='Limitare il potere delle agenzie di rating'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-9033580764452078191</id><published>2012-01-01T12:02:00.002+01:00</published><updated>2012-01-01T12:07:12.222+01:00</updated><title type='text'>2012 - l'Anno delle incertezze</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Gli speculatori di Wall Street aspettano con sentimenti contrastanti il nuovo anno. Ad ogni angolo del mondo c'è un incendio, in Europa e negli Stati Uniti di tipo finanziario; in Africa e in Asia di tipo sociale, ma con riflessi economici da non sottovalutare (petrolio, oro, materie prime in genere). Insomma anno nuovo, questioni vecchie e gli operatori di mercato guardano con scetticismo alle borse di tutto il mondo. La crisi del debito in Europa e nel nostro paese, disordini politici nel mondo e il merito di credito delle grandi nazioni industriali in declino, sono stati gli elementi che hanno influenzato i mercati azionari di tutto il mondo. Il nuovo anno non sarà molto diverso, secondo gli investitori. C'è "sempre di più la sensazione che l'economia mondiale è in pericolo", ha detto Bruce Bittles, chief investment strategist di Robert W. Baird. "In ogni angolo di questa terra, vi è incertezza." Secondo gli investitori in Europa, se, ad esempio, Italia e Spagna il prossimo anno dovranno pagare tassi d'interesse estremamente elevati per ottenere capitali freschi sul mercato, questo potrebbe esacerbare la crisi. Inoltre, la decisione dell'agenzia di rating Standard &amp;amp; Poor di tenere sotto osservazione i rating di alcuni paesi della zona euro ha reso più difficile la situazione. S &amp;amp; P aveva minacciato di declassare 15 paesi dell'unione monetaria comprese Germania e Francia ritirando la più alta valutazione. Raramente c'è stata tanta influenza sulle borse europee da parte degli Stati Uniti. Nel mese di agosto, gli Stati Uniti hanno già perso il loro rating massimo di Tripla AAA da parte di S &amp;amp; P. La ragione è stata sempre la stessa: la crisi del debito. Per tre volte quest'anno è stata appena evitata una bancarotta imminente del governo USA. La situazione di stallo si è avuta nel Congresso - Camera dei Rappresentanti -, dove i repubblicani hanno la maggioranza, il problema non è stato risolto, secondo gli investitori, ma piuttosto rinviato a novembre del 2012 a causa delle elezioni presidenziali e del Congresso. Questioni fiscali e di regolamentazione sono ancora aperte e quindi impediscono la formazione di nuove imprese e la crescita economica, ha dichiarato Brian Battaglia, di Performance Fiducia. Ulteriori dati sullo stato dell'economia USA sono attesi entro la prima settimana di gennaio. Venerdì scorso, c'è stata la relazione sul mercato del lavoro statunitense di dicembre. Gli analisti interpellati da Reuters si aspettavano 150.000 nuove assunzioni. Nel mese di novembre, sono stati creati 120.000 posti di lavoro. Guardando indietro su ombre e luci del 2011 del mercato azionario, quest'anno sono state molte le aziende in perdita, guidate da quelle che operano nel settore dei titoli finanziari. Nonostante le difficili condizioni di mercato, ci sono state anche quelle che ne hanno beneficiato. Gl' investitori, inoltre, attendono con impazienza il nuovo report trimestrale la cui pubblicazione è attesa nel mese di gennaio. E' più lungo l'elenco delle aziende che hanno abbassato le loro previsioni di crescita di quelle che si attendono un miglioramento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-9033580764452078191?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/9033580764452078191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/2012-lanno-delle-incertezze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/9033580764452078191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/9033580764452078191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2012/01/2012-lanno-delle-incertezze.html' title='2012 - l&apos;Anno delle incertezze'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4426100452639412600</id><published>2011-12-31T09:10:00.002+01:00</published><updated>2011-12-31T09:19:14.733+01:00</updated><title type='text'>L'euro, il parto di un genio o la scelta di un pazzo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'euro festeggia il suo anniversario - dieci anni sono passati da quando la moneta è in circolazione. L'euro non è stato solo un successo economico, ma ha lavorato, anche ben oltre l'ambito della politica monetaria. Ora circa 320 milioni di persone pagano con la stessa moneta, così condividono qualcosa di praticità effettiva. E' interessante il giudizio che alcune personalità europee hanno dato della moneta unica:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"Esso&lt;/strong&gt; crea identità. Così, l'euro, simbolo e motore di un crescere e vivere insieme in Europa ". (Angela Merkel, Cancelliere federale. Discorso che segna il 10 ° anniversario della BCE, 3 giugno 2008).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"L'introduzione dell'euro&lt;/strong&gt; non è solo una decisione importante nell'Unione europea. Si tratta di una svolta profonda nella storia europea. La moneta unica europea e l'integrazione europea sono irreversibili. (Helmut Kohl, ex cancelliere. ZEI Europaformum, 14 gennaio 2002).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"L'area dell'euro &lt;/strong&gt;nel suo insieme è molto più stabile rispetto a molti dei singoli Stati membri prima dell'introduzione dell'euro. L'area dell'euro è una garanzia di stabilità". (Jean-Claude Trichet, ex presidente della Banca centrale europea (BCE). Parlando alla conferenza per celebrare il decimo anniversario dell'euro, 10 luglio 2008).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"Si può essere&lt;/strong&gt; sicuri che l'euro è una moneta stabile. Funziona". (Wolfgang Schaeuble, ex presidente della Unionsfraktion.1996.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"L'euro è il vostro denaro&lt;/strong&gt;, è il nostro denaro. Egli è il nostro futuro. Si tratta di un pezzo d'Europa nelle nostre mani." (Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea, 1 gennaio 2002).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"Dieci anni&lt;/strong&gt; fa ho detto che l'euro sarà forte come il marco tedesco, e avevo ragione!" (Theo Waigel, ex ministro delle Finanze del Forum economico di Bruxelles, 16 maggio 2008).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"L'euro&lt;/strong&gt; è un nuovo strumento per la creazione di pace e stabilità." (Jean-Claude Juncker, primo ministro del Lussemburgo).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"Questo denaro&lt;/strong&gt; avrà un grande futuro." (Helmut Kohl, ex cancelliere. Discorso alla introduzione dell'Euro, 2001).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"L'euro non è Teuro&lt;/strong&gt;. E' forte come il marco, in relazione al dollaro." (Hans Eichel, ex ministro delle Finanze. Dicembre 2001.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"L'euro &lt;/strong&gt;è un simbolo della crisi economica". (L'economista William Nölling, Karl Albrecht Schachtschneider, Wilhelm Hankel e Joachim Starbatty, che si erano lamentati dinanzi alla Corte costituzionale federale contro l'euro, il 26 dicembre 2001).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"Questo&lt;/strong&gt; è un momento in cui il mantello della storia ci tocca". (L'ex Presidente della BCE Wim Duisenberg in occasione della presentazione delle banconote nuove, 31 agosto 2001.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"L'euro&lt;/strong&gt; è un simbolo di trionfo sulla sostanza." (Paul Krugman, premio Nobel e professore di economia alla Princeton University, maggio 2001).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;"Per me, l'euro&lt;/strong&gt; non è veramente rilevante". (Hans Meyer, ex presidente della Banca nazionale svizzera).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4426100452639412600?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4426100452639412600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leuro-il-parto-di-un-genio-o-la-scelta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4426100452639412600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4426100452639412600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leuro-il-parto-di-un-genio-o-la-scelta.html' title='L&apos;euro, il parto di un genio o la scelta di un pazzo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7485164394374716751</id><published>2011-12-30T14:58:00.001+01:00</published><updated>2011-12-30T15:01:28.677+01:00</updated><title type='text'>Quando i robot pensano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Diversi gruppi di scienziati sono impegnati a costruire un robot che può imparare attraverso sensi artificiali (vista, tatto, udito, ecc.) conferiti dai progettisti. Francois Conti, del Dipartimento di Intelligenza Artificiale (AI) della Stanford University, ritiene che un robot può imparare attraverso i sensi. L'ex ingegnere di sistemi EPFL disegni sta pensando di dotare i robot umanoidi tipo Asimo per permettere loro di "sentire" gli oggetti dalle loro "mani" e non romperli per studiarli. Al laboratorio d' intelligenza artificiale presso l'Università di Zurigo, Rolf Pfeifer ritiene inoltre che l'intelligenza dell'uomo non è nata da una logica somma di algoritmi pre-integrati), ma, in particolare, dalla capacità, attraverso il suo corpo di adattarsi a situazioni in rapida evoluzione. Lavorare con un Robot ECCE. Il robot umanoide costruito da Lo Studio è costituito da una cornice fatta di elastici di plastica, in qualità di tendini, e motori che agiscono come i muscoli. "Le ossa non sono li fissi, ma mantengono i tessuti che li circonda. Il nostro robot può anche dislocare la spalla", ha detto Hugo G. Marks, membro del laboratorio. "ECCE può interagire con l'ambiente in maniera flessibile. Se colpisse un essere umano, è lui che si romperebbe". Animat, è nato l'11 gennaio 2011. I padri del "topo robot" alla Boston University, hanno dotato i moduli di sensori artificiali (visione, sensori touch, accelerometro) e una rete neurale che permette di apprendere dalla esperienza. Rilasciato in un bagno d'acqua, risale per partecipare a una piattaforma emersa. Nel quarto test, il robot sarebbe direttamente guidato dal suo "significato": Animat aveva imparato da una delle sue esplorazioni precedenti, senza che i suoi progettisti avessero bisogno di programmare tutti gli scenari possibile, hanno detto al New Scientist. Senza restrizioni, tutte da immaginare le possibili applicazioni economiche.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7485164394374716751?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7485164394374716751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/quando-i-robot-pensano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7485164394374716751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7485164394374716751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/quando-i-robot-pensano.html' title='Quando i robot pensano'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2246673514022299425</id><published>2011-12-30T09:22:00.001+01:00</published><updated>2011-12-30T09:23:43.809+01:00</updated><title type='text'>Una nuova moneta entra in gioco: lo yuan</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il numero delle transazioni in valuta cinese aumenta. La Cina vuole rompere la sua dipendenza dal dollaro troppo instabile."Stiamo assistendo alla nascita di una nuova valuta di riserva globale e noi siamo la levatrice." Così il Vice direttore della Hong Kong Monetary Authority (HKMA), Julia Leung, da un posto di prima fila commenta l'ascesa dello yuan, noto anche come renminbi. "Noi siamo il laboratorio designato da Pechino per testare il suo comportamento nel sistema monetario internazionale", ha detto. Le autorità cinesi non nascondono in realtà il loro obiettivo d'imporsi nel commercio così come il dollaro statunitense e l'euro. La Cina è la seconda potenza esportatrice mondiale. Situata al 25° piano degli uffici del Governo Nuovo nel mezzo della foresta di grattacieli tra Admiralty e centrale, vicino l'ingresso che separa Manhattan dal continente Cina, la HKMA non è solo il guardiano della politica monetaria di questo fiorente centro finanziario, ma è anche al centro della internazionalizzazione dello yuan. Quasi il 30% delle importazioni e delle esportazioni cinesi sono negoziate e finanziate da banche con sede nell'isola. Inoltre, la maggior parte degli investimenti esteri diretti a Shenzhen, Guangzhou, Pechino o Shanghai passa attraverso Hong Kong. Grazie al suo status di "un paese con due sistemi", l'ex colonia britannica conserva la sua lunga tradizione di convertibilità della valuta, mentre Pechino tiene la mano sulla evoluzione del tasso di cambio della propria valuta. "La quota del totale dei depositi in yuan con banche di Hong Kong è di circa il 10%, il che è notevole", dice Julia Leung. La popolazione di Hong Kong, che hanno i propri risparmi in dollari, è autorizzata a convertire al massimo solo il 10% del loro patrimonio in yuan. I primi passi per l'internazionalizzazione dello yuan è stata fatta nel mese di aprile 2009, quando Pechino ha dato il via libera a cinque città per l'utilizzo del renminbi negli scambi con i paesi vicini. "Il risultato è stato marginale, dice Julia Leung. Un nuovo impulso è stato dato nel luglio del 2010, quando l'autorizzazione è stata estesa a venti città. Quindi, c'è stato un crescendo di operazioni regolate in RMB. Questa crescita è stata più veloce di quella dello yen degli anni 60-70 quando il Giappone ebbe un boom economico. "L'anno scorso, secondo i dati resi noti dalla Banca del Popolo cinese e Credit Agricole, circa l'8% del commercio internazionale è stato negoziato in renminbi. Essi però sono incominciati a diminuire da questa estate.Se la crescita dell'economia cinese è forte, per l'internazionalizzazione della sua moneta ci vorrà tempo. Le autorità cinesi si rifiutano di dare un calendario preciso per la convertibilità dello yuan. Per ora, la banca centrale fissa un tasso di riferimento e limita la variazione giornaliera del tasso di cambio in una forchetta dello 0,5%. Ma lo scorso settembre, sono circolate voci circa la loro intenzione di passare alla piena convertibilità entro il 2015. "Se la Cina vuole convincere la gente a tenere lo yuan, deve autorizzare l'emissione di strumenti denominati in tale valuta," dice. Nel 2010 per la prima volta, McDonald, Caterpillar e la Banca Asiatica di Sviluppo hanno, con successo, raccolto fondi a fronte di obbligazioni conosciute come "Obbligazioni Dim Sum". In precedenza, questo privilegio era riservato allo stato e alle banche pubbliche. Recentemente, JP Morgan, attraverso uno speciale programma ha ricevuto l'approvazione dalla città di Pechino per lanciare un prestito in moneta locale per un importo di un miliardo di yuan. Secondo il Financial Times del 28 novembre, altre città, tra cui Shanghai, Chongqing e Tianjin, dovrebbero seguire a partire da gennaio 2012. A Hong Kong, diverse banche e istituzioni finanziarie tra cui HSBC, Bank of China, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Citigroup, hanno emesso obbligazioni denominate in yuan. "Esistono tutte le condizioni per internazionalizzare lo yuan", ha detto Charles Ng, direttore di Invest Hong Kong, organizzazione statale responsabile per attrarre di capitali stranieri sull'isola. L'economia cinese sta vivendo la stessa evoluzione che ha permesso agli Stati Uniti, all'Europa e al Giappone di utilizzare la propria moneta nel commercio internazionale. Le dimensioni dell'economia, la quota nel commercio internazionale e i tassi di cambio stabili sono le condizioni per accedere al nuovo status di potenza finanziaria oltre che commerciale. L'unico inconveniente: lo yuan non è accettato in tutti i paesi. Ma secondo Charles Ng, come, quando e quanto la Cina deciderà di aumentare le sue relazioni commerciali in tutto il mondo, a quel punto le aziende avranno tutto da guadagnare dalla negoziazione dei prezzi in una valuta meno volatile rispetto al dollaro o l'euro. Inoltre, sottolinea il ruolo di Hong Kong, dove la convertibilità non pone alcun problema. Il consiglio generale per l'internazionalizzazione dello yuan non è altro che Zhou Xiaochuan, governatore della banca centrale cinese. Nella sua visione nazionalista, egli crede che la Cina, una grande potenza economica, deve anche essere in grado di usare lo yuan nel commercio e come valuta di riserva. Egli vuole un posto in prima fila per il suo paese, ancora meno dipendente dal dollaro volatile e con più spazio nel mercato come valuta di riserva.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2246673514022299425?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2246673514022299425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/una-nuova-moneta-entra-in-gioco-lo-yuan.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2246673514022299425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2246673514022299425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/una-nuova-moneta-entra-in-gioco-lo-yuan.html' title='Una nuova moneta entra in gioco: lo yuan'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8152403073857275950</id><published>2011-12-29T23:25:00.001+01:00</published><updated>2011-12-29T23:27:56.302+01:00</updated><title type='text'>Monti, l'Italia e l'Euro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Monti ha invitato il parlamento italiano ad approvare rapidamente le riforme perchè l'euro dipende dall'Italia. Il primo ministro italiano, Mario Monti, ha detto oggi, rispondendo alla domanda di una giornalista sulle similitudini dei mercati finanziari italiani e spagnoli, che il premio di rischio italiano "è significativamente più grande di quello spagnolo" perché "le riforme economiche dell'Italia sono molto più avanzate di quelle spagnole". Monti, che è apparso nella tradizionale conferenza stampa che si tiene prima della fine dell'anno, ha aggiunto che "la Spagna ha una struttura del sistema bancario e un mercato obbligazionario relativamente più piccolo, per cui diventa più semplice la persuasione morale delle autorità spagnole. In Italia, tuttavia egli ha osservato, abbiamo un mercato primario e secondario più articolato e un debito pubblico circa il doppio della Spagna". Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che affronta le fluttuazioni dello spread senza divinizzarlo quando è basso e senza demonizzarlo quando è alto e ha sottolineato che la fiducia dei mercati si perde facilmente, mentre si ricupera con un lavoro continuo. Il primo ministro si è detto sollevato nel vedere che il premio di rischio è diminuito rispetto al suo picco raggiunto il 9 novembre con 558 punti base e ha dichiarato che è 'una tendenza', mentre la Banca centrale europea (BCE) ha ridotto gli acquisti di titoli italiani nel mercato secondario. "Non sono finite le turbolenze e rimane molto da fare, soprattutto in Europa", ha aggiunto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8152403073857275950?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8152403073857275950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/monti-litalia-e-leuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8152403073857275950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8152403073857275950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/monti-litalia-e-leuro.html' title='Monti, l&apos;Italia e l&apos;Euro'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-5816293023255022711</id><published>2011-12-28T18:11:00.002+01:00</published><updated>2011-12-28T18:18:33.824+01:00</updated><title type='text'>Il Giappone, secondo mercato al mondo per il lusso</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Con un fatturato stimato a 18 miliardi di euro, è il secondo più grande mercato del lusso mondiale dopo gli Stati Uniti. Una delle conseguenze non intenzionali del disastro che ha colpito il Giappone l'11 marzo è una rinascita seria dei fidanzamenti e dei matrimoni. Questa fiamma rinnovata nella società giapponese ha creato un grande vantaggio per gioiellerie e gioiellieri. Nelle 32 boutique Cartier di tutto l'arcipelago, il loro amministratore delegato, Christophe Massoni, osserva che vendono più anelli di fidanzamento. Nel negozio vasto di Ginza, il più esclusivo della capitale, entrano fino a 10.000 visitatori in un affollato week-end. Nel negozio Louis Vuitton a Sendai, clienti abituali - subito dopo aver ricevuto i loro premi assicurativi - sono rapidamente tornati "per essere felici" dopo il terremoto. È anche confortante. Il marchio di LVMH ha avuto il buon senso di scegliere questo paese per lanciare, in anteprima, la sua collezione disegnata da Lorenz Baumer. In Giappone, l'industria del lusso, dopo decenni d'incrementi di vendite, era regredita, riflettendo la grave recessione economica, aggravata dal crollo della banca statunitense Lehman Brothers a fine 2008. Il Giappone, che rimane, con un fatturato stimato a 18 miliardi di euro, il secondo mercato mondiale dei beni di lusso dopo gli Stati Uniti, era diventato una eccezione, l'unico paese ricco al mondo dove le montagne di gioielli, orologi, borse di marca di abbigliamento eleganti abiti firmati e costosi non si vendevano più. Mentre in Cina, contemporaneamente, una classe emergente di nuovi ricchi aumentava gli acquisti, in Giappone, le classi medie stringevano la cinghia. Questa eccezione ora appare solo un brutto ricordo. Nei primi mesi del 2011, tutti i protagonisti del lusso hanno registrato un inizio incoraggiante di ripresa. La società di revisione Bain ha rivisto, a metà ottobre, le sue prospettive per il mercato del lusso giapponese nel 2012: gli esperti prevedono l'uscita dalla recessione e un leggero aumento del 2% a causa del forte apprezzamento yen. "Questo è probabilmente il nostro miglior anno dopo tre o quattro anni di magra , ha dichiarato Francois-Henri Pinault , CEO di PPR (Gucci, Yves Saint Laurent ). Anche se è il mercato più esigente del mondo, un graffio sulla suola di una scarpa e non si può vendere la coppia" "I giapponesi hanno ripreso le loro abitudini, e il famoso autocontrollo che si poteva vedere nei primi mesi (dopo il disastro) sta svanendo ", ha aggiunto Richard Colasse, capo di Chanel in Giappone. Yoshiharu Fukuhara, presidente onorario del gigante dei cosmetici giapponese Shiseido, "il terremoto dell'11 marzo ha cambiato gli atteggiamenti psicologici. E' diventato essenziale per costruire relazioni con gli altri. " Una forma di alterità incrociata con un senso di orgoglio ancora più grande per essere giapponese. "Per molti anni, abbiamo imitato gli europei e gli americani. ora gli giapponesi hanno capito che devono trovare una loro dimensione", ha dichiarato. A sostegno di uno studio effettuato nel maggio 2011 intervistando 2500 persone, Naoko Okamoto, dell'agenzia pubblicitaria BBDO I &amp;amp; S assicura che dopo il terremoto, "il recente impegno per rafforzare la propria personalità è aumentato ed ha cambiato il comportamento verso il gruppo o la società". In conseguenza l'importanza del luogo di lavoro è diminuito leggermente a favore di una vita familiare più intensa. La vita trascorsa in ufficio per 20 ore non è più di moda, anche a causa delle restrizioni sul consumo di elettricità. "Così i mariti cenano più spesso a casa," ha detto. Tutti questi cambiamenti faranno cambiare il mercato del lusso? Noako Okamoto dice di sì. Il lusso è solo una questione di status sociale. Deve essere dotato di un alto valore emozionale o alzare l'edonismo. Il Giappone è la patria di 1.260.000 milionari su 5 milioni di milionari che compongono il pianeta e che possono comprare i prodotti di lusso. LVMH, che ha il 9% del suo fatturato mondiale in Giappone, si adatta a questa nuova situazione e pone fine alla standardizzazione dei suoi negozi. Alcuni negozi sono indirizzati, in tutto il mondo, verso il lusso e offrono pezzi speciali. Altri sono progettati per "fare traffico" per i più giovani, più connessi, con gli abitanti altamente istruiti delle città. Un altro studio condotto da Ipsos per il Circolo del lusso, in Giappone, evidenzia che il lusso è considerato "una scommessa sicura e un investimento a lungo termine". Questo è vero per un orologio d'oro o un diamante, ma meno evidente per un vestito o per le scarpe. L'acquisizione di questi elementi è "un modo per farlo bene", e "stare in moda" da la sensazione deliziosamente ingenua "di non invecchiare troppo in fretta "... Una ossessione ricorrente condivisa in un paese dove la popolazione, è più che altrove, ha una forte percentuale di anziani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-5816293023255022711?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/5816293023255022711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-giappone-secondo-mercato-al-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/5816293023255022711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/5816293023255022711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-giappone-secondo-mercato-al-mondo.html' title='Il Giappone, secondo mercato al mondo per il lusso'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8790898129413817343</id><published>2011-12-28T15:08:00.002+01:00</published><updated>2011-12-28T15:12:56.333+01:00</updated><title type='text'>Lo Yuan a tappe forzate verso l'internazionalizzazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A Pechino sta già prendendo forma un mondo senza dollaro, dopo che la Cina e il Giappone hanno deciso di usare lo yuan nei loro scambi. E' una prima mondiale per la moneta che attualmente non è convertibile e avrà come hub, Hong Kong. E' la Banca centrale di Pechino, che stabilisce una forchetta giornaliera di riferimento all'interno di una variabile non superiore allo 0,5%. Ma a Hong Kong, questi limiti sono stati rimossi facilmente tra la moneta cinese e il dollaro di Hong Kong e carte di credito cinesi sono accettate in quasi tutti i negozi. Risultato, mentre il valore dei depositi bancari a Hong Kong non ha superato 12,1 miliardi di yuan, 9 miliardi di yuan nel solo mese di agosto 2010. "Lo yuan alla fine del 2011 sarà in terza posizione dopo il dollaro statunitense e il dollaro di Hong Kong", dice Dickson Ho, vice capo economista presso l'Hong Kong Trade Development Council. E il valore complessivo dei contratti denominati in valuta cinese a Hong Kong raggiungeranno i 1.500 miliardi di yuan (€ 181.300.000.000). L'anno scorso, per la prima volta, le imprese straniere (McDonald, Caterpillar, Air Liquide, la Banca Mondiale, la Banca asiatica di sviluppo) hanno emesso il loro primo bond in yuan. E domenica, Cina e Giappone hanno accettato d'incrementare gli scambi nelle rispettive valute, lo yuan e lo yen, al posto del dollaro. A Tokyo nel 2012 sarà inoltre possibile acquistare obbligazioni denominate in yuan. Molti analisti leggono questi accordi come la cartina di tornasole che il centro di gravità si sta spostando in Asia. Hong Kong, più decisa che mai, si presenta come il banco di prova per l'internazionalizzazione della moneta cinese, con la certezza di ricavarne molti benefici. Questi obblighi "Dim Sum", come vengono chiamati, in riferimento alla cucina cantonese, sono una benedizione per il paese. Sempre secondo Dickson Ho, l'emissioni sono aumentate di cinque volte tra il 2009 e i primi nove mesi del 2011, a 85 miliardi di yuan. Gli ultimi dieci anni e poi la crisi negli Stati Uniti e in Europa, hanno visto spostare il centro di gravità delle operazioni economiche verso l'Asia. La Cina ha visto un incremento del suo PIL dal 20,6% del 2000 al 23,7% del 2009 quando la media annua in Europa è stata dal 3,7% al 7%, e poco più negli USA. Nel 2000, dice Simon Galpin, Direttore Generale di Invest Hong Kong, non più del 15% delle società, aventi sede nella Regione amministrativa speciale, questo è il nome ufficiale di Hong Kong, erano cinesi. Dieci anni dopo, sono diventate il 42% "e la capitalizzazione totale del mercato di Hong Kong è aumentata dal 27 al 57%". Alla Borsa, l'ingresso di nuovi capitali nel 2011, è stata pari a 135 miliardi di €, il 29% di essi da parte delle imprese del continente. "La formula" un paese, due sistemi "che governa il nostro rapporto con Pechino, ha costruito ponti per facilitare la libera circolazione della moneta cinese," afferma Edmond Lau, direttore esecutivo del Dipartimento delle autorità monetarie. E questo è ciò che ha permesso alla Cina di ampliare gli accordi con Macao, l' ASEAN (Associazione dell'Asia del sud-est), Russia, Australia, Canada, Singapore e presto. Se Li Min, vicepresidente della Banca popolare di Cina a Guangzhou, una filiale della Banca Centrale cinese spinge gli imprenditori, non solo delle grandi imprese, ad utilizzare lo yuan all'estero. "Vogliamo lavorare con piccole e medie imprese", ha detto. E' anche il desiderio della sua controparte in Bank of China di Hong Kong, banca privata questa volta, Hattie Wang Haixia, che parla di un territorio "molto a buon mercato per investire". Paul Yang, direttore esecutivo di BNP Paribas a Hong Kong, ammette, senza problemi, che il movimento è irreversibile e che oggi "una società che vuole finanziare operazioni interessanti in Cina deve operare con lo yuan". Il fenomeno è lo stesso per le imprese cinesi che investono all'estero. "Tutte queste operazioni gradualmente renderanno l'ambiente della moneta cinese più maturo ed efficiente", ha aggiunto, anche se ritiene che, per la piena convertibilità dello yuan, ci vorranno almeno altri dieci anni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8790898129413817343?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8790898129413817343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/lo-yuan-tappe-forzate-verso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8790898129413817343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8790898129413817343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/lo-yuan-tappe-forzate-verso.html' title='Lo Yuan a tappe forzate verso l&apos;internazionalizzazione'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1001558110162047331</id><published>2011-12-27T11:05:00.002+01:00</published><updated>2011-12-27T11:08:21.905+01:00</updated><title type='text'>L'Italia verso il decimo posto fra le potenze industriali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Centre for Economics and Business Research (CEBR), un istituto britannico indipendente, ha annunciato oggi che il Brasile ha sorpassato la Gran Bretagna nella sua World Economic League Table 2011, piazzandosi al sesto posto per Prodotto Interno Lordo (PIL), dietro a Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania e Francia. L'Italia resta all'ottavo posto, come nel 2010 davanti a Russia e India. L'ascesa del Brasile, come osservato da CEBR, ha confermato le proiezioni del Fondo monetario internazionale (FMI) che sono anche supportate da società di analisi come: Economist Intelligence Unit (EIU) e Business Monitor International (BMI). Il Prodotto interno lordo (PIL) del gigante americano del Sud ha raggiunto, secondo i loro calcoli presi dal quotidiano Folha de S. Paolo, i 2440 miliardi di dollari, contro i 2410 miliardi dell'economia del Regno Unito. Il Brasile aveva già vinto un gradino l'anno scorso nella classifica delle economie mondiali davanti all'Italia, che ora ottava. La sua economia è cresciuta del 7,5% nel 2010, ma il governo ha rivisto la sua previsione al 3,5% per quest'anno, dopo un forte calo, dovuto alla crisi europea del debito e a un rallentamento della crescita globale. In un'intervista alla radio della BBC, il direttore del CEBR, Douglas McWilliams, ha detto che la classifica ha dimostrato anche il crescente peso dell'Asia nell'economia globale a scapito dei paesi occidentali. Inoltre, "i paesi che producono beni essenziali quali cibo ed energia, fanno molto bene a crescere gradualmente", ha aggiunto. Sempre secondo il CEBR, la Francia sarà superata dal Regno Unito nel 2016. Parigi scenderà al 9° posto nel 2020, mentre la Russia e l'India dovrebbero salire rispettivamente al 4° e al 5° posto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1001558110162047331?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1001558110162047331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/litalia-verso-il-decimo-posto-fra-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1001558110162047331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1001558110162047331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/litalia-verso-il-decimo-posto-fra-le.html' title='L&apos;Italia verso il decimo posto fra le potenze industriali'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8304785351575282200</id><published>2011-12-26T18:10:00.002+01:00</published><updated>2011-12-26T18:19:21.425+01:00</updated><title type='text'>L'Euro subisce le scosse di assestamento</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le apparenze possono ingannare. I 17 paesi dell'Eurozona, venerdì 9 dicembre, hanno messo in moto un trattato intergovernativo che si spera dia una svolta all'Unione economica e monetaria. Certo, questo accordo non farà nulla per calmare i mercati nel breve termine, quando la gestione della crisi del debito sovrano da parte dei leader europei è ancora caotica al punto di instillare dubbi sulla sopravvivenza dell'euro stesso. Tuttavia, l'impegno sembra sostenuto dal fatto che s'incomincia a trarre insegnamento dal fallimento dell'unione monetaria nella sua forma originale: si pongono le basi per un governo economico, precedentemente respinto dalla Germania, di fronte all'onnipotenza della divisione monetaria. Così, dopo due anni di crisi prolungata, i diciassette, sotto la pressione del mercato segnalano una disponibilità a rompere i tabù dei fondatori e rinnovare il contratto che regola la loro vita insieme per una maggiore solidarietà, con una maggiore disciplina fiscale - perché gli Stati meno virtuosi si ripuliscano i loro conti sotto il controllo dei loro vicini, dopo aver vissuto per un decennio, oltre le loro possibilità, grazie alla credibilità della Germania. Resta da sapere come questi impegni saranno inclusi in linea di principio entro il mese di marzo, scolpiti nelle tavole del futuro trattato. Rimane l'evidenza che l'area dell'euro resta un vero e proprio polo di attrazione, a dispetto di queste deviazioni ed è riuscita a realizzare questo progetto, con l'aiuto di quasi tutti i paesi dell'Unione, ad eccezione del Regno Unito. La resistenza di questo paese va trattata con delicatezza onde evitare l'apertura di un pericoloso vaso di Pandora, che può evidenziare l'esistenza di un'altra Europa, che vorrebbe smontare l'UU. L'emergere di una Europa a due velocità, o in cerchi concentrici, non è nuova: essa ha preso forma con la creazione dello spazio Schengen o con l'euro alla fine del 1990. Ma le forze centrifughe non sono mai stati più elevate e potrebbe minare l'intera struttura. Quasi che l'ulteriore integrazione dell'Unione economica e monetaria, sotto la pressione degli eventi, potrebbe far partire una nuova decadenza. Gli indizi in questo senso non mancano, siano essi diplomatici, politici o istituzionali. Chi si rallegrava nei circoli del potere in Francia, per l'isolamento del Regno Unito sbagliava perchè, in primo luogo, è un colpo per la coesione e la potenza di fuoco della UE. Il Primo Ministro David Cameron ha solo rafforzato l'euroscetticismo d'oltre Manica fino al punto che la questione della partecipazione del Regno Unito presso l'Unione europea è oggi più che mai chiesta. Ora, è più difficle risolvere i problemi nella zona euro, senza trovare un modus vivendi con Londra e la sua piazza finanziaria, la crisi è in parte dovuta alla attuale deregolamentazione del settore. Come è possible pensare di sviluppare una diplomazia comune e /o anche una difesa europea senza coinvolere gli inglesi, quando i tedeschi sembrano essere più che mai tentati, come durante l'intervento in Libia, a ritirarsi dagli affari del mondo? Le scosse di assestamento che hanno toccato l'euro possono, inoltre rendere il senso delle difficoltà delle politiche comuni. Sotto pressione per il trasferimento di maggior sovranità di bilancio a Bruxelles - una scelta difficile alla vigilia delle elezioni in Francia, in Germania e forse in Italia. Coincidenza? La Francia e la Germania hanno proposto, tre giorni dopo il vertice dell'Unione europea del 9 dicembre, l'istituzione di un comitato composto dei ministri degli Interni per una verifica del trattato di Schengen. Un modo per contrastare le proposte della Commissione europea, che ha suggerito al contrario, di centralizzare di più a Bruxelles la supervisione dell'area di libera circolazione dei cittadini. "Siamo sul bordo del precipizio," ha riassunto il Primo Ministro polacco Donald Tusk, alla fine della presidenza di turno dell'Unione. "Troppe persone in Europa si sono convinte che la soluzione per uscire dalla crisi è quello di uscire dalla UE. È un sintomo di una malattia ", ha continuato che ha riorientato la Polonia europea. Un avvertimento che merita di essere meditato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8304785351575282200?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8304785351575282200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leuro-subisce-le-scosse-di-assestamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8304785351575282200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8304785351575282200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leuro-subisce-le-scosse-di-assestamento.html' title='L&apos;Euro subisce le scosse di assestamento'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1159749391489768576</id><published>2011-12-25T23:23:00.002+01:00</published><updated>2011-12-25T23:27:41.683+01:00</updated><title type='text'>Il finanziamento della BCE alle banche europee spiazza la vecchia casta europea</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il finanziamento a tre anni della BCE con un tasso base dell'1%, per alcuni vecchi politicanti è un assurdo molto pericoloso, e con questa motivazione spiegano il successo incontrato con 489 miliari di € richiesti da più di 500 banche dell'Eurozona. Molte di questi critiche partono da un commento positivo sulla figura del presidente Mario Draghi, riconosciuto come un uomo prudente che con le sue azioni difende coraggiosamente l'integrità del ruolo della BCE in conformità con i principi che disciplinano il ruolo delle banche centrali, e proprio per quanto di positivo ha fatto nel passao, dichiarano di essere state colpiti quando hanno scoperto l'annuncio di queste misure. L'accusa più forte è che si tratta di un dono che non riflette il rischio tra i paesi della zona euro e i relativi premi (spread) che devono pagare al mercato. Così banche italiane possono prendere fondi allo stesso tasso delle banche tedesche, mentre il divario tra l'Italia e la Germania è a più del 5% sulle scadenze decennali. In questo modo si promuovono quelle banche mal gestite o di paesi con un debito esorbitante. Il ruolo di una banca centrale è non per sovvenzionare le banche o i governi, ma di adottare una politica monetaria coerente con le condizioni di mercato e l'evoluzione dell'economia. La sua missione principale è quella di combattere l'inflazione. Quanto fatto ultimamente viene ritenuto un intervento inflazionistico. Questa operazione presenta una forma di SOS per la sua grandezza e durata: alcune banche europee avevano bisogno di 110 miliardi di fondi propri. Perché improvvisamente 489 miliardi di prestiti sono stati concessi a lungo termine? Questa misura incoraggia le banche a scapito di altri detentori di obbligazioni dell'Eurozona come ad esempio le compagnie di assicurazione o i fondi pensione. Quest'ultime note hanno una loro vericidità, per cui nei meccanismi finanziari europei che faticosamente Bruxelles sta cercando di costruire si dovranno trovare i giusti bilanciamenti. Ma colpisce l'assoluta mancanza di critiche e di suggerimenti alla classe politica dell'UE che a distanza di circa 11 anni di entrata in circolazione della moneta unica ancora non ha trovato il modo e il momento per una politica fiscale strettamente convergente. La speranza è che nelle maglie larghe di un' economia avanzata ogni paese trovi il varco per continuare a gestire il proprio orticello. L'esempio del mancato accordo sui derivati e sulla tassazione delle operazioni finanziarie, per le resistenze del Regno Unito sono la cartina di tornasole della buona volontà di marciare uniti verso un coordinamento efficace. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1159749391489768576?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1159749391489768576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-finanziamento-della-bce-alle-banche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1159749391489768576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1159749391489768576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-finanziamento-della-bce-alle-banche.html' title='Il finanziamento della BCE alle banche europee spiazza la vecchia casta europea'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6375368108538729755</id><published>2011-12-24T10:56:00.002+01:00</published><updated>2011-12-24T11:01:20.211+01:00</updated><title type='text'>Pensioni: in Canada rimossa l'età legale di pensionamento</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;David Langtry, presidente della Commissione per i diritti umani, non ha nascosto la sua gioia per l'annuncio da parte del governo dell'abolizione del pensionamento obbligatorio. I canadesi sono sempre stati riluttanti a standard fissi e così hanno scelto di abolire il giorno del pensionamento. "La discriminazione in base all'età è una forma di discriminazione pura e semplice", ha detto David Langtry. Tutte le province canadesi, con l'eccezione di poche migliaia di dipendenti pubblici a New Brunswick, hanno abolito l'inizio del pensionamento obbligatorio. La decisione è stata presa anche per lottare contro la scarsità di manodopera e per garantire pensioni più alte. Ora, i funzionari e gli impiegati delle imprese di competenza della Confederazione possono andare in pensione a 70 anni o più tardi, se lo si desidera. In prima linea, nel movimento, ci sono i piloti dell'Air Canada che da anni si oppongono all'obbligo di andare in pensione a 60 anni. "Coloro che desiderano rimanere sul mercato del lavoro devono essere in grado di farlo fino a quando vogliono", ha detto il governo conservatore per giustificare una decisione molto ben accettata dalla popolazione.In effetti, il Canada si è trovato ad affrontare una carenza di manodopera e il mantenere al lavoro più anziani è un modo per rimediare a questa situazione. Ottawa ha inoltre introdotto incentivi per gli anziani che vanno in pensione più tardi. I lavoratori che si fermano sino ai 70 anni invece dei 65 anni ricevono il 42% in più dal Canada Pension Plan, la pensione pubblica. Dato che queste indennità pensionabili a carico dello Stato sono molto basse, contribuire ad un fondo pensione è l'unica alternativa ragionevole, ma non è una panacea. La maggior parte dei canadesi non hanno sufficienti risparmi, sia per negligenza o perché non possono. La decisione di Ottawa di rimuovere l'età pensionabile obbligatoria avviene anche in un momento in cui i fondi pensione stanno diventando sempre più onerosi. Nel solo Quebec, il disavanzo complessivo di questi piani privati è di 26 miliardi di dollari canadesi ed alcuni di questi fondi sono anche in bancarotta. Un macchinista del Quebec, Jean-Jacques Piché, il cui fondo pensione è stata liquidato dopo il fallimento della sua ex società, ha recentemente sconvolto l'opinione pubblica con una lunga lettera aperta pubblicata dai media Quebec: "Sono in pensione dal 2003, nel 2010 il reddito della mia pensione è stato ridotto del 40%". Per la maggior parte i pensionati non soffrono di cattiva gestione, la Corte Suprema del Canada sta studiando la possibilità che essi diventino creditori prioritari per i loro piani pensionistici nel caso di fallimento di una società. Una buona notizia dal momento che, finora, i pensionati erano spesso pagati dopo gli azionisti. Per quanto riguarda l'eliminazione del pensionamento obbligatorio, molti esperti ritengono che questo non porterà i canadesi a rimanere attivi più a lungo. In effetti nel Québec, dove l'andare in pensione non è più obbligatorio a partire dal 1982, normalmente la popolazione va in pensione a 62 anni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6375368108538729755?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6375368108538729755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/pensioni-in-canada-rimossa-leta-legale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6375368108538729755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6375368108538729755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/pensioni-in-canada-rimossa-leta-legale.html' title='Pensioni: in Canada rimossa l&apos;età legale di pensionamento'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7849963526860128714</id><published>2011-12-23T10:37:00.002+01:00</published><updated>2011-12-23T10:41:22.524+01:00</updated><title type='text'>Scendono i tassi d'interesse in Russia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Per la prima volta dal giugno 2010 in Russia, la Banca centrale ha ridotto il tasso principale di rifinanziamento, oggi venerdì, motivandolo con le incertezze sulla crescita economica globale. Il presidente russo Dmitry Medvedev ha avvertito molto chiaramente, ieri che una depressione economica globale potrebbe durare diversi anni. La banca ha chiarito che il taglio di 25 punti base portando il tasso all'8% è "basato sulla valutazione dei rischi inflazionistici e rischi per una crescita economica stabile, comprese quelle causate dall'incertezza per la situazione economica estera" e d'altra parte un raffredamento dell'inflazione non fa intravedere pressioni sui prezzi fino alla metà del 2012. Il tasso annuo d'inflazione atteso del 6.4% questo mese rispetto al 6.8% del mese di novembre - è all'interno delle previsioni del governo. Il presidente russo Dmitry Medvedev, nel commentare positivamente il ribasso dei tassi, ha chiesto nuovi sforzi per rafforzare la competitività delle imprese del Paese, mentre per gli analisti la mossa è stata provocata, in parte, dalle preoccupazioni che le minacce di una crisi di liquidità bancaria stavano diventando più evidenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7849963526860128714?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7849963526860128714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/scendono-i-tassi-dinteresse-in-russia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7849963526860128714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7849963526860128714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/scendono-i-tassi-dinteresse-in-russia.html' title='Scendono i tassi d&apos;interesse in Russia'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-324005759090751651</id><published>2011-12-22T23:13:00.002+01:00</published><updated>2011-12-22T23:20:03.260+01:00</updated><title type='text'>Operazione liquidità BCE, poco gradita in Germania</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Atmosfera nervosa in Germania dopo il successo dell'operazione "liquidità" della Banca centrale europea, effettuata ieri come finanziatrice dell'Eurozona di ultima istanza anche non avendo il permesso di stampare moneta come fa la Fed USA e la BoE del Regno Unito, ma evitando così un credit crunch su scala continentale. Qualche giornale tedesco ha parlato di banche ingozzate di € 489 miliardi di sostegno. Altri giornali fanno notare come una operazione del genere, in una UE dove l'inflazione viaggia sul 3% annuo, può non aiutare a frenare i prezzi, anzi la messa in circolazione di tanta moneta potrebbe alimentare un circolo vizioso al rialzo della congiuntura economica. In effetti poco hanno dato risalto al fatto che un intervento di queste proporzioni e così deciso ha messo in rilievo anche una mancanza d'indirizzo politico della classe dirigente europea che poteva, con un ruolo più incisivo, coordinare meglio la congiuntura nell'Eurozona. La conoscenza dei meccanismi e l'autorevolezza dell'attuale presidenza ha ovviato, per il momento, alle manchevolezze di Bruxelles e dei vari tandem politici di conduzione. In effetti i 489 miliardi di €, presi in prestito dalla sede a Francoforte della Banca centrale è stata una cifra notevolmente superiore a quanto era stato previsto dagli analisti (dai € 250 miliardi ai € 350 miliardi). Il programma del prestito della BCE, presentato in un primo tempo, dal nuovo presidente della banca centrale, Mario Draghi, all'inizio di questo mese, era stato progettato per ridurre la probabilità che una grande banca privata a corto di denaro il prossimo anno fosse costretta in una situazone predefinita catastrofica. L'offerta di ieri è stata la più grande somma stanziata in una operazione di liquidità dai 442 miliardi di € di prestiti presi dalle banche dal giugno 2009. "Questo è un bene. E' un numero positivo, nella parte alta delle aspettative. Dovete considerarlo come un risultato positivo," ha dichiarato James Nixon della Société Générale. Alcuni politici europei, tra cui il presidente francese, Nicolas Sarkozy, hanno espresso la speranza che le banche private utilizzeranno i fondi per comprare le obbligazioni sovrane di nazioni come Italia e Spagna, contribuendo così a stabilizzare la crisi del debito dell'Eurozona. Deutsche Bank ha stimato che le banche hanno utilizzato circa la metà di € 442 miliardi presi in prestito da parte della BCE nel 2009 per comprare titoli sovrani greci e spagnoli. In effetti gli analisti sono divisi sul fatto che questo sia probabile che accada. "Le piccole banche possono essere tentate di investire il ricavato dell'asta in obbligazioni sovrane, approfittando del grande differenziale del tasso d'interesse," ha dichiarato Christian Schulz, di Berenberg Bank. Annalisa Piazza di Newedge Strategy, ha detto che le banche più grandi sono suscettibili di tentare il "carry trade" cioè acquistare debito periferico ad alto rendimento utilizzando il basso costo del prestito della BCE. "Dato il gran numero di banche partecipanti alle aste di oggi, non possiamo escludere che le banche di alcuni paesi &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; hanno iniziato a prendere in considerazione operazioni di questo tipo. Giovanni Sabatini, dell'associazione bancaria italiana, ha espresso l'idea che le recenti azioni delle Autorità bancaria europea (EBA), che ha richiesto alle banche che detengono ingenti somme di debito dell'eurozona periferica di aumentare il loro capitale, agirebbe da disincentivo contro le banche che si fanno carico di nuovi titoli di stato europei. "Le regole EBA sono un deterrente per l'acquisto di obbligazioni sovrane", ha detto Sabatini. "Iniezioni di liquidità anche importanti dalla BCE non possono essere utilizzate per sostenere il debito sovrano. Le banche non solo non aumenteranno le loro esposizioni, ma probabilmente le taglieranno."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-324005759090751651?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/324005759090751651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/operazione-liquidita-bce-poco-gradita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/324005759090751651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/324005759090751651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/operazione-liquidita-bce-poco-gradita.html' title='Operazione liquidità BCE, poco gradita in Germania'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1844996159098239349</id><published>2011-12-22T16:13:00.002+01:00</published><updated>2011-12-22T16:16:45.254+01:00</updated><title type='text'>Compravendite immobiliari e mutui in calo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Secondo uno studio dell'Istituto Nazionale di Statistica, nel secondo trimestre 2011 le compravendite di unità immobiliari (219.905 in totale) sono diminuite del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il 93,2% dei contratti ha riguardato immobili per abitazione, il 5,9% unità immobiliari ad uso commerciale. Rispetto al secondo trimestre 2010, le compravendite di immobili ad uso residenziale sono diminuite del 3,1%, quelle di immobili ad uso comerciale del 2,5%. Il calo riguarda tutte le ripartizioni territoriali, con l'eccezione delle Isole, dove le compravendite a uso residenziale sono aumentate del 7,6% e quelle a uso commerciale del 18,7%. Le compravendite di unità immobiliari ad uso residenziale registrano nelle grandi città una diminuzione più contenuta (-1,8%) di quella osservata negli altri centri (-4,1%). Le compravendite ad uso commerciale mostrano una diminuzione più marcata nelle città metropolitane (-6,0%) rispetto alle altre, dove il calo è stato di lieve entità. I mutui (193.474 in totale) sono diminuiti dell'8,1% rispetto al secondo trimestre 2010. In particolare, quelli con iscrizione di ipoteca immobiliare (118.834) sono diminuiti del 5,3%, mentre i mutui non garantiti da ipoteca immobiliare (74.640) si sono ridotti del 12,3%. Il numero di mutui risulta in sensibile aumento soltanto nelle Isole (+23,3%): in particolare, quelli senza ipoteca sono cresciuti del 29,9%, i mutui con ipoteca del 19,3%. La diminuzione tendenziale dei mutui osservata nelle città metropolitane (-11,6% per i mutui senza iscrizione d'ipoteca immobiliare e -4,3% per quelli garantiti da ipoteca) è stata minore di quella registrata nelle altre città (rispettivamente, -12,7% e -6,0%).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1844996159098239349?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1844996159098239349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/compravendite-immobiliari-e-mutui-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1844996159098239349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1844996159098239349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/compravendite-immobiliari-e-mutui-in.html' title='Compravendite immobiliari e mutui in calo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6498150974690753062</id><published>2011-12-21T23:29:00.002+01:00</published><updated>2011-12-21T23:37:12.860+01:00</updated><title type='text'>La BCE ha prestato oggi alle banche europee 489 miliardi di euro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La crisi del debito in Europa ha aumentato il rischio di default dei governi e delle banche, rendendo cauti gli istituti di credito tra di loro e spingendo al rialzo il costo del credito. La BCE sta cercando di assicurare che le banche abbiano accesso a liquidità a buon mercato per il medio termine in modo che possano mantenere i prestiti alle imprese e alle famiglie. Oltre ai prestiti a lungo termine, la BCE ha allargato il pool di banche collaterali che possono utilizzare queste risorse per proteggere i fondi. I rendimenti delle obbligazioni governative italiane e spagnole sono scesi dopo che la BCE ha annunciato i prestiti l'8 dicembre e le banche acquistano i titoli per usarli anche come garanzie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha suggerito che le banche potrebbero utilizzare i prestiti per comprare debito pubblico ancora di più. Quello che la BCE vuole è che i fondi siano utilizzati dalle banche per continuare a distribuire finanziamenti", dice Michael Schubert, economista di Commerzbank AG di Francoforte. "Ma c'è un secondo argomento, che è quello di fare carry trade dal prestito a buon mercato presso la BCE a l'acquisto di obbligazioni sovrane. "Non sappiamo come le banche utilizzeranno i soldi", ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi, al Parlamento europeo questa settimana, ricordando che circa 230 miliardi di euro di obbligazioni bancarie verranno a scadenza nel primo trimestre del 2012."Le banche rappresentano circa l'80% dei prestiti per l'area dell'euro", ha continuato Draghi. "Il canale bancario è cruciale per l'offerta di credito." Egli ha espresso la preoccupazione che le banche possono avere "limitazioni di finanziamento molto significative" per tutto il 2012. Secondo uno studio della Banca d'Inghilterra, le banche dell'Eurozona avranno necessità di rifinanziare nel 2012 un debito maggiore del 35% rispetto al 2011. Gl'istituti di credito hanno più di 600 miliardi di euro di debito in scadenza nel 2012, circa tre quarti dei quali è garantito. La BCE si sta concentrando sul fornire fluidità al sistema bancario per combattere la crisi del debito e per questo resiste a richieste di aumentare i suoi acquisti di bond per ridurre i costi di finanziamento dei governi. Essa offrirà un secondo prestito triennale nel mese di febbraio e le banche avranno la possibilità di ripagarlo dopo un anno. Jacques Cailloux, capo economista europeo della Royal Bank of Scotland Group Plc con sede a Londra, ha dichiarato alla televisione di Bloomberg che la manovra impostata dalla BCE è molto significativa e molto utile per le banche, ma non produrrà un punto di svolta in questa crisi. "E' stata ovviamente un'offerta che le banche non potevano rifiutare", ha detto Laurent Fransolet, responsabile della strategia del reddito fisso alla Barclays Capital di Londra. "Tuttociò dimostra la BCE non manca di munizioni e dà la sicurezza di liquidità alle banche per i prossimi anni. D'altra parte questo significa che le banche si potranno avvalere della BCE più a lungo. "La Barclays stima che l'operazione di oggi inietterà € 193 miliardi di denaro fresco nel sistema, rispetto ai € 296 miliardi di prestiti in scadenza. La BCE ha inoltre prestato alle banche 33 miliardi dollari per 14 giorni in una regolare offerta di dollari, contro i 5,1 miliardi dollari di una settimana fa, e 29,7 miliardi di euro per 98 giorni. Così l'euro è salito di mezzo centesimo a 1,3198 contro dollaro prima di ritirarsi a 1,3092 nel pomeriggio a Francoforte. "Più importante della dimensione dell'operazione è quello che le banche faranno con questo denaro", ha dichiarato Simon Smith, capo economista presso cambi broker FxPro Group Ltd. di Londra. "La dicotomia tra dimensione e utilizzazione spiega perché l'euro ha lottato per mantenere in positivo la sua reazione iniziale alla publicazione della notizia". Fintanto che i leader europei non riusciranno a concordare il giusto mix di politiche, che dovrebbe includere la ristrutturazione del debito sovrano o di una mossa per obbligazioni comuni (eurobonds), le misure della BCE non metteranno fine al caos.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6498150974690753062?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6498150974690753062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/la-bce-ha-prestato-oggi-alle-banche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6498150974690753062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6498150974690753062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/la-bce-ha-prestato-oggi-alle-banche.html' title='La BCE ha prestato oggi alle banche europee 489 miliardi di euro'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6703674845683676546</id><published>2011-12-21T10:19:00.002+01:00</published><updated>2011-12-21T10:24:17.365+01:00</updated><title type='text'>L'Eurozona sotto osservazione delle agenzie di rating</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A inizio dicembre S&amp;amp;P ha annunciato di aver messo in Credit Watch negativo tutti i paesi dell’area euro, che hanno perciò una probabilità del 50% di vedere il loro rating ridotto entro fine febbraio. Dopo il summit del week-end scorso, Moody’s, pur non procedendo a un effettivo Credit Watch, ha affermato ufficialmente l’intenzione di riconsiderare i paesi di tutta la UE nel 1° trimestre del 2012 e ha già tagliato il rating sul Belgio di 2 scalini (notch). Infine, Fitch, nel corso del fine settimana appena concluso, ha posto in Outlook Negativo la Tripla A francese e posto in Credit Watch Negativo Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Slovenia e Cipro. Tutte e tre le agenzie, con sfumature differenti, giustificano le proprie decisioni affermando che la stabilità finanziaria dei paesi dell’area euro è messa a rischio dai persistenti disaccordi fra le Autorità politiche su come risolvere la crisi del debito e dai sempre più importanti effetti che la crisi sta avendo su crescita e parametri di finanza pubblica. Queste decisioni sono il riflesso di due fattori che dovranno sempre di più pesare sulle valutazioni di mercato. Da una parte, i paesi, sulla falsariga delle società, saranno giudicati in maniera più stringente per i loro impegni interni in termini di finanza pubblica. Dall’altra parte, il coinvolgimento nella revisione del rating anche di paesi come Germania e Finlandia testimonia come l’appartenenza all’area euro non possa essere ignorata nella valutazione di ciascuno dei suoi elementi. L'ultima nota di ieri del senior vicepresidente di Credit Policy Moody's, Alen Laurin, in audizione oggi in commissione Finanze alla Camera insieme con il direttore generale di Moody's Italia, Alex Cataldo. L'agenzia di rating ricorda che Basilea 3 "è un passo positivo, che porterà però rischi di transizione inevitabili". Comunque, secondo il suo parere non ci si può aspettare che i rating tornino ai livelli pre-crisi sotto Basilea 3. L'Eba, l'Authority bancaria europea, "ha imposto il 9% come coefficiente patrimoniale di primo livello. Se l'operazione è perfettamente comprensibile, impone però una pressione sul bilancio delle banche che crea dei rischi", ha aggiunto il senior vicepresidente di Credit Policy Moody's.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6703674845683676546?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6703674845683676546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leurozona-sotto-osservazione-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6703674845683676546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6703674845683676546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leurozona-sotto-osservazione-delle.html' title='L&apos;Eurozona sotto osservazione delle agenzie di rating'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6508428353439279915</id><published>2011-12-20T17:39:00.001+01:00</published><updated>2011-12-20T17:42:47.970+01:00</updated><title type='text'>Euro, raggiunto l'accordo per una manovra anticrisi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker fa sapere che l'Europa ha rafforzato il suo arsenale anticrisi con l'accordo raggiunto tra i ministri dell'Eurogruppo per aumentare la quota di partecipazione dell'Ue al Fmi: tali somme saranno messe poi a disposizione degli stessi paesi dell'Euro. Il totale messo a disposizione è di 150 miliardi di euro di risorse aggiuntive per il Fmi attraverso prestiti bilaterali. L'Italia verserà 23,5 miliardi di euro, la Spagna 14,9 miliardi, la Francia 31,4 miliardi di euro, la Germania 41,5 miliardi. La Repubblica Ceca, la Danimarca, la Polonia e la Svezia hanno indicato la loro volontà di partecipare al rafforzamento del Fmi, mentre la Gran Bretagna ha rifiutato di impegnarsi, impedendo di raggiungere l'obbiettivo di 200 miliardi di euro precisando che un suo eventuale contributo sarà definito nell'ambito del G20 ad inizio del 2012. "Si tratta ovviamente di una soluzione limitata - ha commentato alla televisione di Bloomberg l'ex presidente di Ubs, Peter Kurer - Ciò di cui avremmo davvero bisogno in un mondo ideale sarebbero gli eurobond o un loro sostituito che possa assicurare ampia liquidità e fiducia nei mercati". Il successo della strategia FMI dipende da come le altre grandi potenze decideranno di reagire. Mentre sono in corso colloqui con la Cina, vi è qualche possibilità" che i legislatori degli Stati Uniti approvino più fondi, secondo quanto dichiarato dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble a Deutschlandradio. La BCE ha dichiarato di aver acquistato 336 miliardi € di obbligazioni nella settimana terminata il 16 dicembre, contro i 635 miliardi di € della settimana precedente. La prossima azione di lotta contro la crisi della BCE arriverà oggi, con l'offerta senza limiti alle banche di prestiti con durata tre anni, lubrificando il sistema creditizio con un diluvio di denaro. La chiave per rasserenare il clima resta la richiesta del Cancelliere tedesco Angela Merkel, di un nuovo trattato cementato da bilanci in pareggio e regole precise in modo da rendere più difficile per i trasgressori di liberarsi dalle sanzioni. I negoziati cominciano oggi sul testo, con l'obiettivo di firmare il trattato a marzo. Anche se nessun governo è stato punito per un deficit al di sopra del limite del 3% del PIL in euro nei 13 anni di storia, il voto rinnovato di probità fiscale è stato progettato per incoraggiare l'azione da parte della banca centrale indipendente. L'impegno ha segnato una "svolta", ha dichiarato Draghi in un'audizione al comitato del Parlamento europeo a Bruxelles ieri. "Il nuovo patto fiscale è un segnale fondamentale, che mostra una traiettoria chiara per l'evoluzione futura della zona euro". Oggi pomeriggio l'euro incontra il dollaro a quota 1,3130.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6508428353439279915?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6508428353439279915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/euro-raggiunto-laccordo-per-una-manovra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6508428353439279915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6508428353439279915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/euro-raggiunto-laccordo-per-una-manovra.html' title='Euro, raggiunto l&apos;accordo per una manovra anticrisi'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2048874511418771333</id><published>2011-12-19T23:19:00.002+01:00</published><updated>2011-12-19T23:24:18.905+01:00</updated><title type='text'>Parigi - Londra lo scontro continua</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Parigi ritiene che Londra dovrebbe per prima perdere la sua Tripla A. Le agenzie di rating non sono d'accordo, e gli inglesi sono furiosi. Di solito molto attento, alle parole, Christian Noyer, Governatore della Banca di Francia, ha inziato le ostilità giovedì in un'intervista al Telegramma Brest. "L'abbassamento della nota francese non sembra giustificato dai fondamentali economici. Sarebbe il caso che le agenzie iniziassero a degradare la Gran Bretagna che ha un deficit e un debito molto alto, più inflazione e meno crescita della Francia e il cui credito è al collasso ". Anche François Fillon, Primo Ministro, ha espresso la sua opinione dicendo che i suoi "amici britannici" hanno un debito e un disavanzo superiore a quello della Francia. E Baroin, il ministro dell'Economia, ha avuto un exploit a Europe 1, sottolineando che la situazione britannica è "molto preoccupante": "possiamo dare una lezione, ma non riceverla. A molti è sembrata una dichiarazione di guerra diplomatica, che segue le tensioni che si sono accumulate tra Londra e Parigi nelle ultime settimane. Il mese scorso, George Osborne, Cancelliere dello Scacchiere, ha detto subito dopo alcune osservazioni sulla Grecia, "che i mercati dovranno guardare con più attenzione alla Francia." Più recentemente, il "no" di Londra per il nuovo Trattato europeo ha ulteriormente esacerbato le relazioni. Tuttavia, secondo una fonte diplomatica francese, questo non è altro che un modo per preparare i francesi alla perdita della Tripla A, facendo capire che le agenzie di rating non sanno quello che fanno. Queste affermazioni ovviamente hanno esasperato Londra. Per calmare le acque, François Fillon ha telefonato a Nick Clegg, il vice primo ministro britannico. Quest'ultimo ha risposto che gli attacchi sono "inaccettabili" e che era tempo di "calmare la retorica." Tuttavia, in un'intervista al The Guardian di sabato, ha dichiarato, anche per disinnescare le tensioni, che la forte dialettica era frutto della campagna presidenziale già iniziata in Francia, e l'ha spiegata con una dichiarazione tipo: "Non c'è niente di più popolare in politica francese che affrontare la perfida Albione". Ancora, Parigi è riuscita in questo modo a sembrare una vittima. Allo stesso tempo, la Germania ha lavorato nella direzione opposta, cercando di riportare la Gran Bretagna nel gioco europeo, nonostante il suo "no" al trattato. Angela Merkel ha proposto che la Gran Bretagna partecipi come osservatore ai negoziati del trattato e pubblicamente ha dichiarato il suo "grande rammarico" per il veto britannico. Ha anche chiamato Venerdì, David Cameron, per discutere la via da seguire sulle prossime iniziative in Europa. Infine, secondo Robert Zoellick, capo della Banca Mondiale, che era abbastanza preoccupato per la prova di forza verbale ha espresso la sua opinione sull'argomento. "I negoziati spesso lasciano le tensioni, ma se il processo europeo accentua l'amarezza contro il Regno Unito, penso che non sia cosa buona né per l'Unione europea né per la Gran Bretagna." E chiama tutti a un pò di moderazione su temi sensibili come le note di credito "su questioni chiave come quella, sarebbe importante incoraggiare le persone ad agire con un elevato livello di responsabilità".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2048874511418771333?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2048874511418771333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/parigi-londra-lo-scontro-continua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2048874511418771333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2048874511418771333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/parigi-londra-lo-scontro-continua.html' title='Parigi - Londra lo scontro continua'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2546584791127922474</id><published>2011-12-19T18:18:00.001+01:00</published><updated>2011-12-19T18:21:07.162+01:00</updated><title type='text'>L'economia cinese rallenta per il secondo mese</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'incertezza globale crescente sta spingendo alcuni investitori stranieri a ritirarsi dagli hedge fund che investono in Asia e sopratutto in Cina. Questo paese, per il secondo mese consecutivo ha visto diminuire la raccolta netta di capitali stranieri nel mese di novembre. La Banca centrale cinese e le banche commerciali, secondo i dati ufficiali, hanno venduto un totale netto di 27,9 miliardi di yuan (3,4 miliardi di euro) sul mercato dei cambi il mese scorso. Alcuni economisti, tuttavia, fanno notare, che il deflusso di capitali dalla Cina probabilmente può essere anche un fenomeno temporaneo e, quindi, non proprio preoccupante. Il settore immobiliare, vero lato debole della finanza cinese, ha visto i prezzi medi delle nuove case aumentare del 2,2% a novembre rispetto allo stesso periodo del 2010, il più piccolo incremento quest'anno, secondo i calcoli Reuters, suggerendo che la politica di Pechino sembra essere riuscita a contenere il boom immobiliare. Al contrario un indice ponderato di Reuters, sulla base dei dati pubblicati dall'Ufficio Nazionale di Statistica, mostra anche che i prezzi medi delle nuove abitazioni sono scesi dello 0,2% a novembre rispetto ad ottobre, il secondo mese consecutivo di declino. La recessione in Cina è anche una buona notizia per il pianeta perché c'è meno inquinamento e meno riscaldamento globale. Invece di 45 gradi di questa estate, ci saranno solo 44,5 gradi. Vuol dire anche che la bilancia commerciale dei paesi occidentali, Italia compresa, migliorerà così come diminuerà il deficit commerciale. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2546584791127922474?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2546584791127922474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leconomia-cinese-rallenta-per-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2546584791127922474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2546584791127922474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leconomia-cinese-rallenta-per-il.html' title='L&apos;economia cinese rallenta per il secondo mese'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8440458020906538782</id><published>2011-12-18T23:08:00.002+01:00</published><updated>2011-12-18T23:12:34.198+01:00</updated><title type='text'>L'Italia è un paese ricco</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Gl'italiani hanno un gruzzolo ben fornito. Mentre viene adottato un terzo piano di austerità, uno studio della Banca d'Italia, pubblicato questa settimana, rivela che il nostro paese è il più ricco del G8. Alla fine del 2010 la ricchezza lorda delle famiglie italiane era pari a circa 9.525 miliardi di euro, corrispondenti a poco meno di 400 mila euro in media per famiglia. Le attività reali rappresentavano il 62,2% della ricchezza lorda, le attività finanziarie il 37,8%. Le passività finanziarie, pari a 887 miliardi di euro, rappresentavano il 9,3% delle attività complessive. Secondo stime preliminari, nel primo semestre 2011 la ricchezza netta della famiglie italiane sarebbe aumentata dello 0,4% in termini nominali: l’aumento delle passività è stato più che compensato dalla crescita delle attività reali e finanziarie. Nel confronto internazionale le famiglie italiane secondo l'OCSE, mostrano un’elevata ricchezza, pari, nel 2009, a 8,3 volte il reddito disponibile, contro l’8 del Regno Unito, il 7,5 della Francia, il 7 del Giappone, il 5,5 del Canada e il 4,9 degli Stati Uniti. Esse, inoltre, risultano relativamente poco indebitate: l’ammontare dei debiti è pari all’82% del reddito disponibile (in Francia e in Germania è di circa il 100%, negli Stati Uniti e in Giappone è del 130%, nel Regno Unito del 170%. Questo risultato permette agli italiani di essere leader tra i paesi più ricchi. Nello studio di Bankitalia sono state considerate l’insieme delle famiglie consumatrici e delle famiglie produttrici, mentre sono state escluse le Istituzioni Sociali Private, cioè quegli organismi privati senza scopo di lucro che producono beni e servizi non destinabili alla vendita (sindacati, associazioni sportive, partiti politici, ecc.). I dati forniti dalla Banca d'Italia rispecchiano le attività e le passività finanziarie del settore famiglie e differiscono pertanto rispetto ad altre fonti, ad esempio i Conti Finanziari, che misurano anche il fatturato delle Istituzioni Sociali private. La variazione della ricchezza complessiva in termini reali può essere attribuita a due fattori: il flusso di risparmio (al netto degli ammortamenti) e i capital gains, che esprimono le variazioni dei prezzi delle attività reali e di quelle finanziarie, al netto della variazione del deflatore dei consumi. Nel 2010 il risparmio delle famiglie è ammontato a circa 50 miliardi di euro; i capital gains sono stati invece negativi (circa 180 miliardi di euro), principalmente a causa del forte calo dei corsi azionari avvenuto nel corso dell’anno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8440458020906538782?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8440458020906538782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/litalia-e-un-paese-ricco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8440458020906538782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8440458020906538782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/litalia-e-un-paese-ricco.html' title='L&apos;Italia è un paese ricco'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8331094968725295535</id><published>2011-12-17T22:45:00.002+01:00</published><updated>2011-12-17T22:49:38.449+01:00</updated><title type='text'>Il rating del Belgio giù di due gradini</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ieri, 16 dicembre, l'agenzia Moody ha abbassato il rating assegnato al debito del Belgio di due tacche ad "Aa3". Il peggioramento delle condizioni di finanziamento per gli Stati dell'Eurozona, i rischi per la crescita dell'economia belga e il costo fiscale che potrebbe gravare sullo stato per il salvataggio di alcune banche, tra cui Dexia, sono state le motivazioni adotte da parte di Moody. L'agenzia aveva messo sotto osservazione il rating del Belgio nel mese di ottobre. Il rating di "Aa3", è il quarto livello migliore sulla scala e corrisponde ad un' emittente di buona solvibilità. L'outlook è "negativo", nel senso che l'agenzia crede che il gradino possa scendere ancora. Il paese è stato votato "AA" da Standard and Poor (il terzo miglior punteggio possibile), e "AA +" da Fitch. Lo stesso giorno, l'agenzia di rating Fitch ha abbassato ad una prospettiva negativa la nota "tripla A" della Francia, e anche messo in guardia i mercati per le note negative provenienti da Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Slovenia e Cipro. Il downgrade arriva una settimana dopo che i leader europei, nel loro ultimo tentativo di porre fine alla crisi del debito giunto alla sua terza edizione, ha accettato per l'Eurozona una unione fiscale più stretta, come spinta principale dei loro sforzi, anche se la Banca centrale europea ancora non è stata abilitata ad acquistare titoli del debito sovrano dei vari stati. In un'intervista telefonica da Francoforte, Alexander Kockerbeck, un funzionario di credito senior di Moody, ha dichiarato che "L'ambiente di finanziamento è un rischio aggiuntivo che abbiamo in questo momento". "Il rischio è che le cose possono cambiare in tempi relativamente brevi nel mercato del finanziamento, come abbiamo visto nel recente passato". L'economia del Belgio, il sesto paese per importanza nella regione euro, si è contratta, per la prima volta in oltre due anni, nel terzo trimestre, aggiungendo pressione sul primo ministro Elio Di Rupo, mentre cerca di ridurre il deficit, nel tentativo di scongiurare il contagio dalle turbolenze del debito europeo. Il PIL è diminuito dello 0,1% dal precedente periodo di tre mesi e le esportazioni si sono ridotte per il secondo trimestre consecutivo, mentre la spesa dei consumatori è scesa dello 0,2%, secondo le dichiarazione del 7 dicembre della Banca nazionale del Belgio. Il governo Di Rupo, che ha prestato giuramento il 6 dicembre, ha promesso 11.300 milioni di € in tagli alla spesa e aumenti delle tasse per contrarre il deficit di bilancio al 2,8% del PIL l'anno prossimo, come richiesto dall'Unione europea. Dopo il downgrade di Moody "Questo traguardo deve essere assolutamente raggiunto", ha dichiarato il ministro delle Finanze belga Steven Vanackere, alla radio RTBF. Il governo ha redatto il bilancio del 2012 su un'aspettativa che l'economia si espanda dello 0,8% Il Belgio ha previsto che le sue necessità d'indebitamento diminuiscano del 16% nel 2012 dopo la richiesta di quest'anno che è stata gonfiata dal salvataggio di Dexia e un deficit di bilancio più elevato. Il governo, in una proiezione del 12 dicembre ha previsto che il fabbisogno lordo per il 2012 sarà pari a € 38.600 milioni per prossimo anno, rispetto ad un bisogno d'indebitamento stimato per il 2011 in 46 miliardi di euro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8331094968725295535?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8331094968725295535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-rating-del-belgio-giu-di-due-gradini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8331094968725295535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8331094968725295535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-rating-del-belgio-giu-di-due-gradini.html' title='Il rating del Belgio giù di due gradini'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2938278025025591050</id><published>2011-12-17T18:41:00.002+01:00</published><updated>2011-12-17T18:44:45.409+01:00</updated><title type='text'>Danimarca, un paese sotto osservazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dal mondo globalizzato quando si guarda all'Europa, appare come uno strano miscuglio. I paesi del nord come la Svezia, la Finlandia, la Norvegia e la Danimarca ecc, sembrano in grande forma finanziaria, mentre i paesi del sud come Grecia, Spagna, Italia, ecc, sono tutti in cattive condizioni. Secondo alcuni analisti di hedge fund americani qualcuno di questi paesi dovrebbero essere messo, a breve, sotto osservazione. La Danimarca non è in così buone condizioni come il paese appare. In genere la Danimarca viene vista come un paese dal debito basso in rapporto al PIL (46%) e deficit in atto del 4% rispetto al PIL, quindi il paese è in buona forma. Soprattuto confrontato con gli Stati Uniti, il cui debito sul PIL è di oltre il 100%, e il deficit annuale è del 10%, per non parlare dell'Italia. A scavare però sotto la superfice si acclara che il sistema bancario danese è cresciuto a livelli astronomici. Negli Stati Uniti, le attività bancarie in percentuale del PIL è del 90%, in Danimarca è del 454%.In Europa, uno dei primi paesi andato in difficoltà è stata l'Islanda - che ha conosciuto una grave crisi economica nel 2008 - con un rapporto attività bancarie - PIL di quasi il 400%. Il problema che diventa evidente subito è che le banche in Danimarca sono troppo grandi per fallire o da salvare. La più grande banca della Danimarca, Dankse Bank ha un asset pari al 200% del Pil danese. Come se Banca Intesa, in Italia, avesse 3.600 miliardi di euro di asset. Un altro problema in casa danese sono le case e i mutui. Nel periodo 2000 / 2007 gl'immobili sono aumentati del doppio. Oggi i prezzi si sono fermati, ma se le persone non saranno ingrado di far fronte ai mutui e andranno in default, i prezzi delle case diminuiranno e tutta l'economia ne soffrirà. Il basso rapporto PIL / disavanzo avrebbe una rapida crescita, anche se il governo non avrà, nel frattempo, aumentato la spesa. Recentemente si è parlato nella UE di un fondo di 1000 miliardi di euro per salvare i paesi del sud come la Spagna l'Italia, la Grecia e il Portogallo. Tuttavia, pochi hanno preso atto che anche la Danimarca potrebbe averne bisogno nel prossimo futuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2938278025025591050?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2938278025025591050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/danimarca-un-paese-sotto-osservazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2938278025025591050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2938278025025591050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/danimarca-un-paese-sotto-osservazione.html' title='Danimarca, un paese sotto osservazione'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7989580578955439114</id><published>2011-12-16T16:32:00.002+01:00</published><updated>2011-12-16T16:38:43.902+01:00</updated><title type='text'>Il 2012 un anno di crisi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Oggi il Primo Ministro italiano, Mario Monti, in occasione della conferenza in memoria di Tommaso Padoa Schioppa, presso la Banca d'Italia, alla presenza del Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e del suo predecessore e ora presidente della Bce, Mario Draghi, ha dichiarato che non c'è una crisi dell'euro, ma c'è una crisi di bilanci nazionali. Se guardiamo al futuro, la prospettiva del 2012 sembra essere quella di un anno con un potenziale esplosivo di una violenza rara, qualunque sia la direzione del nostro sguardo. In Europa, la prospettiva di dover rifinanziare 1200 miliardi di euro di debiti è preoccupante: ampie fasce di investitori (comprese le banche europee) non sottoscriveranno le nuove emissioni di debito sovrano dell'Eurozona. L'Europa ha perso la fiducia degli investitori. La crescita non andrà a ridurre il peso del debito. L'Europa è in recessione, anche se alcuni paesi hanno ancora un surplus di piccole dimensioni, compensato dalle prospettive di recessione profonda di altri paesi che dovranno affrontare un programma di austerità inevitabile. Dall'altro lato dell'Atlantico, la paralisi del Congresso degli Stati Uniti e la data delle elezioni rendono difficile qualsiasi azione. Vi è,comunque, una differenza importante: il costo del debito pubblico degli Stati Uniti è meno della metà di quello europeo. L'effetto della valanga che porta l'Europa in un precipizio non si applica agli Stati Uniti, che continuano ad essere percepiti come il posizionamento di ultima istanza, aiutati con forza dalle agenzie di rating (USA). Questa è una questione di fiducia cercata e perseguita con intelligenza favorita dal fatto che da 200 anni sono un'entità unica e non frastagliata come l'Europa. L'Asia sta cominciando a sentire gli effetti di un rallentamento dell'economia. Il calo della domanda europea e l'impatto sulla produzione degli Stati Uniti ritoccano al ribasso le esportazioni dell'India e della Cina, ma il risparmio asiatico ha proporzioni significativi (circa il 30% del reddito familiare) e consumano poco. L'India, il cui governo è paralizzato, si trova ad affrontare una rupia in calo, l'aumento dell'inflazione e una bilancia dei pagamenti che sarà in disavanzo. In Cina, meglio gestita dal suo governo, la situazione è meno esplosiva, ma la sua crescita è in ribasso. La situazione in Medio Oriente, America Latina e Africa, non è molto diversa dai paesi del BRICS. La questione è che non ci sono molti casi di crescita in tutto il mondo per sostenere l'attività economica. La combinazione di Nord America ed Europa occidentale dovrebbero produrre una crescita zero. Oggi è l'Europa che preoccupa il mondo, non perché c'è una crisi del debito, ma a causa del debole intervento dei suoi leader politici. Martin Wolf, editorialista del Financial Times osserva come la crisi europea è il risultato dei mancati interventi dei leader politici, in particolare Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Questa probabilmente sarà la causa principale per la Germania della perdita di un punto prezioso sul rating AAA a AA + e per la Francia di perderne due a AA. I politici sono sempre più scollegati dalla realtà esplosiva. Non hanno saputo / voluto organizzare una ristrutturazione del debito italiano di circa 400 miliardi prossimo alla scadenza entro maggio 2012. Se il vertice del 12 dicembre era "un'ultima possibilità," l'Europa rischia di aver perso l'appuntamento. La fragilità del sistema bancario europeo si aggiunge a queste preoccupazioni. Non si vede come uno o l'altro paese della zona euro può sfuggire ad un salvataggio di emergenza di una delle sue istituzioni, con un rischio sistemico per l'economia. Il requisito perseguito della EBA di portare il Tier 1 ad un livello di equità del 9% a metà 2012 aumenta queste pressioni, fa diminuire la disponibilità delle banche a concedere prestiti per l'economia e spinge le loro azioni in un terreno sfavorevole. Tutto questo indebolisce il capitale delle banche. In questo contesto, fornire capitale sociale mediante emissione di azioni o emissione di debito è proibitivo. Gli investitori preferiscono i buoni del Tesoro o depositi a breve termine della banca. Non a caso nel programma "salva Italia" del governo dei tecnici italiani, una delle misure è quella che lo Stato garantirà l'emissioni di obbligazioni bancarie per i prossimi anni. I soldi ci sono, ma l'arretramento dell'economia a causa della preoccupazione degli investitori, non facilità il rilancio. Gestire l'ansia è diventata una priorità se si vuole che il tornado del 2012 non si trasformi in un tsunami di panico degli operatori economici. La tragedia è che la causa è principalmente politica, e i politici devono riconquistare la loro credibilità al più presto possibile, altrimenti sarà dura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7989580578955439114?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7989580578955439114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-2012-un-anno-di-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7989580578955439114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7989580578955439114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-2012-un-anno-di-crisi.html' title='Il 2012 un anno di crisi'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1288840013989897789</id><published>2011-12-15T10:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-15T10:24:00.409+01:00</updated><title type='text'>Scontro Banca di Francia - Agenzie di rating</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;In una intervista che appare oggi giovedì, 15 dicembre, sulla stampa francese il governatore della Banque de France, Christian Noyer, ha dichiarato che un possibile deterioramento del rating AAA della Francia sarebbe "ingiustificato"."Il degrado non sembra giustificato dai fondamentali economici. A suo parere sarebbe più giusto che le agenzie iniziassero ad abbassare il rating del Regno Unito che ha più deficit, un debito maggiore, più inflazione, e una crescita inferiore alla Francia e il cui credito è al collasso. "Non so quali saranno le agenzie di rating che lo faranno. Quello che vedo è che queste agenzie sono state in grado, attraverso i loro commenti critici, d'indebolire una aspettativa positiva che esisteva sul mercato dopo il vertice di Bruxelles, la settimana scorsa," ha dichiarato." Le Agenzie sono diventate francamente incomprensibili e irrazionali", ha continuato Noyer. "Sembrano più impegnarsi in minacce, che a valutare se gli Stati hanno preso decisioni forti e positive, si comportano come se nulla fosse accaduto. Si può pensare che le agenzie di utilità per guidare gli investitori non siano più tali e non è provato che oggi lo facciano", ha dichiarato. "Gli argomenti che sviluppano, sembrano sempre più politici e meno economici."Inoltre le banche francesi sono "molto ben capitalizzate rispetto alle controparti europee e americane", ha detto ancora Christian Noyer, mentre Fitch ha declassato di una tacca ieri le note di Crédit Agricole e Crédit Mutuel. "Non dobbiamo esagerare la portata di questo degrado soprattutto perché le agenzie sono peggiorate di recente, le banche più grandi nei paesi sviluppati ", sostiene." Quel che è certo è che le nostre le banche hanno risorse più che sufficienti a paragone di tutto il sistema bancario globale ", ha detto ancora. Le banche francesi si sono potenziate autonomamente "con risorse proprie e, naturalmente, senza l'aiuto dello Stato", dice, aggiungendo: "Ecco perché non ho preoccupazione per il sistema bancario francese".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1288840013989897789?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1288840013989897789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/scontro-banca-di-francia-agenzie-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1288840013989897789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1288840013989897789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/scontro-banca-di-francia-agenzie-di.html' title='Scontro Banca di Francia - Agenzie di rating'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4187366686012810632</id><published>2011-12-14T23:25:00.003+01:00</published><updated>2011-12-14T23:36:10.574+01:00</updated><title type='text'>I BRICS rallentano, ma pesano ancora per il 40% nell'economia mondiale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Fondo monetario internazionale comprende una vasta gamma di paesi, non meno di 150 dall'Afghanistan allo Zimbabwe, fra questi ci sono i "mercati emergenti". Fra i mercati emergenti ci sono i big, i "BRICS" (la frase coniata nel 2001 da Jim O'Neill, capo economista di Goldman Sachs ): Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa. Con tassi di crescita da far impallidire d' invidia l'economie sviluppate, sono apparsi nei primi mesi del 2000 come i vincitori del decennio a venire. Molti hanno quasi pensato per un breve periodo, che sarebbero sfuggiti alla crisi economica brutale del 2007-2008, al contrario dei paesi ricchi immersi nella crisi dei mutui subprime e in una crisi del debito di cui ancora oggi non si vede la fine. I modelli di sviluppo dei cinque membri del gruppo hanno proprie specificità - infatti è davvero difficile confrontare India e Russia, i regimi politici e le dinamiche economiche molto diverse - l'accelerazione della crescita, all'inizio del secolo mostra profondi cambiamenti strutturali nelle economie emergenti, che hanno formato con numerosi argomenti la teoria del disaccoppiamento. Questa teoria, portato alla luce agli inizi della crisi subprime, sostiene che i mercati emergenti potranno eventualmente staccarsi dai paesi sviluppati per continuare a crescere al proprio ritmo, senza essere influenzati dai cambiamenti nella "vecchia" economia. Quattro anni dopo la prime scosse della crisi, questa teoria deve fare il punto della situazione. Se il Brasile, Cina e India hanno il loro momento di rallentamento significativo negli ultimi mesi, i tassi di crescita di quest'anno e quelle previste per l'anno prossimo rimangono nettamente superiori a quelli dei paesi ricchi. I dati degli ultimi dieci anni sono impressionanti: in percentuale sul PIL a valuta costante, la crescita brasiliana era inferiore al 2% nel 2001, ma ha raggiunto il 6% nel 2007. Dopo una leggera contrazione nel 2009 il PIL è nuovamente in aumento, e la ripresa è stata del 3,7% nel 2011. Per la Russia, il PIL è cresciuto del 5% nel 2001 dell' 8,5% nel 2006 e poco più del 4% nel 2011. Per l'India: la più grande democrazia del mondo ha registrato un piccolo 3,8% nel 2001, prima di toccare il 10% nel 2007, fino al poco meno dell'8% nel 2011. La Cina è il paese dei superlativi, con il 8,3% di crescita nel 2001, non meno del 14% nel 2007 e 9,5% nel 2011. Sud Africa, una new-entry nel piccolo gruppo, non sfigura : crescita del 2,7% nel 2001, che passa al 5,6% nel 2006 e s'impostata al 3,4% nel 2011 (fonte : FMI). Se queste cifre sono da capogiro in gran parte a causa di un fenomeno di "recupero", essi riflettono anche una forte economia di recente acquisizione da parte dei paesi emergenti. Dimenticate i programmi di aggiustamento strutturale degli anni 1980, crisi finanziarie e fallimenti degli anni 1990: il BRICS solo ora rappresentano circa il 40% dell'economia globale. Tutto questo senza dimenticare il gruppo esterno che tampona da vicino il plotone di testa: Messico, Corea, Israele, Turchia, Indonesia, questi sono solo alcuni nomi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4187366686012810632?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4187366686012810632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/i-brics-rallentano-ma-pesano-ancora-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4187366686012810632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4187366686012810632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/i-brics-rallentano-ma-pesano-ancora-per.html' title='I BRICS rallentano, ma pesano ancora per il 40% nell&apos;economia mondiale'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-410249714373339507</id><published>2011-12-13T23:25:00.002+01:00</published><updated>2011-12-13T23:29:53.069+01:00</updated><title type='text'>Il debito italiano è più sostenibile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'Italia sta pagando di più per prendere in prestito denaro, ma esattamente non è facile valutare quanto il governo finirà per pagare di più per finanziarsi nei prossimi anni, ed è sicuramente più coinvolto che guardando semplicemente il rendimento delle ultime aste. La Banca dei regolamenti internazionali ha riportato le somme che suggeriscono quanto il rapporto debito PIL in Italia ha lavorato fino a dimostrare che non è così costoso come alcuni dei rendimenti pagati recentemente suggeriscono. Infatti, la BRI dice che il paese "dovrebbe essere in grado di sopportare rendimenti elevati per qualche tempo, a condizione che conserva l'accesso al mercato". Allora, qual'è il tasso sostenibile per un paese con una situazione demografica come quella italiana (rapido invecchiamento della popolazione) e il profilo del debito (un rapporto debito-PIL del 120%)? La BRI afferma che in Italia gli oneri finanziari sono sostenibili almeno fino al 2014, sulla base di tre possibili scenari. La peggiore ipotesi è che i rendimenti si assestino sui 500 punti base sopra il tasso del 2007 pre-crisi per i prossimi tre anni, il che significherebbe rendimenti su quasi tutte le scadenze di oltre il 9%. I costi di finanziamento supplementare a carico dell'Italia viaggerebbero su una percentuale poco più del 2% del PIL, secondo la BRI. Ciò a fronte di piani per tagliare il debito pubblico con l'equivalente del 12% del PIL nei prossimi tre anni, come ha annunciato il primo ministro Mario Monti, il 4 dicembre.La banca calcola che se i rendimenti si stabilizzano sulla base dei costi del 9 novembre, cioè tra il 6% e l'8% sulla maggior parte delle scadenze, il "costo aggiuntivo annuale sarebbe pari allo 0,95% del PIL del 2010". Ora consideriamo l'asta bond di oggi: l'Italia ha venduto 7 miliardi di euro scadenza ad un anno, il costo massimo dell'asta e oneri finanziari è diminuito. Il Governo italiano ha venduto i titoli al rendimento del 5,952%, in calo rispetto al 6,087% dell'ultima asta del 10 novembre, che è stato il più alto in 14 anni. La domanda è stata 1,92 volte l'importo in offerta rispetto a 1,99 volte il mese scorso. L'Italia non è in procinto di affondare sotto la sua montagna del debito, anche con rendimenti più in alto di come sono. Non solo la BRI, ma anche la domanda di questa ultima asta confermano questa diagnosi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-410249714373339507?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/410249714373339507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-debito-italiano-e-piu-sostenibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/410249714373339507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/410249714373339507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-debito-italiano-e-piu-sostenibile.html' title='Il debito italiano è più sostenibile'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6963884626921875486</id><published>2011-12-13T18:17:00.002+01:00</published><updated>2011-12-13T18:27:45.869+01:00</updated><title type='text'>Grecia, ancora nessun accordo con i creditori delle banche</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nei negoziati tra il governo greco e i creditori privati delle banche, non vi è ancora alcun accordo. I colloqui hanno familiarità con le operazioni da continuare, ma in un secondo tempo. I colloqui di oggi tra Atene e i creditori privati della Grecia sui dettagli di uno scambio di bond sono finiti per ora senza un accordo. Secondo la Reuters che l'ha appreso da ambienti bancari, la discussione continuerà. "La Grecia ha presentato una proposta ai creditori privati per ottenere una particolare attenzione", si legge nei negoziati. "La proposta non è stata respinta. I negoziati però non possono essere completati oggi". Le banche avevano accettato alcune settimane fa, sulla scia del piano di salvataggio per la Grecia, un cambio dei bond al 50% del loro valore. Condizioni importanti nella trattazione del debito devono ancora essere negoziati. Le delibere sono stati programmate entro due giorni. Uno dei partecipanti ha detto che vi erano stati progressi nei colloqui. Inoltre, come riportato dai distretti, le banche richiedono che i nuovi titoli abbiano lo stesso status di titoli di Stato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6963884626921875486?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6963884626921875486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/grecia-ancora-nessun-accordo-con-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6963884626921875486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6963884626921875486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/grecia-ancora-nessun-accordo-con-le.html' title='Grecia, ancora nessun accordo con i creditori delle banche'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2197936511452760715</id><published>2011-12-12T17:12:00.002+01:00</published><updated>2011-12-12T17:17:07.945+01:00</updated><title type='text'>Il caro-benzina non è uguale per tutti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Tutti gli automobilisti italiani che hanno la fortuna di abitare in una fascia di 30 km dal confine hanno la possibilità di fare il pieno in terra straniera con risparmi dai 30 ai 40 centesimi di euro a litro. Questo vale sia per la benzina che per il diesel. Gl'interessati non sono pochi perchè riguardano gli abitanti della Liguria e della Val d'Aosta con la Francia; il Piemonte e la Lombardia con la Svizzera; l'Alto Adige con l'Austria; il Veneto e il Friuli con la Slovenia; la Romagna con la Repubblica di San Marino ed infine quei pochi fortunati romani che possono accedere ad una pompa del Vaticano. Oggi le associazioni dei consumatori delle provincie di Varese e Como, in Lombardia, hanno invitato gli automobilisti a non fare rifornimenti di carburante per protestare contro il recente aumento del prezzo della benzina, dove il diesel è arrivato a costare un euro e 70 centesimi al litro. Una vera mazzata per gli automobilisti italiani e soprattutto per i distributori di benzina della zona che a soli tre giorni dal forte rincaro, hanno constatato che le loro vendite sono crollate del 40%. Soddisfazione invece dei distributori di carburante dei paesi confinanti: Francia, Svizzera, Austria e Slovacchia dove da domenica gli automobilisti italiani a secco di carburante si sono sottoposti a lunghe code pur di risparmiare dai 20 ai 35 euro a pieno, come ai vecchi tempi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2197936511452760715?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2197936511452760715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-caro-benzina-non-e-uguale-per-tutti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2197936511452760715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2197936511452760715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/il-caro-benzina-non-e-uguale-per-tutti.html' title='Il caro-benzina non è uguale per tutti'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8416996919244216213</id><published>2011-12-10T18:23:00.002+01:00</published><updated>2011-12-10T18:45:16.067+01:00</updated><title type='text'>Accordo all'UE: ecco i 5 punti base</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Bruxelles. - Dopo una notte di maratona negoziale, ecco di seguito i punti convenuti. L'accordo prevede anche che la decisione sia seguita dalla sottoscrizione di un nuovo trattato dovrà essere adottato entro tre mesi da 26 dei 27 paesi membri UE che hanno manifestato già ieri una disponibilità di massima, Gran Bretagna esclusa:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;* Sanzioni automatiche contro lo Stato che supera il disavanzo del 3%. Nei prossimi giorni si stabiliranno l'ammontare di tali sanzioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;* I bilanci dovranno essere equilibrati e il deficit strutturale di ogni Stato non potrà superare lo 0,5% del PIL. La Corte di giustizia europea vigilerà sugli stati affinche ogni paese adotti la cosiddetta "regola d'oro" che prevede l'equilibrio di bilancio nella propria costituzione o in un livello equivalente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;* Gli importi stabiliti per salvare gli Stati saranno aumentati in rapporto alle difficoltà: i paesi dell'UE si sono impegnati a studiare, nel marzo del 2012, se aumentare il massimale del meccanismo futuro di stabilità europeo (MES) attualmente di 500 miliardi di euro. Ancora più importante, entro dieci giorni, si presenterà un bilancio di 200 miliardi di euro di fondi aggiuntivi da rapportare al Fondo monetario internazionale per assicurare che abbia le risorse per contrastare la crisi. Questo denaro potrebbe essere rilasciato attraverso le banche centrali nazionali, anche se il capo della BCE, Mario Draghi, ha avvertito che una simile mossa sarebbe "contraria allo spirito dei trattati europei", in quanto la BCE non può finanziare il debito degli Stati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;* Il futuro MES sarà gestito secondo la regola del voto a maggioranza qualificata, cioè dell' 85% e non all'unanimità come avviene adesso. In particolare un piccolo paese non può opporsi al MES d'intervenire per salvare un altro. Solo Germania, Francia e Italia hanno più del 15% dei voti che equivale ad un veto di fatto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;* Al settore privato non sarà chiesto d'intervenire in caso di ristrutturazione del debito di uno stato come è avvenuto con la Grecia. Clausole standard per l'azione collettiva saranno incluse nei prossimi regolamenti in modo che il settore privato sia trattato alla pari del settore pubblico. Questa clausola ha lo scopo di incoraggiare gl' investitori a cominciare prestare denaro agli stati in difficoltà. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di fatto da ieri la mappa della UE viene ridisegnata, poichè il Regno Unito ha rifiutato di partecipare alla fase successiva al trattato di Maastricht che aveva fondato la moneta comune. Dopo un vertice, quasi non stop, di due giorni del 7 e 8 dicembre, 26 dei 27 capi di stato e primi ministri hanno deciso di forzare la marcia, con una disciplina di bilancio aggiornata ai diciassette paesi dell'euro ai quali si aggiungeranno gli altri 7 paesi che ancora non hanno l'euro come moneta. Le decisioni prese a Bruxelles per evitare il collasso dell'euro, lascia il mercato in aspettativa. Mai gli europei erano stati legati da una disciplina collettiva che prevede l'automaticità delle sanzioni. Un trattato intergovernativo dovrà bruciare i tempi entro tre mesi. La BCE ha dichiarato la sua soddisfazione, perchè l'operazione prevede momenti di blocco credibili per fermare il fuoco del debito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8416996919244216213?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8416996919244216213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/accordo-allue-ecco-i-5-punti-base.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8416996919244216213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8416996919244216213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/accordo-allue-ecco-i-5-punti-base.html' title='Accordo all&apos;UE: ecco i 5 punti base'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7014823049748008793</id><published>2011-12-06T10:14:00.002+01:00</published><updated>2011-12-06T10:19:35.529+01:00</updated><title type='text'>La UE deve fare un salto di qualità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I mercati azionari hanno reagito favorevolmente agli impegni presi dal Cancelliere Merker e dal presidente francese Sarkozy circa i nuovi interventi che possano costituire importanti passi in avanti nella soluzione della crisi ed evitare estreme conseguenze sul fronte dell’euro e dei rating dei paesi della tripla A. Un importante impulso è stato offerto anche dall’azione congiunta delle principali Banche centrali mondiali a sostegno della liquidità, che ha permesso ai listini azionari di archiviare la migliore settimana in termini di performance degli ultimi anni. La cautela resta comunque d’obbligo, anche per il perdurare di una situazione di estrema incertezza nei mercati, misurata da spread sui titoli governativi a livelli elevati. L’attenzione è ora posta ai nuovi appuntamenti in calendario nella settimana, incentrati soprattutto sulla riunione dell’Eurogruppo, considerata lo spartiacque nell’evoluzione della crisi, a cui si aggiungono le decisioni della BCE in termini di tassi e di nuovi interventi quantitativi. Giovedì la BCE si riunisce a Francoforte. La Banca centrale, secondo le attese di mercato, dovrebbe annunciare non solo un taglio dei tassi d’interesse di 25pb all’1,0%, ma potrebbe addirittura introdurre nuove aste a lungo termine (2 o 3 anni) per finanziare le banche e favorire dunque la corretta trasmissione degli stimoli di politica monetaria. In occasione della conferenza stampa che seguirà la riunione della BCE, saranno probabilmente sollecitati al presidente Draghi nuovi chiarimenti in merito alla strategia di gestione e possibile evoluzione dell’SMP, il programma di acquisto di titoli di Stato condotto dalla BCE sul mercato. Il vero test sarà rimandato in ogni caso a dopo il fine settimana, considerato il fatto che l’8 e il 9 dicembre si riuniranno i Capi di Stato e di Governo europei per decidere quale strategia adottare per affrontare l’attuale crisi del debito, nella speranza di trovare un accordo su soluzioni auspicabilmente convincenti, soprattutto su una proposta comune di convergenza e unificazione fiscale a livello europeo per tutti i 27 paesi della UE.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7014823049748008793?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7014823049748008793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/la-ue-deve-fare-un-salto-di-qualita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7014823049748008793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7014823049748008793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/la-ue-deve-fare-un-salto-di-qualita.html' title='La UE deve fare un salto di qualità'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-6283510921614959843</id><published>2011-12-04T23:03:00.002+01:00</published><updated>2011-12-04T23:12:44.871+01:00</updated><title type='text'>Decreto "salva Italia"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le nuove misure di correzione fiscale presentate questa sera dal Primo Ministro italiano, Monti, sembrano convincere la maggioranza dei giornalisti presenti in sala alla conferenza stampa. Eguale eco si riscontra nei primi commenti a caldo della stampa estera pubblicati subito dopo la presentazione dei conti. Il decreto preparato dal Consiglio dei Ministri, riunitosi in seduta straordinaria, convocata alle 16.00 di oggi, dovrebbe consentire all'Italia di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Entrambi i piani di austerità adottati nel luglio e settembre di quest'anno, dal precedente governo, per un totale di 60 miliari di €, da soli non sono stati sufficienti infatti a raggiungere questo obiettivo mentre l'Italia rischia di entrare in recessione. Il piano anti-crisi con tagli e imposte draconiane hanno lo scopo di mettere l'Italia fuori dalla crisi del debito. Dopo tre ore di incontri, il governo, che è in vigore da meno di tre settimane, ha approvato un decreto contenente misure di aggiustamento fiscale, per circa 24 miliardi di euro, con una riforma delle pensioni, fortemente contestata dai sindacati. Le misure saranno presentate lunedì pomeriggio ad entrambi i rami del Parlamento che dovrebbero approvare tutto il decreto prima di Natale. Parlando ai cittadini italiani all'inizio di una conferenza stampa, il capo del governo italiano ha avvertito che la crisi attuale è "molto grave" e "potrebbe minare quanto è stato fatto per almeno quattro generazioni di italiani ". Mario Monti ha voluto mostrare se stesso come esempio. "Quando si chiedono sacrifici a tutti i cittadini, è mio dovere rinunciare al mio stipendio di presidente del Consiglio e Ministro degli dell'economia e delle finanze. Questo nuovo piano anti-crisi, per cui il Primo Ministro Monti ha voluto l'adozione di domenica, invece di lunedi è avvenuto a causa dell'urgenza della situazione da prendere in considerazione, comprende tagli alla spesa pubblica, un incremento della tassa sugl'immobili e una riforma delle pensioni. La questione più scottante per il governo era quella delle pensioni per la quale aveva promesso di adottare una riforma «incisiva». Il ministro degli Affari sociali, Elsa Fornero, nell'annunciare l'adozione di questa riforma, ha sottolineato che essa comporterà un aumento dell'età pensionabile e del numero di anni di contribuzione, fissato a 43 anni per gli uomini e 41 per le donne, a partire da gennaio 2012. La riforma prevederà che il calcolo della pensione sarà fatta sulla base della intera carriera e non sulla paga percepita. Le decisioni del governo hanno provocato una protesta immediata da parte dei sindacati, in particolare della CGIL, il più grande sindacato della sinistra, guidato da Susanna Camusso che ha già fatto notare che "40 anni di contributi era un numero magico, che si dovrebbe non toccare. "Le misure sono "socialmente insostenibile" e sono "un duro colpo per i pensionati", si è lamentata Susanna Camusso. Per Raffaele Bonanni, leader del sindacato moderato cattolico Cisl, il governo ha promesso che le misure combinano "disciplina, crescita ed equità", "ma non ha calcolato l'impatto sociale" del piano di austerità che convogliano sui pensionati il grosso dei sacrifici. La necessità di rassicurare i partner stranieri sulla Italia, fortemente indebitata e terza più grande economia della zona euro ha consigliato l'accelerazione di tutta la manovra. L'emergenza è il risultato della sfiducia dei mercati che hanno spinto i tassi d'indebitamento per l'Italia a livelli ritenuti insostenibili per il paese gravato di un enorme debito pari al 120% del suo PIL. L'Italia "non dovrà essere vista in Europa come una casa in crisi", ha dichiarato Monti nella conferenza stampa dopo la riunione di gabinetto, e che egli punta a volere "un Italia orgogliosa della quale non si potrà ridere più come è successo in passato. "In precedenza lo aveva anche detto il sindaco di Bari, Michele Emiliano , che "la situazione è grave in Italia e che è seguita anche da Washington, Pechino e Tokyo". La maggioranza della classe politica italiana è d'accordo sulla necessità di adottare nuove misure di austerità. "La scelta è per un piano molto austero ad evitare un domani il rischio fallimento", lo ha detto al canale televisivo Sky TG24 Angelino Alfano, capo del PDL, il partito di centro-destra dell'ex primo ministro Silvio Berlusconi, per sottolineare la necessità di sacrifici. Emma Marcegaglia, la presidente della Confindustria italiana, ha parlato anche di "una situazione molto grave" e di riforme "essenziali". Solo la Lega Nord, il partito di Umberto Bossi ha annunciato una opposizione frontale alle misure del governo. Per Bossi, la crisi della zona euro è "una sconfitta dell'Italia nella guerra economica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-6283510921614959843?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/6283510921614959843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/decreto-salva-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6283510921614959843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/6283510921614959843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/decreto-salva-italia.html' title='Decreto &quot;salva Italia&quot;'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4654503618713161013</id><published>2011-12-02T10:16:00.002+01:00</published><updated>2011-12-02T10:21:19.907+01:00</updated><title type='text'>L'Eurozona a un bivio, necessità di un Europa più forte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mario Draghi, il nuovo presidente della Banca centrale europea, ieri, in un discorso al Parlamento europeo ha fatto presente che è pronto a prendere nuove iniziative per affrontare la crisi del debito della zona euro, a causa dei rischi per l'economia che sono cresciuti e per le difficoltà del settore bancario. Evidenziando l'azione della BCE e di altre banche centrali che mercoledì sono intervenute sui mercati per fornire alle banche liquidità in dollari, Mario Draghi, dopo un mese dall'inizio della sua presidenza, ha dichiarato che la banca è impegnata a garantire che l'inflazione non superi l'obiettivo di poco inferiore al 2%. Draghi ha assicurato il Parlamento europeo che:"La politica monetaria della BCE è costantemente guidata dallo scopo di mantenere la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro nel medio termine - e questo vale per la stabilità dei prezzi in entrambe le direzioni". Draghi ha sottolineato che parlava della BCE in un periodo precedente alla riunione programmata per il primo giovedì del mese e che nulla di quanto aveva detto doveva essere interpretato in termini di future decisioni politiche. Nel suo discorso, i mercati hanno letto un avviso che la BCE punta a un secondo taglio del tasso d' interesse ufficiale nella prossima riunione di giovedì, anche se dovesse spingere l'euro verso una fascia più bassa di quotazione. In questo caso per le aspettative economiche di recessione non dovrebbe essere un grande rischio per un ulteriore aumento dell'inflazione. "Questi commenti non aprono la possibilità di un taglio dei tassi", ha detto Jeremy Stretch, responsabile della strategia valutaria a CIBC World Markets. "La prossima settimana avremo le previsioni degli esperti della BCE che ci daranno sicuramente un downgrade sostanziale delle previsioni di crescita e d'inflazione. Tutto ciò porterà ad aspettative di un taglio di tasso da parte della BCE e all'estensione di misure non-standard. I mercati ne uscirebbero molto frustrati se nulla dovesse accadere la prossima settimana ". Draghi ha anche fatto pressione sui governi dell'Eurozona ad adottare un "nuovo patto fiscale" - un accordo sulle regole di bilancio più strette che ha detto contribuirà a ripristinare la fiducia dei mercati finanziari nella valuta unica. "Credo che i prossimi giorni saranno molto importanti per dirci se facciamo progressi su questo", ha poi aggiunto, pressando i leader europei a raggiungere un accordo nel vertice cruciale del 9 dicembre. Ieri, 1° dicembre, il presidente francese Sarkozy, in un discorso a Tolone, ha riconosciuto la necessità che la presenza europea sia rafforzata nella legislazione dei paesi aderenti. Egli ha riconosciuto che la crisi è talmente profonda che se ne può uscire solo tutti assieme. Germania e Francia hanno promesso di elaborare proposte per una maggiore integrazione fiscale della zona euro da presentare nel summit del 9 dicembre, il giorno dopo ci sarà la riunione della BCE.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4654503618713161013?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4654503618713161013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leurozona-un-bivio-necessita-di-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4654503618713161013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4654503618713161013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/leurozona-un-bivio-necessita-di-un.html' title='L&apos;Eurozona a un bivio, necessità di un Europa più forte'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-5112067937798934764</id><published>2011-12-01T15:22:00.002+01:00</published><updated>2011-12-01T15:26:30.241+01:00</updated><title type='text'>La Grecia diminuisce i dipendenti statali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I primi 16.000 dipendenti statali greci lunedì sono entrati in cassa integrazione e fanno parte del piano del governo di diminuire di circa 35.000 unità i dipendenti pubblici nei prossimi mesi per ridurre i costi di amministrazione. Al primo gruppo di 10.000 dipendenti che devono andare in pensione nel 2013 sarà pagato il 60% del loro stipendio per un anno, al termine del quale il dipendente può essere riassunto, ma non avrà diritto ad alcun risarcimento se non troverà o se non accetterà il lavoro offerto. Altri 6.000 dipendenti, che in alcuni casi hanno superato l'età pensionabile, andranno direttamente in pensione. Dal 1° gennaio altri 12.000 dipendenti, ai quali mancheranno due anni per la fuoriuscita in pensionamento andranno in pre-pensionamento, questo avverrà per eliminazione delle loro funzioni o per la chiusura di 36 aziende e agenzie. I piani esecutivi saranno in funzione sino al 2015 e riguarderanno un totale di 300.000 dipendenti. Ad oggi, circa 170.000 posti di lavoro sono stati lasciati liberi grazie a prepensionamenti o mancati tour-over.Un gruppo di dipendenti dell'Aviazione Civile, ora toccati dal programma di cassa integrazione, hanno protestato contro la loro collocazione ed hanno occupato gli uffici di questa istituzione ad Atene. Inoltre, i giornalisti dell'agenzia di Stato ANA, della radio e della televisione pubblica hanno effettuato ieri 12 ore di sciopero per protestare contro la riduzione del personale a causa della prevista chiusura di un canale televisivo e contro i tagli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-5112067937798934764?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/5112067937798934764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/la-grecia-diminuisce-i-dipendenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/5112067937798934764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/5112067937798934764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/12/la-grecia-diminuisce-i-dipendenti.html' title='La Grecia diminuisce i dipendenti statali'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1732849894099448235</id><published>2011-11-30T17:03:00.003+01:00</published><updated>2011-11-30T17:07:32.641+01:00</updated><title type='text'>FMI, BCE e Banche centrali in soccorso dell'euro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mentre il braccio di forza tra la Germania e i paesi dell'Eurozona continua, la Merkel insiste sulla riapertura del Trattato di Lisbona per radicare nuove discipline e poteri intrusivi di controllo sui bilanci nazionali dei paesi dell'Eurozona. Piuttosto che concentrarsi sulla soluzione della crisi immediata, la priorità della Merkel è quella di creare un nuovo sistema durevole eliminando la possibilità di cadute recidive in una crisi come l'attuale. L'avvio di emissioni di eurobbligazioni e abilitazione alla BCE per intervenire, ha dichiarato Wolfgang Schäuble, ministro delle finanze tedesco, significa che "nessun paese europeo manterrebbe la propria tripla-A". "I tedeschi vogliono il cambiamento del trattato senza eurobbligazioni. Gli altri vogliono l'eurobbligazioni senza modifiche del trattato", ha detto il diplomatico. "Alla fine i tedeschi hanno il controllo della situazione". Nell'attesa che si trovi una via d'uscita i Ministri delle Finanze dell'Eurozona si sono rivolti al FMI per aumentare la potenza di fuoco del proprio fondo di salvataggio e prevenire il contagio della crisi del debito sovrano prima che la diffusione porti al crollo dell'euro e faccia precipitare l'economia globale in recessione. Un incontro di sei ore dei 17 ministri potrebbe portare il panico sui mercati finanziari dopo che non sono riusciti a far partire il cosiddetto "big bazooka" per illimitati acquisti della Banca centrale europea del debito sovrano dei paesi in difficoltà. Klaus Regling, amministratore delegato del fondo, EFSF, ha ammesso di non poter raggiungere una potenza di fuoco maggiore, in quanto gli stessi ministri hanno ammesso tacitamente che non si poteva raggiungere i promessi 1000 miliardi di €, tornando sulle decisioni contestate al vertice del G20 a Cannes per aumentare la potenza di prestito del FMI. Alcuni funzionari in precedenza avevano dichiarato che l'EFSF avrebbe potuto raggiungere circa 625 miliardi di € rispetto agli attuali € 250 miliardi.Il chiaro obiettivo è quello di ottenere che il Fondo monetario internazionale venga in soccorso dell'EFSF ha insistito, anche se secondo Regling c'era ancora molto interesse tra gli investitori esterni per la partecipazione al fondo. Fondi sovrani in Asia e gli hedge funds sono ancora interessati a investire in Europa, ma i ministri hanno approvato un piano per l'EFSF per garantire i primi 20-30% dei prestiti a paesi in difficoltà. Il salvataggio sarà suddiviso in diverse tranche su misura per ogni paese che ne farà richiesta ed offrirà diverse scadenze in modo da renderlo più attraente per gli investitori. Nel frattempo, per dare respiro alle borse europee, la BCE ha concordato assieme a Banca del Canada, Banca d'Inghilterra, Banca del Giappone, Federal Reserve americana e Banca Nazionale della Svizzera "azioni coordinate" per migliorare le rispettive capacità di assicurare liquidità al sistema finanziario. L'obiettivo è "attenuare le tensioni dei mercati e così mitigare le restrizioni sull'approvvigionamento di credito a imprese e famiglie". Tutto questo, spiega un comunicato diffuso dalla Bce punta a sostenere l'attività economica. La Fed Usa, di fatto, ha ampliato le linee di swap in dollari con le altre banche centrali e ridotti i costi degli swap di 100 punti base sopra il tasso Ois a 50 punti base. Le nuove condizioni saranno in vigore dal prossimo 5 dicembre all'1 febbraio 2013. Inoltre le banche centrali, ad eccezione della Fed, continueranno operazioni di finanziamento a tre mesi in dollari a favore dei rispettivi sistemi bancari. Invece Pechino ha tagliato di 50 punti base il coefficiente di riserve obbligatorie per le banche, facendo un passo indietro rispetto alle manovre di politica monetaria restrittiva adottate nel corso di quest'anno. Nel giro di qualche ora il Ftse Mib di Milano è balzato fino al +4%, Londra +2,86%, Francoforte +4,24%, Parigi +3,62%, Madrid +3,37%. Le notizie successive relative all'intervento concertato delle banche centrali migliorano ulteriormente le aspettative.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1732849894099448235?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1732849894099448235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/fmi-bce-e-banche-centrali-in-soccorso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1732849894099448235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1732849894099448235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/fmi-bce-e-banche-centrali-in-soccorso.html' title='FMI, BCE e Banche centrali in soccorso dell&apos;euro'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7972151041518291607</id><published>2011-11-30T12:01:00.002+01:00</published><updated>2011-11-30T12:11:44.722+01:00</updated><title type='text'>Giorni cruciali per l'Europa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Questi giorni vedono ancora come tema principale quello del futuro della crisi del debito, con un focus particolare sui prossimi passi dell’Italia. Se da un lato si moltiplicano i moniti e gli "downgrading" delle agenzie di rating per stati sovrani e banche, dall’altro emerge la possibilità di nuovi interventi da parte delle autorità internazionali a sostegno dei paesi più in difficoltà. Oggi dalle riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin potrebbe già arrivare il via libera per l’erogazione del prestito alla Grecia di 8 miliardi di €, il FMI è al lavoro per un piano d’aiuti per Roma del valore di 330 miliardi di euro, nel caso il costo del debito pubblico dovesse raggiungere livelli insostenibili. Dai funzionari del Fondo giungono solo "no comments" in merito, i tecnici sarebbero al lavoro su un pacchetto che garantirebbe all’Italia un prestito a un tasso compreso tra il 4 e il 5%, che permetterebbe al Tesoro italiano di non ricorrere al finanziamento sui mercati per i prossimi 18 mesi. Nel frattempo i leader europei continuano a lavorare su un nuovo progetto che promuova un maggior grado di unificazione fiscale tra i paesi dell’Unione Europea, introducendo un nuovo sistema di governo dell'economia e ridefinendo il ruolo del fondo salva-stati che comunque sarebbe incrementato dal 1 gennaio 2012. Oggi imercati sono incerti, con l'apertura delle Borse europee in lieve calo, nonostante l'ottimismo di Asia e Pacifico, ed il recupero, piuttosto cauto, verso metà giornata. Gli occhi degli investitori sono puntati su Bruxelles, dove l'Ecofin affronta le diverse questioni relative alla crisi del debito sovrano: dal caso Italia, con l'esame delle misure predisposte dal governo Monti, al nodo del fondo salva-Stati (Efsf) e degli eurobond, su cui pesano i "niet" della Germania.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7972151041518291607?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7972151041518291607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/giorni-cruciali-per-leuropa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7972151041518291607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7972151041518291607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/giorni-cruciali-per-leuropa.html' title='Giorni cruciali per l&apos;Europa'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1067717960604100306</id><published>2011-11-29T10:23:00.002+01:00</published><updated>2011-11-29T10:31:11.641+01:00</updated><title type='text'>Dove va la Gran Bretagna</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Durante le performance negative della borsa nella scorsa settimana, è d'obbligo valutare la situazione anche su di uno dei paesi economicamente più importante dell’Europa che però di europeo ha ben poco. Da sempre divisa, anche geograficamente dal Continente, il Regno Unito era un paradiso di crescita e prosperità fino a pochi anni fa. Ma ora la situazione è radicalmente cambiata con dati sulla produzione manifatturiera ai minimi, disoccupazione soprattutto giovanile ai massimi e tassi di crescita del Pil in calo. Gli economisti di Capital Economics hanno capito, visti anche i pessimi risultati dell’export e il calo del settore manifatturiero dell'1%, che la recessione è ormai reale e che la crescita del 2012, molto probabilmente inizierà con uno zero seguito da una virgola. Londra sta pagando un prezzo molto salato alla crisi dell’eurozona, un mondo con il quale ha rapporti di import export per il 50% del totale degli scambi. Se a questo si somma la volontà di annullare il deficit primario in una sola legislatura, con le conseguenze che si ripercuoteranno sul sociale, il quadro è completo. A questo però si contrappone e stona la Tripla A della quale il Regno Unito può vantarsi di fronte al mondo, un blasone che non sembra essere in pericolo dato che le agenzie di rating, nonostante i dati macro deludenti, continuano a valutare solido il debito inglese e non meritevole nemmeno di un avviso di pericolo. Decisione delle agenzie che sembra avallata anche dal piano di risanamento appena varato da Cameron e da Osborne che prevede tagli e aggiustamenti dei conti pubblici per risanare un debito crescente. Ciò che è certo è che la situazione è critica e che anche la Gran Bretagna rischia di essere risucchiata dalla crisi europea. Il primo ministro britannico David Cameron è arrabbiato perchè i fans interni e gli alleati in Europa a causa del debito della zona euro in crisi vede diminuire la sua influenza nel proteggere gli interessi britannici. I consigli di Cameron per la zona euro volti alle controparti per intensificare gli sforzi per calmare i mercati rimangono inascoltati e servono solo a sottolineare la sua mancanza di peso contro le 17 nazioni che condividono la moneta unica. La Gran Bretagna si sente isolata in seno all'UE, in effetti ha un governo euro-scettico da lungo tempo, ma per puro realismo non vogliono che l'euro fallisca o che l'Unione europea giunga al collasso.La Gran Bretagna è rimasta in disparte nei primi anni d'integrazione europea nel 1950, e il presidente francese Charles de Gaulle ha posto il veto per l'entrata del Regno Unito un decennio più tardi. Il posto della Gran Bretagna in Europa ha diviso i Tories negli anni 1980 e 1990 e ha contribuito a portare alla caduta del primo ministro Margaret Thatcher nel 1990. Come i suoi successori John Major e poi Cameron sono rimasti intrappolati nel dover affrontare Bruxelles senza stravolgere un partito tradizionalmente ostile verso l'UE. Avere una propria valuta può aver aiutato per qualche tempo la Gran Bretagna a salvarsi dalle tempeste finanziarie. I rendimenti dei titoli della Germania, a 10 anni la scorsa settimana sono stati al di sopra del Regno Unito per la prima volta dal marzo 2009. Moody ha detto ieri la "rapida escalation" della crisi minaccia tutti i rating sovrani della regione dell'euro. Ora, con possibili modifiche ai trattati europei all'ordine del giorno del vertice del 9 dicembre a Bruxelles, Cameron è sotto crescente pressione per ottenere concessioni, dopo che più di un quarto dei parlamentari conservatori l'hanno sfidato, il mese scorso a indire un referendum sulla partecipazione britannica dell'UE. Il pericolo è che se Cameron chiede troppo in cambio di modifiche ai trattati europei, si corre il rischio che la Germania sosterrà un piano francese di creare istituzioni separate e nuove regole per le 17 nazione dell'Eurozona, approfondendo l'isolamento della Gran Bretagna. "I paesi europei rappresentano il 50% del nostro commercio e gran parte dei nostri investimenti verso l'interno, lasciare l'UE non è nel nostro interesse nazionale", ha detto Cameron in un discorso a Londra il 14 novembre. "Fuori, finiremmo come la Norvegia, fatte salve tutte le regole per il mercato unico fatto a Bruxelles, ma incapace di riformare tali norme". La spaccatura crescente tra Cameron e il suo partner in Europa è sottolineata dalla sua opposizione alla imposizione di una tassa a livello europeo sulle transazioni finanziarie. Il premier sostiene che l'80% del denaro raccolto proviene dalla Gran Bretagna: "Sono a volte tentato di chiedere ai francesi se vorrebbero una tassa sul formaggio", ha detto ai legislatori il 7 novembre. Cameron ha anche contraddetto la Germania esprimendo il desiderio che tutte le istituzioni che utilizzano l'euro sostengano la moneta unica, un modo diplomatico di chiedere a Berlino di ammorbidire la sua resistenza alla Banca centrale europea in modo d'intensificare lo sforzo per una lotta più efficace contro la crisi. Altre aree di tensione includono la controversa attuazione delle regole bancarie di Basilea III e una sfida legale alla BCE sulla sua posizione politica per le stanze di compensazione. Cameron ha detto che dal 28 ottobre, Londra, come principale centro finanziario d'Europa, si trova sotto attacco costante da Bruxelles. "La Francia e la Germania si sono improvvisamente svegliate e si sono rese conto che devono stare insieme, che essi devono muoversi per cambiare la costituzione e assicurarsi che siano rispettati dai mercati", ha detto Moisi. "La Gran Bretagna sta cercando nuove alleanze, ma non sanno a chi rivolgersi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1067717960604100306?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1067717960604100306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/dove-va-la-gran-bretagna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1067717960604100306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1067717960604100306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/dove-va-la-gran-bretagna.html' title='Dove va la Gran Bretagna'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1757778340764714594</id><published>2011-11-28T18:41:00.002+01:00</published><updated>2011-11-28T18:53:30.492+01:00</updated><title type='text'>Borse europee in rialzo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Poco dopo le ore 17 di oggi, il FTSE di Milano viaggiava intorno ad un + 4,60%; il CAC 40 di Parigi a +5,02%; la Borsa di Londra era salita oltre il 3%. Wall Street ha aperto nettamente superiore a lunedì, sostenuta da voci circa nuove iniziative per arginare la crisi del debito in Europa: il Dow Jones al +2,33% e il Nasdaq +3,27%. In giro per il mondo ci sono un sacco di voci. Berlino sarebbe disposta a permettere alla Banca centrale europea di giocare un ruolo maggiore per frenare la crisi in cambio di promesse di moderazione fiscale. Secondo Renaud Murail, responsabile del patrimonio netto alla Barclays Borsa: "Una cosa è certa, la Germania è ormai colpita dalla crisi ed è quindi maggiormente disponibile ad ammorbidire la sua linea, e c'è attesa per anticipi forti nel corso della riunione dell'Eurogruppo di domani martedì prima dell'ultimo vertice dell'anno del 9 dicembre. Queste speranze appaiono come un'ancora di salvezza prima che la situazione nella zona euro volga al peggio. Il costo del mercato del credito appare sempre più ingestibile in Italia: a Roma per emettere lunedì 567 milioni di euro di obbligazioni in scadenza nel 2023, sono stati chiesti tassi astronomici pari al 7,3% contro il 4,6% dell'ultima operazione simile. L'urgenza è ancor più palpabile perchè l'area dell'euro sembra essere entrata in "lieve recessione", secondo l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). La sua economia si prevede quasi stagnante nel 2012 a causa della crisi del debito e, se ci fosse un altro evento "importante negativo" potrebbe avere conseguenze "devastanti" per tutti i paesi ricchi, ha avvertito le Nazioni Unite, che ha anche chiamato la Banca centrale europea (BCE) ad agire in fretta. Per questo oggi, nella speranza che finalmente riescono ad agguantare il rimbalzo, le Borse occidentali, sostenute dalla speranza che i leader politici europei escogitino finalmente soluzioni capaci di mitigare gli effetti della crisi del debito e dai buoni dati sulle vendite Usa nel Black Friday, si sono lanciate verso il rialzo. A Piazza Affari il rally di UniCredit e Intesa è andato oltre il 5%. Sul mercato dei titoli di Stato, scende a 480 punti lo spread Btp-Bund. Il rendimento dei decennali giù al 7,14%, mentre ha frenato al 7,3% quello dei biennali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1757778340764714594?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1757778340764714594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/borse-europee-in-rialzo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1757778340764714594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1757778340764714594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/borse-europee-in-rialzo.html' title='Borse europee in rialzo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7918652421418434558</id><published>2011-11-28T10:44:00.002+01:00</published><updated>2011-11-28T10:51:57.663+01:00</updated><title type='text'>La crisi economica spegne le luci di Natale in Gran Bretagna</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A corto di liquidità, le autorità locali stanno riducendo le decorazioni festive, anche se attirano i clienti. I comuni di tutto il Regno Unito sono alle prese con un grande dilemma che riguarda se staccare o non la spina alle luminarie tradizionali di Natale e le decorazioni in strada. Ma il taglio dei costi è visto come un ulteriore colpo alle imprese che contano sugli acquisti di Natale per riuscire a far quadrare i conti dopo un anno difficile per i commercianti. Con i tagli di bilancio e le pressioni crescenti sui servizi, molti comuni non hanno i soldi per mantenere le luci accese. Anche coloro che non annulleranno le luci dell'albero e babbi Natale vari, stanno pensando di ridurre le manifestazioni e le accensioni, sostituendo la solita stella o le varie striscie luminose a cavallo delle strade con visite delle autorità comunali ai bambini delle scuole locali. Un sondaggio fatto dai giornali, in questo weekend, ha riscontrato che il 38% dei villaggi dell'Inghilterra sarà quest'anno senza decorazioni natalizie a causa dei costi. Robert Oxley dell'Alleanza contribuenti, che sostiene la politica dei tagli, ha dichiarato che "Non si tratta di essere avari, ma di essere sensibili ai budget. Così si possono ottenere anche centomila sterline di risparmio sulle accensioni, denaro dei contribuenti, magari tagliando meno i servizi essenziali. In tempi dove il risparmio deve essere trovato, sembra sensato non sprecare una fortuna per luminarie. "Tutti vogliono godersi il Natale e le luci nei centri urbani che spesso fanno parte dei festeggiamenti, ma questo non significa che i contribuenti devono poi trovarsi la palla al piede di milioni di sterline da pagare per le bollette solo per le decorazioni."A Chichester, West Sussex, le aziende non forniranno le 15.000 £ richieste, quale contributo alle accensione, dal consiglio comunale, lasciando la città senza le luci di Natale. Una colletta tra i rivenditori a Newquay, in Cornovaglia non riesce ad incassare molto, ma si stanno organizzando con dei volontari per aiutare le loro celebrazioni natalizie. "Il nostro corteo è veramente importante per la città", ha dichiarato, Andrew Curtis, impiegato del comune di Newquay . "Arrivano tante persone ogni anno." Ma purtroppo dai commercianti, non si ottiene molto nel clima attuale. Cheltenham ha anche annullato l'accensione per salvare 33.000 £, la cifra costata alla città lo scorso anno. Ma nelle grandi città che attirano clienti da lontano, i consigli sono consapevoli di poter perdere fatturato rispetto ai centri urbani concorrenti. Nel 2009 il consiglio comunale di Birmingham ha visto una folla di 20.000 persone quando le pop JLS stelle sono state prenotate per accendere le luci. Quest'anno il giornale locale ha ricevuto molti reclami per il cambio parata con una corsa di tacchini. Le imprese locali e i commercianti temono che gli acquirenti saranno attratti da Liverpool e Manchester dove le stelle di X Factor e Girls Aloud appariranno. Pat Karney,assessore del comune di Manchester, ha dichiarato alla BBC: "Crediamo che nel clima finanziario attuale è più importante che mai attrarre i clienti e visitatori nel nostro centro città". Il suo comune aveva speso £ 50.000 sull'evento e decine di migliaia di visitatori erano arrivati per vedere Joe McElderry, vincitore di X Factor, premere il pulsante che accendeva il centro città. Un portavoce del consiglio comunale di Birmingham ha difeso il suo cambiamento di line-up: "Noi non crediamo che sia low-key. Noi crediamo che siamo in una fase diversa. Stiamo spingendo molto verso il vero significato del Natale e e i suoi elementi tradizionali. E' un modo per avere un contatto più diretto con le famiglie. "L'Associazione Nazionale dei Consigli locali ha insistito sui comuni che sono tentati di trovare a tutti i costi, i soldi per le luminarie di Natale. "Sappiamo che molte amministrazioni locali stanno cercando di continuare l'illuminazione di Natale per le loro comunità in quanto apporta benefici sociali ed economici per la zona", ha detto un portavoce. A Brighton, insieme con la ricerca e il montaggio nelle vie dello shopping di lampade a basso consumo energetico si sta approntando un nuovo piano per aiutare i rivenditori ad affrontare la crisi economica nel periodo di Natale. Un progetto chiamato "Vestito per il successo" è un know-how per addobbare le vetrine a festa dei negozianti. Brighton and Hove City Council hanno investito £ 7.000 nel sistema per aiutare un numero insolitamente alto di negozi indipendenti della città che mancano di una catena o della forza finanziaria a loro sostegno. "A differenza delle catene di negozi, gl'indipendenti non hanno l'appoggio di grandi organizzazioni con tanti soldi e competenze", ha dichiarato il consigliere Amy Kennedy.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7918652421418434558?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7918652421418434558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-crisi-economica-spegne-le-luci-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7918652421418434558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7918652421418434558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-crisi-economica-spegne-le-luci-di.html' title='La crisi economica spegne le luci di Natale in Gran Bretagna'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1420801998398798063</id><published>2011-11-27T22:49:00.002+01:00</published><updated>2011-11-27T22:52:19.622+01:00</updated><title type='text'>Euro stabilità con un pò di fantasia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'assenza di una soluzione radicale fa peggiorare ogni giorno di più la crisi della zona euro. Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel che sarà pubblicato lunedì, l'effetto leva sperato dall'aumento della capacità del Fondo di soccorso dell'area dell'euro (EFSF) sarà inferiore al previsto, nonostante le attese del capo del Fondo Klaus Regling che si aspettava di ottenere una triplicazione delle risorse assegnategli. Secondo il giornale, che non cita le fonti, l'effetto leva originariamente previsto in un aumento di quattro volte o cinque volte la dotazione del fondo che doveva raccogliere 1.000 miliardi di €, non ci sarà. La ragione: secondo sempre il quotidiano tedesco Spiegel, la rinuncia di alcuni partecipanti, soprattutto di paesi asiatici, che avevano espresso la volontà di partecipare, ma che in questi mesi hanno ritirato la loro disponibilità, perchè accusano il Fondo di non gestire bene le proprie risorse. Il Fondo europeo di stabilità finanziaria era stato creato nella primavera del 2010, con le garanzie degli Stati membri con facoltà di prestare fino a 440 miliardi di euro ai paesi in crisi di liquidità. Secondo le informazioni pubblicate, oggi domenica 27 novembre, dal quotidiano tedesco Welt am Sonntag, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy stanno prendendo in considerazione l'implementazione di un nuovo patto di stabilità sia pure limitato a pochi paesi della zona euro, Italia compresa. Secondo il quotidiano, che si basa su fonti governative, i due leader vogliono implementare rapidamente un nuovo accordo esclusivo tra Francia, Germania e alcuni paesi sul modello dell'accordo di Schengen sulla circolazione delle persone che attualmente comprende 10 dei 27 paesi aderenti all' UE. Parigi e Berlino presenteranno proposte in tal senso durante la prossima settimana e comunque prima del vertice UE del 9 dicembre e vogliono che Roma si unisca all'accordo fin dall'inizio, riferiscono le fonti. Il patto di stabilità impegna gli attuali 17 paesi della zona euro a limitare il deficit di bilancio al 3% del PIL e il debito al 60% del PIL.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1420801998398798063?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1420801998398798063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/euro-stabilita-con-un-po-di-fantasia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1420801998398798063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1420801998398798063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/euro-stabilita-con-un-po-di-fantasia.html' title='Euro stabilità con un pò di fantasia'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7519428298090129417</id><published>2011-11-26T15:50:00.002+01:00</published><updated>2011-11-26T15:56:44.347+01:00</updated><title type='text'>Titoli di stato italiani e fibrillazioni in Borsa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Orecchie e nervi tesi in Borsa in attesa di conoscere le prime mosse del governo su come deciderà di affrontare la crisi di mercato finanziario. Una parte della stampa estera, soprattutto quella statunitense punta ad aumentare le fibrillazioni sui mercati di tutto il mondo, in modo da portare a casa almeno due obbiettivi. Il primo: alimentare al massimo i guadagni della speculazione, dollaro contro euro, montante in queste settimane. Il secondo costringere la Germania ad allentare i cordoni della borsa e privarsi di una parte dei guadagni che l'attuale posizione di rendita le consente. Ieri i BTP italiani hanno registrato una giornata con movimenti relativamente modesti, ma con gli spread dei BTp pericolosamente vicini ad una rendita dell'8%. Al momento lo scarto tra i benchmark decennali di Italia e Germania è sostanzialmente stabile tra un range di 490 e 510 punti base. Il rischio Italia si attesta sulla soglia del 7,40 /7,70% su tutte le scadenze che vanno dai 2 ai 30 anni. Il risultato è che la curva italiana ha assunto una forma sostanzialmente piatta, con una lievissima inversione nel tratto 3-10 anni. La vera novità invece arriva dai contatti in essere tra BCE e FMI. I Paesi Nordici dell'area euro, capitanati dalla Germania, chiedono apertamente un ruolo più forte per l'istituzione di Bretton Woods. Christine Lagarde, il direttore generale del Fmi che sta facendo la spola fra Washington, le capitali europee e quelle dei Paesi 'Brics' chiamati a rafforzare le tasche del Fondo, lo dice da tempo: se chiamati, siamo pronti. Dopo il vertice di giovedì a Strasburgo, la posizione tedesca, di fatto, ha mandato in stand-by il progetto, auspicato da molti, degli eurobond, e per quello di una Bce prestatrice di ultima istanza agli Stati. Il Fmi ha una dotazione di circa 440 miliardi di dollari che andrebbe rafforzata se dovesse spegnere un incendio anche in Paesi di dimensioni maggiori. A questo punto potrebbe entrare in gioco la Bce che, secondo indiscrezioni circolate sul Wall Street Journal giorni fa, potrebbe prestare fondi all'istituzione di Washington, in qualche modo aggirando il divieto dei trattati a finanziare gli Stati. Secondo una fonte interpellata dall'ANSA ci sono aperti più scenari: "Se chiamato, il Fondo è disponibile", e per quanto riguarda la Bce "ci sono diverse possibilità". La stessa fonte spiega che il Fondo ha preparato "diversi piani di contingenza". E ricorda che, di fronte all'aggravarsi della crisi europea, il Fondo tre giorni fa ha annunciato una revisione dei suoi meccanismi di prestito, con più flessibilità, e una particolare attenzione per i Paesi con "fondamentali solidi" finiti in difficoltà, per "rompere la catena del contagio". Quest'ultima postilla sembra riguardare in modo particolare l'Italia, la Francia, l'Olanda e la Spagna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7519428298090129417?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7519428298090129417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/titoli-di-stato-italiani-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7519428298090129417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7519428298090129417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/titoli-di-stato-italiani-e.html' title='Titoli di stato italiani e fibrillazioni in Borsa'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4331398967554131380</id><published>2011-11-25T10:50:00.002+01:00</published><updated>2011-11-25T10:58:43.931+01:00</updated><title type='text'>Il debito sovrano dei paesi UE dopo Strasburgo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Dopo il nulla di fatto del mini-vertice di Strasburgo, anche gli stati più forti della Unione Europea rischiano di essere attaccati. Già qualche avvertimento si era avuto con il flop della vendita dei Bund tedeschi, ma è il costo del finanziamento del mercato è poco sopportabile nel tempo prima di considerare una serie di fallimenti in paesi come la Spagna o l'Italia. A Strasburgo il cancelliere tedesco Angela Merkel, il capo dello Stato francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro italiano Mario Monti, hanno dato il via ad una nuova serie d' intensi negoziati. Una data importante sarà il Consiglio europeo del 9 dicembre, che può essere preceduto da un nuovo incontro il giorno prima. Nel frattempo, i negoziati dovrebbero acquistare velocità, ma in questa fase, non si vede davvero la via d'uscita a causa delle differenze tra gli Stati, soprattutto tra la Francia e la Germania. Per esempio, la Francia sta discutendo per un intervento massiccio da parte della BCE per l'acquisto di titoli di stato, scelta rifiutata con forza da parte della Germania. Le differenze non sono meno profonde sulla creazione di obbligazioni europee, anche se lo strumento è, in ogni caso, un progetto a lungo termine.Già dal mese di maggio 2010 la BCE sta acquistando titoli per sostenere la Grecia, Portogallo e Irlanda, in primo luogo, poi a partire dall'estate del 2011 per Italia e Spagna, ma in proporzioni che sono limitate. L'idea avanzata dalla Francia, tra gli altri, è quella di amplificare notevolmente il campo di azione della BCE per allinearla alla U. S. Federal Reserve statunitense. Nel confronto, la BCE ha acquistato circa 200 miliardi di euro di debito degli Stati UE in difficoltà, mentre la Fed detiene più di sei volte il volume rispetto al debito Usa. La Germania si oppone all'estensione di tali acquisti visto che i trattati vietano alla BCE di stampare euro per sostenere gli Stati membri della zona euro. È vero, ma nel frattempo la BCE ha già dimostrato di saper dare una risposta pragmatica alla crisi in corso. La chiave è quella di sapere se può continuare ad agire in questo modo senza frustrazioni per l'incapacità dei leader europei di approntare altri strumenti per la gestione della crisi. Il rafforzamento del fondo di salvataggio europeo di stabilità finanziaria EFSF annunciato, si sta rivelando estremamente laborioso e in questa fase non può fermare il contagio della crisi della zona euro. Per ora, la Germania si fa forte su quanto è stato concordato al summit del 26 ottobre, vale a dire il rafforzamento del fondo di salvataggio. Ma questo è molto complicato, è la maggior parte degli Stati dell'Eurozona e gli esperti ritengono che questo annuncio non è più sufficiente per evitare che la crisi diventi galoppante. Il cancelliere tedesco è costretto a imporre una riforma del trattato al fine di porre una pietra miliare sulla disciplina di bilancio, idea che sta molto a cuore alla Germania. Ma questo requisito, ancora una volta richiede tempo per rivedere il testo, e non può, a breve giro intervenire sull'emergenza. Inoltre in questo momento il sistema bancario si sente particolarmente minacciato a causa della caduta delle azioni bancarie. Una caratteristica unica della crisi profonda partita quest'estate è proprio come le banche hanno incominciato a soffrire per i problemi di indebitamento degli Stati. Contagio dovuto al fatto che alcune istituzioni sono in possesso di grandi quantità di debito dei paesi in difficoltà, siano essi titoli greci o italiani, per le banche francesi, per esempio. Di conseguenza, la fiducia, nella solidità delle banche, si è incominciato ad indebolire sul mercato interbancario e il finanziamento stesso è stato appesantito da questo cambiamento. Ora, le banche sono in realtà in prima linea nella crisi, da qui la recente decisione di tentare di ripristinare un minimo di fiducia, ricapitalizzando le sessanta più importanti istituzioni europee. Un'altra prospettiva per un intervento " bazouka" potrebbe venire da una soluzione concordata tra il FMI e la BCE, che non avrebbe bisogno di passaggi parlamentari nella UE. Già La BCE nei giorni scorsi ha prospettato d'intervenire a favore delle banche con prestiti della durata di 2 o 3 anni, rispetto ad 1 anno attualmente previsto. Un ulteriore ribasso del tasso di riferimento BCE ai primi di dicembre ed un lasso di tempo del finanziamento alle banche molto più lungo, potrebbero dare alla politica economica europea il tempo per decidere quale strada intraprendere.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4331398967554131380?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4331398967554131380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-debito-sovrano-dei-paesi-ue-dopo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4331398967554131380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4331398967554131380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-debito-sovrano-dei-paesi-ue-dopo.html' title='Il debito sovrano dei paesi UE dopo Strasburgo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1024081253539744401</id><published>2011-11-24T17:33:00.002+01:00</published><updated>2011-11-24T17:38:56.323+01:00</updated><title type='text'>Poche novità a Strasburgo dal mini-vertice Merkel-Monti-Sarkozy</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'incontro odierno a Strasburgo per un mini-vertice, tra Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e Mario Monti è servito solo ad evidenziare le differenze di visione della Francia rispetto alla Germania, mentre il Primo Ministro italiano si è limitato a ribadire gl'impegni precedentemente assunti dall'Italia e la ferma convinzione che essi saranno rispettati e in qualche modo rafforzati ed accellerati. Se, uno degli obiettivi di questo incontro era quello di mostrare la determinazione delle tre maggiori economie dell'area dell'euro ad affrontare le attuali difficoltà, sembra che questo obiettivo non sia stato raggiunto visto che i mercati non hanno gradito lo slittamento dei tempi di attuazione degli stessi. Infatti è stato chiarito che: i tre partners "pienamente consapevoli della gravità della situazione" concorderanno i rimedi. A tal fine, "la Francia e la Germania nei prossimi giorni presenteranno le proposte comuni per modificare i trattati dell'Unione europea." Però tali proposte sono ancora in discussione e saranno rese note prima del 9 dicembre. Esse dovrebbero garantire la moneta unica, perché, come ha sottolineato a sua volta, Angela Merkel, l'Europa ha bisogno di un "euro forte e stabile" per essere "rispettati", ma non porterà a ridefinire il rapporto con la BCE. C'è un "accordo reciproco per dimostrare la nostra fiducia nella BCE e ai suoi leader", ha riassunto il presidente francese. Un modo per ricordare la necessità mantenere l'indipendenza della Banca centrale europea. Se i capi di Stato francese e tedesco si sono rifiutati di fornire dettagli, per contro Angela Merkel ha suggerito la necessità di muoversi "verso una unione fiscale". Durante l’incontro con Sarkozy e Merkel il premier italiano ha confermato l’obiettivo di perseguire con rigore il risanamento dei conti e il pareggio di bilancio nel 2013.«L’Italia è sempre stata un motore dell’integrazione europea e intende esserlo anche in questa fase così difficile», ha sostenuto il premier. «Ho illustrato il programma in corso di costruzione», ha osservato il presidente del Consiglio. «Il consolidamento della finanza pubblica» deve essere portato a termine «in modo rigoroso» e «entro termini serrati, confermando il pareggio di bilancio entro il 2013 e in modo sostenibile», ha aggiunto il Professore Monti. L'incontro aveva anche l'obiettivo di dimostrare che Parigi e Berlino hanno dato la loro fiducia al nuovo governo italiano. "Abbiamo discusso tutte le questioni riguardanti l'Italia e l'Europa", ha detto Nicolas Sarkozy. Mario Monti ha avuto l'opportunità di presentare il programma del governo italiano e siamo lieti che abbia insistito sul fatto che Roma ha inserito una priorità "il rispetto totale del risanamento dei conti pubblici" per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Le discussioni fra i tre continueranno nelle prossime settimane, a Roma dove sono stati invitati da Mario Monti. Dopo il mini-vertice, l'euro è sceso bruscamente contro dollaro quando è apparso chiaro che la Merkel, Sarkozy e Monti non hanno accettato di fornire alla BCE il via libera per acquistare più titoli di stato. Da $ 1,338 contro dollaro, all'inizio della conferenza stampa, la moneta unica è scesa a un minimo di 1,332 dollari. Anche i mercati azionari, dopo la conferenza stampa stanno perdendo terreno, con il FTSE 100 che ora conserva appena 8 punti di margine rispetto all'apertura (da un + 30 di guadagno in precedenza).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1024081253539744401?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1024081253539744401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/poche-novita-strasburgo-dal-mini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1024081253539744401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1024081253539744401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/poche-novita-strasburgo-dal-mini.html' title='Poche novità a Strasburgo dal mini-vertice Merkel-Monti-Sarkozy'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-4012078371140033202</id><published>2011-11-23T10:54:00.002+01:00</published><updated>2011-11-23T11:03:30.451+01:00</updated><title type='text'>La crisi europea mette in difficoltà l'economia della Cina</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Secondo la Banca Mondiale, l'economia cinese affronta i rischi crescenti di una crisi del debito sovrano europeo con il timore che potrebbe generare un rallentamento di tutto l'apparato economico cinese e un atterraggio morbido anche in presenza di un allentamento della politica monetaria. La Banca Mondiale, in una nota economica di aggiornamento semestrale sull'Asia orientale e Pacifico, ha rivisto le previsioni di crescita per il 2011 della Cina, e si attende una crescita più lenta a partire dal prossimo anno. L'istituto di credito ha anche tagliato le previsioni di crescita per lo sviluppo dell'intera aria asiatica a causa della debole domanda di esportazioni proveniente dai paesi sviluppati e, in modo particolare, anche dalla Thailandia a causa delle inondazioni che hanno colpito l'industria manifatturiera di quel paese. Bert Hofman, economista capo della Banca Mondiale per l'Asia orientale e il Pacifico, ha dichiarato che: "A conti fatti, crediamo che mentre ci sono problemi in Cina, la gestione di questi e l'ordine di grandezza sono gestiti in modo che non portino necessariamente ad un forte rallentamento, come alcuni hanno previsto".La Cina crescerà del 9,1% quest'anno, sempre secondo la Banca Mondiale, un pò di più rispetto alle precedenti previsioni che a marzo erano del 9,0%. Nel 2012, la crescita rallenterà all'8,4%. La Cina, secondo Hofman, potrà continuare a crescere con tassi del 9-10% all'anno per il prossimo futuro, sulla base dell'esperienza di altri paesi che hanno un reddito di circa 4.000 € per abitante, che è poco più del reddito pro-capite degli abitanti della Cina. Quest'anno, il loro livello di crescita è minore rispetto lo scorso anno, a causa dell'indebolimento della domanda esterna che ha fatto calare investimenti ed esportazioni. La stretta monetaria ha anche rallentato gl'investimenti di quest'anno, ma ora c'è più spazio per normalizzare la politica visto il calo dell'inflazione. Il vice premier cinese Wang Qishan, durante il weekend, ha dichiarato che a lungo termine la recessione globale è certa e la Cina dovrebbe concentrarsi sulla soluzione dei problemi della sua economia. Politiche volte ad arginare gli aumenti dei prezzi dei terreni potrebbe mettere in difficoltà alcuni governi locali, che hanno contratto pesanti prestiti sotto la pressione di una politica espansiva. E' improbabile la riduzione della leva finanziaria, perchè al contrario del mercato immobiliare americano, le famiglie cinesi tendono ad anticipare più soldi nell'acquisto di case per cui i mutui sono più piccoli. Infatti un recente studio della Banca Mondiale effettuato con il Fondo Monetario Internazionale, ha anche mostrato che il sistema bancario cinese è in grado di sopportare tassi di cambio più elevati e shock di tassi d'interesse in salita. Escludendo la Cina, lo sviluppo dell' Asia orientale quest'anno sarà del 4,7%, molto più basso rispetto alla precedente previsione del 5,3%, per un rallentamento dei paesi sviluppati e politica monetaria più restrittiva. Secondo il rapporto,gli investitori, spostando soldi dai paesi asiatici potrebbero portare a più volatilità nei mercati obbligazionari di tutto il mondo, ma questo potrebbe aiutare alcuni paesi che stanno cercando di contenere i prezzi degli asset debitori. Secondo la Banca Mondiale, l'enorme liquidità circolante in quei paraggi potrebbe aiutare le finanze pubbliche di molti paesi asiatici qualora li utilizzassero concentrandoli su investimenti a lungo termine per migliorare l'istruzione, la sicurezza sociale e la produttività del lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-4012078371140033202?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/4012078371140033202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-crisi-europea-mette-in-difficolta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4012078371140033202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/4012078371140033202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-crisi-europea-mette-in-difficolta.html' title='La crisi europea mette in difficoltà l&apos;economia della Cina'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-163405440627909670</id><published>2011-11-22T17:52:00.002+01:00</published><updated>2011-11-22T18:08:55.799+01:00</updated><title type='text'>L'Ungheria in crisi di contagio chiede aiuto al FMI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'Ungheria è il primo paese dell'Europa orientale a cadere sotto il contagio da stress di debito dell'Eurozona. Dopo aver allontanto in modo brusco gl'ispettori del FMI lo scorso anno è tornata con molta umiltà a chiedere aiuto al Fondo monetario internazionale. Un Fiorino sempre più debole e rendimenti obbligazionari in aumento hanno costretto Fidesz, al governo del paese, a mettere da parte l'orgoglio e chiedere un credito precauzionale sia al Fondo monetario internazionale che all' Europa, di circa 4 miliardi di €. La probabilità crescente che il debito dell'Ungheria venga prossimamente declassato, perchè in due anni i rendimenti dei titoli di stato sono schizzati dal 5,5% al 7,5%, hanno accelerato la richiesta di nuovi fondi. Neil Shearing di Capital Economics ha dichiarato: "L'Ungheria è un segnale di avvertimento, perchè, nella regione, è il paese dove i rischi sono più acuti, quindi è il paese da dove possono iniziare i problemi con il timore che questi poi si diffondano all'Ucraina e all'intera area dei Balcani. L'Est Europa ha un enorme fabbisogno di finanziamento esterni per il sistema bancario. Essi non saranno in grado di assorbire i debiti se c'è un congelamento del credito nell'Europa occidentale". Shearing ha aggiunto che, a suo parere, l'Ungheria dovrà raccogliere, il prossimo anno, finanziamenti esterni pari al 18% del PIL. I prestiti necessari per la Croazia sono pari al 14%, e al 13% per la Bulgaria. L'Europa dell'Est è dipendente dalle banche dell'Eurozona e dalle loro controllate per circa l'80% del suo sistema bancario. Secondo uno studio della Deutsche Bank la regione è vulnerabile ad una crisi del credito con gruppi bancari stranieri che hanno bisogno di capitali per 2000 miliardi di € entro 18 mesi, per soddisfare le richieste dell'Unione europea per portare il core tier 1 delle banche al 9% del capitale. I Regolatori occidentali hanno già cominciato a suggerire alle banche di tagliare i prestiti all'estero per scongiurare una stretta in casa. La Banca centrale austriaca ha ordinato a Erste Bank, Raiffeisen Austria e Unicredit di limitare i prestiti in Europa orientale a quanto può arrivare dai depositi locali, forse una mossa di Vienna per salvaguardare il rating AAA proprio in mezzo alla tempesta economica e monetaria. L'esposizione dell'Austria verso l'Europa orientale è vicina ai 240 miliardi di €, o al 70% del PIL. Le loro controllate hanno in bilancio il 40% dei prestiti alla Croazia, il 30% e il 25% rispettivamente alla Romania e alla Ungheria. La società Fitch Ratings ha avvertito lunedì che le banche europee dell'Est devono fare un passo indietro se s'intensificherà la crisi del debito dell'Eurozona. "Lo stress potrebbe diffondersi dall'Eurozona centrale a quella orientale delle banche in Europa. Sebbene le filiali delle banche dell'area euro sarebbero in grado di sostenere una certa riduzione dei finanziamenti dalle case madri, esse potrebbero essere costrette a tagliare la concessione di crediti e ridurre ulteriormente i propri bilanci, con un impatto negativo sulla crescita del PIL ", ha detto. Lars Christensen di Danske Bank ha dichiarato che gli Stati Balcani sono in prima linea come finanziatori del debito greco ed è arrivato il momento di chiudere i rubinetti. "La Bulgaria deve affrontare una stretta significativa perché le banche greche e italiane hanno in bilancio il 60% dei loro mutui", ha detto. La storia in Ungheria è complicata da un governo accusato di violare i principi dell'Unione europea su tutta la linea, dalla confisca delle pensioni private ad abusi fiscali e giudiziari e ai bavagli imposti alla libertà di stampa."Non stanno seguendo lo stato di diritto", ha detto Christensen. "Questa ultima mossa di tornare al FMI è in odore di disperazione. Hanno compiutoto un voltafaccia". Non è chiaro come il Fondo monetario internazionale risponderà, dato che i leader ungheresi hanno votato contro le richieste di cambiamenti di politica estera della UE. "Non si può ricorrere al FMI solo quando si ha bisogno mentre poi sulle sue politiche non si è mai d'accordo " ha dichiarato Peter Attard Montalto di Nomura. La dura realtà può dettare gli eventi. Il debito pubblico è vicino 80% del PIL, l'economia ha una crescita vicino allo zero e il 7% o 8% di oneri finanziari. L'Ungheria deve rimborsare 5,9 miliardi € di prestiti all' UE-FMI, a partire dall'inizio del prossimo anno, essa ha bisogno di finanziamenti esterni per il 2012 sino al 34% del PIL, comprese le necessità delle banche. Quasi due terzi dei mutui e indebitamento delle famiglie sono nel super-forte franco svizzero, creando un disallineamento letale con la valuta che può far crollare il Fiorino. La banca centrale potrebbe dover alzare i tassi per sostenere la moneta, anche se la recessione minaccia l'economia ungherese. Purtroppo oggi l'Ungheria si trova nella classica morsa del debito estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-163405440627909670?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/163405440627909670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/lungheria-in-crisi-di-contagio-chiede.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/163405440627909670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/163405440627909670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/lungheria-in-crisi-di-contagio-chiede.html' title='L&apos;Ungheria in crisi di contagio chiede aiuto al FMI'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-5984861109347619520</id><published>2011-11-22T10:41:00.002+01:00</published><updated>2011-11-22T10:51:41.184+01:00</updated><title type='text'>L'Unione Europea pronta per il grande balzo in avanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I politici dell'UE cercano con forza di salvare l'euro, ed incominciano ad emergere i piani per dare una stretta all'Unione, ampliando i poteri regolamentari di Bruxelles. Mentre il cielo di Eurolandia si oscura, almeno a Bruxelles sembra stia migliorando. Ad una recente riunione per discutere della crisi che minaccia l'euro, un ex membro del Parlamento Europeo ha osservato acidamente: «Bisognava dare quest'anno il Premio Carlo Magno, per i servizi all' unità europea, ai mercati obbligazionari che hanno fatto di più per la causa". L'umorismo nero era un modo di affermare una limpida verità: nella capitale de facto della Unione Europea, il corso per evitare la morte della moneta unica europea sta assorbendo le menti degli esperti con un impegno senza precedenti. Mentre i governi in tutto il sud Europa fibrillano sotto la pressione di dover ripagare i propri debiti a tassi d' interesse sempre più alti, anche per quelle economie che in passato erano ritenute "rispettabili" come la Francia e l'Olanda e che oggi risentono il vento gelido del controllo del mercato, i custodi del futuro dell'Europa hanno tardivamente fatto sentire la loro voce. La settimana scorsa il solito austero e pragmatico cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha annunciato che l'UE deve affrontare ora forse il periodo più difficile dopo la seconda guerra mondiale. Se l'euro fallisce, fallisce l'Europa, vogliamo evitarlo e sta a noi impedirlo. Per questo stiamo lavorando, perché è un grande progetto storico". Poiché la posta in gioco è salire sempre più in alto, gli inglesi sono sempre più visti come un fastidio e persino come irrilevanti. Venerdì scorso David Cameron si è precipitato nel Vecchio Continente, per incontrarsi con i tre giocatori chiave di questo psicodramma monetario: Angela Merkel, leader del solo paese che con il suo peso economico può mettere ordine nel caos che c'è fuori della Germania, José Manuel Barroso, il presidente portoghese della Commissione europea che ha il compito di dare a Bruxelles un piano per la salvezza, e Herman Van Rompuy, il presidente, fino a questo momento invisibile, del consiglio europeo dei ministri, l'organismo intergovernativo che dovrebbe adottare tale piano. Cameron sperava di ottenere la promessa che Londra non sarebbe stata bersaglio di una futura tassa sulle transazioni finanziarie e l'impegno che i paesi come la Gran Bretagna, che sono al di fuori della zona euro, avrebbero mantenuto la loro influenza nei tempi turbolenti che ci aspettano. Il primo ministro ha scoperto che, come il sogno europeo d'integrazione attraverso l'unione monetaria vacilla sull'orlo della catastrofe, le preoccupazioni britanniche non sono in cima all'agenda di nessuno. La decisione del Regno Unito di non partecipare direttamente ai fondi di salvataggio per la Grecia e il Portogallo non è stata ben digerita, le esortazioni successive da Downing Street per mettere ordine nel il caos dell'euro, sono stati accolte con esasperazione. Quindi, il Regno Unito non sarà niente di più che uno spettatore di come la zona euro affronterà, nel contesto di crisi, una nuova era. Dopo un tumultuoso tardo autunno, Bruxelles, Parigi e Berlino sono d'accordo che le riforme radicali sono inevitabili. Novembre 2011 sarà ricordato come il mese in cui l'Italia è quasi andata sotto la soglia di sicurezza nei mercati obbligazionari che miravano proprio al debito sovrano, quando il governo greco è arrivato pericolosamente vicino ad uscire completamente dall'euro, e quando la Francia, per cinque decenni all'avanguardia dell'integrazione europea, ha visto la propria credibilità economica essere messa in discussione. La controffensiva è un rischioso percorso di marcia verso una forma di unione economica e politica, ma è probabile che sia la profondità che la vastità del cambiamento sia per la sinistra che per la destra politica, saranno profondamente problematiche. I Funzionari di Bruxelles eserciteranno poteri senza precedenti d'intervento rispetto ai bilanci nazionali, sulle politiche fiscali e sul mercato del lavoro. L'esame potrà estendersi anche alle scuole di un paese, alle università e ai tribunali. Il dissenso espresso attraverso un referendum, elezioni o discussioni nei parlamenti nazionali, avranno solo un impatto limitato. La direzione di marcia non è negoziabile. Per "Europa" - l'idea, piuttosto che l'entità geografica - è ora o mai più. Le parole d'ordine nei corridoi del palazzo Berlaymont della Commissione a Bruxelles sono "disciplina, sorveglianza ed esecuzione". I paesi che non riescono a seguire l'austerità descritta da Berlino e Bruxelles rischiano di essere sottoposti a dure sanzioni - forse multe dello 0,2% allo 0,5% del PIL, e il ritiro di trasferimenti di ricchezza dalle regioni più ricche dell'Unione europea a quelli più povere. Le multe saranno integrate da invadenti "supervisioni". La settimana scorsa Barroso ha detto al parlamento europeo di Strasburgo che quei paesi che non lotteranno per abbassare i livelli eccessivi di debito saranno inoltre oggetto d'intervento da Bruxelles in "settori precedentemente riservati ai governi nazionali o ai parlamenti". Così, dopo tutte le mezze misure, soluzioni parziali e mesi di "calci al barattolo lungo la strada", l'itinerario eurobond, e tutto ciò che ne deriva, sarà l'unico modo stringente per salvare l'euro. Secondo Verhofstadt, "O facciamo questo o è la fine della moneta unica".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-5984861109347619520?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/5984861109347619520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/lunione-europea-pronta-per-il-grande.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/5984861109347619520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/5984861109347619520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/lunione-europea-pronta-per-il-grande.html' title='L&apos;Unione Europea pronta per il grande balzo in avanti'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1947436091572510903</id><published>2011-11-21T11:22:00.002+01:00</published><updated>2011-11-21T11:29:05.372+01:00</updated><title type='text'>Il futuro della sterlina è nell'euro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Incominciano ad essere in buona compagnia gli analisti che, nel Regno Unito, prevedono che la determinazione di Francia e Germania, a cui in settimana si potrebbero unire Italia e Spagna garantiranno il futuro dell'euro e spianeranno la strada alla Gran Bretagna per l'adesione alla moneta unica. Mr. Heseltine,ex vice primo ministro e ora dirigente del fondo regionale di crescita del governo inglese, ha dichiarato in occasione della Mostra Politica BBC1 di domenica: "Penso che entrerà a far parte dell'euro, il pubblico non ha idea a quale catastrofe andrebbe incontro l'economia britannica se l'euro fallisse. I Britannici non hanno idea della quantità di denaro che le banche britanniche devono alle banche europee. Se le banche europee dovessero iniziare a fallire anche le banche del Regno Unito ne subirebbero le conseguenze. Già oggi, nel Regno Unito, la disoccupazione negli ultimi tre mesi è salita al tasso più veloce degli ultimi 17 anni. Il numero dei giovani disoccupati è salito ad oltre un milione, aumentando i timori di una generazione che potrebbe andare dalla scuola direttamente in disoccupazione di lunga durata, senza mai aver visto un lavoro. "L'accusa di generazione perduta è molto pericolosa per noi", ha dichiarato uno stratega del governo. Lo scorso anno, il cancelliere aveva previsto una crescita del 2,6% nel 2011, in crescita al 2,9% nel 2012. La sua previsione per quest'anno è già stata distrutta. Per quanto riguarda il 2012, la Banca d'Inghilterra ha già ridotto la sua proiezione di crescita ad appena l'1%. Dal momento che Threadneedle Street tende a peccare per eccesso di ottimismo potrebbe rivelarsi ancora peggiore. Mervyn King, governatore della Bank of England, in una recente intervista ha espresso una sua riflessione: " Chissà cosa succederà domani, e tanto meno cosa succederà il mese prossimo". La grande scommessa che George Osborne ha fatto quando ha dato alla riduzione del disavanzo il primato su ogni obbiettivo perchè la Gran Bretagna s'incamminasse su un percorso favorevole in cui l'espansione del settore privato avrebbe compensato la stretta sul settore pubblico e la ripresa della crescita vigorosa avrebbe aiutato a mandare giù il debito, sembra perduta. Questo circolo virtuoso non si è materializzato. Il cancelliere si ritrova a presiedere un ciclo di feedback negativo, di crescita debole, di deboli entrate fiscali, di aumento della disoccupazione e di richieste in aumento del benessere, il che rende ogni giorno più plausibile che incontrerà nel fututo solo disavanzi. Vi è stata una conquista indiscussa del suo cancellierato sino ad oggi. Egli ha assicurato la tolleranza di mercato in ordine alla grandezza dei debiti della Gran Bretagna. Il programma di austerità che aveva annunciato all'inizio della vita della coalizione ha vinto la credibilità dei finanziatori internazionali con il risultato che sono stati preparati per consentire alla Gran Bretagna di prendere i prestiti a tassi d'interesse non molto superiori a quelli chiesti alla Germania. La Gran Bretagna è finora sfuggita alle convulsioni terribili che hanno sequestrato la Grecia, che hanno attacato l'Italia e la Spagna, e oggi minacciano la Francia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1947436091572510903?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1947436091572510903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-futuro-della-sterlina-e-nelleuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1947436091572510903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1947436091572510903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-futuro-della-sterlina-e-nelleuro.html' title='Il futuro della sterlina è nell&apos;euro'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1524118789969110320</id><published>2011-11-20T22:48:00.002+01:00</published><updated>2011-11-20T22:54:52.028+01:00</updated><title type='text'>I cinesi ricchi hanno dei dubbi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Banca nazionale di Cina, in uno studio pubblicato all'inizio di novembre chiamato "Relazione Hurun", ha pubblicato un elenco dei cinesi più ricchi di Pechino. I ricercatori hanno esaminato 980 milionari, tutti a capo di un patrimonio di oltre 10 milioni di yuan, l'equivalente di 1,1 milioni di €. Più della metà di loro hanno detto che stavano prendendo in considerazione l'emigrazione (46%), o che avevano fatto o stavano per farlo (14%). Naturalmente non è vietato pensare che se la Banca di Cina avesse realizzato la stessa indagine in Francia, avrebbe potuto scoprire che alcuni milionari francesi, desideravano emigrare in Svizzera, in Belgio o nel Principato di Monaco, per ragioni che possono essere facilmente indovinate. Invece i motivi dei cinesi ricchi sono diversi. Non è un problema di tasse, ma è l'inadeguatezza della qualità della vita e le aspettative sociali generati dai loro fondi a non soddisfarli. I frutti di un tasso di crescita del PIL, ancora abbastanza elevato nel 2011, al 9% possono essere soddisfacenti, ma i figli dei ricchi respirano la stessa aria inquinata dei figli dei poveri, e i milioni guadagnati dai genitori ricchi non possono cambiare nulla. La politica del figlio unico si applica anche ai ricchi, e le esenzioni che potrebbero godere semplicemente pagando multe sono diventate più difficili da ottenere. Altri fattori che influenzano i milionari intervistati, sono la rigidità del sistema scolastico, il sistema sanitario inadeguato e l'assenza di un forte quadro giuridico. Un professore della Università di Tsinghua, Jiming Cai, invitato da un quotidiano economico cinese a commentare questa indagine, ha confermato un trend già evidenziato qualche mese fa, ha sottolineato che uno degli elementi devastanti è l'insicurezza del quadro legale."Abbiamo appena enunciato l'idea che la proprietà privata è sacra e inviolabile, ma negli ultimi anni abbiamo assistito all'esproprio illegale di terre, demolizioni brutali di case e di altri fenomeni che mostrano che questi principi non sono rispettati". Questi principi, una volta bruciati dalla legge, fanno parte di quello che normalmente viene chiamato lo stato di diritto. Non c'è, in Cina, uno stato di diritto degno di questo nome, e questo disturba i milionari. Quindi, si pensa di allocare le proprie ricchezze all'estero e in ordine di preferenza, negli Stati Uniti, in Canada, a Singapore e in Europa, dove hanno acquistato immobili e pensano di poter mandare i propri figli all'università. Senza tuttavia rompere completamente i ponti con il loro paese: un piede dentro, un piede fuori. In questo modo si spiega che, nonostante tutti i suoi sforzi per un "soft power", lo stato cinese non gode di grande simpatia né all'interno né all'estero. L'apertura di centinaia di Istituti Confucio in tutto il mondo non ha cambiato l'immagine del Paese ed i milionari hanno fornito la risposta. Un miliardario di Hong Kong, che investe grandi capitali in Cina, Ronnie Chan, presidente dell' impero immobiliare Hang Lung Properties, ha scritto un articolo molto interessante nel Financial Times del 15 novembre. Egli ha spiegato che l'Occidente è minacciato di essere lasciato libero di esercitare di fatto un controllo del Pacifico. La Cina, si dice, è ancora "troppo restrittiva", ma va nella giusta direzione. Per i due giganti, "la questione non è se ci deve essere libertà, ma quanta libertà ". Il problema è che, così come non si può rimanere a metà di una di gravidanza, è difficile essere libero a metà. E fino a che le metà aperte non avranno compiuto il loro ciclo, i milionari cinesi continueranno a mantenere i piedi in due realtà. E gli Stati Uniti a immaginarsi il potenziale dell'area del Pacifico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1524118789969110320?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1524118789969110320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/i-cinesi-ricchi-hanno-dei-dubbi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1524118789969110320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1524118789969110320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/i-cinesi-ricchi-hanno-dei-dubbi.html' title='I cinesi ricchi hanno dei dubbi'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-9029981140303675905</id><published>2011-11-20T00:01:00.002+01:00</published><updated>2011-11-20T00:07:08.293+01:00</updated><title type='text'>Il collasso dell'euro minaccia di default l'Italia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Molto interessante in questi giorni è una full-immersion nella stampa europea sulla vicenda della crisi finanziaria e lo spread che minaccia il sonno degli italiani. Appurato che non era il primo ministro Berlusconi ad affossare i BTP italiani s'incomincia a cercare altrove. Alcuni commentatori stranieri partendo dal fatto che i mercati, in via di principio, non sono contro l'Italia, si cerca di capire perchè se i mercati hanno ragione e non si sono sbagliati, siamo arrivati a questo punto. L'Italia non è mai stata inadempiente a livello mondiale nei pagamenti degli interessi del proprio debito. Neanche negli anni 92/94, pur in presenza di un debito alto ha onorato sempre i suoi impegni, senza chiedere aiuto ai fondi mondiali, ma ha fatto solo ricorso ai mercati finanziari, pagando il dovuto. Pertanto, la situazione non è quella di un rischio di un collasso italiano che minaccia l'euro bensì è il rischio di collasso dell'euro che sta minacciando l'Italia con un default. Alcuni pensano che il rischio vero sia la minaccia del ritiro tedesco. Infatti i Tedeschi di domani potrebbero ritirarsi se i tedeschi di oggi che hanno accettato la responsabilità di assumersi i debiti di migliaia di miliardi di euro d'Italia, Spagna e Portogallo, non fossero in grado di gestire la crisi, dato che la maggior parte di questi debiti sono stati accumulati prima ancora che nascesse l'euro. Per questo, in primo luogo, si dovrebbe rimuovere la minaccia che la messa in comune del debito non deve essere imposta ai tedeschi. In particolare, dovremmo abbandonare tutti gli schemi che oggi sono sul mercato. La BCE non dovrebbe effettuare acquisti di massa di debito italiano, spagnolo etc... Bisognerebbe abolire le proposte di leva o di estensione dell'EFSF per migliaia di miliardi. Il debito pooling è la minaccia per l'euro, non il mezzo di salvezza. Questo sarebbe sufficiente? Forse no. Potremmo anche aver bisogno di meccanismi per rendere l'euro una valuta più sostenibile, per compensare l' "one-size-fits-all" e i problemi di avere una moneta unica, senza avere un unico stato. Questo significa azioni per stimolare la crescita in un momento di scarso dinamismo delle stati dell'Eurozona - in particolare in Italia, Spagna e Portogallo. Forse bisognerebbe ricorrere agli schemi simili che stimolano la bassa crescita in altri grandi stati, quali i trasferimenti tra le parti più ricche e meno ricche del Regno Unito o della Germania. Ci sono sempre stati i fondi strutturali all'interno dell'UE per questo scopo. Tutto ciò che serve è quello di avere fondi strutturali solo per la zona euro. Lo sforzo non è proibitivo. Le risorse dei fondi strutturali e di coesione spendono circa € 57 miliardi all'anno. Circa 9 miliardi di € in più aumenterebbe il PIL italiano e portoghese dello 0,5%. Aggiungendo un altro 0,5% alla loro crescita potrebbe essere sufficienti per consentire a questi paesi di contenere e ridurre i loro debiti. Naturalmente, questi 9 miliardi di € dovrebbero probabilmente essere estesi agli anni successivi. Quindi, la differenza dei punti di vista su ciò che minaccia il default italiano - è che il collasso dell'euro minaccia l'Italia di default, non è il default italiano che fa rischiare all'euro il collasso. Se questo fosse vero allora la ricetta politica sarebbe esattamente opposta alla difesa standard di debito pooling. Trattandosi di una distinzione di sostanza e di contenuto, e poichè diventa sempre più difficile far ingoiare ai popoli europei discipline di comportamento austero, forse ha ragione il cancelliere tedesco che pensa ad un Fondo monetario europeo che a pari del FMI abbia possibilità d'intervento sugli stati che non rispettano le regole.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-9029981140303675905?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/9029981140303675905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-collasso-delleuro-minaccia-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/9029981140303675905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/9029981140303675905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-collasso-delleuro-minaccia-di.html' title='Il collasso dell&apos;euro minaccia di default l&apos;Italia'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2855717480619507280</id><published>2011-11-18T09:59:00.001+01:00</published><updated>2011-11-18T10:02:06.906+01:00</updated><title type='text'>Il taglio del debito della Grecia non faciliterà i conti nel breve termine</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Gli investitori possono decidere di accettare il 50% o meno del dovuto, ma ad un tasso di interesse molto più alto. I negoziatori dell'Institute of International Finance, un consorzio di detentori di obbligazioni greche, hanno accettato di scambiare i loro attuali crediti con nuovi titoli al 50% del loro valore attuale, anche se la cifra finale deve ancora essere contrattata In cambio, essi intendono chiedere che il tasso di interesse futuro per i nuovi titoli sia di circa l'8% all'anno. Ciò significa che gli obbligazionisti riceveranno quasi la stessa quantità d'interessi che percepiscono attualmente. In altre parole, il costo per il governo greco per onorare il debito enorme non potrà scendere di molto, se non del tutto. Il rapporto debito-PIL scenderà perchè ci sarà meno debito da rimborsare, ma la parte della spesa pubblica ingoiata con il pagamento degli interessi sulle obbligazioni resterà la stessa. Sarà come cambiare un mutuo da 200.000 € al 5% annuo con un mutuo di 100.000 € al 10% all'anno. Si pagherà meno, ma l'importo mensile che lo stato greco metterà al servizio del prestito rimane lo stesso, in questo modo le casse statali non sentiranno subito il beneficio. I rappresentanti dei creditori internazionali della Grecia riprendono oggi la loro missione ad Atene. Gli appuntamenti di Pauel Tomsen (FMI), Matthias Mors (UE) e di Claus Mazuch (BCE) con il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos e i funzionari della Ragioneria Generale dello Stato, sono già stati fissati, secondo quanto scrivono i giornali, è possibile un incontro con il nuovo premier, Lucas Papademos. Lo scopo è quello di concludere le trattative con il governo ellenico e dare il via libera alla concessione della sesta tranche da 8 miliardi di euro, ultima parte del primo pacchetto di aiuti concessi al Paese, per salvare la sua economia dalla bancarotta. Ma anche aprire la strada per le trattative riguardo al nuovo pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro deciso dai partner europei durante il vertice del 26 ottobre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2855717480619507280?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2855717480619507280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-taglio-del-debito-della-grecia-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2855717480619507280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2855717480619507280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-taglio-del-debito-della-grecia-non.html' title='Il taglio del debito della Grecia non faciliterà i conti nel breve termine'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8680779979918423973</id><published>2011-11-17T17:26:00.002+01:00</published><updated>2011-11-17T17:35:17.006+01:00</updated><title type='text'>Il debito pubblico USA ha superato i 15.000 miliardi di dollari</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il debito dello Stato federale americano ha superato i 15.000 miliardi di dollari martedì, secondo i dati pubblicati ieri dal Dipartimento del Tesoro, con la costernazione di molti repubblicani che scaricano sull'amministrazione Obama la piena responsabilità dell'andamento del debito. Il traguardo dei 15.000 è stato raggiunto martedì alla fine del conteggio giornaliero del Tesoro, per un incremento pari a 55,8 miliardi in più rispetto al giorno precedente, secondo i dati forniti mercoledì dal Dipartimento del Tesoro. Si può seguire l'evoluzione del debito in tempo reale visitando il sito UsaDebtClock. Ciò corrisponde al 99% del PIL USA secondo i dati forniti dalla Casa Bianca. Questi dati hanno provocato molte reazioni tra i deputati repubblicani che hanno espresso forti critiche sull'operato di Barack Obama. "Questo traguardo segna un giorno nefasto nella storia americana, i leader devono veramente affrontare il problema", ha detto a Twitter Paul Ryan, presidente del comitato del consiglio sul bilancio. L'ultra-conservatore candidato alle presidenziali USA 2012, Michele Bachmann, ha dichiarato ieri che gli Stati Uniti sono paragonabili a una nave che si avvia verso le cascate del Niagara. "Ciò che è cambiato è la velocità del debito" ha aggiunto, rilevando che quando è entrato al Congresso come rappresentante nel gennaio 2007, il debito degli Stati Uniti era a circa 9000 miliardi di $. Rick Perry, candidato alla nomination repubblicana per le elezioni presidenziali del novembre 2012, ha denunciato "è la politica socialista di Obama che sta rovinando il paese". Il governatore del Texas ha detto su Twitter che "è ora di riformare Washington". L'America deve affrontare un impensabile percorso: il nostro debito supera i 15.000 miliardi di dollari, ha tuonato Reince Priebus, presidente del Partito Nazionale Repubblicano. Il senatore Mitch McConnell ha dichiarato: "Abbiamo un debito che pesa sulla nostra economia tanto da renderci molto simili alla Grecia ".La Commissione mista del Congresso per ridurre il deficit di bilancio ha dichiarato che la corsa verso un più alto deficit di bilancio si fermerà non appena si raggiungerà un accordo per definire i risparmi di bilancio di almeno 1200 miliardi cumulativi in dieci anni. In mancanza di accordo entro il 23 novembre, la legge prevede un'attuazione automatica dal 2013 di tagli alla spesa pubblica per un totale di 1.200 miliardi di dollari in dieci anni, equamente suddivisi tra spese per la difesa e il resto. Il debito pubblico americano aveva raggiunto i 10.000 miliardi di dollari nel settembre 2008. Da allora, gli USA hanno accumulato in media 1000 miliardi di debito addizionale ogni sette mesi e mezzo. Nel suo ultimo monitoraggio fiscale, rilasciato nel mese di settembre, il Fondo Monetario Internazionale stima che il debito pubblico degli Stati Uniti dovrebbe raggiungere il 100% del PIL entro la fine dell'anno, il 105% nel 2012, e continuerà a crescere fino al 115% nel 2016.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8680779979918423973?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8680779979918423973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-debito-pubblico-usa-ha-superato-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8680779979918423973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8680779979918423973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-debito-pubblico-usa-ha-superato-i.html' title='Il debito pubblico USA ha superato i 15.000 miliardi di dollari'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1915775098743922845</id><published>2011-11-17T15:57:00.002+01:00</published><updated>2011-11-17T16:17:22.268+01:00</updated><title type='text'>4.000 miliardi di € sono i soldi nascosti nei paradisi fiscali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Secondo Gabriele Zucman, ricercatore presso la Scuola di economia di Parigi: "E' pari a circa 4.000 miliardi di euro, il tesoro nascosto nei paradisi fiscali di tutto il mondo, cioè circa l'8% delle attività finanziarie delle famiglie. Lo scienziato ha studiato la "ricchezza mancante nelle varie nazioni", e garantisce i risultati nel suo sito. Secondo la sua analisi, il denaro non dorme mai e riesce a fuggire all'occhio del fisco dei vari paesi, così alimenta il sistema finanziario, compresi i fondi di investimento. "Non c'è da stupirsi, dice, perchè investire in un fondo, che a sua volta investe in titoli statunitensi, nelle scorte di vario genere in Brasile, ecc., che può accumulare più contanti su un conto corrente magari in Svizzera, per esempio, che è gestito da un terzo che porta nel mondo la ricchezza ormai priva di nazionalità. Il denaro nascosto nel segreto bancario dei vari paradisi fiscali provengono principalmente da paesi europei e del Golfo. Ma gli europei, soprattutto i paesi ricchi, rimangono esperti mondiali in evasione fiscale "in quanto possiedono la maggioranza delle attività in gestione del più grande paradiso fiscale, la Svizzera", dice l'economista. Secondo Zucman, l'evasione fiscale più semplice è fatto da un bonifico bancario ordinario, lontano dalle valigie immaginarie, piena di contanti trasportati nel bagagliaio di una autovettura. Se la creazione di una società di comodo per evitare le tasse è una condizione necessaria se non indispensabile, gli altri si accontentano di aspettare il pagamento dei loro stipendi. "Molti dei dipendenti del settore finanziario di Londra, ora ricevono i loro salari direttamente in un conto in Jersey. Spesso, inoltre, come dipendenti di aziende multinazionali ricevono il loro stipendio su un conto a Cipro, per esempio, "ha detto il ricercatore. La ragione è che queste aziende realizzano gran parte dei loro profitti nei paradisi fiscali". Bastava pensarci. L'ironia della sorte sta nel fatto che Gabriel Zucman ha lavorato con dati completamente pubblici, raccolte dal FMI. Eppure, nonostante i tentativi del G20, i paradisi fiscali vanno a gonfie vele. Proprio perché gli Stati Uniti e l'Unione Europea non si coordinano. Inoltre un' eventuale applicazione della cosiddeta Robin tax ( la tassa sulle transazioni finanziarie) è sgradita non solo agli USA, ma anche a paesi facenti parte della UE come la Gran Bretagna. Per quest'ultima c'è il timore "ufficiale" che possa perdere di peso la borsa londinese, ma indubbiamente anche una contabilizzazione delle operazioni di scambio di capitali, potrebbe incidere sulla privacy delle operazione a favore delle conoscenze dei vari stati, e da quì il timore di una migliore incidenza delle tassazioni. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1915775098743922845?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1915775098743922845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/4000-miliardi-di-sono-i-soldi-nascosti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1915775098743922845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1915775098743922845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/4000-miliardi-di-sono-i-soldi-nascosti.html' title='4.000 miliardi di € sono i soldi nascosti nei paradisi fiscali'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-7026620840681476937</id><published>2011-11-16T19:16:00.002+01:00</published><updated>2011-11-16T19:23:24.380+01:00</updated><title type='text'>I furbetti d'Europa e del mondo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Angela Merkel e David Cameron si riuniranno venerdì per affrontare la crisi dell'eurozona e le tensioni tra Germania e Gran Bretagna su come gestirla. Il leader parlamentare della Unione Cristiano-Democratica, ha dichiarato: "La Gran Bretagna ha la responsabilità di frenare l'Europa verso un successo". Volker Kauder, in occasione della conferenza CDU a Lipsia, ha dichiarato: "Posso capire che i britannici non vogliono che le operazioni fiscali, quando generano quasi il 30% del loro PIL nella gestione finanziaria sul mercato di Londra siano tassate a favore della EU. Gli inglesi hanno una difficoltà ad andare contro i propri interessi e per questo si rifiutano di contribuire al successo del progetto Europa. L'imposta sulle operazioni compravendita di azioni e scambi - altrimenti nota come Tobin tax o Robin Hood tax - è stata sostenuta dai Francesi, dagli Italiani ed oggi anche dai Tedeschi. Ma la Gran Bretagna ha intenzione di resistere alla sua attuazione qualora questa tassa non sia accettata dagli Stati Uniti e delle altre principali economie. Alla domanda sulle osservazioni Kauder, il portavoce del primo ministro ha dichiarato: "Chiaramente ci sarà un dibattito sull'Europa e la forma che l'Europa nelle prossimi settimane, mesi o anni dovrà assumere, è indubbio che la crisi significa che dobbiamo concentrarci sull'economia. I paesi dovranno avere piani credibili per affrontare i loro debiti e il loro deficit senza dimenticare i problemi strutturali dei paesi europei." Nelle osservazioni che faranno ulteriormente infiammare gli euroscettici Tory, Kauder ha anche sostenuto che l'Europa ormai abbraccia le soluzioni della crisi puntando su una più dura disciplina fiscale per i paesi indebitati. "Ora tutto ad un tratto, l'Europa è di lingua tedesca", ha detto. "Non come un linguaggio, ma nella sua accettazione degli strumenti per i quali Angela Merkel ha combattuto così duramente, e con successo alla fine."La crisi nella zona euro sta spingendo la Germania a redigere piani possibilmente di vasta portata per il cambiamento dei trattati dell'UE che potrebbero costringere Cameron a chiedere concessioni in cambio. Questo processo potrebbe a sua volta, far aumentare le tensioni fra conservatori e liberal-democratici in Europa. Nel suo discorso annuale di politica estera durante un banchetto a Londra lunedì, Cameron ha detto che la crisi ha fornito l'occasione all'UE di ripensare il suo scopo, le sue regole e di rimodellarsi come una unione più libera. Martedì il vice primo ministro, Nick Clegg, ha esortato i leader europei a non scomparire in una "stanza senza finestre" per discutere i cambiamenti istituzionali. L'idea che si possa semplicemente salire sull' Eurostar, andare a Bruxelles e tornare con una valigetta di poteri semplicemente non è fattibile, Clegg ha dichiarato, meglio concentrarsi su "questioni che contano". Dati della Commissione europea rilasciati martedì hanno mostrato una crescita economica tra luglio e settembre di soli 0,2% sia nella zona euro delle 17 nazioni che nei 27 paesi dell'UE. La maggior parte della crescita è avvenuta in Germania e in Francia. Soltanto Grecia, Portogallo e Cipro sono cresciuti più lentamente della Gran Bretagna nell'ultimo anno. La zona euro è cresciuta del 1,4% rispetto allo scorso anno, in confronto alllo 0,5% del Regno Unito. Le cifre indicano che la disoccupazione giovanile nel Regno Unito è salita ad oltre 1 milione di persone secondo i dati pubblicati oggi. Il segretario al lavoro, Vince Cable, cercherà di sedare la tempesta politica, annunciando un incentivo fino a 1.500 £ a persona per le aziende con 50 dipendenti o meno se assomono apprendisti di età compresa tra 16-24 anni. Nel lavoro giovanile la disoccupazione è aumentata del 93% rispetto all'anno delle elezioni politiche. Ci sono segni in aumento che la crisi del debito sovrano europeo ormai si sta diffondendo in tutta Europa, compresa Francia, Spagna , i rendimenti dei titoli del Belgio sono aumentati in maniera significativa, anche l'Austria e l'Olanda incominciano a sentire il tiro incrociato della speculazione. Per non parlare dei tassi in Italia dei titoli a 10 anni che sono tornati sopra il livello critico del 7%. Ma le ragioni più profonde di questi problemi sembrano essere altre e più complesse. Era molto facile e troppo comodo scaricare la crisi dell'euro prima sulle deboli spalle della Grecia, un colpevole perfetto con i suoi conti truccati, deficit e debito alle stelle, evasione fiscale generalizzata, Stato più o meno inesistente. E poi sulle spalle grosse dell'Italia, la terza economia dell'area latitante più sulle riforme strutturali che sulla disciplina finanziaria. Da una parte incompetenza, errori, egoismi nazionali e miopie collettive a poco a poco sono riusciti infatti a trasformare una crisi periferica minore nella crisi esistenziale dell'euro. Dall'altra le forze economiche inglesi e americane che non hanno gradito molto il fatto che negli ultimi anni l'euro sia entrato di forza nelle riserve delle banche centrali di tutto il mondo, erodendo fortemente la posizione del dollaro in primis, sterline e yen dopo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-7026620840681476937?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/7026620840681476937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/i-furbetti-deuropa-e-del-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7026620840681476937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/7026620840681476937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/i-furbetti-deuropa-e-del-mondo.html' title='I furbetti d&apos;Europa e del mondo'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2646770014359938896</id><published>2011-11-16T16:01:00.002+01:00</published><updated>2011-11-16T16:05:47.898+01:00</updated><title type='text'>Società di rating: chiesta dalla UE la massima trasparenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il commissario europeo Michel Barnier, ieri martedì, ha lanciato la sua offensiva contro le società di rating chiedendo più trasparenza nella loro metodologia e dichiarando che vuole combattere contro i loro conflitti d'interesse. La necessità di una migliore regolamentazione del loro lavoro potrà contribuire a ridurre il potere delle agenzie di rating, sospettate di alimentare la crisi del debito. L'intervento prevede anche la possibilità di un'azione civile per cattiva condotta o negligenza. L'errore di Standard &amp;amp; Poor, che ha annunciato per errore la perdita delle tre prestigiose AAA della Francia, potrebbe aver agevolato il lavoro politico di Michel Barnier. Ma il commissario europeo per gli affari finanziari è lungi dall'aver ottenuto soddisfazione su due punti: l'inizio della costruzione di un'agenzia di rating specificatamente europea, ufficialmente abbandonata, e il divieto temporaneo per le agenzie di emettere note per quei paesi che stanno trattando un aiuto esterno, proprio come Grecia, Portogallo o Irlanda. "I rating hanno un impatto diretto sui mercati, sull'economia e sulla prosperità dei cittadini europei", ha detto il Commissario Barnier. "Queste non sono semplici opinioni. Non possiamo permettere che questi voti aumentino ulteriormente la volatilità del mercato". Le tre big di settore: Moody, Standard &amp;amp; Poor e Fitch, sono nel mirino di Bruxelles e Parigi da tre anni. La loro miopia è stato denunciata nel 2008, non avendo previsto nel 2008 la bancarotta degli USA per i mutui subprime. Oggi all'Europa viene rimproverata la mancanza di rigore e un'assunzione di responsabilità nei mercati destabilizzati dalle crisi gemelle dell' euro e del debito nazionale. Nel loro ruolo di monitoraggio per gli investitori, mutuatari e tesori nazionali, le agenzie non avrebbe più il diritto di sbagliare. Il testo, presentato negli Stati Uniti e nel futuro al Parlamento europeo, vuole prima di tutto limitarne l'influenza eccessiva. Dalla semplice compagnia di assicurazione alla Banca centrale europea, gl'investitori non dovrebbero più fare affidamento esclusivamente sui giudizi delle agenzie di rating. Chiaramente, la capacità di analizzare o di decidere devono ritornare ai loro investitori, una responsabilità che le stesse banche hanno delegato in questi anni. "Abbiamo bisogno di garantire loro il rischio che prendiamo", afferma Michel Barnier. Per raggiungere questo obiettivo, Bruxelles preparerà una lista di passi concreti. Ogni investitore potrà intentare causa per danni "per colpa grave" ad un'agenzia di rating. Uno stato avrà un periodo di 24 ore per rispondere ad una valutazione prima di essere pubblicata. Le Agenzie dovrebbero tenere in massimo conto la trasparenza nella loro metodologia. Un capitolo speciale è destinato a ridurre i conflitti d'interesse. Esso limiterà la proprietà incrociata tra le agenzie e i loro clienti. Introdurrà, inoltre, l'obbligo di un mutuatario di cambiare agenzia dopo tre anni (o sei se ne usa due concorrenti). I rating dei titoli di Stato saranno aggiornati ogni sei mesi, non ogni anno. Il commissario francese ha affrontato lunedì, con molti dei suoi colleghi, l'idea di vietare provvisoriamente per due mesi la valutazione dei paesi coinvolti in negoziati d'assistenza finanziaria della UE, secondo Michel Barnier giusto il tempo "necessario per la serenità". Il Regno Unito e la Svezia si sono lamentati perchè hanno intravisto una forma di censura, per questa ragione la decisione è stata rinviata.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2646770014359938896?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2646770014359938896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/societa-di-rating-chiesta-dalla-ue-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2646770014359938896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2646770014359938896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/societa-di-rating-chiesta-dalla-ue-la.html' title='Società di rating: chiesta dalla UE la massima trasparenza'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2828463798470924441</id><published>2011-11-16T10:52:00.001+01:00</published><updated>2011-11-16T10:55:42.452+01:00</updated><title type='text'>La crisi sistemica dell'euro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Durao Barroso, ha segnalato che l'Eurozona è entrata in una crisi sistemica per questo la situazione richiede un maggiore impegno di tutti i paesi. Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo ha chiesto di accellerare le sanzioni per tutti i paesi inadempienti. "Siamo davvero di fronte ad una vera crisi sistemica che richiede un impegno ancora più forte a tutti e che possono richiedere ulteriori e molto importanti sacrifici", ha detto Barroso al Parlamento europeo a Strasburgo (Francia). Di fronte alle voci della creazione di un'Europa a due velocità della moneta comune, Barroso ha insistito sul fatto che ci deve essere una maggiore integrazione economica tra i 17 paesi dell'Eurozona senza mettere gli altri 10 membri dell'UE in una posizione di svantaggio. "Non ci dovrebbe essere un'ulteriore frammentazione della regione" ha aggiunto, ieri Barroso che ha anche suggerito ai paesi della zona euro di cedere sovranità per uscire dalla crisi, anche in riferimento alle nuove misure per il rafforzamento dei controlli sui bilanci dei paesi della zona euro ed i loro obiettivi economici, che entreranno in vigore il prossimo dicembre. Da parte sua, il Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha presentato al Parlamento una proprosta in cui si afferma che l'UE può intervenire nei bilanci nazionali, sospendendo i diritti di voto dei paesi che non rispettano le raccomandazioni della disciplina di bilancio con prelievi strutturali. Egli ha anche insistito sulla creazione di eurobond, come prescrizioni per rafforzare la governance economica e combattere la crisi del debito dell'Eurozona. Van Rompuy ha annunciato che una prima bozza sarà presentata al vertice dei leader europei che si terrà all'inizio di dicembre. Il suo scopo è che le misure che potrebbe richiedere una riforma del trattato, vengano definitivamente approvate nel marzo o giugno 2012.Ha anche trovato esagerato il dibattito sulla creazione di un Europa a due velocità, e ha chiesto di sdrammatizzare le notizie perché i cambiamenti interesseranno tutta l'area UE e in modo particolare la zona euro per avere un miglior posizionamento nel mercato finanziario globale. Il dibattito è stato molto vivace su i tempi troppo lunghi necessari a mitigarli. Dopo tutto discutere è perfettamente normale per coloro che condividono una moneta comune prima di prendere insieme delle decisioni, ha detto Van Rompuy. Oggi, Durao Barroso, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, parteciperanno ad una discussione prima della seduta plenaria del Parlamento europeo sul rafforzamento dell'integrazione economica nella zona euro per essere in grado di resistere meglio alla crisi del debito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2828463798470924441?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2828463798470924441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-crisi-sistemica-delleuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2828463798470924441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2828463798470924441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-crisi-sistemica-delleuro.html' title='La crisi sistemica dell&apos;euro'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1252525914240336562</id><published>2011-11-15T12:19:00.002+01:00</published><updated>2011-11-15T12:23:46.109+01:00</updated><title type='text'>easyJet aumenta i profitti e premia i suoi azionisti con un dividendo straordinario</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La compagnia low-cost registra, a chiusura del bilancio fiscale del 30 settembre, un introito di 262 milioni di euro che rappresenta un miglioramento dell'85,9% rispetto il 2010, come ha comunicato alla stampa ieri. I risultati migliori sono arrivati nonostante un aumento di 116 milioni di € dei costi di carburante, e grazie alla gestione di stretto controllo, che si è dimostrata molto efficace, così come efficace si è dimostrata la forza della rete easyJet. La società low-cost inglese ha registrato un fatturato annuo di 4.036.000 di €, il 16,1% in più rispetto al precedente anno fiscale, quando il fatturato raggiunse i 3,476 miliardi di €. Il risultato ante interessi, imposte, ammortamenti e affitti vari (EBITDA) è pari a 547 milioni di €, in crescita del 29,6% rispetto l'anno precedente. easyJet ha fatto volare durante l'anno 54,5 milioni di passeggeri, con un miglioramento del 11,8% rispetto al 2010, mentre il suo load factor è migliorato di 0,3 punti percentuali a 87, il 6% in più. I passeggeri extra Regno Unito sono stati il 56%, con un incremento del 3%. Inoltre, la società ha registrato un incremento di un milione di viaggiatori d'affari, circa 9,5 milioni. Il Consiglio di amministrazione della società britannica ha accettato di pagare un dividendo straordinario agli azionisti pari a 175 milioni di €, oltre al dividendo ordinario di 10,5 pence per azione, portando un ritorno alla azionisti per l'anno 2011 a € 228 milioni o 45,4 pence per azione, pagabili il 23 marzo. La società dichiara di guardare con la massima prudenza al futuro, anche se i dati sulle prenotazioni sono a livelli simili a quelli dello stesso periodo del 2010, con il 45% di posti riservati in inverno. A causa della incertezza che circonda le prospettive economiche, la società britannica non aumenterà la sua capacità durante la prima metà dell'anno e prevede di aumentarle del 4% sull'intero anno. La società avverte inoltre che i prezzi correnti di mercato, i tassi di cambio, le spese di carburante per l'anno 2012 aumenteranno di 257 milioni di euro rispetto al 2010. Tuttavia la compagnia ha dichiarato di essere ben posizionata per il futuro grazie al controllo dei costi e solide performance operative.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1252525914240336562?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1252525914240336562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/easyjet-aumenta-i-profitti-e-premia-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1252525914240336562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1252525914240336562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/easyjet-aumenta-i-profitti-e-premia-i.html' title='easyJet aumenta i profitti e premia i suoi azionisti con un dividendo straordinario'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-318573418735085626</id><published>2011-11-14T15:27:00.002+01:00</published><updated>2011-11-14T15:33:56.377+01:00</updated><title type='text'>In Europa scende la politica sale la tecnocrazia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dopo pochi giorni delle dimissioni del governo di Atene, ci sono state quelle del governo di Roma, sembra quasi che la classica vecchia élite politica d'Europa voglia prendersi una pausa di riflessione. I governi che oggi sono ancora in piedi, nel Vecchio Continente, sono quelli meno soggeti alle tortuosità politiche e sono più interessati alla presentazione di bilanci in ordine rispetto all'antico passato. Quindi l'invito ai non eletti che dovranno sostituire come esperti di economia, i primi ministri di Grecia e Italia, è vista non come un problema, ma come una affermazione che queste nazioni vogliono fare sul serio. Nel caso italiano, in particolare, con la partenza di Silvio Berlusconi sembra essersi placato il logorio dei politici avvenuta durante la scorsa settimana per le giornate nere della borsa. Ma l'insediamento di un nuovo gruppo di leader come Lucas Papademos ad Atene e Mario Monti a Roma, uomini con il marchio di "tecnocrati", presto solleveranno più domande che risposte. Va ricordato che la tecnocrazia non è un brutto termine, essa esprime due cose separate. Il primo è un contrasto con la più familiare "crazia" - che deriva da "demo", una parola greca che richiama alla mente la gente comune. Papademos e Monti non hanno dovuto preoccuparsi di farsi eleggere durante estenuanti campagne elettorali, in quanto entrambi sono non eletti. Più di un secolo è passato da quando la Gran Bretagna era governata da un primo ministro nominato dal pre-democratico splendore dei Lord. Eppure l'ex commissario europeo Mario Monti è stato nominato senatore a vita solo la settimana scorsa, poco prima di essere chiamato a formare un governo. Nel frattempo ad Atene un burocrate della banca centrale, Papademos, è stato chiamato a coprire un posto vacante creato proprio perché il premier precedente aveva flirtato con l'idea pericolosa di dare alla gente la possibilità di pronunciarsi sull'austerità, attraverso un referendum. I democratici avrebbero indubbiamente faticato a imporre riduzioni dei salari e tagli alle spese. Ancora un altro governo potrebbe cadere vittima dell'ascesa della "tecnocrazia" nell'elezione spagnola di fine settimana. La seconda radice è "tecno". All'opinione popolare il "tecnocrate" la prima cosa che trasmette è l'idea della competenza. Bruxelles vorrebbe che i leader europei affrontino la loro economia nello spirito professionale di un ingegnere di fissaggio di un aereo. Di fronte a un aereo a terra, il nostro ingegnere inizia i suoi calcoli sul peso del veicolo e poi per la forza necessaria per superarla; dopo prende in considerazione la possibilità di aumentare le necessità relative al secondo stadio rispetto al primo. Al contrario, coloro che cercano di risollevare l'economia europea stanno lavorando alla regola rigida che il peso del debito pubblico deve essere ridotto in primis utilizzando tutti i mezzi disponibili, anche se questo indebolisce notevolmente la forza della crescita, che alla fine è ciò che deve portare quel peso. Di conseguenza, l'economia ha meno probabilità di volare. Allo stesso modo il nostro ingegnere si preoccuperà molto per l'equilibrio delle forze tra le due ali, mentre l'elite europea vorrebbe relegare tutti i paesi indebitati in periferia, lasciando alla sola Germania l'impegno di calibrare il volo. Questa regolazione asimmetrica non comporterà l'equilibrio, anche perché i tedeschi dipendono, per vendere le loro esportazioni dagli spendaccioni della periferia. Ma poi l'economia non è ingegneria. Rimane tanto un arte come una scienza, e le sue sentenze hanno così vaste ripercussioni che esse saranno sempre politicamente controverse.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-318573418735085626?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/318573418735085626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/in-europa-scende-la-politica-sale-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/318573418735085626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/318573418735085626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/in-europa-scende-la-politica-sale-la.html' title='In Europa scende la politica sale la tecnocrazia'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-596538260932383264</id><published>2011-11-13T10:33:00.002+01:00</published><updated>2011-11-13T10:40:24.889+01:00</updated><title type='text'>I mutui frenati dalla mancanza di liquidità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nonostante il calo dello 0,25% che la BCE ha praticato all'inizio di novembre la mancanza di liquidità delle banche comprese quelle italiane sta soffocando sia il settore dei mutui immobiliari che quello dei prestiti all'industria. La cosa positiva è che il tasso d'intervento praticato dalla BCE ha bloccato l'Euribor che altrimenti sarebbe salito alle stelle. È evidente che a questi tassi è difficile prestare soldi e sostenere l'economia. Se fosse rappresentato solo dalle banche italiane l'indice Euribor (che esprime il tasso medio a cui un circuito di 44 banche europee si presta denaro) sarebbe pertanto molto più elevato dei valori attuali. Ciò vuol dire che le altre 41 banche (escluse appunto le italiane che fanno parte del circuito, cioè UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banca Mps) si prestano soldi a condizioni più ragionevoli beneficiando di un rischio-Paese più ridotto rispetto a quello che attualmente incombe sull'Italia. Tre sono gli elementi che mettono in evidenza la mancanza di liquidità delle banche e i riflessi sul mercato retail, dai mutui ai conti correnti deposito:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;a) Secondo l'Assofin,l'Associazione che esprime l'80% del mercato immobiliare e del credito al consumo, a settembre le erogazioni di mutui sono crollate del 25% rispetto allo stesso periodo del 2010. La cartina di tornasole sta nella notizia (barometro Crif) che a ottobre la domanda di mutui è calata, anno su anno, del 33%, dopo il -25% di settembre.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;b) Alcune banche ricordano ai propri clienti che coloro che hanno contratto un mutuo dopo il 2007 non pagano alcuna penale per rimborsi parziali anticipati o in caso di estinzione totale anticipata. Per coloro che hanno contratto il mutuo in tempi precedenti le penali sono state fortemente ridotte, legge Bersani del 2007 . Sembra quasi che le banche che hanno erogati i mutui oggi suggeriscano ai mutuatari di ritornare i capitali prestati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;c) Ci sono molte offerte allettanti su conti-deposito. Alcune sono offerte promozionali per attirare nuovi clienti, ma altre sono vere e proprie offerte d'investimento con tassi superiore al 4%, con o senza vincoli temporali, cioè quasi tre volte il costo del denaro presso la Bce (1,25%).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-596538260932383264?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/596538260932383264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/i-mutui-frenati-dalla-mancanza-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/596538260932383264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/596538260932383264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/i-mutui-frenati-dalla-mancanza-di.html' title='I mutui frenati dalla mancanza di liquidità'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-2999071632402206529</id><published>2011-11-12T15:58:00.001+01:00</published><updated>2011-11-12T16:02:33.359+01:00</updated><title type='text'>L'UE contro le agenzie di rating</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il commissario dei servizi finanziari, Michel Barnier, ha emesso un duro comunicato qualificando come incidente grave la pubblicazione dell'agenzia di rating USA Standard &amp;amp; Poor’s di una degradazione, poi rivelatasi errata, della capacità finanziaria della Francia che attualmente gode della Tripla A. L'autorità europea dei mercati finanziari (ESMA) e le autorità francesi indagheranno se non vi sia stata colpa grave, che potrebbe portare all'emissione di una sanzione. La Commissione europea (CE) stima che questo fatto, in un tempo di massima volatilità del mercato è grave, perche le agenzie di rating devono agire con il massimo rigore e della responsabilità. Barnier ha notato che questo requisito dovrebbe essere ancora più importante nel caso di S &amp;amp; P, una delle tre maggiori agenzie di rating, perchè ciò impone di avere una speciale responsabilità. Martedì la Commissione europea presenterà un nuovo regolamento per cercare di evitare questi eventi e altre azioni simili, la nuova proposta servirà a rafforzare la legislazione sulle agenzie di rating. Tale proposta prevede un aumento della concorrenza, ad esempio chiedendo che i governi e le istituzioni finanziarie utilizzino almeno due agenzie, una grande e una piccola, e che l'agenzia non potrà valutare sia gli emittenti che i prodotti emessi, tranne che per il debito pubblico. Un altro obiettivo sarà quello di aumentare la trasparenza, grazie all'obbligo di pubblicare i loro metodi di calcolo e le regole per la valutazione dei clienti. Sarà anche previsto un aumento di responsabilità civile in caso di grave violazione o negligenza, da parte delle agenzie di rating. In tale contesto, l'agenzia si assumerà le proprie responsabilità e si potranno chiedere i danni di fronte alla giustizia. Il progetto di regolamento include una questione controversa, che in casi eccezionali, si può temporaneamente vietare la pubblicazione delle valutazioni. Su questo punto Bruxelles è divisa. L'indicazione di degrado di S &amp;amp; P è stato un incubo dal sapore amaro per la Francia che ancora non l'ha digerita. Ieri il paese ha celebrato la Giornata dell'Armistizio con il gusto del brutto sogno vissuto giovedì. Mentre sulla scena politica, i leader hanno espresso la loro indignazione per l'errore, gli esperti economici ritengono che sia solo questione di tempo prima che l'incubo si avveri. Per alcuni il pronunciamento dell'agenzia è stata una prova di ciò che accadrà in un futuro non troppo lontano. Infatti, l'incredibile enorme errore dell'agenzia, nelle parole della stampa, ha permesso di conoscere le conseguenze del ritiro della nota. Il campione è che ieri, dopo l'annuncio dell'agenzia, il premio di rischio francese è salito a 170 punti, il livello più alto mai visto. L'ex presidente della Banca europea di sviluppo (BERS), Jacques Attali, ha detto che "la Francia ha perso la sua tripla AAA. La conseguenza di una nota più bassa nei mercati è stata che per per prendere in prestito più soldi abbiamo già comprato il debito come se avessimo solo una doppia A". Le sue parole sono state condannate dal ministro del bilancio Valerie Pécresse, che le ha descritte come irresponsabili. Altre ipotesi in progetto per il futuro sono l'alternarsi delle agenzie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-2999071632402206529?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/2999071632402206529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/lue-contro-le-agenzie-di-rating.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2999071632402206529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/2999071632402206529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/lue-contro-le-agenzie-di-rating.html' title='L&apos;UE contro le agenzie di rating'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3608579497125134940</id><published>2011-11-12T11:04:00.002+01:00</published><updated>2011-11-12T11:09:03.413+01:00</updated><title type='text'>L'agenzia di rating cinese Dagong sbarca a Milano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una nota dell'agenzia Radiocor, riporta la notizia che la prima filiale in Europa dell'agenzia cinese Ragong sarà aperta a breve a Milano. La Dagong avrebbe già chiesto all'Esma, l'European securities and markets authority, d'iniziare ad operare nel Vecchio Continente. La sfida all’oligopolio dei giganti americani del rating parte dal 29simo piano di un grattacielo di Xiaoyun Lu, una via del quartiere più moderno di Pechino dove ha la sede principale la Dadong Global Credit Rating Co., la compagnia tutta cinese. Il presidente della Dagong, Guan Jian Zhong, è in questi giorni in Europa per prendere i contatti con le autorità europee e ha dichiarato in più sedi che punta a creare un network internazionale per contrastare le tre grandi agenzie di rating, Moody's, Standard &amp;amp; Poor's e Fitch. Secondo il numero uno di Dagong, Guan Jianzhong, queste agenzie non sono affidabili e operano con metodi non trasparenti. L'esempio eclatante è che il maggior debitore del mondo, gli Stati Uniti, ha un rating superiore al maggior creditore globale che è la Cina. Metodologie che non tengono conto della capacità di un paese di creare valore rispetto alla capacità di ripagare il debito e che portano a trasferimenti di capitali in quantità enormi che possono produrre distorsioni nell'economia mondiale, come nel caso della Grecia che ha ottenuto per anni credito facile con rating oltre ogni logica. Si può uscire dalla crisi, secondo Guan, solo creando un sistema di rating sovrannazionale con un'autorità di sorveglianza super partes e metodologie standard condivise che portino fuori dalla logica di agenzie che dipendono dal maggior debitore mondiale, gli Usa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3608579497125134940?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3608579497125134940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/lagenzia-di-rating-cinese-dagong-sbarca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3608579497125134940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3608579497125134940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/lagenzia-di-rating-cinese-dagong-sbarca.html' title='L&apos;agenzia di rating cinese Dagong sbarca a Milano'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8957944228679600076</id><published>2011-11-11T10:31:00.002+01:00</published><updated>2011-11-11T10:37:23.690+01:00</updated><title type='text'>Crisi più forte per cinque paesi dell'Eurozona</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Almeno 5 paesi della UE potrebbe affrontare un default per disavanzi eccessivi. Olli Rehn, presidente della Commissione monetaria della UE ha inviato loro un duro monito per il rispetto del patto di stabilità UE nel più breve tempo possibile. Ieri giovedì a Bruxelles, in occasione della presentazione delle previsioni d'autunno la Commissione ha dichiarato che ci sono paesi che non hanno raggiunto gli obiettivi di risparmio ed i governi dei cinque Paesi non in regola - Belgio, Malta, Polonia, Ungheria e Cipro - sono stati invitati a mezzo lettera, a decidere entro metà dicembre ulteriori "permanenti azioni efficaci". Essi dovranno ridurre il loro deficit di bilancio ancora una volta nel 2012 sotto il limite di Maastricht del 3% del PIL. Se questo non sarà fatto, si dovrà iniziare una procedura per disavanzo eccessivo. Inoltre, la Commissione prevede un significativo rallentamento dell'economia per il prossimo anno, perchè ci si aspetta nell'area una crescita dello 0,5%. Rehn ha avvertito che "La crescita in Europa è arrivata a un punto morto, e vi è il rischio di un'altra recessione". La stagnazione potrà oltrepassare il 2012, perchè nel 2013 si prevede una crescita debole del 1,3%. La BCE ha messo in guardia i governi europei, data l'economia stagnante della necessità di profonde riforme per un maggiore sviluppo. Il nuovo Bollettino mensile della BCE invita "tutti i governi della zona euro, a sostanziali riforme strutturali per accelerare con urgenza i processi di crescita. L'invito in moda particolare della Commissione è rivolto a Belgio, Malta e Cipro, per un ritorno sotto il limite di Maastricht, come concordato, per il 2012. Tuttavia già è chiaro che per gli altri 2 paesi sarà difficile ottenere di ridurre il deficit per l'anno 2012 rispettivamente sotto il target del 3% del PIL, ha detto Rehn. Poi c'è la Francia che dovrà impegnarsi per l'anno 2013 al di là delle misure di riduzione dei costi recentemente annunciate. Se la Francia "non cambia politica", l'UE prevede un disavanzo del 5,3% e 5,1% negli anni 2012 e 2013. Queste previsioni sono alla stato attuale dei fatti e in attesa di nuove decisioni di politica fiscale da prendere. Questo è vero sia per eventuali interventi di salvataggio per la Francia e l'Italia, che per i tagli fiscali mirati in Germania. Il deficit tedesco, secondo la Commissione è notevolmente al di sotto del limite di Maastricht nel 2011 con l'1,3% e nel 2013 la proiezione prevede una ulteriore discesa dello 0,7%. Rehn ha dichiarato che i tagli fiscali tedeschi sono probabilmente la manovra politicamente più significativa dal punto di vista attuale e fiscalmente accettabile. Per l'area dell'euro, la Commissione prevede un deficit di bilancio pari al 4,1% del Pil quest'anno e 3,4% l'anno prossimo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8957944228679600076?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8957944228679600076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/crisi-piu-forte-per-cinque-paesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8957944228679600076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8957944228679600076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/crisi-piu-forte-per-cinque-paesi.html' title='Crisi più forte per cinque paesi dell&apos;Eurozona'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3212496727255762848</id><published>2011-11-10T15:47:00.002+01:00</published><updated>2011-11-10T15:53:30.973+01:00</updated><title type='text'>L'euro tiene, anzi cresce rispetto al dollaro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Oggi la moneta unica ha guadagnato terreno nei confronti del dollaro, dopo esser scesa al di sotto di 1,35 dollari per la prima volta in un mese, ma è rimasta sotto pressione per le preoccupazioni crescenti per l'economia italiana. Oggi pomeriggio l'euro ha riconquistato quota 1,3642 contro dollaro, rispetto a 1,3543 di ieri mercoledì. Stamane l'euro è sceso a 1,3484 dollari, il livello più basso dal 10 ottobre. Rispetto alla moneta giapponese, l'euro è salito a ¥ 105,90 contro 105,38 ¥ di ieri mercoledì. Il dollaro è caduto contro lo yen a ¥ 77,62 contro 77,79 ¥ ieri.I timori che l'Italia fosse costretta a cercare un aiuto esterno per evitare di cadere in default ha continuato ad essere presente nei cambi di oggi, nonostante la prospettiva delle dimissioni imminenti del premier Silvio Berlusconi. Queste preoccupazioni sono state particolarmente rafforzate dalla tensione sul tasso obbligazionario, i titoli italiani a 10 anni hanno raggiunto per la prima volta dal 1997 il 7,4%, un livello ritenuto insostenibile per i prestiti della terza economia dell'Eurozona. Al tasso del 7% è stato attivato, nel caso di Grecia, Irlanda e Portogallo, il processo che ha portato a richieste di finanziamenti esterni. I tassi italiani sono saliti a un livello oltre il quale il mercato mette in dubbio la capacità di rifinanziamento a lungo termine dell'Italia, hanno avvertito gli analisti di Commerzbank."In questi momenti, la leadership decisiva è necessaria, e in Italia, come in Grecia, queste continuano a mancare", ha osservato Commerzbank. Molti analisti europei indicano nel governo dimissionario il colpevole della situazione: "se il governo avesse adottato un ruolo più attivo nel processo di riforma fiscale un anno fa, l'Italia ora avrebbe evitato la crisi", ha commentato Jane Foley, analista di Rabobank, che crede che le misure che dovranno essere prese saranno dolorose." La situazione politica in Italia, tuttavia, sembra aver trovato il modo per uscire dall'impasse, infatti Berlusconi ha offerto il suo sostegno all'ex commissario europeo Mario Monti, che a capo di un futuro esecutivo, sta innescando una rinnovata speranza nei mercati, come dimostra il tasso italiano sul lungo termine, che nel corso della giornata è sceso verso il 7%. Altri dati sui cambi maturati nel pomeriggio di oggi sono: la sterlina inglese è caduta contro l'euro a 85,39 pence, ma è salita a 1,5977 contro dollaro. Il franco svizzero è stabile nei confronti dell'euro a 1,2311 franchi svizzeri, ma è salito a 0,9023 franchi svizzeri contro dollaro. L'oncia d'oro è stata quotata a 1766 dollari nell'asta della mattinata contro 1.784 dollari della notte di mercoledì. Lo yuan cinese ha chiuso a 6,3472 yuan contro dollaro rispetto a 6,3405 yuan di ieri.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3212496727255762848?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3212496727255762848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/leuro-tiene-anzi-cresce-rispetto-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3212496727255762848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3212496727255762848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/leuro-tiene-anzi-cresce-rispetto-al.html' title='L&apos;euro tiene, anzi cresce rispetto al dollaro'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1876691907829174817</id><published>2011-11-09T22:58:00.002+01:00</published><updated>2011-11-09T23:02:57.827+01:00</updated><title type='text'>Dieci anni per rilanciare l'economia globale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'amministratore delegato del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ha avvertito del rischio che i prossimi 10 anni saranno denominati il "decennio perduto" per l'economia globale a meno che le nazioni non agiscano subito ed insieme per combattere le minacce alla crescita. Le parole di Lagarde riepilogano stranamente le parole pronunciate ieri a Berlino dal Cancelliere tedesco secondo la quale occorreranno 10 anni per uscire dalla crisi."Nel nostro mondo sempre più interconnesso, nessun paese o una regione può fare da solo", Lagarde ha pronunciato queste parole stamani in un discorso ad un forum a Pechino. "Sull'economia globale si stanno concentrando nuvole scure". Cina e India, con una dichiarazione separata, hanno raccolto l'invito alla cooperazione. Il leader del FMI ha continuato dicendo che "L'economie avanzate hanno una responsabilità speciale per ripristinare la fiducia e la crescita, mentre la Cina dovrebbe stimolare i consumi interni e permettere alla sua moneta di rivalutarsi. I leader europei stanno cercando la Cina come una potenziale fonte di fondi per alleviare la crisi del debito sovrano che minaccia di sommergere l'Italia, la terza più grande economia della zona euro.Cina e India hanno riconosciuto che l'economia globale è in una "fase critica", in una dichiarazione dopo la quinta riunione del cosiddetto dialogo finanziario tra le due nazioni, che di solito si tiene ogni anno."Nei mercati emergenti, dove la crescita è relativamente più forte, ci sono chiari segni che il rallentamento delle economie avanzate comincia a pesare su questi due paesi," hanno detto. "Di fronte a queste sfide, entrambe le parti hanno riconosciuto che il rafforzamento della cooperazione politica internazionale è necessaria in questo frangente". L'MSCI Asia Pacific Index è salito solo dell'1,1%. "Se non agiamo insieme, potremmo entrare in una spirale d'incertezza, d'instabilità finanziaria, e sarà possibile assistere ad un crollo della domanda globale", ha detto Lagarde. "In definitiva, potremmo trovarci di fronte un decennio perduto di bassa crescita e alta disoccupazione". Basta pensare al cosiddetto decennio perduto del Giappone nel 1990 che ha visto l'economia scivolare dentro e poi fuori dalla recessione crescendo a un tasso medio di circa l'1% all' anno dopo il collasso di una bolla immobiliare. In Asia, "I paesi devono prepararsi ad ogni tipo di tempesta che potrebbe raggiungere le loro coste", ha detto Lagarde. Ha poi ricordato che i piani organizzati da parte dei leader delle economie dell'Eurozona e del G20, nel corso del mese di ottobre per aumentare un pacchetto di salvataggio per la Grecia sono stati "passi fatti nella giusta direzione" per risolvere il problema. Ha poi annunciato che il Fondo europeo di stabilità finanziaria, EFSF, dovrebbe essere in grado di iniziare a raccogliere fondi nel mese di dicembre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1876691907829174817?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1876691907829174817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/dieci-anni-per-rilanciare-leconomia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1876691907829174817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1876691907829174817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/dieci-anni-per-rilanciare-leconomia.html' title='Dieci anni per rilanciare l&apos;economia globale'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1873836290555817164</id><published>2011-11-08T09:14:00.002+01:00</published><updated>2011-11-08T09:18:04.293+01:00</updated><title type='text'>L’economia reale in crisi per il debito</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Con la pubblicazione in questa settimana della serie di dati relativi alle produzioni industriali delle prime tre economie europee per il mese di settembre, si dovrebbe osservare un forte rallentamento delle statistiche reali in Europa, dovuto al progressivo avvitamento della crisi per il debito europeo. Le turbolenze che hanno interessato i mercati finanziari, dopo aver contagiato gli indicatori di fiducia e i livelli di consumi privati, sembrerebbero così giungere a condizionare anche l’andamento dell’economia reale e l’attività dei settori industriali. È questo il caso della produzione industriale tedesca, che, dopo aver registrato un aggiustamento già ad agosto per via del confronto con i livelli particolarmente elevati di luglio, a settembre segnala un rallentamento annuale dall' 8,4% all 5,4 % sulla scia del crollo degli ordini già segnalato dagli indici di fiducia PMI e IFO. Sorte analoga sembra destinata a caratterizzare l’evoluzione della produzione industriale in Francia, attesa in rallentamento a settembre da 4,4% a 3,9% su base annuale, mentre per l’Italia il ritmo di espansione dell’attività dovrebbe subire una correzione in proporzione ancora più pesante dal 4,7% di crescita annuale ad agosto all' +1,1% di settembre. Le politiche antidebito in corso di approvazione in Italia, in Francia, e già approvate in Spagna, Portogallo e Irlanda, potranno aumentare una contrazione dei consumi nei prossimi mesi con una possibile contrazione del Prodotto interno lordo dell'intera Eurozona. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1873836290555817164?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1873836290555817164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/leconomia-reale-in-crisi-per-il-debito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1873836290555817164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1873836290555817164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/leconomia-reale-in-crisi-per-il-debito.html' title='L’economia reale in crisi per il debito'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-8805343151223390033</id><published>2011-11-06T16:44:00.001+01:00</published><updated>2011-11-06T16:48:57.605+01:00</updated><title type='text'>Il Flop del G20 di Cannes</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ogni giorno che passa appare sempre più chiaro lo scenario povero di risultati riportati dal G20 di Cannes, dove l'unica cosa su cui tutti sembrano aver raggiunto l'accordo è la debolezza dell'Italia dopo la Grecia e la necessità di tutoraggio per la classe dirigente italiana. Giovedì sera a Cannes si è svolto un episodio divertente, dove i rappresentanti delle maggiori economie del mondo erano bloccati davanti uno schermo televisivo per seguire il dibattito parlamentare in Grecia - come se il destino della crescita mondiale dipendesse da un paese mediterraneo sotto i 22 milioni di abitanti. Mentre il primo ministro greco, George Papandreou, riusciva a ottenere la fiducia del suo parlamento, il G20, i cui membri rappresentano quasi il 90% della ricchezza globale, sembravano appesi ad un ennesimo episodio del dramma greco, troppo poco per un gruppo dirigente. Mai l'Europa è apparsa così debole sullo scenario internazionale. L'Eurozona non è stata in grado, in quasi due anni, di risolvere la questione del debito sovrano greco. Non è riuscita a prevenire gli effetti di un possibile contagio che potrebbero interessare l'Italia di oggi. Tutto questo ha dimostrato gravi lacune dell'unione monetaria, dove la necessità di salvare prima le banche che hanno in pancia miliardi di debito greco, soprattutto quelle franco-tedesche, ha prevalso sulla necessità di un razionale intervento forte attraverso un fondo creato ad hoc con un volume importante di risorse. Certo gli USA, dove era scoppiata nel 2008 la crisi delle banche, oggi non è in grado di dare una mano consistente agli alleati europei per risolvere la questione, con il debito che si ritrovano 3 volte superiore al PIL, Barack Obama si è presentato a Cannes con le tasche vuote. Oggi Washington non sembra in grado nemmeno di votare il suo piano per rilanciare l'occupazione. Sulla Croisette sono state le principali economie dei paesi emergenti a brillare iniziando dalla Cina. Nuovo paesaggio finanziario globale: il debito è a nord, le risorse al sud. Sarà difficile per gli europei salvare l'euro con i loro soldi. Rousseff, il presidente del Brasile, ha riassunto bene il pensiero dei suoi compagni dei paesi emergenti "BRIC" (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), affermando che non aveva "alcuna intenzione" di finanziare il Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF). "Perché dovremmo farlo noi, se non lo fanno gli europei"? ha chiesto maliziosamente. Ha poi continuato esprimendo l'esigenza di usare con cautela le riserve accumulate dal suo paese "con il sudore del popolo brasiliano". Anche il presidente cinese Hu Jintao e il presidente russo Dmitry Medvedev non capiscono le sottigliezze di potenziare con il contagocce l'EFSF, sembra quasi si voglia giocare in sicurezza e non andare al FMI per aiutare i paesi europei che necessitano di aiuti. Dopo tutto, essi una volta davano lezione ai malati del Sud del mondo per i loro debiti. È giusto oggi che anche i paesi europei subiscano le dure condizioni del FMI.Il colpo basso però è arrivato da un paese europeo. Il primo ministro britannico David Cameron ha accolto con favore i progressi della zona euro nella risoluzione della crisi, pur riconoscendo che il Regno Unito sta "preparando i piani" per essere in grado di far fronte ad una eventuale scomparsa della moneta unica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-8805343151223390033?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/8805343151223390033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-flop-del-g20-di-cannes.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8805343151223390033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/8805343151223390033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/il-flop-del-g20-di-cannes.html' title='Il Flop del G20 di Cannes'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-3018151120506911691</id><published>2011-11-05T11:19:00.002+01:00</published><updated>2011-11-05T11:23:54.071+01:00</updated><title type='text'>La Francia verso l'austerity</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lunedi 7 novembre, François Fillon, primo ministro francese, dovrebbero far conoscere le nuove misure di risparmio promesse da Nicolas Sarkozy per ridurre il deficit del bilancio 2012. Il Primo Ministro ha tenuto una conferenza stampa, mercoledì, dopo la riunione di gabinetto, che ha sostituito il Consiglio dei ministri annullato per la preparazione del G20, e ieri venerdì le misure di austerity sono state confermate da Sarkozy a Cannes. François Fillon, oggi, potrebbe sollevare il velo durante un discorso a Morzine, Haute-Savoie. La previsione di crescita per il 2012 è stata ridotta la scorsa settimana dall'1,75% al 1%. Il governo dovrà trovare circa 8 miliardi di € per centrare i suoi obiettivi di riduzione del disavanzo. Il governo ha intenzione di fare ulteriori risparmi tagliando le spese, oltre che aumentare le entrate con l'aumento delle tasse. Ci sarebbe un supplemento di imposta su i grandi gruppi societari, già a dicembre. "Ho chiesto di non moltiplicare le misure e di dare la priorità a quelle che rafforzeranno la competitività", aveva dichiarato il Capo dello Stato, il 27 ottobre. L'aumento dell'IVA, a sua volta, si dovrebbe concentrare su ristoranti, alberghi e ristrutturazione alloggi, ora soggetti a un'aliquota ridotta al 5,5%, queste aree potrebbero subire un nuovo tasso intermedio al 7% (o 9%) con un reddito aggiuntivo di almeno 1 miliardo di €. Nicolas Sarkozy ha escluso un aumento generale dell'IVA, che "possa modificare il potere d'acquisto, consumo e sarebbe ingiusto", citando uno "stato d'animo convergente" con la Germania. Chiaramente giocando la carta di austerità fiscale, la Francia spera di controllare il suo deficit, calmare i mercati e, naturalmente, mantenere la sua tripla "A" dalle agenzie di rating. Per la cronaca, il deficit di bilancio dovrebbe essere di circa 81 miliardi di € nel 2012, contro 95,7 miliardi di quest'anno. Inoltre, il deficit dovrebbe passare dal 5,7% di quest'anno, al 4,5% nel 2012 e al 3% nel 2013.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-3018151120506911691?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/3018151120506911691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-francia-verso-lausterity.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3018151120506911691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/3018151120506911691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-francia-verso-lausterity.html' title='La Francia verso l&apos;austerity'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2101529075070340388.post-1123883886821912036</id><published>2011-11-04T15:49:00.002+01:00</published><updated>2011-11-04T15:54:06.632+01:00</updated><title type='text'>La  Commerzbank e il debito sovrano greco</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La seconda banca tedesca ha registrato una perdita netta di 687 milioni di euro nel terzo trimestre, appesantita da quasi 800 milioni di euro di svalutazioni sui suoi titoli di Stato greci. E' impegnata per il 2012 a raggiungere il suo obiettivo di 4 miliardi di utili imponibili ante imposte. La principale causa: nuove massicce svalutazioni sul portafoglio di obbligazioni greche, proprio mentre in questi giorni al G20 di Cannes si discute del destino della Grecia nell'area dell'euro. La seconda banca tedesca ha ridotto del 52% (798 milioni) il valore di questo portafoglio in bilancio per far emergere un patrimonio netto di 1,4 miliardi di euro. Martin Blessing, CEO della banca, ha dichiarato che già dal secondo trimestre, le condizioni di mercato non avrebbero permesso di raggiungere questo obiettivo. La Commerzbank, di proprietà al 25% dallo Stato federale tedesco, ha un rapporto di capitale "hard" del 9,4% a fine settembre, ma dovrà adottare misure per ottenere le conformità alle nuove esigenze di capitale fisso alla fine di ottobre dal regolatore europeo EBA bancario. "Possiamo raggiungere il rapporto di capitale richiesto, per esempio, riducendo le attività rischiose in alcune aree non strategiche, con la vendita di attività non strategiche e mantenere i profitti e non abbiamo intenzione di utilizzare il denaro pubblico", hanno dichiarato funzionari della Commerzbank. Un modo per mostrare un capital ratio più robusto è ridurre la propria attività di rischio. Così, la sua sussidiaria dei mutui Eurohypo, oggi in difficoltà, dovrà "temporaneamente fermare" qualsiasi nuova attività. La banca nel suo insieme rinuncerà, temporaneamente, ad ogni nuova attività di credito in paesi esterni a Germania e Polonia, che sono i suoi due mercati chiave. La banca continuerà inoltre ad alleggerire il portafoglio di titoli obbligazionari dei paesi cosiddetti "PIIGS" (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna). Dall'inizio dell'anno, la sua esposizione verso questo gruppo di paesi è stato ridotta del 20%, raggiungendo i 13 miliardi di euro. L'Italia pesa in questo set per 7,9 miliardi di euro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2101529075070340388-1123883886821912036?l=economialibera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://economialibera.blogspot.com/feeds/1123883886821912036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-commerzbank-e-il-debito-sovrano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1123883886821912036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2101529075070340388/posts/default/1123883886821912036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://economialibera.blogspot.com/2011/11/la-commerzbank-e-il-debito-sovrano.html' title='La  Commerzbank e il debito sovrano greco'/><author><name>economicamente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13662652482790902375</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='19' src='http://2.bp.blogspot.com/_jkQumBivtIk/SvavCxi-iKI/AAAAAAAAAAM/CDDxLVOVRvU/S220/EL.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
